Conquistare clienti con la lead generation

Venerdì 15 marzo Alessandro Frangioni ci aspetta in casa Inside Factory, a Montelupo Fiorentino, Firenze, per parlare di Lead Generation con il Digital Marketing. 

Scopriremo come costruire delle campagne e strategie ed attirare l’attenzione di potenziali clienti. Il workshop si focalizzerà sui canali di digital advertising come Facebook Ads, Google Ads e l’e mail marketing.
Il corso è rivolto ad un massimo di 20 alunni ed è dedicato a professionisti ed aziende, ai responsabili marketing e social media manager.

Per partecipare, è possibile acquistare il biglietto qui

Mancano pochi giorni al corso e Alessandro ha chiarito per noi alcuni dubbi.

L’utente del web è sempre bersagliato da molti messaggi pubblicitari, come si fa ad attirare l’attenzione?
È vero, gli annunci e le inserzioni sono sempre più presenti durante le attività online e spesso oggi rischiamo di far apparire il nostro messaggio ma senza lasciare il “segno” e quindi rimanere impresso. Per questo la soluzione è essere differenti e puntare su messaggi più personali e meno generici. Le piattaforme di digital advertising sono sempre più complete e permettono di segmentare gruppi di persone molti ridotti, offrendo così il miglior annuncio che possa attirare la loro attenzione. Il segreto, se così possiamo chiamarlo, è questo: fare advertising più personale e meno generico. 

Facebook Ads e Google Ads possono davvero fare la differenza?
Sicuramente sono le piattaforme più performanti. Potremmo dire che l’una completa l’altra, o meglio l’una potenzia l’altra. Infatti analizzando i comportamenti che facciamo tutti i giorni online, le attività sono molte frammentate e coinvolgono interazioni multi-canale. Faccio un semplice esempio: quante volte notiamo un annuncio su Facebook e magari ci clicchiamo per poi ricercare su Google quello stesso prodotto qualche giorno dopo? L’uso intelligente di questi 2 canali permette davvero di entrare nel mercato e raggiungere potenziali clienti.

Quali sono i punti essenziali di una landing page.
Tanti e tutti specifici in base alla strategia e al risultato che ci aspettiamo. Potremmo dire che dobbiamo essere bravi a bilanciare: usabilità, design, funzionalità, copywriting, tracking. Sopratutto l’analisi dei dati sul comportamento delle persone sulla landing è fondamentale per correggere la landing e renderla migliore.

Cosa impareremo al tuo corso?
Sarà una bella full-immersion dove, toccando almeno 5/6 case-study in vari settori, scopriremo come impostare prima di tutto una strategia super-efficace anche con budget ridotti toccando Facebook Ads e Google Ads. Non mancheranno riferimenti anche all’email marketing e la Marketing Automation! Insomma un workshop molto pratico dove capiremo come creare la strategia migliore per lo sviluppo e la crescita del proprio business.

Se vuoi imparare a pianificare una strategia corretta di digital marketing non perdere il corso di Alessandro Frangioni. L’appuntamento è venerdì 15 Marzo a Montelupo Fiorentino!

Per partecipare acquista il biglietto qui.

Inside Factory e la Commissione Europea: la formazione di qualità!

Gli eventi targati Inside Factory sono accomunati da una caratteristica: il patrocinio della Commissione Europea o altri prestigiosi patrocini che ne garantiscono l’eccellenza.

Il core business di Inside Factory, non è un segreto, è la creazione di format di eventi. Sono format replicabili in diverse tappe ed edizioni che si distinguono dagli altri per tante ragioni. Una su tutte, il patrocinio della Commissione Europea. Tutti i nostri eventi di formazione, hanno infatti visto riconosciuto questo patrocinio o altri patrocini altrettanto prestigiosi, riconoscimenti che dicono tanto sul modo di lavorare di Inside Factory e degli eventi che proponiamo. Nel mare magnum delle certificazioni e dei riconoscimenti, questi patrocini sono infatti una garanzia di qualità, da almeno tre diversi punti di vista.

Le tematiche

L’integrazione cavalca direttrici ben più ampie di quelle politiche e il contributo formativo è fondamentale per non rimanere indietro. In questo senso, tutti e tre i format attualmente in tour, riguardano tematiche di interesse dell’Unione.

  • Il GDPR Day, lo dice il nome stesso, si occupa di GDPR: il Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati, una normativa molto sentita a livello comunitario.
  • Fatturare Digitale è un format che affronta la tematica della Fatturazione Elettronica che è una normativa nazionale ma di ispirazione europea. Le Direttive Europee hanno richiesto che vengano uniformate le modalità di fatturazione, per diminuire gli errori e favorire la digitalizzazione a livello comunitario. Fatturare Digitale ha il patrocinio dell’Ordine dei Commercialisti di Vicenza a testimonianza della bontà dei contenuti.
  • Dulcis in fundo Smart Working Day, un progetto a 360° sul lavoro agile, che ricomprende sensibilizzazione, formazione e la creazione di una community. Lo smart working è ormai un paradigma di lavoro con trend crescenti in tutto il mondo. L’Italia è fra i fanalini di coda quanto a numeriche in Europa. L’interesse della Commissione Europea per lo SWD è la testimonianza della volontà di incentivare quelle attività che permettano un’accelerazione verso forme di lavoro più flessibili e competitive.

I contenuti

Il patrocinio della Commissione Europea e gli altri patrocini, vengono riconosciuti tenendo conto soprattutto della qualità dei contenuti proposti. “Content is King” diceva Bill Gates già nel 1996 e mai come ora è assolutamente vero. L’offerta è talmente alta che solo i contenuti possono garantire il valore aggiunto per emergere. La Commissione Europea e l’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, per esempio, prendono in considerazione i relatori e i contenuti da loro proposti prima di concedere il patrocinio, valutandone l’esperienza, le competenze e la qualità degli interventi.

Il format

Gli eventi organizzati da Inside Factory, sono sviluppati ascoltando le esigenze dei partecipanti. La sensibilità e l’esperienza di chi fa eventi è fondamentale per reinterpretare le richieste e decodificarle in un’offerta formativa efficace. Momenti di networking, spazi per il confronto, comunicazione chiara e materiale a disposizione, sono solo alcuni degli elementi che rendono i nostri format ad alto valore aggiunto. E questo nostro punto di forza ci viene riconosciuto nei feedback e nel seguito dei partecipanti.

Amiamo il nostro lavoro e siamo orgogliosi di questi successi, perché ci confermano quello che già sappiamo. Mettere le persone al centro per fare degli eventi di qualità.

Ritorna GDPR Day: da nord a sud per formare sul GDPR

Prossimi incontri a Torino (9 ottobre), Verona (18 ottobre), Bologna (19 ottobre) e Catania (23 ottobre).

Come promesso, Samuel Lo Gioco di Inside Factory, organizzatore del GDPR Day insieme a Federico Lagni di AreaNetworking.it, e tutto il team del GDPR Day, gireranno l’Italia da Nord a Sud per quattro nuovi appuntamenti. Porteranno con sé un format dinamico e altamente formativo, con un programma di qualità eccellente, patrocinato dalla Commissione Europea. 

La conferenza sul GDPR ha già registrato quattro sold out nel tour primaverile (a Milano, Padova, Roma e Bari), e si è fatta notare dal pubblici per la qualità dei contenuti, l’alto livello dei relatori e un format vivace, che ha alternato momenti di formazione a momenti di networking.

I contenuti

I relatori esperti spiegheranno come adeguarsi al GDPR e cosa è cambiato dalla data del 25 maggio. Come raccogliere i consensi da parte degli utenti di un sito web. Come scrivere correttamente un’informativa Privacy. Quali sono i ruoli delle varie figure quali Titolare, Responsabile e sub-Responsabile. Come gestire la sicurezza dei dati in modo conforme al GDPR. Ancora, come fare backup e risolvere problemi di business continuity. Come affrontare un data breach e quali sono le vulnerabilità del fattore umano.

A questi e a tanti altri interrogativi risponderanno avvocati, consulenti di informatica forense, esperti di sicurezza e gestione dati, che faranno luce sulle diverse zone d’ombra in tema privacy. Interverranno: l’Avv. Massimiliano Nicotra, l’Avv. Adriana Augenti, l’Avv. Federica De StefaniMonica Dossoni, Consulente Privacy, Paolo Dal CheccoConsulente Informatico Forense. Inoltre, ci saranno le aziende sponsor che presenteranno soluzioni e servizi a supporto delle imprese, come: SISECO, Netwrix, DigiTree, Achab.

Ai partecipanti verranno consegnati il materiale didattico della giornata e l’attestato di partecipazione.

Attualmente i biglietti sono in sconto del 50%, grazie all’offerta Super Early Bird. Per riservare il proprio posto: www.gdprday.it/registrazione/

Cosa abbiamo imparato dallo Smart Working Day 2018?

Resoconto sul tour nazionale che ha messo in chiaro una volta per tutte come funziona il lavoro agile.

Intervista ai tre fondatori in attesa del nuovo format di ottobre.

Chi vuole approfondire l’argomento smart working in Italia non deve far altro che chiedere agli organizzatori dello Smart Working Day, il tour di conferenze che da circa due anni gira lo Stivale da nord a sud, per approfondire e spiegare al meglio cos’è il lavoro agile. Nelle otto tappe gli organizzatori hanno affrontato ad uno ad uno tutti i suoi aspetti, supportati da relatori e dai numerosi casi di ispirazione, delle aziende private o enti pubblici smart.

Non semplici chiacchiere per seguire una moda del momento, ma veri incontri di formazione e informazione per i lavoratori e le aziende che vogliono importare questo nuovo approccio al lavoro. Un’impresa ardua, perché è necessario scardinare dei pilastri dell’attuale cultura lavorativa, radicata da oltre un secolo nel nostro modo di concepire l’organizzazione aziendale. Ancor più dura se si considera che lo smart working è un approccio molto giovane in Italia e lo scotto da pagare sono le numerose banalizzazioni, zone grigie e concezioni errate.

Ora è il momento di una piccola pausa per il tour e i tre organizzatori tirano le somme sui lavori svolti. Li abbiamo intervistati per sapere come viene percepito lo smart working in Italia oggi, quali sono state le loro impressioni, le luci e le ombre che derivano da questo faccia a faccia con la platea sempre più interessata all’argomento.

Smart Working Day 2018: si conclude la seconda edizione. Ora diamo i numeri: quanti partecipanti avete avuto e chi sono esattamente?  

“Queste tre tappe del 2018 sono il seguito del precedente tour del 2017 che, sommandole, ci ha permesso di raggiungere ben 7 città italiane contando ben 1.410 iscritti. Per noi è stato un grande successo da raccontare. L’attenzione decollata fin dalla prima tappa ci ha fatto notare la varietà di figure professionali che accomuna l’interesse al tema, molto sensibile e di impatto.” – Samuel Lo Gioco, formatore e Managing Director di Inside Factory, nonché smart worker per eccellenza.

C’è una reale consapevolezza del concetto di smart working oppure c’è ancora confusione? Sono emerse delle zone grigie durante il tour?

“C’è tanta, troppa confusione che – a mio avviso – penalizza la diffusione stessa dello Smart Working. Spesso l’avvio di un progetto Smart Working combacia con dare la possibilità alle persone (in toto o in parte) di lavorare da casa. Seppur possa sembrare un grande segnale di apertura dell’azienda nei confronti delle proprie persone, ci sono una serie di aspetti più importanti che vengono tralasciati. “Abbiamo le tecnologie che ci permettono di collaborare da remoto e in mobilità?”; “Soffriamo di attacchi isterici se non abbiamo più il controllo delle nostre persone?” Queste e tante, tante altre domande devono precedere la remotizzazione del lavoro. Il tour ci ha permesso di sfatare alcuni miti, dialogare con persone e aziende, scoprire nuove esperienze e – per fortuna – conoscere tanti professionisti pronti a innovare. – 

Andrea Solimene di Seedble, consulente sulla tematica con un’importante esperienza internazionale.

Alla fine del percorso, quali vantaggi ha un’azienda che sceglie lo smart working? Durante il tour ci sono state testimonianze di aziende o lavoratori “felici”, qualche esempio interessante?

“Durante il tour ho incontrato molte aziende che hanno introdotto lo smart working e solo una che ha parlato apertamente di felicità, Evermind per essere preciso. Questo non significa che le altre aziende non tenessero alla felicità dei propri dipendenti ma un conto è considerare la felicità come un valore, ad esempio all’interno della cultura azienda, e un altro è sentirla passivamente come riflesso di un cambiamento della modalità di lavoro o di una serie di iniziative. La felicità al lavoro è un tema che avrebbe bisogno di un contesto a parte ma è, a mio parere, un valore fondante per una vita piena e un lavoro appagante.” Commenta Giovanni. –Giovanni Battista Pozza di Be Happy Remotely, il nomade digitale per eccellenza

Ora ritorniamo a Samuel, dove sta andando lo Smart Working Day? In autunno ci saranno altri appuntamenti in tutta Italia? Altre anticipazioni?

“Lo Smart Working Day non può fermarsi qui, è un impegno che dobbiamo mantenere verso le tante persone che ci seguono. Oggi questo progetto è diventato un punto di riferimento per aziende e professionisti sul tema Smart Working in Italia, quindi è nostro dovere restare fedeli all’impegno e continuare. Adesso il progetto prende un’altra forma, andando ancora più sullo specifico, per fornire contenuti sempre più concreti ed utili a quelle organizzazioni che sono intente a implementare lo smart working. Continueremo nel secondo semestre con un tour di 4 tappe: Roma 30 ottobre, Milano 6 novembre, Padova 14 novembre e Bologna 15 novembre. Questo nuovo tour sarà una pura giornata di formazione “full immersion”, verrà rilasciato l’attestato di partecipazione con l’intero materiale didattico. Insomma, abbiamo parlato di quanto possa essere positivo in termini di benessere di lavoro e produttività, ma adesso vogliamo concretamente cambiare l’organizzazione nelle imprese italiane diventando concretamente un propulsore al cambiamento.”

Quindi per ora lo Smart Working Day prende una piccola vacanza per, come direbbe Samuel, “rigenerarsi”. Ritornerà in autunno con un nuovo format, ancora più operativo e formativo, dedicato alle figure aziendali, come i responsabili HR, che hanno il compito di rimboccarsi le maniche per attuare in maniera strutturata lo smart working.

Per chi è interessato a conoscere il futuro del mondo lavorativo non resta che iscriversi alla newsletter: info@smartworkingday.it

 

GDPR Day 2018: buona la prima! Nuovo successo in casa Inside Factory

Non possiamo che ritenerci molto soddisfatti della prima giornata! – Commentano a caldo i due fondatori, il nostro Samuel Lo GiocoFederico Lagni di AreaNetwoking.it  –  Abbiamo ricevuto molti complimenti, in particolare sui contenuti di alto livello, grazie alla presenza di relatori esperti. Il format innovativo, dal ritmo vivace e dinamico, ha favorito il buon esito della prima giornata. Ora siamo già pronti per la tappa di Padova, mercoledì prossimo. Per poi proiettarci a maggio a Roma e Bari.

Il primo appuntamento aveva annunciato il sold out già due settimane prima dell’evento, con 105 partecipantipiù di 10 interventi e altrettanti relatori esperti. Dopo Milano, anche la tappa di Padova del 18 aprile ha già registrato il tutto esaurito. Il GDPR Day 2018, la conferenza dedicata al GDPR che sta facendo il giro dell’Italia e, a giudicare dai feedback, è già un caso di successo. Con appuntamenti a Milano, Padova, Roma e Bari, la conferenza è la principale risposta a tutti i dubbi sul GDPR.

La conferenza è un momento utile di informazione per chi vuole conoscere di più sul GDPR che, a conferma dell’alto valore, ha ricevuto il patrocinio della Commissione europea. E non solo formazione. Altrettanto prezioso il networking, grazie ad un format innovativo, caratteristico della conferenza, dall’inizio fino alla tavola rotonda finale, il momento dedicato alle domande a ruota libera per i relatori. In aggiunta, la giornata diverse pause, come coffe break e lunch, per favorire dei momenti informali tra i partecipanti.

Ora è la volta di Padova, Roma e Bari.
Il prossimo appuntamento è a Padova il 18 aprile. Tra i diversi interventi, i partecipanti potranno seguire anche le indicazioni della Guardia di Finanza, grazie alla partecipazione del Ten. Col. Antonio Luciani, Comandante del I Gruppo Tutela Entrate del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Venezia, che interverrà su: “Il trattamento dei dati personali e la tutela della privacy nelle verifiche fiscali della Guardia di Finanza”.

Per chi non è riuscito a garantirsi il posto alle prime due tappe, può partecipare al GDPR Day Roma o Bari. Attualmente, sono ancora disponibili i biglietti Early Bird per queste due date. Per tutte le informazioni: https://www.gdprday.it/

 

Inside Factory e AreaNetworking.it insieme per il GDPR Day 2018 Tour

Una nuova partnership in casa InsideFactory, per far luce sul Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati.

Il tema GDPR è una sfida molto impegnativa e tutte le aziende devono adeguarsi entro pochi mesi alle nuove disposizioni europee in materia di protezione dati e  privacy.

Noi di Inside Factory non ci siamo persi d’animo, anzi abbiamo chiamato i rinforzi! Con Federico Lagni, fondatore di AreaNetworking.it, abbiamo deciso di organizzare un tour di conferenze fortemente formative e informative, il GDPR Day.

Nasce una nuova partnership tra Inside Factory e AreaNetworking.it, uno dei maggiori riferimenti in Italia per il settore IT e Telecomunicazioni. “Siamo molto contenti di mettere insieme le nostre esperienze in materia di organizzazione di eventi e di proporre un tour di conferenze dai contenuti fortemente selezionati” commenta Lagni.

“Ci siamo confrontati a lungo con il team di AreaNetworking.it e abbiamo constatato che molte aziende non sono preparate o addirittura ignorano totalmente le nuove disposizioni europee, rischiando gravi sanzioni. Il tour è una risposta alle richieste di un approfondimento concreto sul tema, con un focus dettagliato sulla Privacy e Sicurezza dei dati aziendali.” spiega Samuel Lo Gioco, Managing Director di Inside Factory.

A differenza di altre conferenze, il GDPR Day è un evento realmente formativo, con contenuti di qualità, molto verticali sul tema. Per noi di Inside Factory è un’ottima opportunità per iniziare una nuova collaborazione, un’occasione per fare squadra con AreaNetworking.it e presentare insieme un progetto nuovo e con un grande potenziale.

Se hai un’azienda e le parole: Privacy by Design, Breach Notification, Right be Forgotten non ti dicono nulla, allora non puoi mancare al GDPR Day. Attenzione, però, i posti sono limitati, per garantire, così, un evento di qualità dei contenuti, dei relatori e della location, la platea selezionata potrà facilmente conoscersi e interagire . Per per conoscere meglio ogni dettaglio e come partecipare al GDPR DAY è possibile visitare: www.gdprday.it.

La conferenza GDPR Day sarà un’occasione di formazione unica nel suo genere.

L’appuntamento per la prima tappa del GDPR Day è mercoledì 11 aprile 2018 a Milano, presso il Novotel Milano Nord Cà Grande, Viale Suzzani, 12 – 20162 (Metro Lilla di “Ca Granda”). Seguiranno altre tappe a Padova, Roma e Bari. Non perdere gli aggiornamenti su www.gdprday.it

Smart Working Day Treviso, il nostro report!

La location scelta per la quarta tappa del nostro tour sposa perfettamente lo spirito dell’evento. Siamo alla H-FARM, una delle realtà più conosciute nell’ecosistema delle startup italiane. Una fattoria diversa da tutte le altre fattorie italiane dove si produce innovazione e si creano nuovi modelli di impresa. La prima iniziativa al mondo che, in un’unica struttura, mette assieme incubazione e accelerazione per le startup e aiuta le imprese tradizionali a trasformarsi in un’ottica digitale.

 

Il contesto ideale per parlare di Smart Working, fornire esempi concreti ed approfondimenti pratici utili all’applicazione di un nuovo modello per fare business.

Nell’aria si respira il profumo di futuro, innovazione, creatività. H-Farm infatti da 13 anni si impegna a supportare i giovani nella creazione di nuovi modelli di impresa, a guidare la trasformazione digitale delle aziende e a formare le giovani generazioni. Ed eccoci qua, anche noi pronti a partire con la nostra giornata dedicata al lavoro agile tra benefici, vantaggi ed opportunità.

Ad aprire i lavori l’introduzione a cura di Martina Giacomelli, Marketing & Sales Manager Inside Factory, una panoramica completa sul tema: in Smart Working: a “disruptive” way of work, sono stati illustrati numeri e dati del fenomeno Smart Woking in Italia prendendo spunto dalle recenti analisi condotte dall’Osservatorio del Politecnico di Milano. Come di consueto, Andrea Solimene, Ceo & Cofounder di Seedble ha dato il benvenuto alla platea (vedere la sala gremita ci ha dato una carica pazzesca!) con lo speech Smart Working: lusso o sopravvivenza?, una domanda che ha di fatto acceso il dibattito. Dopo la Speech Session a cura dei vendor abbiamo riproposto – raccogliendo l’interesse dei partecipanti- lo spazio del Salotto Live, con i case histories di Arianna Franceschini, People Care & Compensation Supervisor di Benetton e di Federico Lagni, Fondatore e CEO di AreaNetworking.it e di Tesla Club Italy. Un vero “duello”, dove partendo dal tema comune dello Smart Working, ognuno degli ospiti ha raccontato come è riuscito ad implementarlo, come questo abbia migliorato gli aspetti della propria vita lavorativa e come abbia influenzato positivamente sulla ricerca di un worklife balance che oggi non rappresenta più un’utopia.

Da una parte l’esperienza della grande azienda che ha con successo sperimentato il modello del lavoro agile al proprio interno, dall’altra un libero professionista, Smart Working addicted, che da sempre lavora proficuamente ovunque ci sia connettività.

Il confronto a colpi di domande è andato avanti fino alle 12,15…prima del light lunch nella suggestiva serra di H-FARM abbiamo fatto un salto virtuale fino in Costarica. Dall’altra parte del mondo ad aspettarci c’era Giovanni Battista Pozza, CEO di Be Happy Remotely  per un collegamento live ed un’esperienza reale di “remote working”. Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto? L’intervento in streaming ha catturato l’interesse di tutti con una lunga serie di domande “attraverso lo schermo” che hanno reso lo spazio di dibattito vivo e frizzante.

Non sono mancate all’appello Giada Susca e Valentina Marini arrivate a Treviso per condividere con i partecipanti “pillole” di Educazione Digitale e per presentare il progetto di #GalateoLinkedIn.

Cosa succede se l’azienda per la quale lavori sceglie proprio te per entrare a far parte di un progetto di Smart Working?Come affrontare questo passaggio? Lo ha raccontato Samuel Lo Gioco Managing Director di Inside Factory, con una serie di consigli e tools su come ottenere successi professionali con una migliore qualità della vita vestendo i panni di Smart Worker. Un coffee break per spezzare il ritmo e fare networking e poi ancora un approfondimento, questa volta dal punto di vista legale e giuridico con l’avvocato Sergio Alberto Codella: la nuova normativa rappresenterà un punto di svolta?

Saluti, foto ricordo e consegna degli attestati: il team è entusiasta e carico di euforia per volare alla volta di Catania. Dalla Sicilia si conclude così, la prima edizione dello Smart Working Day Tour!

 

Ylenia Cecchetti

Smart Working Day Napoli: il diario di bordo

Napoli, 8 novembre 2017: siamo nel cuore del Centro Direzionale della città partenopea e dopo quasi 48 ore ininterrotte di pioggia battente torna il sereno. Che sia un segnale? Di sicuro è di buon auspicio! Il sole scalda di nuovo Napoli e illumina il RE.WORK regalandoci la giusta carica per rimetterci in moto ed affrontare la terza tappa dello Smart Working Day Tour.

C’è frenesia, movimento, entusiasmo e determinazione, è tutto pronto. Gli ospiti sono arrivati, i partecipanti (abbiamo superato le 250 registrazioni) hanno preso posto, i relatori sono nel “backstage”. Si respira adrenalina allo stato puro. Inside Factory, Seedble e Be Happy Remotely danno il benvenuto alla platea in una location che si sposa perfettamente con lo spirito smart dell’evento. Freelancers, rappresentanti di piccole e medie imprese, professionisti e manager aziendali, tutti in un ambiente di coworking creativo ed “intelligente” per scoprire le mille declinazioni del lavoro agile.

Lo Smart Working non si dice, si fa. Ma come? Siamo partiti “dando i numeri”, riprendendo i dati più rilevanti presentati di recente dall’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano. L’intervento intitolato “Smart Working: a disruptive way of work“ a cura di Martina Giacomelli, Marketing & Sales Manager Inside Factory ha messo in evidenza alcuni fattori importanti: in Italia ci sono circa 305mila smart workers, circa l’8% dei lavoratori italiani. Di questi, una gran parte lavora nelle grandi corporate che, nel 35% dei casi possiede già un progetto strutturato di Smart Working, contro il 7% delle PMI e il 5% delle P.A. 

Si viaggi a velocità diverse. Perchè? Quali sono luci ed ombre di questo nuovo approccio al lavoro? E soprattutto, lo Smart Working rappresenta un lusso o una sopravvivenza? Lo ha spiegato Andrea Solimene, Ceo & Cofounder di Seedble per lasciare poi spazio al Salotto Live. Il confronto a più voci ha raccolto i case histories di Enrico Martines, HR Manager Italy Social Innovation di HP Enterprise, di Luisa Errichiello  e Tommasina Pianese, specializzate in Smart Working e ricercatrici dell’IRISS, Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo. Facendo riferimento ai casi aziendali approfonditi dalle studiose è stata riportata l’esperienza, la percezione degli smart workers che hanno vissuto in prima persona il cambiamento. Si è parlato dei fattori emersi come particolarmente critici sia rispetto alla fase di adozione che a quella di implementazione dello Smart Working, di come la flessibilità e la distanza degli smart workers dal capo e dall’organizzazione abbiano rimesso in discussione i tradizionali modelli di gestione dei lavoratori basati sulla visibilità e prossimità fisica.

E poi un focus sulle esperienze di Smart Working in Hewlett Packard Enterprise, la necessità di considerare questo nuovo modello di business più come un approccio filosofico che come una organizzazione di tecnologie. Il sottile filo tra l’essere Smart Worker e l’ essere sempre on line. “Essere smart vuol dire ogni tanto mettere in telefono in modalità aereo!”. 

Ancora Salotto Live con Vincenzo Esposito di Assintel e Antonio Savarese, Project Manager in Enel Italia. E’ stato condiviso il percorso d’eccellenza intrapreso da Enel verso un piano di lavoro agile che ha coinvolto ad oggi 7mila dipendenti.

Per non farci mancare niente e vivere un’esperienza live di Smart Working estremo abbiamo incluso un collegamento col Costarica dove  Giovanni Battista Pozza, in perfetto stile “nomade digitale” ha spiegato come un team può essere produttivo e collaborativo da remoto.

Mentre Samuel Lo Gioco Managing Director di Inside Factory, ha fornito una serie di consigli e tools su come ottenere successi professionali con una migliore qualità della vita vestendo i panni di Smart Worker, Giada Susca e Valentina Marini hanno tenuto una “lezione” di Educazione Digitale presentando il progetto di #GalateoLinkedIn.

La chiusura è stata affidata all’avvocato giuslavorista Sergio Alberto Codella, con un workshop incentrato sul testo normativo.

Un grazie speciale agli sponsor che anche in questa tappa hanno scelto di sostenerci.

 

Per iscrizioni alle prossime tappe:

14 novembre, Treviso

29 novembre, Catania

…E per chi se li fosse persi, riproponiamo la gallery della giornata ed il servizio completo che Il Denaro.it  ha dedicato all’evento, intervistando i protagonisti del Salotto Live, i relatori e gli organizzatori. Una sintesi perfetta di contenuti ed emozioni.

Buona visione!

 

Smart Working Day Roma, emozioni da sold out!

Nel business le grandi cose non sono mai state fatte da una sola persona.

Sono realizzate da un team di persone”

Steve Jobs

Una partita si vince se il gioco di squadra funziona, se c’è intesa, collaborazione e sinergia. Ognuno ha il suo ruolo: che tu sia attaccante o difensore l’importante è impegnarsi tutti insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune. L’unione fa la forza, non è solo un luogo comune. E’ con questo spirito che Inside Factory, Seedble e Be Happy Remotely, tre realtà specializzate nella formazione e nella consulenza in ambito Smart Working, hanno dato vita alla prima edizione dello Smart Working Day Tour.

Ma come è nato il progetto? L’idea di un tour dedicato ai temi del lavoro agile è saltata fuori a maggio, quando il Senato ha dato il via libera al ddl sul lavoro autonomo. L’Italia, finalmente, ha una legge sullo Smart Working. E’ il momento giusto, questo, per raccontare ai responsabili delle risorse umane, HR experts e anche ai liberi professionisti come si fa a diventare Smart Worker e quali sono gli step da seguire per abbracciare questo modello professionale “di rottura” e rivoluzionario. Quali strumenti utilizzare per affrontare il cambiamento. Perchè non farlo organizzando un evento formativo di valore che coinvolgesse esperti del settore, docenti e manager aziendali?

La data zero, quella di Milano nel mese di luglio ci ha dato la spinta giusta per proseguire con altre tappe in tutta Italia. Esperimento riuscito! L’evento in Lombardia è stato talmente apprezzato che il progetto è cresciuto: e così lo Smart Working Day il 3 ottobre è approdato a Roma. La capitale, per un giorno, anche del lavoro agile. Oltre 300 iscritti e 150 partecipanti, un piccolo grande record che ci ha riempito di orgoglio.

Sold out! I lavori sono iniziati alle 10 nei locali di eFM con il tutto esaurito in sala ed un altro spazio allestito per l’occasione, all’interno del quale poter seguire la diretta streaming.

Dopo i saluti ed il benvenuto ai partecipanti da parte di Daniele Di Fausto, Ceo di eFm, si è aperta la sessione workshop con l’intervento di Andrea Solimene, CEO e coFounder Seedble. In “Smart Working: lusso o sopravvivenza?” Andrea ha parlato dell’importanza di introdurre il lavoro agile in azienda e di quali siano i passaggi da seguire. Di come il nuovo approccio al lavoro basato su responsabilità, fiducia e flessibilità, possa rappresentare una soluzione per accelerare il cambiamento e innovare il modo di lavorare in maniera più collaborativa, funzionale e dinamica.

A seguire, spazio agli Sponsor con la prima parte della Speech Session, un momento dedicato ai Vendor che hanno avuto l’opportunità di presentarsi illustrando le proprie soluzioni e le novità aziendali.

Tempo di Salotto Live, il momento del confronto a più voci, un collage di esperienze e di vissuti che ha raccolto tre storie diverse sullo Smart Working. Alberto Mattei, Fondatore di www.nomadidigitali.it,  ha portato il suo contributo da professionista “che ama viaggiare e sogna di poter cambiare il proprio stile di vita, per rendersi finalmente libero di  vivere e lavorare ovunque, sfruttando le nuove opportunità del web“. Se il nomade digitale non si sposta per lavorare ma lavora spostandosi, è venuto spontaneo chiedere quanto peso abbiano gli spazi in un conteso di mutamento del lavoro stesso, del modo di vivere e dei luoghi fisici di lavoro. Ha risposto a questa domanda introducendo il tema del Workplace Flexibility Daniele Di Fausto, raccontando come la rivoluzione digitale stia trasformando gli uffici in smart building, luoghi sostenibili, sempre più coinvolgenti, efficienti. In spazi di collisione e a misura di Smart Worker. Silvia Giorgi e Laura Nurra della Direzione delle Risorse Umane di American Express Italia, che hanno curato il lancio e l’implementazione dello Smart Working, hanno condiviso il case history sulla loro riorganizzazione aziendale illustrando vantaggi ed opportunità del lavoro agile dal punto di vista dell’azienda e da quello del dipendente.

La parola è andata poi a Giovanni Battista Pozza, coach e founder di Be Happy Remotely, esperto di felicità al lavoro ed employee experience. Nel talk “Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto” ha lanciato un messaggio importante: il remote working non è un limite, l’online è un’opportunità che può trasformarsi in business. 

Dopo il Light Lunch, Giada Susca e Valentina Marini hanno tenuto lo speech su “L’educazione digitale alla base dello SW“, presentando il progetto di #GalateoLinkedIn e fornendo indicazioni utili al corretto comportamento da tenere sul social network professionale più conosciuto e frequentato.

Con Samuel Lo Gioco Managing Director di Inside Factory, l’attenzione si è concentrata su “Smart Worker: come vincere la produttività con i giusti alleati con i principali nemici”. Una serie di consigli, tools e suggerimenti su come ottenere successi professionali con una migliore qualità della vita vestendo i panni di Smart Worker. 

E’ stato ancora il turno degli Sponsor con la Speech Session pomeridiana di “Noi e lo Smart Working” che dopo il coffee break ha ceduto il passo all’avvocato Sergio Alberto Codella dello Studio Legale Boursier Niutta & Partners. Il workshop “Nuove regole per lo smart working: un punto di svolta?” è stato dedicato alla verifica di tutele e garanzie per aziende e lavoratori sul testo normativo che disciplina lo Smart Working.

Prima dei saluti è stato rilasciato l’attestato di partecipazione a tutti i presenti. Tanti sorrisi e un click, uno scatto di gruppo ha catturato le emozioni della giornata.

Un grazie doveroso e moltiplicato per 300. Grazie a chi ha condiviso con noi questo successo, un “goal” importante anche se la partita non finisce qui. Grazie ad Andrea e Giovanni, co-organizzatori del tour, a Daniele Di Fausto, Emiliano Boschetto Daniele Vezzani, che hanno messo a disposizione la loro splendida sede per ospitare l’evento. Grazie a Valentina Marini e Giada Susca, Alberto Mattei, a Sergio Alberto Codella e a tutti gli Sponsor Flavio Patria, Andrea Belardinelli, Enrico Cicculli, Giovanni Cristi di AVM, Marco Anselmi di VoipVoice, Massimo Maggiora e Angelo Malaspina di IWGroup, Alessandro Vitali di Jabra, Simone Albanini di Sennheiser e Francesco Martizi di Cisco.

Lo #SWD17 è scambio, formazione, voglia di fare networking e di creare relazioni. Un gioco di squadra.  E ora avanti con il prossimo appuntamento: 8 novembre, destinazione Napoli.

Per conoscere e iscriversi alle altre tappe del tour: www.smartworkingday.it 

Stay Tuned!

Ylenia Cecchetti

 

Aspettando lo Smart Working Day: intervista a Giovanni Battista Pozza

Lavoro e felicità, un binomio impossibile? Non per Giovanni Battista Pozza, imprenditore con la passione per il business digitale e l’innovazione. Ma soprattutto uno dei maggiori esperti al mondo di felicità al lavoro.

Perché sì, si può, anzi si deve essere felici, soddisfatti e appagati sul posto di lavoro. Non è un’utopia ma un obiettivo da perseguire, una ricerca che ha portato Giovanni a essere felice da remoto, ad arrivarci attraverso un percorso all’insegna dell’innovazione e del nomadismo digitale.

Giovanni Battista Pozza

Una vita divisa tra tecnologia, design e innovazione, la sua: sarà lui uno degli speaker protagonisti dello Smart Working Day di Roma. Domani, nel corso della giornata di approfondimento e di focus mirati per conoscere da vicino l’universo legato al lavoro agile, Giovanni racconterà come il remoto sia un vantaggio e non un limite. E come sia possibile riuscire a LAVORARE MEGLIO DOVUNQUE, ED ESSERE FELICI AL LAVORO.  

 

 

Lo smart working è il ribaltamento degli schemi, dello stile di vita personale ma anche lavorativo. Giovanni, tu hai completamente rotto con le convenzioni, ripensato il tuo modo di vivere e di lavorare. Quando si è cominciato a parlare di smart working ci hai visto un potenziale, hai deciso di sfruttare questa filosofia per creare un nuovo modello di business. Da dove sei partito?

Sono partito 3 anni fa, quando ho iniziato a lavorare sulla felicità al lavoro e sulla felicità in generale, su quella degli altri. Inevitabilmente ho lavorato sulla mia. Ho iniziato a cambiare prospettiva, sono cambiati i rapporti di lavoro, quelli interpersonali. Lavorare sulla felicità permette di toccare tanti aspetti della vita, le priorità diventano altre, al centro dell’attenzione ci sono il benessere, la qualità della vita, delle relazioni. E’ questo che mi ha fatto “scattare”. Le competenze guadagnate negli anni mi sono servite ad affrontare questo passaggio, come fossero tessere di uno stesso puzzle da completare.  Lavorare da remoto mi rende felice, mi ha cambiato l’esistenza, ne ho guadagnato in benessere!

Ami la semplicità nella vita e l’agilità nel lavoro: per questo ti troviamo sempre online ad aiutare team e aziende a lavorare meglio da remoto. E’ quello che fai con Be Happy Remotely, di cui sei Coach e founder.  Qual è il tuo ruolo? Come si struttura una tua giornata tipo?

Be Happy Remotely

Lavoro dove voglio, questo è il presupposto. Ci sono luoghi che preferisco, tipo stare in mezzo alla natura, all’aria aperta, stimola la creatività! Mi piace soprattutto quando devo lavorare sulle relazioni. Le mie apparizioni di persona sono rare, ho completamente eliminato l’offline portando tutto sull’online. La mia giornata tipo? Mi sveglio presto, faccio yoga o meditazione, porto fuori i cani, decido dove passerò la mia giornata lavorativa in base alle attività da svolgere: in casa, in ambienti di coworking, ho i miei posti del cuore. Generalmente lavoro fino alle 19 e il weekend il mio mobile è rigorosamente in modalità aereo. No alle mail nel fine settimana!

Tu e lo Smart Working: come vi siete conosciuti?

La spinta più grossa l’ho avuta quando sono entrato a far parte del team di Happy Melly: ci sono guru a livello mondiale di metodologie nuove di gestione aziendale, agilità e felicità al lavoro.  Certi modelli di apprendimento hanno cambiato la mia prospettiva sul lavoro: non si parla di smart working, si fa! In quel contesto ho toccato con mano la bellezza del lavoro smart e delle relazioni che si possono avere con persone che in realtà non si sono mai conosciute.

Happy at work!

Hai fondato un manifesto di 12 principi per l’innovazione di prodotti e servizi attraverso l’innovazione sulle persone. Ce ne vuoi dire al volo un paio?

Prima vi spiego perché l’ho fatto. Siamo tutti sempre molto concentrati sui processi o sugli aspetti tecnici del lavoro.  A fare la differenza invece sono i valori, la collaborazione, il rispetto, l’onestà, anche tra colleghi. L’innovazione sui prodotti e sui servizi la fanno le persone, passa attraverso le persone: se le metti in un ambiente agevole rendono molto di più, un pensiero, questo, confermato da molte ricerche. Un contesto di crescita e un ambiente di lavoro felice (uno smart office) aiuta certamente a mantenere alto il livello di benessere. Il digitale non per forza è sinonimo di “attività pesante che non ti fa staccare gli occhi dal pc”. Se metti in atto le strategie giuste non perdi tempo e non sei oberato dal lavoro.  Chiunque in azienda può applicare questo metodo, basta focalizzarsi sulle persone e darsi il tempo di riflettere senza stressare se stessi e gli altri. 

Smart Working Day Roma 2017: -1. L’evento è alle porte!  Dacci un buon motivo per partecipare…

E’ importante esserci perché l’ approccio allo smart working, come raramente succede, è a 360 gradi. Andremo sul pratico, sui fatti e non sulle parole. Cercheremo di tenere in considerazione la tecnologia, aspetto fondamentale se di lavoro agile si parla. Non mancheranno approfondimenti sulla cultura aziendale.

“Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto” è il titolo del tuo intervento. Ci vuoi dare una piccolissima anticipazione?

Le persone possono collaborare ed essere produttive da remoto come se fossero in ufficio. Un ambiente di lavoro smart e flessibile rende la tua azienda più attraente. Parlerò di come adottare un modello di lavoro smart dove le persone sono performanti anche da remoto. I miei workshop insegneranno a lavorare meglio e a creare il giusto spirito di squadra.

L’Italia è fanalino di coda dell’Europa: ora che il lavoro agile è stato ufficialmente riconosciuto e regolamentato credi che sarà più facile “compiere il grande salto”? Il 2018 sarà l’anno della svolta?

A livello culturale c’è ancora molto da fare. Non basta la legge, che ha sicuramente aiutato: lo scatto deve essere culturale. Il prossimo potrebbe essere l’anno giusto, il problema è che se da una parte ci sono moltissime persone che vorrebbero lavorare da remoto, dall’altra ci sono altrettante aziende che questa tipologia di lavoro non la stanno offrendo. Ci sono imprenditori sfiduciati, delusi, convinti che la strada dello smart working non sia percorribile.  La volontà c’è soprattutto da parte delle nuove generazioni ma trova subito un muro. Che va abbattuto!

Cos’è lo Smart Working per te?

In una parola, opportunità. Di poter introdurre un nuovo modello di lavoro in grado di semplificare, di incentivare il worklife balance e contribuire ad un miglioramento generale della società.

E a proposito di felicità al lavoro, stai davvero facendo i bagagli per trasferirti in Costa Rica?

A breve mi trasferirò con la mia famiglia dall’altra parte del mondo. Per fare questo sto portando tutto il mio business online. Prima però, tappa obbligata all’Isola del Giglio!

Domani saremo a Roma, poi lo Smart Working Day Tour prosegue con altre 3 tappe in tutta Italia.

Scegli la tua città e iscriviti!

 

A cura di  Ylenia Cecchetti