SMART WORKING DAY 2018

Il tour itinerante sul lavoro agile arriva a Torino, Milano e Firenze

Riparte lo Smart Working Day con tre tappe a Torino, Milano e Firenze, rispettivamente il 10 e il 21 maggio, e il 5 giugno. Un tour in tre appuntamenti, che si aggiungono ai cinque realizzati nel 2017, per portare la cultura dello Smart Working in giro per l’Italia. Per sensibilizzare, informare e formare sulle (nuove) possibilità di gestione delle risorse umane, per un ambiente di lavoro più felice e lavoratori più efficienti!

La storia Smart

Pare passata un’era geologica ma dalla nascita dello Smart Working Day. E invece sono poco più che sei mesi. Sei mesi da quel non-così-lontano 3 ottobre 2017, quando a Roma si iniziava a parlare di lavoro agile, dopo la data zero di Milano. Sei mesi per diventare il primo evento a livello nazionale sulla tematica del lavoro smart, senza falsa modestia. Sei mesi in cui abbiamo dimostrato che oltre alla teoria ci sono esperienze, motivazioni e risultati che dimostrano che lavorare da remoto si può. E si dovrebbe. E lo abbiamo fatto visitando e portando le nostre conoscenze e quelle dei nostri ospiti, in cinque città, oltre a Milano e Roma, Napoli, Treviso e Catania. E tre in programma in questo inizio di tour 2018. Not bad, not bad at all!

Squadra vincente non si cambia

Si conferma il quadrumvirato che abbiamo visto insieme anche al People Hub Connected. Il nostro Samuel Lo Gioco che non necessita di presentazioni, né per il ruolo aziendale, né per la sua esperienza sul tema. Andrea Solimene di Seedble, consulente sulla tematica con un’importante esperienza internazionale. Giovanni Battista Pozza di Be Happy Remotely, il nomade digitale per eccellenza. E, infine, l’Avvocato Sergio Alberto Codella dello Studio Legale Boursier Niutta & Partners, esperto della legislazione che da maggio 2017, ha aperto la strada a una possibile rivoluzione post-digitale. Un team vincente, che costituisce esso stesso un team di smart workers, in giro per il mondo, ma che saranno tutti insieme a parlare di lavoro agile, ognuno dal suo punto di vista, alle tre tappe dello SWD 2018.

Perché venirci a trovare allo Smart Working Day a Torino, Milano o Firenze.

Perché lo SWD è un’occasione di incontro e formazione a 360°. Un‘occasione unica per comprendere davvero cosa significhi lavorare smart. Per conoscerne la normativa, i fondamenti teorici e i casi di successo di chi ha già raggiunto con successo un modello di lavoro da remoto. Ma anche per approfondire gli strumenti che possono fungere da collante fra smart workers, che siano nella periferia milanese o in giro per il mondo.

Un occasione per gli addetti ai lavori, per chi vuole cambiare il proprio paradigma aziendale. Per chi vuole dipendenti più felici ed efficienti. Per i lavoratori che vogliono essere gli smart workers di domani. Un’occasione aperta a tutti coloro che hanno uno sguardo sul futuro innovativo quanto il nostro. Parola d’ordine #nonmancare

… E allora che aspettate?! Per informazioni ed iscrizioni basta collegarsi al sito www.smartworkingday.it e compilare il form. Vi aspettiamo!

 

Smart Working Day Roma, emozioni da sold out!

Nel business le grandi cose non sono mai state fatte da una sola persona.

Sono realizzate da un team di persone”

Steve Jobs

Una partita si vince se il gioco di squadra funziona, se c’è intesa, collaborazione e sinergia. Ognuno ha il suo ruolo: che tu sia attaccante o difensore l’importante è impegnarsi tutti insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune. L’unione fa la forza, non è solo un luogo comune. E’ con questo spirito che Inside Factory, Seedble e Be Happy Remotely, tre realtà specializzate nella formazione e nella consulenza in ambito Smart Working, hanno dato vita alla prima edizione dello Smart Working Day Tour.

Ma come è nato il progetto? L’idea di un tour dedicato ai temi del lavoro agile è saltata fuori a maggio, quando il Senato ha dato il via libera al ddl sul lavoro autonomo. L’Italia, finalmente, ha una legge sullo Smart Working. E’ il momento giusto, questo, per raccontare ai responsabili delle risorse umane, HR experts e anche ai liberi professionisti come si fa a diventare Smart Worker e quali sono gli step da seguire per abbracciare questo modello professionale “di rottura” e rivoluzionario. Quali strumenti utilizzare per affrontare il cambiamento. Perchè non farlo organizzando un evento formativo di valore che coinvolgesse esperti del settore, docenti e manager aziendali?

La data zero, quella di Milano nel mese di luglio ci ha dato la spinta giusta per proseguire con altre tappe in tutta Italia. Esperimento riuscito! L’evento in Lombardia è stato talmente apprezzato che il progetto è cresciuto: e così lo Smart Working Day il 3 ottobre è approdato a Roma. La capitale, per un giorno, anche del lavoro agile. Oltre 300 iscritti e 150 partecipanti, un piccolo grande record che ci ha riempito di orgoglio.

Sold out! I lavori sono iniziati alle 10 nei locali di eFM con il tutto esaurito in sala ed un altro spazio allestito per l’occasione, all’interno del quale poter seguire la diretta streaming.

Dopo i saluti ed il benvenuto ai partecipanti da parte di Daniele Di Fausto, Ceo di eFm, si è aperta la sessione workshop con l’intervento di Andrea Solimene, CEO e coFounder Seedble. In “Smart Working: lusso o sopravvivenza?” Andrea ha parlato dell’importanza di introdurre il lavoro agile in azienda e di quali siano i passaggi da seguire. Di come il nuovo approccio al lavoro basato su responsabilità, fiducia e flessibilità, possa rappresentare una soluzione per accelerare il cambiamento e innovare il modo di lavorare in maniera più collaborativa, funzionale e dinamica.

A seguire, spazio agli Sponsor con la prima parte della Speech Session, un momento dedicato ai Vendor che hanno avuto l’opportunità di presentarsi illustrando le proprie soluzioni e le novità aziendali.

Tempo di Salotto Live, il momento del confronto a più voci, un collage di esperienze e di vissuti che ha raccolto tre storie diverse sullo Smart Working. Alberto Mattei, Fondatore di www.nomadidigitali.it,  ha portato il suo contributo da professionista “che ama viaggiare e sogna di poter cambiare il proprio stile di vita, per rendersi finalmente libero di  vivere e lavorare ovunque, sfruttando le nuove opportunità del web“. Se il nomade digitale non si sposta per lavorare ma lavora spostandosi, è venuto spontaneo chiedere quanto peso abbiano gli spazi in un conteso di mutamento del lavoro stesso, del modo di vivere e dei luoghi fisici di lavoro. Ha risposto a questa domanda introducendo il tema del Workplace Flexibility Daniele Di Fausto, raccontando come la rivoluzione digitale stia trasformando gli uffici in smart building, luoghi sostenibili, sempre più coinvolgenti, efficienti. In spazi di collisione e a misura di Smart Worker. Silvia Giorgi e Laura Nurra della Direzione delle Risorse Umane di American Express Italia, che hanno curato il lancio e l’implementazione dello Smart Working, hanno condiviso il case history sulla loro riorganizzazione aziendale illustrando vantaggi ed opportunità del lavoro agile dal punto di vista dell’azienda e da quello del dipendente.

La parola è andata poi a Giovanni Battista Pozza, coach e founder di Be Happy Remotely, esperto di felicità al lavoro ed employee experience. Nel talk “Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto” ha lanciato un messaggio importante: il remote working non è un limite, l’online è un’opportunità che può trasformarsi in business. 

Dopo il Light Lunch, Giada Susca e Valentina Marini hanno tenuto lo speech su “L’educazione digitale alla base dello SW“, presentando il progetto di #GalateoLinkedIn e fornendo indicazioni utili al corretto comportamento da tenere sul social network professionale più conosciuto e frequentato.

Con Samuel Lo Gioco Managing Director di Inside Factory, l’attenzione si è concentrata su “Smart Worker: come vincere la produttività con i giusti alleati con i principali nemici”. Una serie di consigli, tools e suggerimenti su come ottenere successi professionali con una migliore qualità della vita vestendo i panni di Smart Worker. 

E’ stato ancora il turno degli Sponsor con la Speech Session pomeridiana di “Noi e lo Smart Working” che dopo il coffee break ha ceduto il passo all’avvocato Sergio Alberto Codella dello Studio Legale Boursier Niutta & Partners. Il workshop “Nuove regole per lo smart working: un punto di svolta?” è stato dedicato alla verifica di tutele e garanzie per aziende e lavoratori sul testo normativo che disciplina lo Smart Working.

Prima dei saluti è stato rilasciato l’attestato di partecipazione a tutti i presenti. Tanti sorrisi e un click, uno scatto di gruppo ha catturato le emozioni della giornata.

Un grazie doveroso e moltiplicato per 300. Grazie a chi ha condiviso con noi questo successo, un “goal” importante anche se la partita non finisce qui. Grazie ad Andrea e Giovanni, co-organizzatori del tour, a Daniele Di Fausto, Emiliano Boschetto Daniele Vezzani, che hanno messo a disposizione la loro splendida sede per ospitare l’evento. Grazie a Valentina Marini e Giada Susca, Alberto Mattei, a Sergio Alberto Codella e a tutti gli Sponsor Flavio Patria, Andrea Belardinelli, Enrico Cicculli, Giovanni Cristi di AVM, Marco Anselmi di VoipVoice, Massimo Maggiora e Angelo Malaspina di IWGroup, Alessandro Vitali di Jabra, Simone Albanini di Sennheiser e Francesco Martizi di Cisco.

Lo #SWD17 è scambio, formazione, voglia di fare networking e di creare relazioni. Un gioco di squadra.  E ora avanti con il prossimo appuntamento: 8 novembre, destinazione Napoli.

Per conoscere e iscriversi alle altre tappe del tour: www.smartworkingday.it 

Stay Tuned!

Ylenia Cecchetti

 

Aspettando lo Smart Working Day: intervista a Giovanni Battista Pozza

Lavoro e felicità, un binomio impossibile? Non per Giovanni Battista Pozza, imprenditore con la passione per il business digitale e l’innovazione. Ma soprattutto uno dei maggiori esperti al mondo di felicità al lavoro.

Perché sì, si può, anzi si deve essere felici, soddisfatti e appagati sul posto di lavoro. Non è un’utopia ma un obiettivo da perseguire, una ricerca che ha portato Giovanni a essere felice da remoto, ad arrivarci attraverso un percorso all’insegna dell’innovazione e del nomadismo digitale.

Giovanni Battista Pozza

Una vita divisa tra tecnologia, design e innovazione, la sua: sarà lui uno degli speaker protagonisti dello Smart Working Day di Roma. Domani, nel corso della giornata di approfondimento e di focus mirati per conoscere da vicino l’universo legato al lavoro agile, Giovanni racconterà come il remoto sia un vantaggio e non un limite. E come sia possibile riuscire a LAVORARE MEGLIO DOVUNQUE, ED ESSERE FELICI AL LAVORO.  

 

 

Lo smart working è il ribaltamento degli schemi, dello stile di vita personale ma anche lavorativo. Giovanni, tu hai completamente rotto con le convenzioni, ripensato il tuo modo di vivere e di lavorare. Quando si è cominciato a parlare di smart working ci hai visto un potenziale, hai deciso di sfruttare questa filosofia per creare un nuovo modello di business. Da dove sei partito?

Sono partito 3 anni fa, quando ho iniziato a lavorare sulla felicità al lavoro e sulla felicità in generale, su quella degli altri. Inevitabilmente ho lavorato sulla mia. Ho iniziato a cambiare prospettiva, sono cambiati i rapporti di lavoro, quelli interpersonali. Lavorare sulla felicità permette di toccare tanti aspetti della vita, le priorità diventano altre, al centro dell’attenzione ci sono il benessere, la qualità della vita, delle relazioni. E’ questo che mi ha fatto “scattare”. Le competenze guadagnate negli anni mi sono servite ad affrontare questo passaggio, come fossero tessere di uno stesso puzzle da completare.  Lavorare da remoto mi rende felice, mi ha cambiato l’esistenza, ne ho guadagnato in benessere!

Ami la semplicità nella vita e l’agilità nel lavoro: per questo ti troviamo sempre online ad aiutare team e aziende a lavorare meglio da remoto. E’ quello che fai con Be Happy Remotely, di cui sei Coach e founder.  Qual è il tuo ruolo? Come si struttura una tua giornata tipo?

Be Happy Remotely

Lavoro dove voglio, questo è il presupposto. Ci sono luoghi che preferisco, tipo stare in mezzo alla natura, all’aria aperta, stimola la creatività! Mi piace soprattutto quando devo lavorare sulle relazioni. Le mie apparizioni di persona sono rare, ho completamente eliminato l’offline portando tutto sull’online. La mia giornata tipo? Mi sveglio presto, faccio yoga o meditazione, porto fuori i cani, decido dove passerò la mia giornata lavorativa in base alle attività da svolgere: in casa, in ambienti di coworking, ho i miei posti del cuore. Generalmente lavoro fino alle 19 e il weekend il mio mobile è rigorosamente in modalità aereo. No alle mail nel fine settimana!

Tu e lo Smart Working: come vi siete conosciuti?

La spinta più grossa l’ho avuta quando sono entrato a far parte del team di Happy Melly: ci sono guru a livello mondiale di metodologie nuove di gestione aziendale, agilità e felicità al lavoro.  Certi modelli di apprendimento hanno cambiato la mia prospettiva sul lavoro: non si parla di smart working, si fa! In quel contesto ho toccato con mano la bellezza del lavoro smart e delle relazioni che si possono avere con persone che in realtà non si sono mai conosciute.

Happy at work!

Hai fondato un manifesto di 12 principi per l’innovazione di prodotti e servizi attraverso l’innovazione sulle persone. Ce ne vuoi dire al volo un paio?

Prima vi spiego perché l’ho fatto. Siamo tutti sempre molto concentrati sui processi o sugli aspetti tecnici del lavoro.  A fare la differenza invece sono i valori, la collaborazione, il rispetto, l’onestà, anche tra colleghi. L’innovazione sui prodotti e sui servizi la fanno le persone, passa attraverso le persone: se le metti in un ambiente agevole rendono molto di più, un pensiero, questo, confermato da molte ricerche. Un contesto di crescita e un ambiente di lavoro felice (uno smart office) aiuta certamente a mantenere alto il livello di benessere. Il digitale non per forza è sinonimo di “attività pesante che non ti fa staccare gli occhi dal pc”. Se metti in atto le strategie giuste non perdi tempo e non sei oberato dal lavoro.  Chiunque in azienda può applicare questo metodo, basta focalizzarsi sulle persone e darsi il tempo di riflettere senza stressare se stessi e gli altri. 

Smart Working Day Roma 2017: -1. L’evento è alle porte!  Dacci un buon motivo per partecipare…

E’ importante esserci perché l’ approccio allo smart working, come raramente succede, è a 360 gradi. Andremo sul pratico, sui fatti e non sulle parole. Cercheremo di tenere in considerazione la tecnologia, aspetto fondamentale se di lavoro agile si parla. Non mancheranno approfondimenti sulla cultura aziendale.

“Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto” è il titolo del tuo intervento. Ci vuoi dare una piccolissima anticipazione?

Le persone possono collaborare ed essere produttive da remoto come se fossero in ufficio. Un ambiente di lavoro smart e flessibile rende la tua azienda più attraente. Parlerò di come adottare un modello di lavoro smart dove le persone sono performanti anche da remoto. I miei workshop insegneranno a lavorare meglio e a creare il giusto spirito di squadra.

L’Italia è fanalino di coda dell’Europa: ora che il lavoro agile è stato ufficialmente riconosciuto e regolamentato credi che sarà più facile “compiere il grande salto”? Il 2018 sarà l’anno della svolta?

A livello culturale c’è ancora molto da fare. Non basta la legge, che ha sicuramente aiutato: lo scatto deve essere culturale. Il prossimo potrebbe essere l’anno giusto, il problema è che se da una parte ci sono moltissime persone che vorrebbero lavorare da remoto, dall’altra ci sono altrettante aziende che questa tipologia di lavoro non la stanno offrendo. Ci sono imprenditori sfiduciati, delusi, convinti che la strada dello smart working non sia percorribile.  La volontà c’è soprattutto da parte delle nuove generazioni ma trova subito un muro. Che va abbattuto!

Cos’è lo Smart Working per te?

In una parola, opportunità. Di poter introdurre un nuovo modello di lavoro in grado di semplificare, di incentivare il worklife balance e contribuire ad un miglioramento generale della società.

E a proposito di felicità al lavoro, stai davvero facendo i bagagli per trasferirti in Costa Rica?

A breve mi trasferirò con la mia famiglia dall’altra parte del mondo. Per fare questo sto portando tutto il mio business online. Prima però, tappa obbligata all’Isola del Giglio!

Domani saremo a Roma, poi lo Smart Working Day Tour prosegue con altre 3 tappe in tutta Italia.

Scegli la tua città e iscriviti!

 

A cura di  Ylenia Cecchetti

Smart Working Day 2017: buona la prima

Cormano, 5 luglio. Siamo alle porte di Milano, il caldo si fa sentire: è il giorno dello Smart Working Day 2017. La sfida era riuscire ad intercettare un buon numero di persone interessate all’argomento, condividere con loro una giornata di formazione, farlo in modo non convenzionale (come nelle corde di Inside Factory) ed offrire strumenti pratici, concreti che andassero oltre i numeri e le parole. Esperimento riuscito! Ben 83 iscritti, circa 50 partecipanti ed una “edizione zero” che ha riscosso un notevole successo andando oltre le aspettative.  Si può dire: buona la prima!

 

Nello spazio di coworking di InCOWORK e Corefab nomadi digitali ed aspiranti tali,  freelance workers e manager aziendali si sono dati appuntamento per scoprire vantaggi ed opportunità del lavoro agile. Focus sul coworking, sul worklife balance e sulla collaboration grazie a workshop mirati e testimonianze dirette.

Dopo una prima introduzione curata da Samuel Lo Gioco, Managing Director di Inside Factory, su quelli che sono stati i “pointbreak”, i momenti di rottura, che nella storia hanno comportato una svolta e un’innovazione tecnologica, l’analisi si è poi concentrata sul lavoro agile a 360°.

 

Federico Bianchi, CEO di Smartworking Srl, ha analizzato come deve cambiare la struttura organizzativa aziendale affinchè lo Smart Working possa essere implementato in maniera efficace all’interno dell’azienda stessa, mentre Samuel Lo Gioco ha spiegato le skills comportamentali che uno Smart Worker deve avere per poter essere considerato tale e per portare benefici sia a se stesso che all’impresa: lavoro per obiettivi, gestione efficace del tempo, suddivisione dei compiti, collaboration.

 

Importanti Smart Workers sono stati protagonisti del Salotto Live, professionisti e aziende strutturate che hanno già fatto il grande salto ci hanno raccontato la loro rivoluzione professionale.

Rivoluzione, appunto. La parola chiave della nostra giornata. Lo smart working è un’opportunità, una rivoluzione culturale, il ribaltamento delle abitudini e degli schemi, dello stile di vita personale e ovviamente lavorativo.

Non cambierai mai la tua vita finché non cambierai qualcosa che fai tutti i giorni.”

(Mike Murdock)

 

Abbiamo ascoltato storie di chi ha completamente rotto con le convenzioni, ripensando il proprio modo di vivere e di lavorare, sposando in toto la filosofia dello smart working. Giovanni Battista Pozza, CEO di Be Happy Remotely, ha fatto del “mondo” il suo ufficio, eliminando l’offline e basando il proprio business esclusivamente sull’online.

Hanno parlato a cuore aperto imprenditori di successo; chi per sé stesso, come Pietro Cotrupi, fondatore del franchising inCOWORK, chi per la propria azienda, come Marco Scorti, HR Business Partner Manager di Siemens Italia, in comune hanno trovato il coraggio di rompere col modello organizzativo tradizionale.

E ne hanno guadagnato in benessere e produttività. Non a caso, Siemens Italia è attualmente considerata un “modello” per tutte le aziende che vogliono introdurre concretamente il lavoro agile.

Ma quanto ci fa paura cambiare?

La rivoluzione non è più il cambiamento, è la velocità del cambiamento”. Lo ha sostenuto Sergio Zavoli, giornalista, scrittore e politico italiano aprendo di fatto un dibattito nel dibattito: l’importanza delle tempistiche. Ogni passaggio se porta al cambiamento non può, non deve essere troppo lento. Ma, anzi. Rock!

Il momento di spingere sull’acceleratore è ora. Ora che il lavoro agile è stato regolamentato sul piano normativo ci si aspetta una diffusione capillare. Un cambio di direzione. Ma da dove cominciare?

 

Nell’era dell’Industria 4.0 e della Digital Trasformation è fondamentale applicare un nuovo modello di lavoro dinamico. Per questo è nata l’idea di realizzare lo Smart Working Day, un evento totalmente pratico e diretto dove contenuti concreti hanno giocato il ruolo dei protagonisti.

Dopo gli speeches dei Main Sponsor dell’evento – Estos, Jabra, AVM, Sennheiser, VoipVoice – che hanno contribuito con dei Case Study esemplificativi di come le loro soluzioni potessero essere di aiuto e di supporto per tutti coloro che vogliono diventare Smart Workers, c’è stato il momento di lavoro pratico con il laboratorio “Tools per il lavoro agile” curato da Federico Bianchi e da Giovanni Battista Pozza. A ciascuno dei presenti è stato poi rilasciato un attestato di partecipazione. 

 

Sorrisi, soddisfazione ed entusiasmo nel gruppo di partecipanti al momento dei saluti ci hanno fatto capire che sì: il cambiamento è possibile. Qualcosa si sta già muovendo e noi abbiamo fatto la nostra parte. Grazie a tutti i presenti allo Smart Working Day 2017!

Se non cambiasse mai nulla, non ci sarebbero le farfalle“.

QUI trovate l’album fotografico completo dell’evento.

Il prossimo appuntamento con lo SWD (Smart Working Day) sarà a Roma a settembre. Segnatelo in agenda!

Ylenia Cecchetti