Organizzare una Convention: il nostro dietro le quinte!

Dopo due anni particolarmente difficili in cui abbiamo rinunciato a qualsiasi tipo di socialità e ci siamo preclusi occasioni di incontri, abbiamo ricominciato l’anno lavorativo con l’organizzazione di un grande evento, tra i più importanti che abbiamo mai organizzato, e con la gioia di essere riusciti a far vivere alle persone una giornata di festeggiamenti, rispettando le norme sanitarie vigenti e riuscendo comunque a creare un’atmosfera di celebrazione, il team di Inside Factory non è mai stato così unito e compatto per il proprio lavoro.

L’evento in questione è l’anniversario dei 15 anni di VoipVoice, un traguardo che l’azienda voleva rendere indimenticabile e con un’organizzazione minuziosa della giornata e con un lavoro di preparazione iniziato con diversi mesi in anticipo siamo riusciti a portare oltre 200 persone all’interno del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, sede del Comune e cuore pulsante di tutta la città, per far vivere un’esperienza unica ed emozionante a tutti i partecipanti.

Una volta che sono state decise le cose più importanti, ossia il titolo dell’evento e la location quello che è successo dopo è stato solo tanto duro lavoro per riuscire a soddisfare sia le nostre ambizioni sia quelle del cliente VoipVoice.

L’immagine di Dante che ci incita a fare del nostro meglio, attraverso l’ingegno e la conoscenza, per superare confini e ostacoli è stata la conseguenza indiretta e non calcolata della scelta del tema dell’evento: “Fatti non foste a vivere come bruti”.

Con il sostegno immaginario del Sommo Poeta il team di Inside Factory ha iniziato a concentrarsi sulle specificità del progetto curando ogni singolo dettaglio e seguendo tutti i processi di preparazione.

L’allestimento della sala è stato predisposto in modo tale che la protagonista fosse VoipVoice e quindi sull’udienza del Salone dei 500 faceva da padrona una gigantografia con il nome e il logo dell’azienda. Le luci, tendenti al blu richiamavano i colori del logo ma allo stesso tempo davano risalto alle opere d’arte che decorano le pareti e il soffitto dell’intera stanza. Sono stati presi i contatti con i diversi fornitori e tecnici, che con la supervisione sempre di Inside Factory, hanno creato un’ambiente idoneo ad accogliere oltre 200 persone in completa sicurezza, mantenendo la solennità del posto e sviluppando un’atmosfera celebrativa.

Tutti i partecipanti all’evento sono stati accompagnati in ogni momento, dal loro arrivo all’interno del Palazzo fino alla fine della Convention. Questo ha comportato un lavoro di segreteria importante perché, sebbene il cuore della giornata fosse la Convention fissata per la mattina di sabato, sia la sera prima sia durante tutta la giornata le persone sono state accompagnate in diversi luoghi simbolo della città, per far respirare loro l’aria di festa e al contempo permettergli di godere della bellezza della città, dall’aperitivo di benvenuto in una terrazza con vista panoramica a 360° su Firenze fino al pranzo nel cuore di Piazza dell Repubblica e infine la visita guidata all’interno del Museo dell’Opera del Duomo e al Battistero.

Le immagini e tutte le grafiche utilizzate sono state merito di Giorgio Galimberti, il creativo del team, che si occupa della grafica: “Organizzare un evento aziendale all’interno di Palazzo Vecchio, e più precisamente nel Salone dei Cinquecento, è una soddisfazione personale e di gruppo che non ci scorderemo facilmente. 15 anni di vita di un’azienda sono un traguardo importante e festeggiarlo al meglio in uno dei luoghi più rappresentativi della cultura italiana è un vanto di cui andare molto fieri. Sicuramente per preparare al meglio questo evento è servito un grande sforzo, dedizione e cura ai particolari: il risultato finale però ha sicuramente ripagato tutto il lavoro svolto dietro le quinte nei mesi precedenti. È servito un importante lavoro di squadra per riuscire a ottenere il miglior risultato possibile e alla fine possiamo essere davvero contenti per come si è svolto l’evento.”

Chi partecipa a un evento di queste dimensioni e di questa importanza può pensare erroneamente che il lavoro più difficile è quello del giorno stesso, dove bisogna supervisionare che ogni cosa vada per il verso giusto ma in realtà tutto quello che c’è prima è ancora più impegnativo. La comunicazione con gli invitati è essenziale, fornirgli tutte le informazioni corrette ed esaustive prima dell’evento sono dei requisiti indispensabili che richiedono tempo e ore passate al telefono.

In questo il ruolo fondamentale è stato svolto da Costanza Lanfranchi e Chiara Paolella, due new entry del team di Inside Factory ma che con il loro pragmatismo e la loro energia hanno saputo gestire il turbinio di attività di quest’evento!

“La preparazione di un evento così grande richiede un’ottima organizzazione e questo è raggiungibile solo attraverso una chiara e precisa suddivisione dei compiti. A parer mio, questo è avvenuto tenendo in considerazioni le qualità e le capacità specifiche di ognuno di noi, permettendoci da una parte di lavorare in serenità ma dall’altra è stata una grande occasione di crescita professionale attraverso il mix di competenze degli altri membri del team. La pressione e l’agitazione sono emozioni tipiche quando prepari eventi di questo genere, tuttavia con un buon lavoro di squadra è possibile tamponarle e avere più probabilità di riuscita. – Ha commentato Chiara, raccontando l’esperienza di esser catapultati in un mondo completamente nuovo!

“L’organizzazione della Convention è stato l’evento dove ho potuto prendere parte in prima persona all’organizzazione e mi sento molto fortunata per tre motivi: il primo per il luogo dove si è tenuto, che già basterebbe per far perdere il fiato a chiunque ci entrasse, il secondo per averlo fatto per una bella motivazione, ossia il benessere di un’azienda che raccoglie intorno a sé tante persone che credono nella forza del cambiamento, infine di averlo fatto con un team che ha trasformato la pressione e l’ansia in motivazione ed entusiasmo, che dal mio punto di vista sono importanti quanto i suoni, le luci o altri particolari che compongono un evento”

Sono entrata da soli sette mesi a Inside Factory e mai mi sarei immaginata che avrei preso parte all’organizzazione di un evento così grande e spettacolare come quello dedicato alla Convention dei 15 anni di VoipVoice. Ognuno aveva dei compiti ben precisi ma non sono mancati il supporto e l’aiuto reciproco costante che, in un team che si rispetti, sono essenziali per poter lavorare in modo efficiente. L’evento era diviso in due giornate, in tre diverse location, l’organizzazione non è stata semplice; ma, nonostante tutto, siamo riusciti a realizzarlo con successo. A confermarcelo sono stati i tanti ringraziamenti e complimenti sia di tutti gli ospiti che dell’amministratore delegato di VoipVoice Simone Terreni. Grata e molto soddisfatta di tutto il lavoro svolto insieme ad una squadra eccezionale.”, dice Costanza con un grande sorriso, gli occhi ancora stanchi ma felici e brillanti per l’emozione.

Tutta l’attività di coordinamento di questo importante evento è stata impostata con il lavoro dell’Executive Team di Inside Factory, con grande cura e attenzione a ciascuna fase dell’evento!

Serena Masoni, Executive Team di Inside Factory, si è dedicata anima e corpo alla riuscita dello stesso, con grande dispendio non solo di energie ma anche di premura! Un sogno diventato realtà come afferma lei stessa. “Organizzare un evento come quello che si è tenuto venerdì 3 e sabato 4 settembre, penso possa essere considerato come un atto di amore verso l’azienda per la quale si crea e verso l’ospite al quale vogliamo che rimanga un ricordo indelebile. È atto di amore, perché in esso risiede la cura e l’attenzione ad ogni dettaglio. Da quando ho cominciato ad occuparmi di eventi il mio desiderio è sempre stato quello di riuscire ad organizzare un evento all’interno del Salone dei Cinquecento, un desiderio che pensavo fosse dedicato solo “ai grandi”, ma quando è cominciato a diventare realtà, ho realizzato che anche noi siamo fra quei “grandi”. Varcare quella soglia, alzare gli occhi al soffitto, essere contornati da tutta quella bellezza trasmette un’emozione incredibile, difficile da spiegare. Per capirla la si può solo vivere. Gestire tre location diverse, una ventina circa di fornitori, star dietro alle tempistiche che ci avevano indicato, stando attenti che tutto quadrasse, che non fosse dato niente per scontato, non è stato affatto semplice e non nego di essere arrivata a fine dei due giorni esausta, ma molto felice e orgogliosa del risultato ottenuto”.

La supervisione e precisione di Martina Giacomelli, Executive Director di Inside Factory, sono stati determinanti per la riuscita e l’organizzazione dell’evento, che ancora non è riuscita a fermarsi neanche un secondo e commenta così l’esperienza: “I momenti che preferisco degli eventi sono quello immediatamente prima dell’inizio, quando intorno c’è silenzio e poi subito dopo <diventa tutto rock!>, e appena finito, quando le luci si spengono e ti guardi intorno. È lì che incontri gli sguardi del gruppo che ha lavorato insieme a te con passione ed energia per rendere tutto perfetto. Volti stanchi, gambe affaticate, scarpe di ricambio già indossate ma soprattutto occhi colmi di soddisfazione e di gioia! Questa è la condivisione massima che si può avere dopo mesi e mesi di duro lavoro e impegno, minuti, ore e giorni dedicati a rendere tutto perfetto per quell’evento che inizia e finisce il giorno prestabilito, all’orario prestabilito, con partecipanti felici di esserci stati. E sì, anche noi ci siamo stati e abbiamo vissuto insieme a tutti loro, sulla nostra pelle, una delle esperienze più entusiasmanti che possano esserci, perché creare un evento e renderlo tale vuol dire creare un’emozione. Questa stessa emozione che anche noi sentiamo addosso!”

Aver creato un’esperienza condivisa in un luogo che emanava tanta bellezza e maestosità hanno ripagato tutta la fatica dei mesi precedenti e saranno il nostro incoraggiamento per realizzare in futuro tanti altri eventi di questo genere! Ad maiora!

Telecommunication Strategies | Cinque step per la Digital Transformation

Inside Factory è l’organizzatore di Telecommunication Strategies, un tour commerciale di quattro tappe a partecipazione gratuita, volto a far conoscere tutti quei servizi e prodotti hardware & software specifici per le telecomunicazioni digitali, soluzioni che permettono l’effettiva digital transformation di aziende e pubbliche amministrazioni per una maggior velocità, sicurezza ed efficienza! Iscriviti e partecipa a:

TELECOMMUNICATION STRATEGIES | CASERTA14 settembre 2021

TELECOMMUNICATION STRATEGIES | ROMA15 settembre 2021

TELECOMMUNICATION STRATEGIES | MONTELUPO (FI)16 settembre 2021

TELECOMMUNICATION STRATEGIES | MILANO17 settembre 2021

Competenze e tecniche per la negoziazione commerciale: intervista a Luciano Ruggeri

Il relatore del quarto appuntamento del programma di formazione, Inside Schooling, è Luciano Ruggeri, Coach e Personal Voice Trainer, che da oltre venti anni ha una esperienza da formatore per professionisti del settore delle vendite.

I corsi di formazione, che Luciano Ruggieri conduce, hanno come file rouge il miglioramento dei comportamenti organizzativi e manageriale all’interno delle aziende, difatti è esperto di leadership e di public speaking, con una conoscenza approfondita sull’utilizzo della voce durante i dibattici pubblici.

Il corso, che si terrà giovedì 10 giugno, “Competenze e tecniche per la negoziazione commerciale” vuole porre al centro dell’attenzione la figura del venditore, e come modificare il proprio comportamento abituale rendendo l’azione più incisiva, consapevole ed efficace per il raggiungimento degli obiettivi tipici di una vendita creativa.

 Il programma di formazione di Inside Factory ha lo scopo di accompagnare le figure professionali, che in questo anno si sono trovate a modificare le proprie attività lavorative quotidiane a causa dei nuovi ritmi e modalità che la pandemia ha imposto in diversi ambiti di lavoro, in un aggiornamento sulle nuove possibilità che il digitale offre per far crescere il proprio business.

Per questo motivo, il corso avrà come focus la figura del venditore, una figura che ha sempre visto la vicinanza con il cliente uno dei requisiti fondamentali per la conclusione di una vendita. L’instaurazione del rapporto di fiducia tra il venditore e il potenziale cliente, è stata messa in crisi in questi mesi a causa dell’impossibilità di utilizzo di tutte quelle azioni non verbali che agevolavano la nascita del rapporto e che a distanza non hanno lo stesso impatto che avrebbero avuto attraverso in un incontro dal vivo.

Marzo 2020 ha segnato il punto iniziale di cambiamento più grande dell’ultimo decennio a livello mondiale, determinando anche una nuova attenzione (imposta e necessaria) al digitale. Il dover essere presenti online a tutti i costi e come unico mezzo, ha comportato quindi anche una trasformazione del lavoro. Oggi vogliamo concentrarci su come è cambiata la figura del commerciale, del venditore. Che cosa ne pensi?

Il cambiamento è stato travolgente, pochi erano preparati e tuttora molti non sono competenti per affrontare questa condizione e quindi non è stato possibile essere in grado di poter essere formati per questa condizione che apparentemente sembrava semplicemente affrontabile mettendosi davanti ad un computer e parlare comunicando con i clienti.

I commerciali di oggi vivono uno scarto comunicativo che li mette nella condizione di non poter utilizzare le modalità che di solito avevano a disposizione se non in parte e quindi hanno una serie di difficoltà che vanno affrontate con energia e percorsi formativi capaci di adeguare la loro azione alle nuove condizioni.

Come può il venditore avere la stessa efficacia nel proporre il proprio prodotto o servizio da dietro un pc piuttosto che in presenza? Quali sono le differenze e quali le uguaglianze?

Serve di certo rendersi conto che esistono dinamiche relazionali diverse e spesso contrapposte a quelle che venivano utilizzate in presenza. L’efficacia è data dalla conoscenza di molti fattori che possono creare un contesto che possa attirare, ispirare, emozionare e persuadere il cliente. Questi fattori si possono mettere in atto attraverso un percorso formativo su questi temi:

Una voce armonica capace di dare un effetto rassicurante, l’originalità dell’approccio, una cornice d’accordo che metta a proprio agio il cliente, l’energia emotiva capace di mantenere elevata l’attenzione e una sequenza di argomentazioni sul servizio e prodotto preparate con cura.

È possibile instaurare un rapporto di fiducia forte con il cliente, anche se a partire dal primo contatto e per i successivi, l’unico mezzo è l’online? In che modalità?

La fiducia è possibile ottenerla quando abbiamo potuto dimostrare: coerenza e professionalità, di fatto questo che può accadere solo se l’azienda che ognuno rappresenta ha creato un’immagine che dimostri al cliente quale sia stata la soddisfazione che i clienti già stanno utilizzando i servizi che si vogliono proporre. Le storie di clienti soddisfatti sono la premessa per acquisire la considerazione che può essere interessante stare ad ascoltare

L’on-line non è l’unico mezzo, occorre conoscere il proprio target e dove si informa, dove si documenta, su quali canali acquisisce informazioni. Il marketing deve fare un grande lavoro su questo.

Quali sono i principali fattori che influiscono sulla scelta d’acquisto?

I fattori sono molteplici. Mi permetto di dire che tra tutti i fattori l’affidabilità è al primo posto, poi esiste la qualità del prodotto parametrata al livello adeguato che si attende il cliente, la garanzia dell’assistenza, l’utilità per rendere più veloce il suo business e quanto tempo gli farà risparmiare

Esistono delle tecniche, dei metodi per riuscire ad entrare nella mente del consumatore? Ma soprattutto, chi è il consumatore per il venditore?

Si esistono e sono la garanzia che tutto si può imparare, esistono percorsi formativi che permettono di conoscere come agiscono le emozioni e la ragione che sono contemporaneamente coinvolte in ogni comunicazione.

Il consumatore è per il venditore la sfida rispetto a quanto per lui sia possibile essere in grado di ascoltare le sue vere esigenze e bisogni sui quali si è preparato immedesimandosi nella sua situazione.

Il primo argomento del corso è “Emozioni e Processo Decisionale: quando la ragione non basta”. Quando la ragione non basta intervengono le emozioni e le sensazioni. Parlando alla figura del venditore, oltre alla professionalità e alla competenza, nonché alla ragione, sarebbe meglio che unisse un comportamento empatico per far muovere bisogni ed emozioni in chi lo ascolta. La personalità individuale influisce sulla possibilità di diventare un buon venditore?

La personalità influisce quando è in grado di adattarsi in modo propositivo alla personalità del cliente.

La capacità da allenare è una profonda attenzione all’ascolto delle paure e dei desideri del cliente, per essere nelle condizioni di saper riconoscere il criterio con cui il cliente sceglie, il modo con cui valuta come sono rispettate le sue necessità di avere conferme riguardo la possibilità di scegliere senza il rischio di sbagliare.

Esistono varie fasi della negoziazione tra venditore e acquirente. Ne esistono alcune che sono più importanti e che potrebbero fare la differenza per la conclusione di una trattativa? C’è qualcosa che online non dovrebbe secondo te mai mancare?

Quello che non dovrebbe mai mancare è la corretta sequenza della trattativa stessa, ovvero :

1- Riconoscimento ed accettazione del proprio ruolo da parte del cliente

2- Analisi della situazione del cliente rigorosa e trasparente

3- Qualità delle domande rispetto a quali sono le aspettative del cliente

4- Far percepire il beneficio che il cliente otterrà con certezza

5- Presentare progetti e non prodotti.

Tra le sue qualifiche è presente anche quella di Personal Voice Trainer, ossia Trainer della voce, per un utilizzo consapevole di questo potente strumento! Come cambiano le modalità di utilizzo della voce quando si parla di incontri digitali?

Nella condizione on-line la voce è ancora più determinante che in presenza. Serve allenarla in modo che sia energetica, modulata, con pause significative su parole chiave che rappresentano il valore dell’azienda che ogni commerciale può trasferire al cliente.

Curiamo i contenuti e dimentichiamo che non siamo percepiti per quello che diciamo ma per “come lo diciamo”.

Inside Schooling è un progetto di formazione modellabile a seconda delle proprie esigenze professionali che ha lo scopo di proporre una formazione continua e di valore in base alle esigenze che il cambiamento dell’approccio costante al digitale impone. Che ne pensi di questo format e perché hai scelto di partecipare?

Il format è originale, utile e particolarmente efficace in quanto mette a disposizione diverse professionalità che insieme concorrono ad una crescita multidisciplinare.

A quali professionisti pensi possa essere rivolto il tuo corso e cosa ti piacerebbe lasciare ai partecipanti?

A tutti coloro che desiderano avere contenuti che rispetto alle proprie esperienze di lavoro possano confrontarsi con serietà e quindi accrescere il proprio livello di conoscenze e competenze.

Vorrei lasciare alcune competenze che possano essere utilizzate nella realtà di tutti i giorni così da poter contribuire alla propria personale crescita, nella certezza e la convinzione che ognuno di noi è molto più di quello che pensa di essere e vale molto più di quello che pensa di sapere.

Il profilo LinkedIn strumento di Social Selling e Personal Branding: intervista a Maria Letizia Russo

Inside Schooling ha ospitato Maria Letizia Russo per il suo terzo appuntamento di formazione. L’argomento del corso di formazione è stato “Il profilo LinkedIn, strumento di Social Selling e Lead Generation per Sales e Professionisti”, e si è concentrato sull’utilizzo delle piattaforme social e degli strumenti digitali per le strategie di vendita aziendali.

Maria Letizia Russo dopo una lunga carriera all’interno di una organizzazione aziendale, dove ha acquisito una grande competenza nel settore del marketing, ha deciso di diventare una libera professionista e mettere a disposizione il proprio know-how per tutte le aziende che vogliono ampliare la propria rete di clienti attraverso l’utilizzo delle piazze virtuali.

I social media sono diventati degli strumenti imprescindibili all’interno del processo di vendita, gran parte dei potenziali clienti è presente sui social, spesso è lo stesso cliente che cerca informazioni online e preferirebbe pagare e comprare il prodotto direttamente attraverso il web. Per questo motivo, Maria Letizia Russo, aiuta i venditori ad aggiornarsi e cambiare la loro strategia di vendita per permettere che la domanda e l’offerta si incontrino e per ampliare il bacino di utenti cercandoli sui social media. LinkedIn è la piattaforma prescelta per ricoprire questo ruolo e soddisfare queste finalità: permette alle aziende di divulgare la propria immagine aziendale e allo stesso tempo vendere i propri prodotti a un pubblico infinitamente più grande di quello che si potrebbe trovare attraverso le strategie di vendita tradizionali.

La pandemia ha reso quasi indispensabile questo processo di digitalizzazione dei processi di vendita, infatti quando le aziende sono state costrette a chiudere il proprio luogo di lavoro fisico, il digitale è diventata la nuova e unica vetrina di molti venditori.

LinkedIn ormai è sulla bocca di tutti. Ma quanti lo conoscono veramente secondo il tuo punto di vista?

Davvero una bella domanda! Dipende da cosa intendiamo per “conoscere veramente LinkedIn”. Per me vuol dire avere consapevolezza del valore di ogni sezione del profilo, conoscere il motore di ricerca e come legge il profilo, sapere cosa e come scrivere un profilo veramente leggibile secondo criteri di scrittura efficace.

Conoscere Linkedin significa cogliere cosa interessa davvero le persone nella nostra rete e come scrivere post leggibili per le persone considerando il poco tempo che hanno a disposizione, la velocità dei social e la bassa soglia dell’attenzione di ogni essere umano.

Conoscere Linkedin significa anche conoscerne il galateo, il tecnicismo dell’algoritmo che dona o toglie visibilità a profili e post pubblicati e sapere quali sono le logiche del networking di qualità.

Trovare chi conosce tutto ciò, non è semplice.

LinkedIn negli anni è cresciuto molto, diventando il luogo virtuale per eccellenza in cui incontrare professionisti per finalità di Business. Allo stesso tempo, però, ancora tante aziende o professionisti non lo utilizzano. Come mai c’è questo distacco rispetto all’utilizzo di un social business secondo te? Quali sono invece i motivi per cui è importante essere presenti?

C’è ancora poca cultura nell’utilizzo di Linkedin, nonostante i numerosi iscritti nel nostro paese.

Credo che molti siano ancora legati all’idea di LinkedIn come luogo in cui pubblicare un curriculum online, si iscrivono, lo utilizzano finché cercano lavoro, per poi abbandonarlo fino alla ricerca di una nuova posizione lavorativa.

Un motivo chiave per essere presenti è la consapevolezza che LinkedIn offre la possibilità di creare, ottimizzare e aggiornare costantemente la nostra identità digitale online anche per chi non ha un proprio sito personale, a questo proposito basti pensare che il profilo Linkedin viene letto da Google semplicemente digitando il nostro nome.

Tutto ciò è determinante per il nostro personal branding, elemento tutt’altro che da sottovalutare.

Profilo personale e pagina aziendale: due elementi necessari ma molto diversi tra loro. Ci sono delle aziende che invece di aprire una pagina dedicata, inseriscono tutte le informazioni sul profilo personale. Cosa ne pensi?

Penso che sia un trucchetto tutt’altro che raccomandabile, si cerca di superare le difficoltà del gestire una pagina utilizzando un profilo con logo al posto della foto e nome azienda anziché cognome e nome.

Pochi sanno che questa pratica è contraria al contratto di Licenza di LinkedIn in quanto richiede espressamente ai profili di avere l’identità di una persona reale e identificabile (art.8.2)

Io consiglio di imparare a gestire al meglio la pagina LinkedIn ed evitare questa pratica, non pochi profili creati in questo modo sono stati chiusi perdendo tutte le connessioni create, è inoltre da considerare che un profilo così creato non potrà nemmeno essere successivamente convertito in pagina.

Inoltre, chi non crea una pagina, perde la possibilità di avere una presenza ufficiale dell’azienda su Linkedin, di pubblicare post sponsorizzati oppure offerte di lavoro e di avere degli analytics molto dettagliati dei follower della pagina e delle visite al proprio sito.

Cosa significa curare il proprio profilo LinkedIn? Ci sono degli step imprescindibili?

Curare il profilo vuol dire compilarlo in ogni parte esaustivamente, inserire le parole chiave che possono essere oggetto di ricerca per un nostro prodotto / servizio e renderci rintracciabili dal motore di ricercare.

La cura del profilo è ben diversa dalla semplice compilazione, presuppone di inserire contenuti visivi allegandoli alle varie sezioni, inserire attestato dei corsi frequentati, mettere in evidenza nell’apposita sezione articoli, video, immagini significative ed essere sempre pronti a modificarlo e aggiornarlo rendendolo costantemente in linea con la nostra identità lavorativa attuale.

La cura del profilo va oltre il profilo stesso e interessa anche lo sviluppo di una rete di contatti utili al proprio business e la pubblicazione di post interessanti per la propria rete.

Esserci ok, ma non in modo passivo. Puoi darci dei consigli per una content creation efficace? Le keywords possono essere di aiuto?

Content creation efficace vuol dire:

  • Scrivere contenuti interessanti per la propria rete
  • Scrivere secondo i migliori canoni di scrittura efficace valutando attentamente:
    • incipit
    • sintesi del contenuto
    • leggibilità del testo
  • Utilizzare nei contenuti le parole chiave che l’algoritmo leggerà associandole al profilo e restituendo un risultato di coerenza tra il contenuto e chi lo pubblica

Tra gli argomenti che tratterai all’interno del corso, oltre all’utilizzo di LinkedIn, approfondirai i concetti di Personal Branding e Social Selling. Potresti darci una breve definizione? Sono strategie complementari fra loro o possono essere utilizzare singolarmente?

Possiamo tranquillamente affermare che il personal branding è propedeutico al social selling. Con il personal branding raccontiamo e trasmettiamo chi siamo nel miglior modo possibile.

Con il social selling cerchiamo contatti in target con il nostro cliente e pubblichiamo contenuti di interesse per la nostra rete, contemporaneamente le interazioni positive diffondono i contenuti su LinkedIn rintracciando altri contatti in target, sino ad ottenere richieste di incontro / preventivo spontanee.

Questa sintesi del social selling fa comprendere facilmente quanto sia fondamentale avere un profilo che trasmetta al meglio chi siamo e di cosa ci occupiamo in modo totalmente allineato al concetto di personal branding.

LinkedIn, come gli altri Social Network, funziona tramite algoritmi. Puoi svelarci un segreto per avere la massima visibilità all’interno della piattaforma?

Scrivere per le persone prima che per l’algoritmo. Se un post piace alle persone, la loro interazione viene premiata dall’algoritmo che aumenterà la visibilità del post sino a renderlo virale.

Chi non conosce davvero la propria buyer persona, difficilmente potrà incontrare il favore dell’algoritmo.

Essendo un social di networking con ottime possibilità di business, solo i commerciali dovrebbero esser presenti su LinkedIn? Ci sono inoltre delle skills particolari che devono essere apprese?

Chiunque dovrebbe essere presente su Linkedin!

I commerciali cercano il loro buyer, i buyer presenti con un buon profilo trasmettono la loro professionalità, qualsiasi dipendente che conosca e utilizzi Linkedin al meglio rappresenta positivamente la propria azienda con vantaggi win-win per l’azienda e per il dipendente.

Curare la propria reputazione su LinkedIn è oggi la vera skill che serve sia per il social selling sia per il persona branding.

Da dove consiglieresti di partire ad una azienda che vuole intraprendere un processo di transizione al digitale e aprire quindi un canale LinkedIn?

Consiglio di formarsi sull’utilizzo di LinkedIn in ogni aspetto, pagina, profili, contenuti, sponsorizzazioni e offerte di lavoro.

Formare i propri team marketing, comunicazione, HR e Sales perché la gestione della pagina ottimale va fatta a più mani, con un lavoro di squadra e un confronto costante.

Successivamente consiglio di informare i dipendenti in merito all’utilizzo che l’azienda intende fare di LinkedIn quale canale della comunicazione social aziendale e formarli affinché si sentano sicuri e motivati all’utilizzo del social.

Dipendenti e Sales sono i migliori brand ambassador per un’azienda su LinkedIn.

Hai deciso di abbandonare un lavoro aziendale per diventare imprenditrice di te stessa. Quanto è stato difficile costruirti un’immagine forte a tal punto da diventare un’esperta nel settore del marketing online?

La parte più difficile e impegnativa è stata quella di formarmi mentre lavoravo, ho cercato nel più breve tempo possibile di formarmi su ogni campo del digital marketing investendo tempo e budget, sacrificando fine settimana e molte notti per imparare tutto ciò che mi poteva essere di supporto, SEO, Social, Advertising, WordPress, Email Marketing ma soprattutto la strategia digitale.

Successivamente non è stato facile prendere la decisione di lasciare un posto di lavoro aziendale quando non ero più giovanissima, avendo ampiamente passato i 40 anni.

La mia immagine si è creata e rafforzata mentre studiavo, leggevo, testavo e ne parlavo nei post e negli articoli che scrivevo per diversi blog, ad un certo punto la professionista era lì, con le sue competenze, esperienze, riconoscibilità e credibilità pronta a fare il salto e diventare imprenditrice di sé stessa.

L’immagine cresce con noi e si rafforza ogni giorno.

Inside Schooling è un percorso di formazione digitale modellabile dal partecipante a seconda delle esigenze professionali che propone una formazione verticale su attività che sono state trasformate dall’impatto completo dell’online. Perché hai scelto di partecipare e cosa hai visto nel progetto?

Il progetto di Inside Schooling offre la possibilità di formarsi su temi utili alla crescita di aziende e professionisti, permette loro di assumere consapevolezze nuove sulla realtà online e di fare scelte consapevoli, questo è in linea con la mia attività di trainer su LinkedIn e per questo motivo ho accettato con piacere di far parte di questo progetto.

Se dovessi scegliere un’unica “pillola” cosa vorresti che i professionisti partecipanti recepissero dal tuo corso?

Vorrei che comprendessero l’importanza dell’Esserci e del Farsi trovare su LinkedIn.

Comunicare in maniera efficace: intervista a Francesca Anzalone | 2° parte

In vista del secondo appuntamento del percorso di formazione di Inside Schooling, “Come comunicare in maniera efficace e prevenire crisi di digital reputation” che si terrà domani, 27 maggio, pubblichiamo la seconda parte dell’intervista a Francesca Anzalone, professionista nell’ambito della comunicazione digitale e futura docente del corso all’interno della scuola digitale di Inside Factory.

Nella prima parte dell’intervista, Francesca Anzalone ha fornito una definizione chiara dei concetti che tratterà all’interno del corso, tra cui Brand Reputation, diritto dell’oblio e crisi mediatica, adesso si entrerà più in profondità attraverso esempi pratici e azioni concrete, che costituisco il cuore della comunicazione digitale e che Francesca in prima persona affronta quotidianamente nel suo lavoro.

Quando si parla di Brand Reputation, non si può non parlare di identità aziendale. Infatti uno degli argomenti del corso è proprio “Semantica e Tassonomia identitaria”, puoi dirci in poche parole di che cosa si tratta?

Questo aspetto si concretizza con il manuale di semantica identitaria che è il frutto di una ricerca che parte dalla mia ricerca costante nella parola, d’altronde la mia laurea era ad indirizzo filologico-letterario e dunque in più di venti anni mi ha portata a coniugare la parola con il digitale: i miei due più grandi amori professionali. Costruire la semantica di un’azienda significa permettere una comunicazione fluida, partecipata, inclusiva sia verso l’interno che verso l’esterno. Ma soprattutto una scelta delle parole giuste: quelle che tutti riconoscono e attraverso le quali riusciamo a garantire coerenza. Ma come sempre la mia concretezza mi porta a verificare che ogni parola sia in linea con le azioni, con i valori dichiarati e dunque prevenzione di rischi di crisi mediatica. E non ultimo a identificare tutte le parole da evitare che ruotano attorno a questa sfera centrale di consapevolezza. Responsabilità nell’uso della parola. Questo aspetto è sicuramente molto impattante anche nella comunicazione tra persone e dunque nella costruzione di relazioni significative.

Parlando di crisi e di Brand Reputation, ci puoi fare degli esempi di una comunicazione sbagliata che poi ha portato a una crisi mediatica?

Sono migliaia gli esempi, se digitamo washing o backlash o shit storm all’interno di Google ci confrontiamo esattamente con quello che avviene in una crisi. Possono nascere da una dichiarazione infelice di una figura istituzionale, ma anche una parola che non trova corrispondenza nelle azioni concrete e nei dati, esempi numerosi sono nell’ambito della sostenibilità rispetto all’impatto ambientale. Ma anche su terminologia che viene inserita nei packaging di prodotto. Torniamo alla tasso-nomia e alla semantica. Un manuale corporate e un manuale brand garantiscono proprio questo: la validazione di termini utilizzati con responsabilità e consapevolezza o meno. E che implicano il coinvolgimento di professionalità verticali: dunque per costruire una comunicazione consapevole e responsabile su una tassonomia corretta ci sono verifiche costanti da parte di ciascun referente. Il mio ruolo è di coordinare tutto questo: essere stata contaminata da tante figure e avere compreso la necessità di unirle in uno stesso tavolo di lavoro per verifiche incrociate. Queste figure come il Diversity Manager, Sustainability Manager, Inclusion Manager, Crisis Manager e potrei elencare una serie di professionisti lunghissima ci permette anche di valutare e identificare i KPI relativi al prodotto, al servizio … e dunque analizzare le probabilità di rischio. Diciamo che nella mia attività si lavora di interconnessioni e relazioni significative tra parole, persone, prodotti, servizi, azioni …

Hai tenuto molti corsi di formazione, durante la tua carriera, questo ti ha permesso di vedere molte realtà che lavorano con la comunicazione digitale. Mi piacerebbe sapere il tuo parere sul famoso digital divide e quanto in Italia è presente la consapevolezza e la conoscenza delle potenzialità degli strumenti digitali?

Sono 23 anni che coniugo la mia carriera di docente accademica, formatrice con quella di servizi e prodotti per il mercato. Ho avuto l’immensa gioia di poter formare parecchie migliaia di persone e ho iniziato in aula proprio con corsi destinati all’alfabetizzazione informatica. Era il 1997 e tenevo corsi per over 65, donne inoccupate e bambini sull’alfabetizzazione informatica e Internet. Il problema reale era “come si gestisce il mouse” un oggetto che non faceva parte della nostra vita. Da lì ho focalizzato tutte le mie ricerche sull’usabilità (il mio primo libro era proprio dedicato alla comunicazione in rete e all’usabilità). Potrei dirti la mia vera scuola è nata lì: cultura digitale e impatto socia-le. Quindi mentre prima la divisione era dettata da oggettive difficoltà per le quali l’uomo doveva adattarsi alla macchina oggi lo smartphone è lo strumento che ci permette di superare questa difficoltà. Gli strumenti si stanno avvicinando all’uomo, ad esempio il linguaggio naturale che utilizziamo negli assistenti vocali che stiamo “umanizzando”. Quindi diminuisce la necessità di competenze nell’uso comune e quotidiano, dobbiamo lavorare moltissimo nell’educazione al digitale e a ciò che implica: opportunità e rischi. Dobbiamo lavorare molto su questo aspetto educazione digitale e educazione civica digitale sia nelle professioni che nella scuola che nella società. Il mio sogno: gene-rare occasioni di divulgazione del digitale, accessibili a chiunque, mostrando contestualmente opportunità e rischi.

Inside Schooling è un format di formazione modellabile a seconda delle proprie esigenze e ha lo scopo di proporre una formazione continua e di valore in base alle esigenze che i cambiamenti esterni impongono? Che ne pensi?

Penso che sia una bellissima idea e opportunità per chi ne beneficia. Avere professionisti ed esperti a disposizione per costruire un percorso efficace di crescita è oggi fondamentale. Il punto è che spesso le persone non sanno quale sia la loro esigenza e dove manchino in competenze. Accompagnarli è un ottimo supporto.

Quali competenze ti piacerebbe lasciare ai futuri partecipanti al corso del 27 maggio?

Come dico sempre il tempo è tiranno per cui la prima competenza, fondamentale che voglio lascia-re è quella di essere in grado di capire se il fornitore che stiamo utilizzando è un valore aggiunto, ovvero ci sta accompagnando in una crescita, oppure ci sta portando solo e soltanto nelle sue abitudini e dunque in ciò che è più comodo per il suo business. Dunque parliamo di consapevolezza in ciò che stiamo facendo e dunque maggiore responsabilità nelle scelte che operiamo a beneficio del nostro business. Ovviamente anche la capacità di allertarsi di fronte ad eventuali segnali che potrebbero condurre ad una crisi; a capire come promuoversi e valorizzarsi meglio e soprattutto a vedere la comunicazione come un insieme di parole consapevolmente connesse.

“Serate Dantesche”: un evento, diviso in tre appuntamenti, all’insegna di Dante.

“Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza’.”

(“Inferno”, Canto XXVI)

Con questi versi, pronunciati da Ulisse nel Canto XXVI dell’Inferno, c’è uno dei più grandi elogi alla curiosità, l’unica arma che abbiamo per distinguerci dagli animali.

Proprio grazie alla sua insaziabile curiosità, Dante ha percorso un lunghissimo viaggio immaginario che ancora oggi è considerato uno dei più importanti capolavori letterari.

In occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, continuiamo ad organizzare eventi per omaggiarlo del regalo che ci ha lasciato in eredità, cercando ogni volta di prendere dalle sue parole riflessioni e pensieri che ancora oggi possono risultare estremamente attuali.

Il nostro viaggio si svolgerà con tre appuntamenti, ognuno dei quali approfondirà la figura di Dante da diverse angolazioni per poi portare il viaggio nel mondo terreno attraverso la visita dei luoghi raccontati all’interno della Divina Commedia e dei luoghi dove il Poeta è stato durate la sua vita.

Mentre la curiosità di Ulisse fu pericolosa, infatti trascina i compagni in un folle viaggio che si concluderà con la morte di tutti loro, le “Serate Dantesche” sono un viaggio virtuale per alimentare la nostra curiosità e perché no, anche un modo per elevarci al di sopra di noi stessi, nutrendo il nostro intelletto, come lo stesso Dante ripete spesso all’interno della Divina Commedia. Il programma dell’evento è diviso in tre appuntamenti:

Speaker: La Setta dei Poeti Estinti – con Emilio Fabio Torsello e Mara Sabia – Simone Terreni

Durante la serata si presenterà la figura di Dante come tratteggiato nei libri:

Barbero “Dante”, Marco Sant’Agata “Le Donne di Dante”, Ferroni “L’Italia di Dante” e Contini “Un’Idea di Dante”

Speaker: Riccardo Starnotti – Simone Terreni

Durante la serata, Riccardo girerà per le vie di Firenze presentando e illustrando la figura di Dante come pellegrino.

Speaker: Fabio Fraternali e Francesca Volpini di Gradara Innova – Simone Terreni

Durante la serata, Fabio girerà per il borgo di Gradara raccontando le caratteristiche della cittadina e la storia di Paolo e Francesca.

Le “Serate Dantesche” sono tre appuntamenti, in compagnia di diversi ospiti, per immergersi per tre sere nel mondo dantesco e negli immensi significati che i versi ci evocano ancora oggi.

Gli incontri si svolgeranno in diretta alle ore 21:00 sulla nostra Pagina Facebook e sul nostro canale YouTube!

A presto!

INSIDE SCHOOLING | La scuola digitale di Inside Factory

A causa della situazione attuale il mondo del lavoro sta vivendo un profondo processo di cambiamento. Tutto si è spostato e adattato, in modo molto rapido al mondo digitale. La domanda sorge spontanea: siamo sicuri di avere gli strumenti adeguati? Siamo pronti a questo cambiamento? In tutto ciò la Formazione diventa indispensabile per fronteggiare e gestire questa situazione, migliorando le proprie competenze specifiche ed essere così più competitivi nel proprio settore/lavoro

Per rispondere a questa rivoluzione, è nato Inside Schooling, il nuovo progetto di formazione di Inside Factory, dedicato a Micro Imprese, Liberi Professionisti, Manager, CEO, Content Creator, Community Manager, Responsabili di Uffici Stampa, ed esperti di Comunicazione e Marketing.

Di cosa si tratta? Inside Schooling è un progetto di Scuola Digitale, con un’offerta formativa modellabile sulle esigenze e preferenze della persona interessata. 5 appuntamenti della durata di 4 ore ciascuno, durante i quali vogliamo che il partecipante venga coinvolto con momenti di domande e confronto diretto con il docente.

NON SOLO TEORIA, MA ANCHE PRATICA!

Lo start?! I corsi partiranno a metà maggio, per 5 giovedì consecutivi!

Vi ho introdotto il progetto, vi ho parlato del perché è nato, mi sembra doveroso presentarvi la nostra rosa di docenti e le tematiche che saranno affrontate da ciascuno di loro.

LEADERSHIP & EMPOWERMENT: FOCALIZZARE ED AGIRE IN MANIERA EFFICACE

A cura di Mauro Bergamasco, Campione sportivo, Trainer & Coach

In un contesto come quello che stiamo vivendo, in un’evoluzione tutta digitale del lavoro, come si può essere dei buoni leader? Come si può trasmettere la corretta motivazione, la spinta al raggiungimento degli obiettivi, “a distanza”? Con Mauro Bergamasco attraverso video ispirazionali, aneddoti conivolgenti e momenti di confronto, andremo ad offrire alcune tecniche e darvi degli consigli pratici su come esercitare la propria influenza di Leader, anche da dietro un pc.

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COMUNICARE IN MANIERA EFFICACE E PREVENIRE CRISI DI DIGITAL REPUTATION

A cura di Francesca Anzalone, Digital PR Manager, Community Manager

Ogni azienda, Pubblica Amministrazione, ente, professionista, sa quanto è importante mantenere una buona digital reputation per mantenere vivo il legame con clienti e collaboratori. La reputazione è un bene da tutelare, promuovere e valorizzare. Il Web si sa, non dimentica nulla e ognuno di noi lo interroga alla ricerca di informazioni, recensioni, giudizi, forum. È il luogo in cui ci costruiamo un’opinione per qualsiasi cosa. Con Francesca Anzalone andremo a vedere come si comunica in maniera efficace nel Web, come si valorizza e tutela la propria reputation.

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IL PROFILO LINKEDIN: STRUMENTO DI SOCIAL SELLING E LEAD GENERATION PER SALES E PROFESSIONISTI

A cura di Maria Letizia Russo, Consulente e Trainer LinkedIn

LinkedIn è il Social Network più utilizzato in ambito business. Con il passare degli anni ha visto una crescita esponenziale, diventando il luogo, virtuale, dove i professionisti si collegano fra loro per finalità di Business. Con Maria Letizia Russo, partendo dalla definizione degli obiettivi, fino all’analisi dell’algoritmo di LinkedIn, andremo ad approfondire le strategie di comunicazione più efficaci e le modalità da impostare per ottenere dei benefici concreti dall’utilizzo di questo importante Social Network.

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LE NEUROSCIENZE APPLICATE ALLA VENDITA

A cura di Luciano Ruggeri, Coach & Personal Voice Trainer

Come è cambiata la vendita attraverso il digitale? Il Venditore come può avere la stessa efficacia nel proporre il proprio prodotto o servizio stando dietro un pc? Insieme a Luciano Ruggeri andremo a capire come modificare il proprio comportamento abituale rendendo la l’azione più incisiva, consapevole ed efficace per il raggiungimento degli obiettivi tipici di una vendita creativa.

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PARLARE IN PUBBLICO: IL PALCOSCENICO È ONLINE

A cura di Gianvito Tracquilio, Trainer, Speaker & Entertainer

Da Marzo 2020 il mondo del lavoro, degli eventi, è cambiato radicalmente – come è cambiato il palcoscenico, che nel prossimo futuro sarà sempre più online. Insieme a Gianvito Tracquilio andremo ad analizzare nello specifico quali sono gli aspetti che hanno subito le maggiori mutazioni e quali sono le tecniche per mantenere viva l’attenzione e il seguito del proprio pubblico anche da dietro un pc.

Clicca qui per iscriverti


Riassumendo, perché partecipare? Innanzi tutto perché si tratta di una formazione pratica, perché si ha la presenza di docenti esperti, capaci di interpretare la digitalizzazione in ottica di miglioramento delle attività, ed infine per i contenuti.

Inside Schooling non è solo live, ma anche video, podcast, interviste per potervi dare una formazione continua!

La partecipazione ai corsi di Inside Schooling è a pagamento, ed il costo per singolo corso è di 149 € + iva.

IMPORTANTE: se ti iscrivi entro il 23 aprile puoi accedere allo sconto EARLY BIRD, pagando ogni singolo corso 89 € + iva.

Per avere maggiori informazioni circa i costi dei singoli corsi, visita il nostro sito, oppure scrivi a info@insidefactory.it!

Articolo a cura di Serena Masoni, Executive Team di Inside Factory

Inside Factory presenta “Galateo della Scuola”

E se il galateo tornasse tra le mura scolastiche?! Una pratica educativa così antica incontra la caotica realtà scolastica attuale in un libro schietto e d’impatto scritto da Luca Rossi, un docente di lingua e letteratura francese in un liceo linguistico. Nel libro l’autore sprona a riflettere su come sarebbe utile ricostruire un galateo di comportamento nelle scuole italiane affinché si possano ricostruire le basi del rispetto reciproco formale e sostanziale tra scuola e famiglie.

È con grande piacere che ti invitiamo alla PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GALATEO DELLA SCUOLA” che si terrà mercoledì 30 marzo 2021 alle ore 21:30 con la partecipazione di:

Luca Rossi Autore

Andrea GhezziEditore de La Linea

Tommaso Bertelli Dirigente Scolastico

Sarà un momento di confronto su quanto la relazione tra scuola – famiglia – società sia mutata con il passare tempo, sui pro e i contro sulla scuola di oggi e su come poter riconquistare quel rispetto reciproco di cui, qualche volta, tendiamo a scordarci. L’evento è online e la partecipazione è totalmente gratuita!

CLICCA QUI PER ISCRIVERTI

Una volta iscritto, riceverai da noi una mail con il relativo link di collegamento all’evento! E, se dopo esserti iscritto non riesci a partecipare al live, nessun problema: ti invieremo le credenziali della registrazione!

Per maggiori informazioni scrivi a info@insidefactory.it!

Parola d’ordine: FORMAZIONE!

La conoscenza è uno dei fattori chiave nello sviluppo di un professionista e della persona. Con l’evoluzione tecnologica e l’ampliamento dei canali di comunicazione, la società del nuovo millennio ha avuto una trasformazione in quella che viene considerata “società della conoscenza”, che dà la possibilità di accedere a tutte le risorse necessarie all’individuo per sviluppare le proprie abilità.

L’apprendimento diventa, quindi, una necessità. Avere dei dipendenti qualificati e formati, contribuisce non solo alla crescita della produttività aziendale, ma anche al benessere dei dipendenti, che si sentono più responsabili e partecipi al successo dell’azienda.

Per rispondere a questa necessità è con piacere che vi presentiamo la nuova edizione del BUSINESS ELEVATION PROGRAM, la formazione professionale di Inside Factory dedicata ad aziende e professionisti di ogni settore.

Nove appuntamenti, di 4 ore ciascuno, in modalità digitale ma interattivi, con l’obiettivo di fornire dei suggerimenti su come raggiungere buoni risultati, migliorando la propria performance professionale e andando a sviluppare delle capacità trasversali che spazino su vari ambiti.

Il percorso di formazione è modellabile sulla base dei corsi che si ritengono più interessanti. Ogni corso sarà realizzato in diretta streaming e registrato, con l’opportunità di rivederlo anche successivamente.

<Non si può non comunicare> – primo assioma della comunicazione. È da qui che vogliamo iniziare il nostro percorso, partendo da come “Comunicare Efficacemente”, perché riteniamo che la comunicazione sia indispensabile per entrare in comunicazione con l’altra persona e per far sì che quello che vogliamo comunicare arrivi correttamente a chi ci ascolta. Partendo dalla teoria andremo a vedere degli esempi pratici di come poter comunicare in modo efficace.

Con il secondo corso “Customer Care” vogliamo andare a conoscere quelle che sono le varie tipologie dei bisogni del cliente e come rispondere ad esse ponendo la giusta attenzione, fino a raggiungere un rapporto di fidelizzazione con esso.

Il corso sul “Comportamento Telefonico Professionale” è utile per tutte quelle aziende che forniscono, ad esempio, assistenza telefonica. Si dice che la telefonata sia il biglietto da visita di un’azienda e un approccio sbagliato potrebbe andare a ledere la reputazione di essa. Forniremo, quindi, alcuni consigli pratici su come comportarsi quando si risponde al telefono.

Saper gestire il proprio tempo è fondamentale per non doversi ritrovare in affanno nel dover rispettare delle scadenze. Il corso di “Time Management” serve proprio a questo, per offrire dei consigli su come organizzare il proprio carico di lavoro al fine di sfruttare al meglio la giornata lavorativa.

Che cos’è la vendita? Quali sono le cinque fasi della Vendita? Quali sono gli ingredienti per essere un buon venditore? Il corso di “Tecniche di Vendita” serve per rispondere a queste domande, partendo dalla regola base per cui per vendere bisogna concentrarsi sui benefici e non sulle caratteristiche del servizio o del prodotto che si sta vendendo.

A chi, dovendo parlare in pubblico, non è presa un po’ di paura da palcoscenico? Il corso “Public Speaking” vuole offrire alcuni consigli e tecniche su come affrontare questa paura e su come poter dare il giusto valore al discorso che si vuole tenere.

Per quanto se ne dica, LinkedIn è uno dei social più utilizzati nel mondo Business. Il corso “LinkedIn for Business” vuole rispondere a tutte quelle aziende che vogliono sfruttare al meglio questo canale per le proprie comunicazioni aziendali.

Chi è il Leader? Quali sono le caratteristiche che deve avere un buon Leader? Il corso sulla “Leadership” cerca di rispondere a queste domande, e offre dei consigli pratici su come un Leader debba suddividere e delegare il lavoro ai propri dipendenti in maniera equa, in modo che tutta l’organizzazione possa trarne benefici.

L’ultimo corso è quello sulla “Trovare la Motivazione”. Essere motivati ci spinge a dare il meglio di noi, ad impegnarci nei compiti da svolgere. In mancanza di essa, è difficile che il lavoro si possa svolgere in maniera esemplare e che si possano raggiungere gli obiettivi prefissati.

In modo generico vi abbiamo spiegato gli argomenti che saranno affrontati durante il Business Elevation Program. Come abbiamo potuto vedere, questi corsi possono essere utili per tutte le tipologie di settore, sia che facciate parte di un’azienda, sia che siate liberi professionisti.

Di seguito potete trovare il calendario dei corsi con i link per potervi iscrivere:

25 febbraioComunicare Efficacemente

26 febbraioCustomer Care

04 marzoIl Comportamento Telefonico Professionale

05 marzoTime Management

11 marzoTecniche di Vendita

12 marzoPublic Speaking

18 marzoLinedIn for Business

19 marzoLeadership

25 marzoTrovare la motivazione

Per maggiori informazioni puoi contattarci al numero 055 0763100, oppure scrivi a info@insidefactory.it

Vi aspettiamo!

Articolo a cura di Serena Masoni, Executive Team Inside Factory

gaito growth hacking

Sperimentare come strategia

Al prossimo webinar di Digital Inside inconteremo Raffaele Gaito, Growth Coach & Founder GrowthProgram.it, che ci parlerà di Growth Hacking Mindset, una strategia incentrata sull’innovazione. L’appuntantemento con Raffaele è Venerdì 9 ottobre, alle ore 14.30 e l’iscrizione è gratuita previa registrazione a questo link.
In attesa, cerchiamo di saperne qualcosa in più!

  • Ciao Raffaele, ci spieghi che cos’è il Growth Hacking? 

“Il Growth Hacking è una metodologia per portare la sperimentazione in azienda. Le aziende che vogliono crescere, innovare ed evolversi lo fanno attraverso la sperimentazione. Quando si tratta di sperimentare puoi procedere in maniera caotica e casuale o decidere di farlo con metodo. Questo metodo è il Growth Hacking, che guida gli imprenditori in un processo di sperimentazione ben definito, basato sui dati, con degli step precisi, degli strumenti e dei modelli di supporto.”

  • Cosa fa un Growth Coach?

“Io in quanto Growth Coach affianco le aziende nell’utilizzo di questo metodo. Gli imprenditori che vogliono introdurre l’approccio del Growth Hacking in azienda e non sanno da dove partire chiamano me e io li guido passo passo nell’applicazione del processo di sperimentazione nella loro azienda. È una figura strategica che va ad avere un ruolo sia di pura formazione (soprattutto nella fase iniziale) che di supervisione e affiancamento, una volta che il progetto è avviato.”

  • A chi si rivolge in particolare?

“Ad imprese che vogliono innovare, indipendentemente da dimensione, mercato e modello di business. Io lavoro prevalentemente con realtà del mondo digital, ma ogni tanto mi capita di avere anche clienti con business più tradizionali, che però hanno capito l’importanza di sperimentare per innovare di continuo ed evolversi nel tempo.”

  • Ci fai un esempio?

“In Italia una realtà a cui sono molto affezionato è quella di Treedom, la piattaforma che consente di piantare degli alberi a distanza. A mio avviso è una delle aziende che meglio ha colto lo spirito della metodologia Growth e il potere della sperimentazione. La crescita che hanno avuto negli ultimi anni ne è la dimostrazione. 

  • Che ruolo ha il digitale nei processi di innovazione?

“Ha un ruolo centrale per ogni tipo di azienda. Questo è un passaggio importante che spesso gli imprenditori fanno fatica a comprendere: lavoriamo tutti nel digitale. A volte mi capitano azienda che producono oggetti fisici e pensano di essere esenti dalla rivoluzione digitale. Non c’è cosa più sbagliata che si possa pensare. Puoi anche avere come core business la produzione di penne a sfera, ma i tuoi dati passano attraverso un sistema di analytics, le informazioni dei clienti sono conservate in un CRM, i contenuti sono gestiti con un CMS, il customer care è fatto su piattaforme digitali, la pubblicità passa per intermediari come Facebook e Google, e così via. Del digitale non si può proprio fare a meno.”

  • Tre consigli per chi vuole approcciarsi al growth hacking?

” 1. Non pensate che sia una formula magica. È un processo e come tale richiede tempo. Iniziate oggi per vederne i benefici tra 12-18-24 mesi.
2. Non pensate che sia un’attività una tantum. Non puoi fare Growth Hacking per 3 mesi e poi smettere, così come non avrebbe senso fare marketing per 3 mesi e poi smettere o fare customer care per 3 mesi e poi smettere.
3. Partite subito, partite in piccolo. Molte aziende rimandano nell’attesa di avere più tempo, più budget, più competenze. Ho una brutta notizia per voi: non arriverà mai questo momento. Quindi la cosa migliore è partire oggi!”

  • Perchè non possiamo più farne a meno?

“Perché quello che stai facendo oggi a un certo punto non funzionerà più. Non è questione di se, ma questione di quando. A volte arriva una crisi come quella che stiamo vivendo, a volte c’è l’ingresso di un nuovo competitor nel mercato, a volte il tuo canale principale si satura, e così via. A un certo punto succederà qualcosa e dovrai essere pronto con un’alternativa. Ecco perché bisogna sperimentare di continuo, bisogna sperimentare sempre e bisogna sperimentare prima di averne bisogno.”

Per incontrare Raffaele Gaito e avere più informazioni sul Growth Hacking basta iscriversi e seguire gauitamente il webinar di Digital Inside Venerdì 9 ottobre, alle ore 14.30. Qui il link per l’iscrizione.

Articolo a cura di Giovanna Annunziata.