Parlare in pubblico: il palcoscenico è online | Intervista a Gianvito Tracquilio

Le capacità oratorie si possono acquisire con il tempo attraverso l’allenamento e la formazione. L’abilità di saper parlare di fronte a una platea o davanti una telecamera sta diventando una skill necessaria e utile per una moltitudine di professioni diverse, accumulate dalla consapevolezza che per una comunicazione efficace non basta avere dei contenuti validi ma bisogna anche saperli comunicare nella maniera più appropriata possibile per attirare l’attenzione degli ascoltatori.

Per questo motivo, Inside Factory ha organizzato un programma di formazione modellabile a seconda delle nuove esigenze lavorative, per venire incontro ai professionisti che si sono trovati con il lavoro rinnovato ma senza le competenze giuste per svolgere tutte le nuove mansioni professionali che richiedono l’utilizzo della tecnologia. In questa occasione, stiamo parlando dell’abilità di tenere un discorso pubblico digitale in modalità online che riesca a coinvolgere emotivamente il pubblico anche a distanza e permetta al comunicatore di far arrivare il messaggio che vuole trasmettere alla sua platea virtuale.

In nostro aiuto, il 17 giugno sarà presente il docente Gianvito Tracquilio, trainer, speaker, entertainer e artigiano delle emozioni con un corso dedicato ai discorsi davanti un pubblico virtuale e alle possibili tecniche che si possono adottare per rendere un discorso davanti una telecamera ugualmente avvincente e coinvolgente.

Gianvito Tracquilio è esperto di comunicazione, anche se in maniera atipica. Infatti, nel 2012 convinto che una buona comunicazione inizia con un corretto ascolto delle emozioni crea il “Formacolo” (tra formazione e spettacolo) con il quale realizza 5 format sulla comunicazione, la motivazione, il cambiamento e la finanza comportamentale. Nel 2017 inizia ad erogare il suo personale “Corso per parlare in pubblico e non solo”, dove l’arte oratoria è unita con il valore aggiunto delle emozioni.

La comunicazione non è unidirezionale ma quasi sempre bidirezionale e per ottenere una comunicazione efficace non basta che il messaggio sia stato costruito in maniera corretta ma serve anche che il ricevente abbia una soglia di attenzione sufficiente a decodificare il messaggio ricevuto. Gianvito Tracquilio interviene in nostro soccorso, perché nel suo corso “Parlare in Pubblico: il palcoscenico è online” ci fornirà una serie di consigli per rendere i discorsi online capaci di attirare l’attenzione del pubblico che ascolta da casa.

Una vita passata sul palco, una vita da public speaker, da artista e formatore! Una vita passata davanti alle persone, al proprio pubblico. Una vita fatta di applausi, emozioni lanciate con lo sguardo, i gesti e il corpo e accompagnate dalle parole. Un’esperienza personale e professionale completamente trasformata da marzo 2020, quando il “palcoscenico” si è spostato online. Cosa è cambiato dal punto di vista teatrale?

Tutta la categoria di professionisti che lavora come Speaker, entertainer, formatori abituati al live sentono la mancanza del Palco.

Il live ha un’energia di coinvolgimento totalmente diversa. Non solo fisica, di presenza, di preparazione, di prove e tanto altro. Per fisicità si intende il il contatto visivo con il tuo pubblico, quel muoversi sulla scena, nello spazio che crea atmosfera e coinvolgimento, che ti permette di cogliere sfumature della relazione con il tuo pubblico che in gran parte si annullano davanti ad uno schermo.

Cosa vuol dire essere un public speaker attraverso l’online?

Essere un public speaker on line oggi signifca assumersi la responsabilità morale di mantenere alti gli standard che c’erano prima di Marzo 2020.

Come ogni formatore che si rispetti, e visto che sono nato come Artista Illusionista e Mentalista, esiste il cambio di premesse, il pensiero laterale, quello che se applicato nella maniera corretta ci obbliga in maniera positiva, a metterci in discussione per capire quali sono le opportunità che dobbiamo cogliere da questo periodo di transizione planetaria.

Questo è stato un anno a mio parere estremamente produttivo. In ottica di Gioco infinito (cosa possono fare gli altri) è iniziata una importantissima condivisione per trovare altre modalità di interazione, non tanto di per se efficaci, ma che agevolassero il raggiungimento dei nostri obiettivi principali: stupire, comunicare, educare, coinvolgere.

Cosa vuol dire essere un public speaker attraverso l’online?

Essere un public speaker on line oggi signifca assumersi la responsabilità morale di mantenere alti gli standard che c’erano prima di Marzo 2020.

Come ogni formatore che si rispetti, e visto che sono nato come Artista Illusionista e Mentalista, esiste il cambio di premesse, il pensiero laterale, quello che se applicato nella maniera corretta ci obbliga in maniera positiva, a metterci in discussione per capire quali sono le opportunità che dobbiamo cogliere da questo periodo di transizione planetaria.

Questo è stato un anno a mio parere estremamente produttivo. In ottica di Gioco infinito (cosa possono fare gli altri) è iniziata una importantissima condivisione per trovare altre modalità di interazione, non tanto di per se efficaci, ma che agevolassero il raggiungimento dei nostri obiettivi principali: stupire, comunicare, educare, coinvolgere.

Oltre alle competenze tecniche informatiche, alla predisposizione per una giusta inquadratura e posizione, quali altre capacità deve avere un buon oratore digitale?

 1) Mai sottovalutare l’interazione in video da quella live, lo statement mentale deve essere superiore agli standard ai quali eravamo abituati.

2) Mai sottovalutare il rispetto che è necessario avere in egual maniera per il tuo pubblico (abbigliamento, modalità di comunicazione, sorriso, coinvolgimento ec.)

3) Il rispetto dei tempi, il coinvolgimento dei partecipanti, il valore dei contenuti ma soprattutto, l’entusiasmo.

Nella prima parte del corso si parla di Public Speaking in senso generale. Che cos’è concretamente un atto di Public Speaking e in che modo è possibile emozionare il pubblico online? Si ha la stessa intensità che sarebbe stata possibile durante un evento live?

Un atto di public speaking per quanto mi riguarda è Emozione in vita perché quando comunichiamo, qualsiasi sia il nostro speech, il desiderio e l’obiettivo è quello di far vivere un’emozione.

Personalmente, sono un sentimentale e sento la mancanza dell’entrata in scena accompagnata da una musica coinvolgente, da un video motivante, da un voice over emozionante, da un gioco di luci che coinvolge il pubblico partecipante, sarei quindi disonesto nel dire che l’intensità è la stessa. Davanti ad una webcam è inverosimile pensare a questo tipo di interazione.

La soluzione? Dobbiamo cambiare registro, l’emozione deve passare indubbiamente e mi ripeto, dall’entusiasmo che l’oratore ci mette nel presentare i suoi contenuti. Entusiasmo che arriva dall’esperienza condivisa nel tempo, dal desiderio di permettere ai partecipanti di avere a disposizione una nuova idea da mettere in pratica.

Improvvisare è un’arte e un buon oratore deve sicuramente dimostrare di avere possesso del proprio palcoscenico anche durante un evento online.

Come è possibile gestire al meglio degli imprevisti, siano essi tecnici che non, senza farsi prendere dal panico o senza interrompere la narrazione dello speech?

Ho sempre timore di questo tipo di domande prima di un mio intervento, facciamo le corna che ne dice? Scherzi a parte, la prima regola, sull’intervento provare, provare a ancora provare. Si prova per l’evento dal vivo, davanti allo specchio, davanti alle slide, sul palco, con la regia audio e luci, e allo stesso modo si prova prima di un intervento on line.

Nell’online alcuni giorni prima si fanno prove tecniche con le regie del committente che mette a disposizione la piattaforma di accesso. Una copia delle proprie slide alla regia e un secondo device a disposizione nel caso dovesse accadere qualche cosa a quello principale (intanto mentre lo dico sto acquistando amuleti su Amazon). In un secondo device io tengo sempre a portata di mano il duplicato della presentazione e un altro duplicato è in mano alla regia committente, 3 copie sono meglio di 2. Provare l’audio, il video, la sequenza delle slide. Se poi ho un Black out improvviso in casa, non posso fare molto, se non con pazienza connettermi nuovamente.

L’errore umano poi è e rimane umano. Nessuno è perfetto. Si chiede semplicemente scusa con umiltà.

Nella seconda parte del corso, sarà fatto un focus sulla scrittura e in particolar modo alla scrittura di contenuti da inserire all’interno dei canali social. Anche in questo caso emozionare è fondamentale, ma soprattutto è importante attirare l’attenzione del pubblico. Ci può anticipare alcuni degli elementi essenziali che un post deve avere per catturare il lettore? Che relazione c’è poi tra un testo scritto ed uno speech vocale invece?

La pausa verbale fa riflettere, mantiene sospeso un concetto, che crea una transizione tra un concetto ed un altro, permette alla platea di elaborare quanto appena detto, anche la pausa all’interno di un testo ha questo fine, una pausa dettata da uno spazio bianco tra un concetto ed un altro. Blocchi di testo brevi, concetti chiari e immediati, parole semplici.

Come sul palco vale il concetto delle percentuali 15% 70% 15% apertura, contenuto e chiusura, anche in un testo in quel primo 15% agisce il cervello e in quel momento l’oratore che deve convincere il proprio pubblico, che si può fidare di te. Dopo che si è fidato di te, entrano in gioco le emozioni, quelle del nostro cervello limbico.

Cosa stiamo comunicando, quali concetti vogliamo condividere, come li vogliamo condividere?

Poi chiudiamo con un invito all’azione, che può avere diversi aspetti…agisco dal punto di vista fisico o di pensiero. In questa sequenza dobbiamo mantenere l’ordine sopra indicato, rettile, limbico neo corteccia, o come diceva Aristotele Ethos, Pathos Logos.

Fondamentale oggi sono le parole che utilizziamo. Prima di tutto parole giuste nel giusto ordine. Spesso esprimiamo concetti corretti, ma utilizziamo le parole nell’ordine sbagliato e quando lo facciamo, avendo le parole un peso, facciamo danni.

Nei tuoi corsi di formazione e nella tua carriera hai unito la comunicazione all’emozione. Perché hai scelto di definirti Artigiano delle Emozioni? Qual è secondo te il legame quasi imprescindibile tra comunicazione ed emozione?

Partiamo dal legame. Ho avuto l’onore di lavorare per 20 anni in Barbella Gagliardi e Saffiro, che forse alle nuove generazioni diranno poco. Sono 3 maestri eccelsi del Copywriting pubblicitario a livello mondiale. La loro agenzia oggi appartiene per intenderci al gruppo Pubblicis, che è il 3° Network della comunicazione nel mondo. In pubblicità la Call To Action passa dalle parole, poche, sintetiche, dirette, potenti che ti emozionano.

Una dei miei ultimi lavori in agenzia fu seguire la campagna FIAT DOBLÒ JAMAICA, dove prendemmo una storia vera, 4 jamaicani che arrivati in ritardo all’Iscrizione alle Olimpiadi, l’unico spazio sportivo rimasto disponibile era il BOB INVERNALE. Accettarono la sfida con la loro allegria, il loro stile di vita. Si sono allenati, sono arrivati ultimi ma è stata la squadra più amata di quella edizione Olimpica. Il Claim della Campagna era : Se puoi pensare, puoi farlo! Una campagna che ha emozionato perché è riuscita ad avvicinare il marchio Fiat a target inaspettati.

Le emozioni, quando calibrate in maniera corretta smuovono il mondo.

ARTIGIANO: L’artigiano non lavora a livello industriale. L’artigiano si sporca le mani, ti ascolta, si prende cura del tuo obiettivo e del tempo necessario per realizzarlo. Io questo processo lo porto avanti sia nella consulenza come Trainer formativo con il mio corso per parlare in pubblico che in qualità di life e Business Coach. L’artigiano non lavora sul semplice, immediato, facile e poco costoso. L’artigiano lavora sulle complessità in disordine, le mette in ordine e ti restituisce una consapevolezza e lo fa in uno spazio temporale che è estremamente necessario perché dia i risultati giusti. Poi tocca a te mettere in pratica quanto appreso se vuoi i tuoi risultati, il tuo reale interesse a comunicare bene per vivere meglio.

Un professionista che determinazione e competenze di argomenti ma è impreparato dal punto di vista di presenza scenica e come oratore, quanto ci mette a formarsi e diventare bravo e professionale anche nel parlare in pubblico? Soprattutto, è possibile?

Tutto è possibile, siamo andati su Marte….cosa è impossibile? È necessario un ingrediente scomposto in due parti, il tempo.

Le persone stonate, ha presente? Beh, nessuno di noi è stonato, vale solo l’esercizio che mettiamo in pratica.

1)           Rispettare il tempo per raggiungere i propri obiettivi, senza aver paura di sbagliare. Se elencassi i miei errori che ora ricordo con gioia, ci sarebbe da scrivere un libro.

 2)          La differenza tra fare una cosa e non farla si chiama semplicemente interesse. Se sei interessato e se rispetti il tempo per raggiungere il tuo obiettivo si realizza tutto, l’importante è dare vita alla propria unicità, ma qui entriamo nel concetto di Leadership e della gestione della propria Leadership.

3)           Per concludere con un detto: Guttaa Cavat Lapidem diceva “la goccia che scava nella roccia.”

Inside Schooling è un percorso formativo modellabile dal partecipante a seconda delle proprie esigenze di professionista, proponendo una formazione specifica su vari ambiti professionali dopo il grande impatto portato dall’avvento preponderante del digitale. Che ne pensi di questa idea e perché hai scelto di partecipare?

Perché tutto lo stff di Inside Factory, capitanato da un grande Simone Terreni che ho intervistato nei primi mesi di pandemia è la dimostrazione del cambio di paradigma che questa pandemia ha insegnato a tutti noi e che Simon Sinek definisce egregiamente in quel Gioco infinito che ho descritto prima: Cosa posso fare per gli altri.

Smettiamola di pensare al nostro orticello a fare solo fatturato e intascare soldi. Guadagnare dobbiamo farlo tutti, ma facciamolo con etica e responsabilità e soprattutto facciamolo aiutando chi è rimasto indietro a riprendere in mano la propria vita.

Io questo gioco infinito lo vedo quotidianamente nella squadra dei management Voip che postano contenuti di alto livello umano su Linkedin ogni giorno e da tutte le iniziative che hanno messo in piedi con grande coraggio da Marzo 2020 e ricordiamoci, il coraggio è azione che viene dal cuore. Preferisco far parte di una squadra che ci mette cuore nel suo agire, scelgo da che parte stare e a bordo di quale nave fare il mio viaggio.

Marie Curie diceva: “Fai della tua vita un sogno e di un sogno la realtà“.

Alcuni sogni impostati con Simone sono stati momentaneamente messi da parte, altri hanno preso vita, che fai, non li condividi?

A quali professionisti pensi possa essere rivolto il tuo corso e cosa ti piacerebbe lasciare ai partecipanti?

Mai fatto selezioni di destinatari, la buona comunicazione è destinata a tutti, come diceva il buon Dumas: “Tous pour un, un pour tous”.

Mi piacerebbe lasciare, un tassello in più di conoscenza da portare a casa e da utilizzare fin da subito per iniziare anche a giocare con le complessità di questa vita con una prospettiva diversa. In 4 ore non cambierò di sicuro la vita dei partecipanti, ma se ogni partecipante metterà in pratica i contenuti che porterò in questo primo e breve percorso, potrà affrontare alcuni ostacoli del quotidiano con quella consapevolezza utile a vivere in maniera sana, con sé stessi e con il prossimo

Competenze e tecniche per la negoziazione commerciale: intervista a Luciano Ruggeri

Il relatore del quarto appuntamento del programma di formazione, Inside Schooling, è Luciano Ruggeri, Coach e Personal Voice Trainer, che da oltre venti anni ha una esperienza da formatore per professionisti del settore delle vendite.

I corsi di formazione, che Luciano Ruggieri conduce, hanno come file rouge il miglioramento dei comportamenti organizzativi e manageriale all’interno delle aziende, difatti è esperto di leadership e di public speaking, con una conoscenza approfondita sull’utilizzo della voce durante i dibattici pubblici.

Il corso, che si terrà giovedì 10 giugno, “Competenze e tecniche per la negoziazione commerciale” vuole porre al centro dell’attenzione la figura del venditore, e come modificare il proprio comportamento abituale rendendo l’azione più incisiva, consapevole ed efficace per il raggiungimento degli obiettivi tipici di una vendita creativa.

 Il programma di formazione di Inside Factory ha lo scopo di accompagnare le figure professionali, che in questo anno si sono trovate a modificare le proprie attività lavorative quotidiane a causa dei nuovi ritmi e modalità che la pandemia ha imposto in diversi ambiti di lavoro, in un aggiornamento sulle nuove possibilità che il digitale offre per far crescere il proprio business.

Per questo motivo, il corso avrà come focus la figura del venditore, una figura che ha sempre visto la vicinanza con il cliente uno dei requisiti fondamentali per la conclusione di una vendita. L’instaurazione del rapporto di fiducia tra il venditore e il potenziale cliente, è stata messa in crisi in questi mesi a causa dell’impossibilità di utilizzo di tutte quelle azioni non verbali che agevolavano la nascita del rapporto e che a distanza non hanno lo stesso impatto che avrebbero avuto attraverso in un incontro dal vivo.

Marzo 2020 ha segnato il punto iniziale di cambiamento più grande dell’ultimo decennio a livello mondiale, determinando anche una nuova attenzione (imposta e necessaria) al digitale. Il dover essere presenti online a tutti i costi e come unico mezzo, ha comportato quindi anche una trasformazione del lavoro. Oggi vogliamo concentrarci su come è cambiata la figura del commerciale, del venditore. Che cosa ne pensi?

Il cambiamento è stato travolgente, pochi erano preparati e tuttora molti non sono competenti per affrontare questa condizione e quindi non è stato possibile essere in grado di poter essere formati per questa condizione che apparentemente sembrava semplicemente affrontabile mettendosi davanti ad un computer e parlare comunicando con i clienti.

I commerciali di oggi vivono uno scarto comunicativo che li mette nella condizione di non poter utilizzare le modalità che di solito avevano a disposizione se non in parte e quindi hanno una serie di difficoltà che vanno affrontate con energia e percorsi formativi capaci di adeguare la loro azione alle nuove condizioni.

Come può il venditore avere la stessa efficacia nel proporre il proprio prodotto o servizio da dietro un pc piuttosto che in presenza? Quali sono le differenze e quali le uguaglianze?

Serve di certo rendersi conto che esistono dinamiche relazionali diverse e spesso contrapposte a quelle che venivano utilizzate in presenza. L’efficacia è data dalla conoscenza di molti fattori che possono creare un contesto che possa attirare, ispirare, emozionare e persuadere il cliente. Questi fattori si possono mettere in atto attraverso un percorso formativo su questi temi:

Una voce armonica capace di dare un effetto rassicurante, l’originalità dell’approccio, una cornice d’accordo che metta a proprio agio il cliente, l’energia emotiva capace di mantenere elevata l’attenzione e una sequenza di argomentazioni sul servizio e prodotto preparate con cura.

È possibile instaurare un rapporto di fiducia forte con il cliente, anche se a partire dal primo contatto e per i successivi, l’unico mezzo è l’online? In che modalità?

La fiducia è possibile ottenerla quando abbiamo potuto dimostrare: coerenza e professionalità, di fatto questo che può accadere solo se l’azienda che ognuno rappresenta ha creato un’immagine che dimostri al cliente quale sia stata la soddisfazione che i clienti già stanno utilizzando i servizi che si vogliono proporre. Le storie di clienti soddisfatti sono la premessa per acquisire la considerazione che può essere interessante stare ad ascoltare

L’on-line non è l’unico mezzo, occorre conoscere il proprio target e dove si informa, dove si documenta, su quali canali acquisisce informazioni. Il marketing deve fare un grande lavoro su questo.

Quali sono i principali fattori che influiscono sulla scelta d’acquisto?

I fattori sono molteplici. Mi permetto di dire che tra tutti i fattori l’affidabilità è al primo posto, poi esiste la qualità del prodotto parametrata al livello adeguato che si attende il cliente, la garanzia dell’assistenza, l’utilità per rendere più veloce il suo business e quanto tempo gli farà risparmiare

Esistono delle tecniche, dei metodi per riuscire ad entrare nella mente del consumatore? Ma soprattutto, chi è il consumatore per il venditore?

Si esistono e sono la garanzia che tutto si può imparare, esistono percorsi formativi che permettono di conoscere come agiscono le emozioni e la ragione che sono contemporaneamente coinvolte in ogni comunicazione.

Il consumatore è per il venditore la sfida rispetto a quanto per lui sia possibile essere in grado di ascoltare le sue vere esigenze e bisogni sui quali si è preparato immedesimandosi nella sua situazione.

Il primo argomento del corso è “Emozioni e Processo Decisionale: quando la ragione non basta”. Quando la ragione non basta intervengono le emozioni e le sensazioni. Parlando alla figura del venditore, oltre alla professionalità e alla competenza, nonché alla ragione, sarebbe meglio che unisse un comportamento empatico per far muovere bisogni ed emozioni in chi lo ascolta. La personalità individuale influisce sulla possibilità di diventare un buon venditore?

La personalità influisce quando è in grado di adattarsi in modo propositivo alla personalità del cliente.

La capacità da allenare è una profonda attenzione all’ascolto delle paure e dei desideri del cliente, per essere nelle condizioni di saper riconoscere il criterio con cui il cliente sceglie, il modo con cui valuta come sono rispettate le sue necessità di avere conferme riguardo la possibilità di scegliere senza il rischio di sbagliare.

Esistono varie fasi della negoziazione tra venditore e acquirente. Ne esistono alcune che sono più importanti e che potrebbero fare la differenza per la conclusione di una trattativa? C’è qualcosa che online non dovrebbe secondo te mai mancare?

Quello che non dovrebbe mai mancare è la corretta sequenza della trattativa stessa, ovvero :

1- Riconoscimento ed accettazione del proprio ruolo da parte del cliente

2- Analisi della situazione del cliente rigorosa e trasparente

3- Qualità delle domande rispetto a quali sono le aspettative del cliente

4- Far percepire il beneficio che il cliente otterrà con certezza

5- Presentare progetti e non prodotti.

Tra le sue qualifiche è presente anche quella di Personal Voice Trainer, ossia Trainer della voce, per un utilizzo consapevole di questo potente strumento! Come cambiano le modalità di utilizzo della voce quando si parla di incontri digitali?

Nella condizione on-line la voce è ancora più determinante che in presenza. Serve allenarla in modo che sia energetica, modulata, con pause significative su parole chiave che rappresentano il valore dell’azienda che ogni commerciale può trasferire al cliente.

Curiamo i contenuti e dimentichiamo che non siamo percepiti per quello che diciamo ma per “come lo diciamo”.

Inside Schooling è un progetto di formazione modellabile a seconda delle proprie esigenze professionali che ha lo scopo di proporre una formazione continua e di valore in base alle esigenze che il cambiamento dell’approccio costante al digitale impone. Che ne pensi di questo format e perché hai scelto di partecipare?

Il format è originale, utile e particolarmente efficace in quanto mette a disposizione diverse professionalità che insieme concorrono ad una crescita multidisciplinare.

A quali professionisti pensi possa essere rivolto il tuo corso e cosa ti piacerebbe lasciare ai partecipanti?

A tutti coloro che desiderano avere contenuti che rispetto alle proprie esperienze di lavoro possano confrontarsi con serietà e quindi accrescere il proprio livello di conoscenze e competenze.

Vorrei lasciare alcune competenze che possano essere utilizzate nella realtà di tutti i giorni così da poter contribuire alla propria personale crescita, nella certezza e la convinzione che ognuno di noi è molto più di quello che pensa di essere e vale molto più di quello che pensa di sapere.

Il profilo LinkedIn strumento di Social Selling e Personal Branding: intervista a Maria Letizia Russo

Inside Schooling ha ospitato Maria Letizia Russo per il suo terzo appuntamento di formazione. L’argomento del corso di formazione è stato “Il profilo LinkedIn, strumento di Social Selling e Lead Generation per Sales e Professionisti”, e si è concentrato sull’utilizzo delle piattaforme social e degli strumenti digitali per le strategie di vendita aziendali.

Maria Letizia Russo dopo una lunga carriera all’interno di una organizzazione aziendale, dove ha acquisito una grande competenza nel settore del marketing, ha deciso di diventare una libera professionista e mettere a disposizione il proprio know-how per tutte le aziende che vogliono ampliare la propria rete di clienti attraverso l’utilizzo delle piazze virtuali.

I social media sono diventati degli strumenti imprescindibili all’interno del processo di vendita, gran parte dei potenziali clienti è presente sui social, spesso è lo stesso cliente che cerca informazioni online e preferirebbe pagare e comprare il prodotto direttamente attraverso il web. Per questo motivo, Maria Letizia Russo, aiuta i venditori ad aggiornarsi e cambiare la loro strategia di vendita per permettere che la domanda e l’offerta si incontrino e per ampliare il bacino di utenti cercandoli sui social media. LinkedIn è la piattaforma prescelta per ricoprire questo ruolo e soddisfare queste finalità: permette alle aziende di divulgare la propria immagine aziendale e allo stesso tempo vendere i propri prodotti a un pubblico infinitamente più grande di quello che si potrebbe trovare attraverso le strategie di vendita tradizionali.

La pandemia ha reso quasi indispensabile questo processo di digitalizzazione dei processi di vendita, infatti quando le aziende sono state costrette a chiudere il proprio luogo di lavoro fisico, il digitale è diventata la nuova e unica vetrina di molti venditori.

LinkedIn ormai è sulla bocca di tutti. Ma quanti lo conoscono veramente secondo il tuo punto di vista?

Davvero una bella domanda! Dipende da cosa intendiamo per “conoscere veramente LinkedIn”. Per me vuol dire avere consapevolezza del valore di ogni sezione del profilo, conoscere il motore di ricerca e come legge il profilo, sapere cosa e come scrivere un profilo veramente leggibile secondo criteri di scrittura efficace.

Conoscere Linkedin significa cogliere cosa interessa davvero le persone nella nostra rete e come scrivere post leggibili per le persone considerando il poco tempo che hanno a disposizione, la velocità dei social e la bassa soglia dell’attenzione di ogni essere umano.

Conoscere Linkedin significa anche conoscerne il galateo, il tecnicismo dell’algoritmo che dona o toglie visibilità a profili e post pubblicati e sapere quali sono le logiche del networking di qualità.

Trovare chi conosce tutto ciò, non è semplice.

LinkedIn negli anni è cresciuto molto, diventando il luogo virtuale per eccellenza in cui incontrare professionisti per finalità di Business. Allo stesso tempo, però, ancora tante aziende o professionisti non lo utilizzano. Come mai c’è questo distacco rispetto all’utilizzo di un social business secondo te? Quali sono invece i motivi per cui è importante essere presenti?

C’è ancora poca cultura nell’utilizzo di Linkedin, nonostante i numerosi iscritti nel nostro paese.

Credo che molti siano ancora legati all’idea di LinkedIn come luogo in cui pubblicare un curriculum online, si iscrivono, lo utilizzano finché cercano lavoro, per poi abbandonarlo fino alla ricerca di una nuova posizione lavorativa.

Un motivo chiave per essere presenti è la consapevolezza che LinkedIn offre la possibilità di creare, ottimizzare e aggiornare costantemente la nostra identità digitale online anche per chi non ha un proprio sito personale, a questo proposito basti pensare che il profilo Linkedin viene letto da Google semplicemente digitando il nostro nome.

Tutto ciò è determinante per il nostro personal branding, elemento tutt’altro che da sottovalutare.

Profilo personale e pagina aziendale: due elementi necessari ma molto diversi tra loro. Ci sono delle aziende che invece di aprire una pagina dedicata, inseriscono tutte le informazioni sul profilo personale. Cosa ne pensi?

Penso che sia un trucchetto tutt’altro che raccomandabile, si cerca di superare le difficoltà del gestire una pagina utilizzando un profilo con logo al posto della foto e nome azienda anziché cognome e nome.

Pochi sanno che questa pratica è contraria al contratto di Licenza di LinkedIn in quanto richiede espressamente ai profili di avere l’identità di una persona reale e identificabile (art.8.2)

Io consiglio di imparare a gestire al meglio la pagina LinkedIn ed evitare questa pratica, non pochi profili creati in questo modo sono stati chiusi perdendo tutte le connessioni create, è inoltre da considerare che un profilo così creato non potrà nemmeno essere successivamente convertito in pagina.

Inoltre, chi non crea una pagina, perde la possibilità di avere una presenza ufficiale dell’azienda su Linkedin, di pubblicare post sponsorizzati oppure offerte di lavoro e di avere degli analytics molto dettagliati dei follower della pagina e delle visite al proprio sito.

Cosa significa curare il proprio profilo LinkedIn? Ci sono degli step imprescindibili?

Curare il profilo vuol dire compilarlo in ogni parte esaustivamente, inserire le parole chiave che possono essere oggetto di ricerca per un nostro prodotto / servizio e renderci rintracciabili dal motore di ricercare.

La cura del profilo è ben diversa dalla semplice compilazione, presuppone di inserire contenuti visivi allegandoli alle varie sezioni, inserire attestato dei corsi frequentati, mettere in evidenza nell’apposita sezione articoli, video, immagini significative ed essere sempre pronti a modificarlo e aggiornarlo rendendolo costantemente in linea con la nostra identità lavorativa attuale.

La cura del profilo va oltre il profilo stesso e interessa anche lo sviluppo di una rete di contatti utili al proprio business e la pubblicazione di post interessanti per la propria rete.

Esserci ok, ma non in modo passivo. Puoi darci dei consigli per una content creation efficace? Le keywords possono essere di aiuto?

Content creation efficace vuol dire:

  • Scrivere contenuti interessanti per la propria rete
  • Scrivere secondo i migliori canoni di scrittura efficace valutando attentamente:
    • incipit
    • sintesi del contenuto
    • leggibilità del testo
  • Utilizzare nei contenuti le parole chiave che l’algoritmo leggerà associandole al profilo e restituendo un risultato di coerenza tra il contenuto e chi lo pubblica

Tra gli argomenti che tratterai all’interno del corso, oltre all’utilizzo di LinkedIn, approfondirai i concetti di Personal Branding e Social Selling. Potresti darci una breve definizione? Sono strategie complementari fra loro o possono essere utilizzare singolarmente?

Possiamo tranquillamente affermare che il personal branding è propedeutico al social selling. Con il personal branding raccontiamo e trasmettiamo chi siamo nel miglior modo possibile.

Con il social selling cerchiamo contatti in target con il nostro cliente e pubblichiamo contenuti di interesse per la nostra rete, contemporaneamente le interazioni positive diffondono i contenuti su LinkedIn rintracciando altri contatti in target, sino ad ottenere richieste di incontro / preventivo spontanee.

Questa sintesi del social selling fa comprendere facilmente quanto sia fondamentale avere un profilo che trasmetta al meglio chi siamo e di cosa ci occupiamo in modo totalmente allineato al concetto di personal branding.

LinkedIn, come gli altri Social Network, funziona tramite algoritmi. Puoi svelarci un segreto per avere la massima visibilità all’interno della piattaforma?

Scrivere per le persone prima che per l’algoritmo. Se un post piace alle persone, la loro interazione viene premiata dall’algoritmo che aumenterà la visibilità del post sino a renderlo virale.

Chi non conosce davvero la propria buyer persona, difficilmente potrà incontrare il favore dell’algoritmo.

Essendo un social di networking con ottime possibilità di business, solo i commerciali dovrebbero esser presenti su LinkedIn? Ci sono inoltre delle skills particolari che devono essere apprese?

Chiunque dovrebbe essere presente su Linkedin!

I commerciali cercano il loro buyer, i buyer presenti con un buon profilo trasmettono la loro professionalità, qualsiasi dipendente che conosca e utilizzi Linkedin al meglio rappresenta positivamente la propria azienda con vantaggi win-win per l’azienda e per il dipendente.

Curare la propria reputazione su LinkedIn è oggi la vera skill che serve sia per il social selling sia per il persona branding.

Da dove consiglieresti di partire ad una azienda che vuole intraprendere un processo di transizione al digitale e aprire quindi un canale LinkedIn?

Consiglio di formarsi sull’utilizzo di LinkedIn in ogni aspetto, pagina, profili, contenuti, sponsorizzazioni e offerte di lavoro.

Formare i propri team marketing, comunicazione, HR e Sales perché la gestione della pagina ottimale va fatta a più mani, con un lavoro di squadra e un confronto costante.

Successivamente consiglio di informare i dipendenti in merito all’utilizzo che l’azienda intende fare di LinkedIn quale canale della comunicazione social aziendale e formarli affinché si sentano sicuri e motivati all’utilizzo del social.

Dipendenti e Sales sono i migliori brand ambassador per un’azienda su LinkedIn.

Hai deciso di abbandonare un lavoro aziendale per diventare imprenditrice di te stessa. Quanto è stato difficile costruirti un’immagine forte a tal punto da diventare un’esperta nel settore del marketing online?

La parte più difficile e impegnativa è stata quella di formarmi mentre lavoravo, ho cercato nel più breve tempo possibile di formarmi su ogni campo del digital marketing investendo tempo e budget, sacrificando fine settimana e molte notti per imparare tutto ciò che mi poteva essere di supporto, SEO, Social, Advertising, WordPress, Email Marketing ma soprattutto la strategia digitale.

Successivamente non è stato facile prendere la decisione di lasciare un posto di lavoro aziendale quando non ero più giovanissima, avendo ampiamente passato i 40 anni.

La mia immagine si è creata e rafforzata mentre studiavo, leggevo, testavo e ne parlavo nei post e negli articoli che scrivevo per diversi blog, ad un certo punto la professionista era lì, con le sue competenze, esperienze, riconoscibilità e credibilità pronta a fare il salto e diventare imprenditrice di sé stessa.

L’immagine cresce con noi e si rafforza ogni giorno.

Inside Schooling è un percorso di formazione digitale modellabile dal partecipante a seconda delle esigenze professionali che propone una formazione verticale su attività che sono state trasformate dall’impatto completo dell’online. Perché hai scelto di partecipare e cosa hai visto nel progetto?

Il progetto di Inside Schooling offre la possibilità di formarsi su temi utili alla crescita di aziende e professionisti, permette loro di assumere consapevolezze nuove sulla realtà online e di fare scelte consapevoli, questo è in linea con la mia attività di trainer su LinkedIn e per questo motivo ho accettato con piacere di far parte di questo progetto.

Se dovessi scegliere un’unica “pillola” cosa vorresti che i professionisti partecipanti recepissero dal tuo corso?

Vorrei che comprendessero l’importanza dell’Esserci e del Farsi trovare su LinkedIn.

Comunicare in maniera efficace: intervista a Francesca Anzalone | 2° parte

In vista del secondo appuntamento del percorso di formazione di Inside Schooling, “Come comunicare in maniera efficace e prevenire crisi di digital reputation” che si terrà domani, 27 maggio, pubblichiamo la seconda parte dell’intervista a Francesca Anzalone, professionista nell’ambito della comunicazione digitale e futura docente del corso all’interno della scuola digitale di Inside Factory.

Nella prima parte dell’intervista, Francesca Anzalone ha fornito una definizione chiara dei concetti che tratterà all’interno del corso, tra cui Brand Reputation, diritto dell’oblio e crisi mediatica, adesso si entrerà più in profondità attraverso esempi pratici e azioni concrete, che costituisco il cuore della comunicazione digitale e che Francesca in prima persona affronta quotidianamente nel suo lavoro.

Quando si parla di Brand Reputation, non si può non parlare di identità aziendale. Infatti uno degli argomenti del corso è proprio “Semantica e Tassonomia identitaria”, puoi dirci in poche parole di che cosa si tratta?

Questo aspetto si concretizza con il manuale di semantica identitaria che è il frutto di una ricerca che parte dalla mia ricerca costante nella parola, d’altronde la mia laurea era ad indirizzo filologico-letterario e dunque in più di venti anni mi ha portata a coniugare la parola con il digitale: i miei due più grandi amori professionali. Costruire la semantica di un’azienda significa permettere una comunicazione fluida, partecipata, inclusiva sia verso l’interno che verso l’esterno. Ma soprattutto una scelta delle parole giuste: quelle che tutti riconoscono e attraverso le quali riusciamo a garantire coerenza. Ma come sempre la mia concretezza mi porta a verificare che ogni parola sia in linea con le azioni, con i valori dichiarati e dunque prevenzione di rischi di crisi mediatica. E non ultimo a identificare tutte le parole da evitare che ruotano attorno a questa sfera centrale di consapevolezza. Responsabilità nell’uso della parola. Questo aspetto è sicuramente molto impattante anche nella comunicazione tra persone e dunque nella costruzione di relazioni significative.

Parlando di crisi e di Brand Reputation, ci puoi fare degli esempi di una comunicazione sbagliata che poi ha portato a una crisi mediatica?

Sono migliaia gli esempi, se digitamo washing o backlash o shit storm all’interno di Google ci confrontiamo esattamente con quello che avviene in una crisi. Possono nascere da una dichiarazione infelice di una figura istituzionale, ma anche una parola che non trova corrispondenza nelle azioni concrete e nei dati, esempi numerosi sono nell’ambito della sostenibilità rispetto all’impatto ambientale. Ma anche su terminologia che viene inserita nei packaging di prodotto. Torniamo alla tasso-nomia e alla semantica. Un manuale corporate e un manuale brand garantiscono proprio questo: la validazione di termini utilizzati con responsabilità e consapevolezza o meno. E che implicano il coinvolgimento di professionalità verticali: dunque per costruire una comunicazione consapevole e responsabile su una tassonomia corretta ci sono verifiche costanti da parte di ciascun referente. Il mio ruolo è di coordinare tutto questo: essere stata contaminata da tante figure e avere compreso la necessità di unirle in uno stesso tavolo di lavoro per verifiche incrociate. Queste figure come il Diversity Manager, Sustainability Manager, Inclusion Manager, Crisis Manager e potrei elencare una serie di professionisti lunghissima ci permette anche di valutare e identificare i KPI relativi al prodotto, al servizio … e dunque analizzare le probabilità di rischio. Diciamo che nella mia attività si lavora di interconnessioni e relazioni significative tra parole, persone, prodotti, servizi, azioni …

Hai tenuto molti corsi di formazione, durante la tua carriera, questo ti ha permesso di vedere molte realtà che lavorano con la comunicazione digitale. Mi piacerebbe sapere il tuo parere sul famoso digital divide e quanto in Italia è presente la consapevolezza e la conoscenza delle potenzialità degli strumenti digitali?

Sono 23 anni che coniugo la mia carriera di docente accademica, formatrice con quella di servizi e prodotti per il mercato. Ho avuto l’immensa gioia di poter formare parecchie migliaia di persone e ho iniziato in aula proprio con corsi destinati all’alfabetizzazione informatica. Era il 1997 e tenevo corsi per over 65, donne inoccupate e bambini sull’alfabetizzazione informatica e Internet. Il problema reale era “come si gestisce il mouse” un oggetto che non faceva parte della nostra vita. Da lì ho focalizzato tutte le mie ricerche sull’usabilità (il mio primo libro era proprio dedicato alla comunicazione in rete e all’usabilità). Potrei dirti la mia vera scuola è nata lì: cultura digitale e impatto socia-le. Quindi mentre prima la divisione era dettata da oggettive difficoltà per le quali l’uomo doveva adattarsi alla macchina oggi lo smartphone è lo strumento che ci permette di superare questa difficoltà. Gli strumenti si stanno avvicinando all’uomo, ad esempio il linguaggio naturale che utilizziamo negli assistenti vocali che stiamo “umanizzando”. Quindi diminuisce la necessità di competenze nell’uso comune e quotidiano, dobbiamo lavorare moltissimo nell’educazione al digitale e a ciò che implica: opportunità e rischi. Dobbiamo lavorare molto su questo aspetto educazione digitale e educazione civica digitale sia nelle professioni che nella scuola che nella società. Il mio sogno: gene-rare occasioni di divulgazione del digitale, accessibili a chiunque, mostrando contestualmente opportunità e rischi.

Inside Schooling è un format di formazione modellabile a seconda delle proprie esigenze e ha lo scopo di proporre una formazione continua e di valore in base alle esigenze che i cambiamenti esterni impongono? Che ne pensi?

Penso che sia una bellissima idea e opportunità per chi ne beneficia. Avere professionisti ed esperti a disposizione per costruire un percorso efficace di crescita è oggi fondamentale. Il punto è che spesso le persone non sanno quale sia la loro esigenza e dove manchino in competenze. Accompagnarli è un ottimo supporto.

Quali competenze ti piacerebbe lasciare ai futuri partecipanti al corso del 27 maggio?

Come dico sempre il tempo è tiranno per cui la prima competenza, fondamentale che voglio lascia-re è quella di essere in grado di capire se il fornitore che stiamo utilizzando è un valore aggiunto, ovvero ci sta accompagnando in una crescita, oppure ci sta portando solo e soltanto nelle sue abitudini e dunque in ciò che è più comodo per il suo business. Dunque parliamo di consapevolezza in ciò che stiamo facendo e dunque maggiore responsabilità nelle scelte che operiamo a beneficio del nostro business. Ovviamente anche la capacità di allertarsi di fronte ad eventuali segnali che potrebbero condurre ad una crisi; a capire come promuoversi e valorizzarsi meglio e soprattutto a vedere la comunicazione come un insieme di parole consapevolmente connesse.

Leadership: come è cambiato al tempo del digitale?

Il modo di relazionarsi all’interno delle dinamiche di gruppo è cambiato durante gli ultimi 14 mesi: il distanziamento obbligatorio, dovuto alla pandemia in corso, ha modificato i rapporti tra colleghi e il leader è la figura, che più di tutte, ha il compito di interpretare i cambiamenti propri e dei collaboratori, affinché la relazione di leadership non perda di valore e di efficacia.

Ci siamo chiesti quali tecniche può utilizzare il Leader per essere efficace “a distanza” e coinvolgere il team per raggiungere gli obiettivi prefissati. Per rispondere a queste domande abbiamo chiamato in causa una persona che di sport di squadra e leadership se ne intende.

Mauro Bergamasco, rugbista nel DNA, è stato atleta professionista dal 1998 al 2015. Ha collezionato 106 presenze in maglia azzurra detenendo qualche record come “il giocatore più longevo nel Torneo delle Cinque e delle Sei Nazioni” e “uno tra i tre atleti al mondo ad aver partecipato a cinque edizioni della Coppa del Mondo di Rugby.

Nel 2013, da atleta maturo, ha inizia un periodo di evoluzione, concentrato sulla preparazione individuale e l’affinamento di conoscenze e strategie per andare ancora una volta in sostegno di “altri compagni“, in un campo ancora più grande.

La sua esperienza gli ha permesso di conoscere le dinamiche che rendono un team vincente e le qualità che un capitano deve avere per mantenere alto il morale dei suoi giocatori e per far sì che ad ogni partita sia messo in campo il massimo delle loro energie.

Inside Factory ha deciso di ospitare tra i docenti del programma di Inside Schooling, un percorso formativo di 5 appuntamenti sui cambiamenti portati dal digitale nei vari ambiti lavorativi, Mauro Bergamasco proprio per accompagnare in questo cambiamento i leader di oggi e di domani ed aiutarli a non perdere la propria autorevolezza ed il rapporto di fiducia con i collaboratori anche in un momento in cui non è possibile sempre incontrarsi di persona.

Quali qualità deve assolutamente avere un Leader affinché venga ascoltato dai componenti del Team?

L’aspettativa di “essere ascoltato” innesca dinamiche mentali e comportamentali diverse da quelle riconducibili all’essenza del leader. Per non dilungarmi troppo, userei un antico indovinello filosofico che può aiutarci a focalizzare questo tema: “se un albero cade in una foresta fa rumore, ma se un albero cade nella foresta e non c’è nessuno ad ascoltarlo, questo fa comunque rumore?

Alcune delle qualità che un leader deve avere sono: saper ascoltare, riconoscere le aspettative dei collaboratori, e mantenere integrità e coerenza nelle proprie azioni.

Uno degli argomenti che viene trattato all’interno del corso è quello di mantenere una Leadership salda e motivante anche a distanza. Quali sono gli errori più comuni che un leader potrebbe commettere durante gli incontri online?

La “distanza” creata dalla tecnologia quindi dalla mancanza di una relazione tridimensionale aumenta esponenzialmente l’effetto comunicativo inefficace. L’attenzione alla persona, la sensibilità e la cura del dettaglio sono caratteristiche che permettono di negoziare e apprezzare la relazione ed il confronto con chi ci sta attorno. Sono convinto, altresì, che tutto ciò rallenta quando abbiamo avuto prima la cura di creare, coltivare e potenziare una relazione umana basata su fiducia, quella concreta, capacità di confronto e trasparenza di accordo.

Da formatore esperienziale di Leadership e Empowerment le chiedo quanto e se è possibile che gli incontri online possano essere uno strumento di uguale efficacia rispetto agli incontri di presenza, considerando il fatto che questi incontri hanno un’importanza unica per il leader, il quale deve trasmettere motivazione per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

Nulla può sostituire un’attività in presenza. L’empatia, lo scambio relazionale, il tatto, l’infusione dei cinque sensi non è sostituibile. Tuttavia, alla base di ogni incontro è importante “l’accordo di trovare un accordo”, base attraverso cui costruire obiettivi vincenti e piani d’azione efficaci. Per mantenere una leadership salda, anche a distanza è indispensabile: pianificare, riconoscere le risorse dei collaboratori e proporre strumenti di interazione che permettano il raggiungimento di obiettivi in maniera condivisa.

Una delle qualità che molto spesso viene citata quando si parla di Leader è l’empatia e quindi un atteggiamento di reale ascolto verso il prossimo rendendo possibile, non solo un rapporto di fiducia tra le parti, ma la comprensione delle particolarità caratteriali di ogni giocatore per una comunicazione efficace con ognuno di essi. Come è possibile praticare un comportamento empatico con il prossimo anche attraverso l’utilizzo degli strumenti digitali?

Nel mondo dello sport ed in particolare nel mondo del rugby si dice che “il campo non mente mai”. Durante una competizione, proprio per la condizione di stress fisico e mentale si tende ad esibire un comportamento irrazionale che corrisponde al nostro vero modo di essere. Le nostre scelte ed azioni sono guidate dai nostri presupposti, pensieri che si sono definiti e maturati durante il corso della vita fin qui vissuta. Come ci approcciamo a qualcuno, le parole che usiamo, il tono di voce, la velocità con cui facciamo susseguire una parola dietro l’altra, il linguaggio espresso dal nostro corpo, la mimica facciale, l’interesse nei confronti dell’interlocutore per esempio danno informazioni a quel qualcuno che vanno a completare lo scenario. La risposta? Sarà una reazione a tutto ciò!

Uno degli errori più comuni è scambiare la figura del leader come colui che con un atteggiamento autoritario impartisce ordini e si pone con un atteggiamento dispotico e di superiorità. Durante il corso, al contrario, affronterai tempi come l’empatia, il concetto di intelligenza emotiva e di ascolto attivo. La figura di leader che ho descritto prima ritieni che sia superata o ancora c’è chi cade nella trappola, credendo che per essere leader bisogna essere autoritari?

 In realtà non ci sono trappole, altrimenti dovremmo parlare di manipolazione o altre dinamiche di “influenza” mentale. La leadership non è una sola e soprattutto non è un’espressione statica di se stessi. Ognuno di noi, per carattere, esperienze e formazione ha uno stile che lo caratterizza in prevalenza ma può mutare al mutare delle situazioni e degli interlocutori. Il leader sa riconoscere il contesto e rendere efficace la sua guida proprio in quel contesto attraverso gli strumenti a sua disposizione e proponendo le sue risorse nel valorizzare quelle degli altri.

Spesso si dice che viviamo in una società individualista, dove gli individui tendono a pensare al proprio interesse trascurando quindi gli interessi collettivi. Questo tipo di atteggiamento di un solo componente del team può rischiare di mandare a monte tutto il lavoro di pianificazione dei piani d’azione di un leader? Nella tua carriera da atleta professionista, ti è mai capitato di confrontarti con questa problematica?

È un tema che tutt’oggi sento mio e sempre di attualità. Da atleta del mondo del rugby ho imparato fin da subito che “da soli non si va da nessuna parte”. Quando hai la palla tra le mani hai l’opportunità di dare il tuo contributo alla squadra portando avanti l’ovale, arrivi ad un momento dove l’avversario ti sta fermando o sta ostacolando il tuo avanzamento, e qui si apre lo scenario delle opportunità. Con il senno di poi, puoi andare a contatto, puoi passare la palla prima di andare a contatto, puoi passare la palla dopo essere andato a contatto, puoi trattenerla o esprimere il tuo potenziale tecnico-tattico con altri gesti, ma l’arma più efficace è riconoscere il compagno di squadra e, con una delle modalità a propria disposizione, affidare l’avanzamento della palla ad un altro compagno di squadra che ne prenderà la responsabilità e si farà garante della strategia di squadra.

Nello sport l’allenamento è una componente indispensabile perché è l’attività che ti permette di mantenere il livello di professionalità sportiva e di migliorarti sempre di più per giocare ancora meglio il prossimo match. La formazione può essere vista come l’allenamento di tutte quelle attività lavorative dove non si richiede una prestazione fisica ma, piuttosto, uno sforzo intellettuale. Da formatore, noti anche tu che mentre per lo sport l’allenamento è visto come propedeutico al resto delle attività la formazione in certi ambiti di lavoro è trascurata o perfino dimenticata?

Chiunque abbia fatto anche una piccola esperienza di sport ha percepito che un gesto tecnico ha bisogno di essere mantenuto nell’efficacia e aggiornato assieme al gioco. Il pensiero che una volta imparato lo schema quello va bene in ogni momento è il presupposto che non fa prendere in considerazione la necessità di riprovare, aggiornare e riprogrammare quel gesto al fine di renderlo sempre più efficace, sempre più attuabile e soprattutto adattabile ai differenti contesti con una performance sempre eccellente. Il nostro bisogno irrazionale di essere unici e irripetibili potrebbe essere nutrito dal presupposto di rimanere allenato per essere il migliore.

Inside Schooling è un format di formazione modellabile a seconda delle proprie esigenze e ha lo scopo di proporre una formazione continua e di valore in base alle esigenze che i cambiamenti esterni impongono? Che ne pensi?

Condivido da sempre il pensiero di portare un contenuto formativo, auto motivazionale e ludico attraverso linguaggi differenti, proprio per le differenti profondità metaforiche ed esperienziali che questo metodo può potenziare. Credo sia importante, anche in questi contesti, mantenere alta la sensibilità sulle variabili dei bisogni delle persone e le loro aspettative.

Puoi dirci verso quale target di persone secondo te è rivolto il corso del 20 maggio e quale messaggio ti piacerebbe lasciare ai partecipanti?

Il target sono le persone! Ogni persona che abbia voglia di affrontare questo momento di cambiamento con energia e consapevolezza e veda l’esigenza di focalizzare i suoi obiettivi e costruire le azioni concrete per raggiungerli. I messaggi da poter lasciare possono essere diversi, uno fra tutti: “siate ognuno leader di voi stessi!”.

Grazie mille Mauro per il tempo dedicatoci!

Se sei interessato ad approfondire le tematiche di cui abbiamo parlato, l’appuntamento con il suo corso è giovedì 20 maggio, dalle ore 16:00.

Qui il link per iscriversi.

La partecipazione è a pagamento. Per maggiori informazioni circa i costi e le modalità di partecipazione scrivi a info@insidefactory.it.

“Serate Dantesche”: un evento, diviso in tre appuntamenti, all’insegna di Dante.

“Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,

ma per seguir virtute e canoscenza’.”

(“Inferno”, Canto XXVI)

Con questi versi, pronunciati da Ulisse nel Canto XXVI dell’Inferno, c’è uno dei più grandi elogi alla curiosità, l’unica arma che abbiamo per distinguerci dagli animali.

Proprio grazie alla sua insaziabile curiosità, Dante ha percorso un lunghissimo viaggio immaginario che ancora oggi è considerato uno dei più importanti capolavori letterari.

In occasione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, continuiamo ad organizzare eventi per omaggiarlo del regalo che ci ha lasciato in eredità, cercando ogni volta di prendere dalle sue parole riflessioni e pensieri che ancora oggi possono risultare estremamente attuali.

Il nostro viaggio si svolgerà con tre appuntamenti, ognuno dei quali approfondirà la figura di Dante da diverse angolazioni per poi portare il viaggio nel mondo terreno attraverso la visita dei luoghi raccontati all’interno della Divina Commedia e dei luoghi dove il Poeta è stato durate la sua vita.

Mentre la curiosità di Ulisse fu pericolosa, infatti trascina i compagni in un folle viaggio che si concluderà con la morte di tutti loro, le “Serate Dantesche” sono un viaggio virtuale per alimentare la nostra curiosità e perché no, anche un modo per elevarci al di sopra di noi stessi, nutrendo il nostro intelletto, come lo stesso Dante ripete spesso all’interno della Divina Commedia. Il programma dell’evento è diviso in tre appuntamenti:

Speaker: La Setta dei Poeti Estinti – con Emilio Fabio Torsello e Mara Sabia – Simone Terreni

Durante la serata si presenterà la figura di Dante come tratteggiato nei libri:

Barbero “Dante”, Marco Sant’Agata “Le Donne di Dante”, Ferroni “L’Italia di Dante” e Contini “Un’Idea di Dante”

Speaker: Riccardo Starnotti – Simone Terreni

Durante la serata, Riccardo girerà per le vie di Firenze presentando e illustrando la figura di Dante come pellegrino.

Speaker: Fabio Fraternali e Francesca Volpini di Gradara Innova – Simone Terreni

Durante la serata, Fabio girerà per il borgo di Gradara raccontando le caratteristiche della cittadina e la storia di Paolo e Francesca.

Le “Serate Dantesche” sono tre appuntamenti, in compagnia di diversi ospiti, per immergersi per tre sere nel mondo dantesco e negli immensi significati che i versi ci evocano ancora oggi.

Gli incontri si svolgeranno in diretta alle ore 21:00 sulla nostra Pagina Facebook e sul nostro canale YouTube!

A presto!

INSIDE SCHOOLING | La scuola digitale di Inside Factory

A causa della situazione attuale il mondo del lavoro sta vivendo un profondo processo di cambiamento. Tutto si è spostato e adattato, in modo molto rapido al mondo digitale. La domanda sorge spontanea: siamo sicuri di avere gli strumenti adeguati? Siamo pronti a questo cambiamento? In tutto ciò la Formazione diventa indispensabile per fronteggiare e gestire questa situazione, migliorando le proprie competenze specifiche ed essere così più competitivi nel proprio settore/lavoro

Per rispondere a questa rivoluzione, è nato Inside Schooling, il nuovo progetto di formazione di Inside Factory, dedicato a Micro Imprese, Liberi Professionisti, Manager, CEO, Content Creator, Community Manager, Responsabili di Uffici Stampa, ed esperti di Comunicazione e Marketing.

Di cosa si tratta? Inside Schooling è un progetto di Scuola Digitale, con un’offerta formativa modellabile sulle esigenze e preferenze della persona interessata. 5 appuntamenti della durata di 4 ore ciascuno, durante i quali vogliamo che il partecipante venga coinvolto con momenti di domande e confronto diretto con il docente.

NON SOLO TEORIA, MA ANCHE PRATICA!

Lo start?! I corsi partiranno a metà maggio, per 5 giovedì consecutivi!

Vi ho introdotto il progetto, vi ho parlato del perché è nato, mi sembra doveroso presentarvi la nostra rosa di docenti e le tematiche che saranno affrontate da ciascuno di loro.

LEADERSHIP & EMPOWERMENT: FOCALIZZARE ED AGIRE IN MANIERA EFFICACE

A cura di Mauro Bergamasco, Campione sportivo, Trainer & Coach

In un contesto come quello che stiamo vivendo, in un’evoluzione tutta digitale del lavoro, come si può essere dei buoni leader? Come si può trasmettere la corretta motivazione, la spinta al raggiungimento degli obiettivi, “a distanza”? Con Mauro Bergamasco attraverso video ispirazionali, aneddoti conivolgenti e momenti di confronto, andremo ad offrire alcune tecniche e darvi degli consigli pratici su come esercitare la propria influenza di Leader, anche da dietro un pc.

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COMUNICARE IN MANIERA EFFICACE E PREVENIRE CRISI DI DIGITAL REPUTATION

A cura di Francesca Anzalone, Digital PR Manager, Community Manager

Ogni azienda, Pubblica Amministrazione, ente, professionista, sa quanto è importante mantenere una buona digital reputation per mantenere vivo il legame con clienti e collaboratori. La reputazione è un bene da tutelare, promuovere e valorizzare. Il Web si sa, non dimentica nulla e ognuno di noi lo interroga alla ricerca di informazioni, recensioni, giudizi, forum. È il luogo in cui ci costruiamo un’opinione per qualsiasi cosa. Con Francesca Anzalone andremo a vedere come si comunica in maniera efficace nel Web, come si valorizza e tutela la propria reputation.

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IL PROFILO LINKEDIN: STRUMENTO DI SOCIAL SELLING E LEAD GENERATION PER SALES E PROFESSIONISTI

A cura di Maria Letizia Russo, Consulente e Trainer LinkedIn

LinkedIn è il Social Network più utilizzato in ambito business. Con il passare degli anni ha visto una crescita esponenziale, diventando il luogo, virtuale, dove i professionisti si collegano fra loro per finalità di Business. Con Maria Letizia Russo, partendo dalla definizione degli obiettivi, fino all’analisi dell’algoritmo di LinkedIn, andremo ad approfondire le strategie di comunicazione più efficaci e le modalità da impostare per ottenere dei benefici concreti dall’utilizzo di questo importante Social Network.

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LE NEUROSCIENZE APPLICATE ALLA VENDITA

A cura di Luciano Ruggeri, Coach & Personal Voice Trainer

Come è cambiata la vendita attraverso il digitale? Il Venditore come può avere la stessa efficacia nel proporre il proprio prodotto o servizio stando dietro un pc? Insieme a Luciano Ruggeri andremo a capire come modificare il proprio comportamento abituale rendendo la l’azione più incisiva, consapevole ed efficace per il raggiungimento degli obiettivi tipici di una vendita creativa.

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PARLARE IN PUBBLICO: IL PALCOSCENICO È ONLINE

A cura di Gianvito Tracquilio, Trainer, Speaker & Entertainer

Da Marzo 2020 il mondo del lavoro, degli eventi, è cambiato radicalmente – come è cambiato il palcoscenico, che nel prossimo futuro sarà sempre più online. Insieme a Gianvito Tracquilio andremo ad analizzare nello specifico quali sono gli aspetti che hanno subito le maggiori mutazioni e quali sono le tecniche per mantenere viva l’attenzione e il seguito del proprio pubblico anche da dietro un pc.

Clicca qui per iscriverti


Riassumendo, perché partecipare? Innanzi tutto perché si tratta di una formazione pratica, perché si ha la presenza di docenti esperti, capaci di interpretare la digitalizzazione in ottica di miglioramento delle attività, ed infine per i contenuti.

Inside Schooling non è solo live, ma anche video, podcast, interviste per potervi dare una formazione continua!

La partecipazione ai corsi di Inside Schooling è a pagamento, ed il costo per singolo corso è di 149 € + iva.

IMPORTANTE: se ti iscrivi entro il 23 aprile puoi accedere allo sconto EARLY BIRD, pagando ogni singolo corso 89 € + iva.

Per avere maggiori informazioni circa i costi dei singoli corsi, visita il nostro sito, oppure scrivi a info@insidefactory.it!

Articolo a cura di Serena Masoni, Executive Team di Inside Factory

LA FORMAZIONE DI INSIDE FACTORY A SERVIZIO DELLA CONTINUITÀ OPERATIVA TOSCANA

L’associazione Esculapio di Firenze opera nel settore del volontariato e del sociale e ha deciso di formare i suoi operatori telefonici attraverso il corso di formazione, ideato da Inside Factory sul “Comportamento Telefonico Professionale”.

Daniele Lucarelli, Coordinatore Regionale dell’associazione, ci ha concesso un’intervista per raccontare i motivi che l’hanno spinto a prendere questa decisione.

Il volontariato ha da sempre ricoperto un ruolo di prossimità e vicinanza ai cittadini, fornendo servizi sociali di cui altrimenti una gran parte di persone non riuscirebbe a usufruire. La pandemia ha messo a dura prova queste realtà, costringendole a un cambio di marcia nella gestione del lavoro e delle relazioni sociali. Tuttavia Esculapio, dal 2003, anno in cui è nata, si è occupata dell’organizzazione della logistica del trasporto sanitario, quindi ha sempre svolto un ruolo essenziale, ma che non richiedeva la presenza fisica delle persone. La scelta del nostro corso, “Il Comportamento Telefonico Professionale” è stata dettata dagli effetti della pandemia oppure è slegata da essa?

La scelta del vostro corso di formazione non è legata alla pandemia, ma all’avvio di un nuovo servizio, insieme all’azienda USL Toscana Centro, che opera all’interno della centrale operativa per la continuità assistenziale. Era un progetto che esisteva già prima della pandemia, infatti avevamo da tempo pensato di fare una scelta di questo genere, ma non trovavamo mai il corso giusto. Noi volevamo già offrire una formazione ai nostri operatori che insegnasse a mantenere un comportamento professionale, anche durante delle chiamate difficili, anche perché le persone che ci chiamano, la maggior parte delle volte sono in difficoltà e nonostante ciò l’operatore deve raccogliere tutta una serie di informazioni durante la chiamata. 

Il corso che ha scelto per formare gli operatori telefonici che lavorano nella sua associazione è “Il Comportamento Telefonico Professionale”, un corso della durata di otto ore. La nostra formazione cerca di offrire un connubio perfetto tra una comunicazione efficace, e quindi concisa e rapida, ma non per questo asettica. La scelta di formare i suoi operatori può apparire inusuale all’interno del terzo settore, un po’ restio a investire sul proprio personale, soprattutto con un’ottica imprenditoriale. Cosa pensa a riguardo?

A parere mio il terzo settore si forma molto sugli aspetti tecnici e non su quelli relazionali, ma è un pensiero che esula dalle mie competenze specifiche. Piuttosto, io ritengo da sempre un aspetto fondamentale istruire i nostri operatori non solo con informazioni tecniche ma anche ponendoli davanti a riflessioni e comportamenti che dovrebbero essere d’obbligo. Inoltre, ho sempre pensato che si dovesse investire sulla comunicazione telefonica, convito che possa essere in grado di fornire informazioni tecniche al pari con altri servizi che utilizzano modalità diverse.

 L’attività di formazione del personale che lavora all’interno Esculapio significa investire nell’immagine della stessa associazione. Condivide questo paradigma? E se si, nel caso specifico del corso di Inside Factory che vantaggi ha riscontrato?

Condivido, infatti già prima di incominciare il corso da voi ho cercato di garantire una formazione ai miei operatori tecnici, fornendo competenze trasversali e non solo prettamente tecniche. Gli operatori inizieranno a metà marzo quindi non le posso dire i vantaggi riscontrati, piuttosto posso dirle che ho notato che gli operatori più anziani hanno con l’esperienza acquisito un comportamento telefonico professionale. Il corso, quindi, è stato utile a istruire i nuovi operatori a non commettere gli stessi sbagli che chi opera già da tempo nel settore ha commesso e per raggiungere quel grado di professionalità necessario per affrontare una chiamata professionale.

Articolo a cura di Chiara Paolella, Comunicazione & Marekting Inside Factory

Parola d’ordine: FORMAZIONE!

La conoscenza è uno dei fattori chiave nello sviluppo di un professionista e della persona. Con l’evoluzione tecnologica e l’ampliamento dei canali di comunicazione, la società del nuovo millennio ha avuto una trasformazione in quella che viene considerata “società della conoscenza”, che dà la possibilità di accedere a tutte le risorse necessarie all’individuo per sviluppare le proprie abilità.

L’apprendimento diventa, quindi, una necessità. Avere dei dipendenti qualificati e formati, contribuisce non solo alla crescita della produttività aziendale, ma anche al benessere dei dipendenti, che si sentono più responsabili e partecipi al successo dell’azienda.

Per rispondere a questa necessità è con piacere che vi presentiamo la nuova edizione del BUSINESS ELEVATION PROGRAM, la formazione professionale di Inside Factory dedicata ad aziende e professionisti di ogni settore.

Nove appuntamenti, di 4 ore ciascuno, in modalità digitale ma interattivi, con l’obiettivo di fornire dei suggerimenti su come raggiungere buoni risultati, migliorando la propria performance professionale e andando a sviluppare delle capacità trasversali che spazino su vari ambiti.

Il percorso di formazione è modellabile sulla base dei corsi che si ritengono più interessanti. Ogni corso sarà realizzato in diretta streaming e registrato, con l’opportunità di rivederlo anche successivamente.

<Non si può non comunicare> – primo assioma della comunicazione. È da qui che vogliamo iniziare il nostro percorso, partendo da come “Comunicare Efficacemente”, perché riteniamo che la comunicazione sia indispensabile per entrare in comunicazione con l’altra persona e per far sì che quello che vogliamo comunicare arrivi correttamente a chi ci ascolta. Partendo dalla teoria andremo a vedere degli esempi pratici di come poter comunicare in modo efficace.

Con il secondo corso “Customer Care” vogliamo andare a conoscere quelle che sono le varie tipologie dei bisogni del cliente e come rispondere ad esse ponendo la giusta attenzione, fino a raggiungere un rapporto di fidelizzazione con esso.

Il corso sul “Comportamento Telefonico Professionale” è utile per tutte quelle aziende che forniscono, ad esempio, assistenza telefonica. Si dice che la telefonata sia il biglietto da visita di un’azienda e un approccio sbagliato potrebbe andare a ledere la reputazione di essa. Forniremo, quindi, alcuni consigli pratici su come comportarsi quando si risponde al telefono.

Saper gestire il proprio tempo è fondamentale per non doversi ritrovare in affanno nel dover rispettare delle scadenze. Il corso di “Time Management” serve proprio a questo, per offrire dei consigli su come organizzare il proprio carico di lavoro al fine di sfruttare al meglio la giornata lavorativa.

Che cos’è la vendita? Quali sono le cinque fasi della Vendita? Quali sono gli ingredienti per essere un buon venditore? Il corso di “Tecniche di Vendita” serve per rispondere a queste domande, partendo dalla regola base per cui per vendere bisogna concentrarsi sui benefici e non sulle caratteristiche del servizio o del prodotto che si sta vendendo.

A chi, dovendo parlare in pubblico, non è presa un po’ di paura da palcoscenico? Il corso “Public Speaking” vuole offrire alcuni consigli e tecniche su come affrontare questa paura e su come poter dare il giusto valore al discorso che si vuole tenere.

Per quanto se ne dica, LinkedIn è uno dei social più utilizzati nel mondo Business. Il corso “LinkedIn for Business” vuole rispondere a tutte quelle aziende che vogliono sfruttare al meglio questo canale per le proprie comunicazioni aziendali.

Chi è il Leader? Quali sono le caratteristiche che deve avere un buon Leader? Il corso sulla “Leadership” cerca di rispondere a queste domande, e offre dei consigli pratici su come un Leader debba suddividere e delegare il lavoro ai propri dipendenti in maniera equa, in modo che tutta l’organizzazione possa trarne benefici.

L’ultimo corso è quello sulla “Trovare la Motivazione”. Essere motivati ci spinge a dare il meglio di noi, ad impegnarci nei compiti da svolgere. In mancanza di essa, è difficile che il lavoro si possa svolgere in maniera esemplare e che si possano raggiungere gli obiettivi prefissati.

In modo generico vi abbiamo spiegato gli argomenti che saranno affrontati durante il Business Elevation Program. Come abbiamo potuto vedere, questi corsi possono essere utili per tutte le tipologie di settore, sia che facciate parte di un’azienda, sia che siate liberi professionisti.

Di seguito potete trovare il calendario dei corsi con i link per potervi iscrivere:

25 febbraioComunicare Efficacemente

26 febbraioCustomer Care

04 marzoIl Comportamento Telefonico Professionale

05 marzoTime Management

11 marzoTecniche di Vendita

12 marzoPublic Speaking

18 marzoLinedIn for Business

19 marzoLeadership

25 marzoTrovare la motivazione

Per maggiori informazioni puoi contattarci al numero 055 0763100, oppure scrivi a info@insidefactory.it

Vi aspettiamo!

Articolo a cura di Serena Masoni, Executive Team Inside Factory

L’Esperta risponde

Questions & Answers

Il nostro 2021 è ripartito dalla formazione con ospite a noi sempre gradita: Maria Letizia Russo, trainer e consulente LinkedIn e fra i primi 100 esperti di Social Selling in Europa.
Il suo Webinar “La Pagina LinkedIn tra Social Selling ed Employer Branding” si è tenuto venerdì 15 gennaio. Sono state tante le domande che sono arrivate durante la sua presentazione e per rispondere a tutti abbiamo deciso di raccoglierle all’interno di un articolo dedicato!

Buona lettura!

In quale lingua consigli di scrivere i post? Portiamo l’esempio di una realtà lavorativa con eventuali clienti italiani e stranieri, se su 13.000 followers sono “stranieri” solo 200, consigli comunque la lingua inglese?

La lingua consigliata è quella della vostra buyer persona, se solo 200 sono stranieri assolutamente va utilizzata la lingua Italiana, chi non è Italiano utilizza probabilmente Linkedin nella propria lingua madre o in Inglese e leggerà il post in Italiano con la possibilità di cliccare il pulsante “Translate” per la traduzione automatica. Vale la pena utilizzare la lingua inglese nei post solo se si ha un mercato prevalentemente o almeno in ampia % orientato all’estero.

Qualche dritta per chi gestisce una pagina Università?

Le pagine universitarie tecnicamente possiamo assimilarle alle pagine aziendali, anche le università hanno l’esigenza di attrarre “clienti” solo che si tratta di potenziali studenti universitari oppure nuovi iscritti ai master e corsi post laurea. Consiglierei di utilizzare come proprio pubblico fidelizzato oltre gli universitari attuali gli alumni, possono rappresentare un potenziale importante per la diffusione dei post.

Titolare di studio di progettazione meccanica, ingegnere.

Quanto può essere controproducente o meno postare sulla pagina personale argomenti e considerazioni totalmente slegate dalla pagina  e dai contenuti aziendali? Si rischia di disperdere energie e perdere di credibilità, oppure può rafforzare il personal branding? Danneggerebbe il brand aziendale?

Ognuno di noi dovrebbe comunque puntare al proprio persona branding e contemporaneamente più persone con una riconoscibilità professionale su Linkedin, se lavorano in un’azienda, di riflesso rafforzano l’immagine aziendale.

I contenuti vengono diffusi dal proprio profilo ma se hanno natura professionale non danneggiano il brand aziendale, se non sono relativi ai prodotti/servizi aziendali distolgono dal focus dell’azienda, questo sì, ma non la danneggiano. Il danno d’immagine potrebbe essere legato ad un utilizzo personale del dipendente con contenuti contrari alla mission aziendale. In ogni caso, vista la natura professionale di Linkedin, ogni contenuto che non sia attinente alla propria professionalità ma sia relativo ad ambiti troppo personali non è positivo per il nostro personal branding, se invece si tratta di contenuti di vario tipo distolgono dal ruolo del singolo e fanno intravedere comunque un utilizzo di Linkedin non coerente con la natura del social.

Ci sono orari che possono aiutare a dare visibilità?

In teoria la prima fascia della mattina ( entro le 9.30/10.00 ) e il tardo pomeriggio ( 17.00/18.30) dei giorni dal martedì al giovedì, ma sono dati indicativi legati alla maggior presenza di utenti Linkedin sul social.

In questo anno così particolare, la presenza degli utenti è stata spesso legata ai cambiamenti legati allo smart working o ai momenti di lock down e si sono riscontrati momenti favorevoli alla visibilità dei post anche nel fine settimana.

Occorre che ognuno faccia dei test (A/B test) per valutare, a parità di post, quando si hanno il maggior numero di interazioni che agevolano la visibilità del post e pubblicare nei momenti che si riscontrano migliori.

Quando un dipendente “tagga” l’azienda in un post personale, l’azienda deve reagire in qualche modo?

Ogni gesto cortese è sempre un segnale positivo che si tratti di persone o aziende, potrebbe anche essere un gesto indicato che l’azienda attraverso la pagina consigli il post o il commento. Ricordo che le pagine non possono commentare o interagire tranne quando vengono taggate o quando viene utilizzato uno dei 3 hashtag all’interno della pagina.

Caso piccola realtà: come posso gestire al meglio la pagina aziendale?

Ogni realtà grande o piccola può gestire al meglio la pagina Linkedin

  • ottimizzandola per essere rintracciata dal motore di ricerca Linkedin inserendo le keyword relative al proprio prodotto / servizio
  • creando un piano editoriale interessante per la propria buyer persona e
  • interagendo dai profili con i post della pagina

Queste 3 attività sono primarie per ogni pagina, se anche solo una di esse non viene effettuata la pagina non potrà ottenere buoni risultati in termini di visibilità

Caso start-up che produce e vende dispositivi di monitoraggio e trasmissione dati nel mondo dell’IoT.

A lavorarci siamo solo io e il titolare. Mi è difficile interagire con i post in quanto il tema trattato è particolare e molto tecnico e richiede esperienza nel campo. Cosa posso fare se non riesco ad interagire?

L’interazione come semplice “consiglia” potete comunque effettuarla, quanto al commento fate interagire figure tecniche che lavorano alla progettazione dei dispositivi per esempio, servono figure che hanno voce in capitolo sul tema trattato affinché il commento sia credibile.

Su LinkedIn si può pianificarne la pubblicazione nel giorno e all’ora voluta come si può fare con Facebook?

No, non esiste uno strumento interno a Linkedin per programmare i post, occorre affidarsi a programmi di terze parti (Postpickr oppure Hootsuite per citarne qualcuno)

È sbagliato scrivere la propria qualifica sul curriculum di LinkedIn in italiano? È preferibile trovare la traduzione inglese?

Se la nostra qualifica in italiano è chiara e riconosciuta, es. Consulente finanziario, si può benissimo usare l’Italiano, si ricorre alla qualifica in Inglese quando ormai fa parte del modo di dire utilizzato più comunemente anche da noi Italiani es. Trainer al posto di formatore.

In ogni caso ricordo che il profilo può essere creato in italiano e sdoppiato in lingua inglese, e in ugual modo le pagine Linkedin

Bisogna postare sia sul profilo personale, sia su quello aziendale lo stesso articolo?

È consigliabile pubblicare sulla pagina Linkedin un post e sollecitare le interazioni sul post della pagina per darne la massima visibilità.

Dopo qualche giorno si può tranquillamente pubblicare il post dal proprio profilo utilizzando la medesima grafica ma un testo di accompagnamento più personale, con il tono di voce della persona del profilo, ciò genera riconoscibilità e credibilità, certamente meglio del copia/incolla del testo aziendale.

Occorre definire una policy aziendale per regolare le interazioni con la pagina aziendale?

Non occorre in questo caso una policy, le persone devono sentirsi libere di interagire e non obbligate, in ogni caso il social, ogni social, è personale e non si può imporre nulla, né di interagire né di non utilizzare un social.

Piuttosto è consigliabile formare le persone all’interazione e al vantaggio della stessa e poi creare un documento di best practice che faccia da guida.

Profilo LinkedIn personale, sul quale però non lavoro molto. Vorrei usare questa piattaforma social per lavoro (agenzia di viaggi). La mia domanda è: mantengo un profilo personale utilizzandolo per promuovere la mia agenzia, o è preferibile aprire un profilo aziendale?

Innanzi tutto, non è possibile creare una pagina Linkedin senza prima creare un profilo.

Una volta creato un profilo la pagina Linkedin richiede che il profilo interagisca per primo con i post della pagina, per renderla visibile al network del profilo.

Il corretto meccanismo è la generazione del network dal profilo e portarlo a conoscere la pagina.

La pagina da sola difficilmente riesce ad accrescere da sola i propri follower, i collegamenti del profilo diventeranno i follower della pagina.

Come si scelgono gli Hashtag?

Facendo un’analisi di quali sono più utilizzati oppure meno utilizzati e si inizia ad utilizzare nei post quelli per noi migliori.

Se scegliamo un hashtag molto utilizzato i nostri contenuti potrebbero “annegare” in mezzo a migliaia di post e non essere notati.

A volte la scelta è di utilizzare proprio quelli meno usati per dare l’impressione a chi li clicca di essere molto presenti e di dominare il mercato

Come si fa a vedere il grafico delle pubblicazioni?

Il grafico dell’andamento delle pubblicazioni lo vedono solo gli amministratori di pagina dalla tab Analisi nella parte alta della pagina da cui è possibile effettuare l’analisi delle pubblicazioni (aggiornamenti), dei follower e dei visitatori della pagina.

Agenzia di Tour Operator. Pensa che sia utile LinkedIn per poter trovare potenziali clienti?

Per rispondere occorre valutare “quali clienti” cerca l’agenzia. Se il cliente fosse chiunque cerca un posto per le vacanze, chiunque voglia viaggiare etc, Linkedin può essere utile certamente a patto di non pubblicare contenuti per vendere ma piuttosto interessanti perché parlano di mete, di viaggi, di esplorazioni, generando curiosità.

La pagina aziendale deve interagire con le pagine personali dei dipendenti? O mettere “consiglia”?

La pagina non può mai interagire con i post dei profili, nemmeno dei dipendenti.

Può interagire solo se taggata/menzionata o se un post utilizza uno dei tre hashtag dichiarati nella pagina.

Ha senso cercare di uniformare i ruoli dei dipendenti?

Se intende dire “allineare i profili” dando uno standard uniforme nel sommario o nella foto profilo, sono favorevole perché dona all’azienda un’immagine di attenzione al profilo da parte dei dipendenti.

Non sono favorevole ad un allineamento totale dove i profili sono tutti uguali con i medesimi contenuti a parità di ruolo.

Fermo restando che ciò è lasciato alla scelta del dipendente e non può essere imposto.

Esiste uno strumento per poter programmare la pubblicazione dei post?

Esistono diversi strumenti, nelle risposte precedenti ne ho citati un paio, sono dei Social Media Assistant, permettono di programmare i post e anche di selezionare direttamente le immagini da allegare la post.

Come si fa a menzionare qualcuno quando ha visualizzato il tuo post?

Non esiste menzione legata alla visualizzazione, non possiamo sapere il nome di chi ha visualizzato i post ma solo analytics aggregati per località, azienda, ruolo etc.

La menzione si effettua inserendo @ davanti al nome della persona e scegliendola tra i profili suggeriti.

Caso freelance: il nome della pagina corrisponde anche al profilo personale. Pensi che sia brutto commentare i post della mia pagina? Non sembra autoreferenziale? Non è come auto-mettersi like?

Non si dovrebbe creare il nome pagina uguale al profilo, crea confusione, la pagina deve avere un proprio nome e contenere anche le keyord che identificano l’attività svolta.

A quel punto la pagina pubblica, il freelance si sposta dalla modalità amministratore pagina e membro pagina e commenta con il proprio profilo.

Autoreferenziale non è, piuttosto è aziendale, io commento un post della mia attività e grazie all’algoritmo il post della pagina viene mostrato alla mia rete di primo grado perché io l’ho commentato / consigliato.

È molto più autoreferenziale autodefinirsi leader di settore o esperti che un commento alla propria attività, laddove il commento al post è pertinente.

Domanda: gestisco una pagina aziendale creata da una persona che ha molti contatti che sarebbero fondamentali nell’interazione, ma la persona in questione non utilizza linkedin (perchè non crede all’utilità dei social) Io come amministratore posso accedere ai suoi contatti? oppure come potrei fare? Grazie!

Nessun amministratore può accedere ai contatti di qualcun altro a meno che non ci diano le credenziali per accedere ed ci autorizzino (meglio farsi dare un’autorizzazione scritta) ad utilizzare il profilo al posto del vero titolare

SSI è influenzato dall’attività che come amministratore svolgo sulla pagina aziendale ? o SSI è legato solo alll’attività del profilo personale?

Il Social Selling index è relativo solamente all’attività del profilo, non ha alcun legame con le pagine di cui siamo amministratori o follower.

Ancora un grazie a Maria Letizia Russo per la sua disponibilità!

Se siete interessati a rivedere il Webinar potete richiederci le credenziali di accesso alla registrazione tramite l’indirizzo mail info@insidefactory.it.

Vi ricordiamo, inoltre, che sul nostro canale Podcast “Inside Podcasting” potete trovare le nostre pillole formative!