Il profilo LinkedIn strumento di Social Selling e Personal Branding: intervista a Maria Letizia Russo

Inside Schooling ha ospitato Maria Letizia Russo per il suo terzo appuntamento di formazione. L’argomento del corso di formazione è stato “Il profilo LinkedIn, strumento di Social Selling e Lead Generation per Sales e Professionisti”, e si è concentrato sull’utilizzo delle piattaforme social e degli strumenti digitali per le strategie di vendita aziendali.

Maria Letizia Russo dopo una lunga carriera all’interno di una organizzazione aziendale, dove ha acquisito una grande competenza nel settore del marketing, ha deciso di diventare una libera professionista e mettere a disposizione il proprio know-how per tutte le aziende che vogliono ampliare la propria rete di clienti attraverso l’utilizzo delle piazze virtuali.

I social media sono diventati degli strumenti imprescindibili all’interno del processo di vendita, gran parte dei potenziali clienti è presente sui social, spesso è lo stesso cliente che cerca informazioni online e preferirebbe pagare e comprare il prodotto direttamente attraverso il web. Per questo motivo, Maria Letizia Russo, aiuta i venditori ad aggiornarsi e cambiare la loro strategia di vendita per permettere che la domanda e l’offerta si incontrino e per ampliare il bacino di utenti cercandoli sui social media. LinkedIn è la piattaforma prescelta per ricoprire questo ruolo e soddisfare queste finalità: permette alle aziende di divulgare la propria immagine aziendale e allo stesso tempo vendere i propri prodotti a un pubblico infinitamente più grande di quello che si potrebbe trovare attraverso le strategie di vendita tradizionali.

La pandemia ha reso quasi indispensabile questo processo di digitalizzazione dei processi di vendita, infatti quando le aziende sono state costrette a chiudere il proprio luogo di lavoro fisico, il digitale è diventata la nuova e unica vetrina di molti venditori.

LinkedIn ormai è sulla bocca di tutti. Ma quanti lo conoscono veramente secondo il tuo punto di vista?

Davvero una bella domanda! Dipende da cosa intendiamo per “conoscere veramente LinkedIn”. Per me vuol dire avere consapevolezza del valore di ogni sezione del profilo, conoscere il motore di ricerca e come legge il profilo, sapere cosa e come scrivere un profilo veramente leggibile secondo criteri di scrittura efficace.

Conoscere Linkedin significa cogliere cosa interessa davvero le persone nella nostra rete e come scrivere post leggibili per le persone considerando il poco tempo che hanno a disposizione, la velocità dei social e la bassa soglia dell’attenzione di ogni essere umano.

Conoscere Linkedin significa anche conoscerne il galateo, il tecnicismo dell’algoritmo che dona o toglie visibilità a profili e post pubblicati e sapere quali sono le logiche del networking di qualità.

Trovare chi conosce tutto ciò, non è semplice.

LinkedIn negli anni è cresciuto molto, diventando il luogo virtuale per eccellenza in cui incontrare professionisti per finalità di Business. Allo stesso tempo, però, ancora tante aziende o professionisti non lo utilizzano. Come mai c’è questo distacco rispetto all’utilizzo di un social business secondo te? Quali sono invece i motivi per cui è importante essere presenti?

C’è ancora poca cultura nell’utilizzo di Linkedin, nonostante i numerosi iscritti nel nostro paese.

Credo che molti siano ancora legati all’idea di LinkedIn come luogo in cui pubblicare un curriculum online, si iscrivono, lo utilizzano finché cercano lavoro, per poi abbandonarlo fino alla ricerca di una nuova posizione lavorativa.

Un motivo chiave per essere presenti è la consapevolezza che LinkedIn offre la possibilità di creare, ottimizzare e aggiornare costantemente la nostra identità digitale online anche per chi non ha un proprio sito personale, a questo proposito basti pensare che il profilo Linkedin viene letto da Google semplicemente digitando il nostro nome.

Tutto ciò è determinante per il nostro personal branding, elemento tutt’altro che da sottovalutare.

Profilo personale e pagina aziendale: due elementi necessari ma molto diversi tra loro. Ci sono delle aziende che invece di aprire una pagina dedicata, inseriscono tutte le informazioni sul profilo personale. Cosa ne pensi?

Penso che sia un trucchetto tutt’altro che raccomandabile, si cerca di superare le difficoltà del gestire una pagina utilizzando un profilo con logo al posto della foto e nome azienda anziché cognome e nome.

Pochi sanno che questa pratica è contraria al contratto di Licenza di LinkedIn in quanto richiede espressamente ai profili di avere l’identità di una persona reale e identificabile (art.8.2)

Io consiglio di imparare a gestire al meglio la pagina LinkedIn ed evitare questa pratica, non pochi profili creati in questo modo sono stati chiusi perdendo tutte le connessioni create, è inoltre da considerare che un profilo così creato non potrà nemmeno essere successivamente convertito in pagina.

Inoltre, chi non crea una pagina, perde la possibilità di avere una presenza ufficiale dell’azienda su Linkedin, di pubblicare post sponsorizzati oppure offerte di lavoro e di avere degli analytics molto dettagliati dei follower della pagina e delle visite al proprio sito.

Cosa significa curare il proprio profilo LinkedIn? Ci sono degli step imprescindibili?

Curare il profilo vuol dire compilarlo in ogni parte esaustivamente, inserire le parole chiave che possono essere oggetto di ricerca per un nostro prodotto / servizio e renderci rintracciabili dal motore di ricercare.

La cura del profilo è ben diversa dalla semplice compilazione, presuppone di inserire contenuti visivi allegandoli alle varie sezioni, inserire attestato dei corsi frequentati, mettere in evidenza nell’apposita sezione articoli, video, immagini significative ed essere sempre pronti a modificarlo e aggiornarlo rendendolo costantemente in linea con la nostra identità lavorativa attuale.

La cura del profilo va oltre il profilo stesso e interessa anche lo sviluppo di una rete di contatti utili al proprio business e la pubblicazione di post interessanti per la propria rete.

Esserci ok, ma non in modo passivo. Puoi darci dei consigli per una content creation efficace? Le keywords possono essere di aiuto?

Content creation efficace vuol dire:

  • Scrivere contenuti interessanti per la propria rete
  • Scrivere secondo i migliori canoni di scrittura efficace valutando attentamente:
    • incipit
    • sintesi del contenuto
    • leggibilità del testo
  • Utilizzare nei contenuti le parole chiave che l’algoritmo leggerà associandole al profilo e restituendo un risultato di coerenza tra il contenuto e chi lo pubblica

Tra gli argomenti che tratterai all’interno del corso, oltre all’utilizzo di LinkedIn, approfondirai i concetti di Personal Branding e Social Selling. Potresti darci una breve definizione? Sono strategie complementari fra loro o possono essere utilizzare singolarmente?

Possiamo tranquillamente affermare che il personal branding è propedeutico al social selling. Con il personal branding raccontiamo e trasmettiamo chi siamo nel miglior modo possibile.

Con il social selling cerchiamo contatti in target con il nostro cliente e pubblichiamo contenuti di interesse per la nostra rete, contemporaneamente le interazioni positive diffondono i contenuti su LinkedIn rintracciando altri contatti in target, sino ad ottenere richieste di incontro / preventivo spontanee.

Questa sintesi del social selling fa comprendere facilmente quanto sia fondamentale avere un profilo che trasmetta al meglio chi siamo e di cosa ci occupiamo in modo totalmente allineato al concetto di personal branding.

LinkedIn, come gli altri Social Network, funziona tramite algoritmi. Puoi svelarci un segreto per avere la massima visibilità all’interno della piattaforma?

Scrivere per le persone prima che per l’algoritmo. Se un post piace alle persone, la loro interazione viene premiata dall’algoritmo che aumenterà la visibilità del post sino a renderlo virale.

Chi non conosce davvero la propria buyer persona, difficilmente potrà incontrare il favore dell’algoritmo.

Essendo un social di networking con ottime possibilità di business, solo i commerciali dovrebbero esser presenti su LinkedIn? Ci sono inoltre delle skills particolari che devono essere apprese?

Chiunque dovrebbe essere presente su Linkedin!

I commerciali cercano il loro buyer, i buyer presenti con un buon profilo trasmettono la loro professionalità, qualsiasi dipendente che conosca e utilizzi Linkedin al meglio rappresenta positivamente la propria azienda con vantaggi win-win per l’azienda e per il dipendente.

Curare la propria reputazione su LinkedIn è oggi la vera skill che serve sia per il social selling sia per il persona branding.

Da dove consiglieresti di partire ad una azienda che vuole intraprendere un processo di transizione al digitale e aprire quindi un canale LinkedIn?

Consiglio di formarsi sull’utilizzo di LinkedIn in ogni aspetto, pagina, profili, contenuti, sponsorizzazioni e offerte di lavoro.

Formare i propri team marketing, comunicazione, HR e Sales perché la gestione della pagina ottimale va fatta a più mani, con un lavoro di squadra e un confronto costante.

Successivamente consiglio di informare i dipendenti in merito all’utilizzo che l’azienda intende fare di LinkedIn quale canale della comunicazione social aziendale e formarli affinché si sentano sicuri e motivati all’utilizzo del social.

Dipendenti e Sales sono i migliori brand ambassador per un’azienda su LinkedIn.

Hai deciso di abbandonare un lavoro aziendale per diventare imprenditrice di te stessa. Quanto è stato difficile costruirti un’immagine forte a tal punto da diventare un’esperta nel settore del marketing online?

La parte più difficile e impegnativa è stata quella di formarmi mentre lavoravo, ho cercato nel più breve tempo possibile di formarmi su ogni campo del digital marketing investendo tempo e budget, sacrificando fine settimana e molte notti per imparare tutto ciò che mi poteva essere di supporto, SEO, Social, Advertising, WordPress, Email Marketing ma soprattutto la strategia digitale.

Successivamente non è stato facile prendere la decisione di lasciare un posto di lavoro aziendale quando non ero più giovanissima, avendo ampiamente passato i 40 anni.

La mia immagine si è creata e rafforzata mentre studiavo, leggevo, testavo e ne parlavo nei post e negli articoli che scrivevo per diversi blog, ad un certo punto la professionista era lì, con le sue competenze, esperienze, riconoscibilità e credibilità pronta a fare il salto e diventare imprenditrice di sé stessa.

L’immagine cresce con noi e si rafforza ogni giorno.

Inside Schooling è un percorso di formazione digitale modellabile dal partecipante a seconda delle esigenze professionali che propone una formazione verticale su attività che sono state trasformate dall’impatto completo dell’online. Perché hai scelto di partecipare e cosa hai visto nel progetto?

Il progetto di Inside Schooling offre la possibilità di formarsi su temi utili alla crescita di aziende e professionisti, permette loro di assumere consapevolezze nuove sulla realtà online e di fare scelte consapevoli, questo è in linea con la mia attività di trainer su LinkedIn e per questo motivo ho accettato con piacere di far parte di questo progetto.

Se dovessi scegliere un’unica “pillola” cosa vorresti che i professionisti partecipanti recepissero dal tuo corso?

Vorrei che comprendessero l’importanza dell’Esserci e del Farsi trovare su LinkedIn.

La risorsa umana al centro del cambiamento

L’emergenza Covid è stata da un lato la conferma definitiva di un modello HR non più consistente ed attuale, dall’altro, l’opportunità per ripensarsi attraverso un grande esperimento sociale involontario che permetterà, alle aziende che davvero hanno a cuore le proprie persone, di ripensare le organizzazioni, gli strumenti e i processi.
Quali saranno gli scenari futuri?
Per capirne di più venerdì 2 ottobre incontreremo on line un esperto di Risorse Umane, nonché Giornalista, Speaker, Recruiter e Presidente di FiordiRisorse. Partecipare al webinar è gratuito, basta iscriversi al link.

  • Ciao Osvaldo, ci fai una tua breve presentazione?

“Mi chiamo Osvaldo Danzi, il mio lavoro vero è selezionare personale per le aziende. Dodici anni fa ho fondato FiordiRisorse, un gruppo Linkedin che è diventato la fonte di ispirazione e il miglior strumento per la condivisione di temi legati alla cultura del lavoro. FiordiRisorse oggi è una vera e propria Community che conta oltre 7000 partecipanti, un team di 67 Persone che si dedicano alla realizzazione di progetti (pur avendo anche loro un lavoro vero nei settori e nei ruoli più disparati). Da qui sono nati il MUSTer (un Master manageriale che ha come particolarità il fatto che si svolga interamente in aziende sempre diverse), SenzaFiltro (una testata online e offline regolarmente registrata), Nobilita (il Festival della Cultura del Lavoro che si tiene ogni anno a Bologna).

Vivo in lockdown da 20 anni sulle colline aretine e questo non mi ha mai impedito di avere relazioni professionali con piccole, grandi e grandissime aziende, ma sicuramente ne godono in qualità della vita e delle relazioni sociali oltre a me, i miei due cani e la mia compagna. Ho scritto un libro, Community Manager e mi piace parlare di chitarre e di Umane Risorse.”

  • Il lockdown ha avvicinato tante aziende allo “smart working”, come è stato percepito questo cambiamento?

“Decisamente male. Lo smart working è stato per anni un argomento di comunicazione per fare bella presenza ai convegni di settore, ma totalmente inutile ai fini della cultura del lavoro. Le aziende “più visionarie” offrivano al massimo 4 giorni al mese di smart working ai propri dipendenti che erano prevalentemente una buona scusa per allungare i weekend. Nessuna formazione specifica sui “capi”, nessun processo chiaro e condiviso e soprattutto scarsissimo supporto tecnologico.
Il lockdown ha rivelato tutte queste carenze: aziende anche molto importanti sfornite di attrezzature da fornire ai propri collaboratori per il lavoro in remoto, capi stressati incapaci di gestire i collaboratori a distanza, ma soprattutto una perdita sostanziale di “piccoli poteri di scuderia”. Lo smart working da sempre è stato quello strumento gestito dagli HR con la connivenza dei sindacati per il mantenimento dello status quo.

Il lockdown ha accelerato e disinnescato qualsiasi blocco decisionale, rivelando – per chi ha voluto vederla – l’incapacità di chi doveva innovare e non lo ha mai fatto.”

  • Secondo te, come cambieranno in futuro le organizzazioni aziendali?

“Lo stiamo già vedendo. Il cambiamento sarà repentino e guidato in primis dalle multinazionali. A cascata tutti si adegueranno, perché come sappiamo bene, gli esempi arrivano sempre dall’alto. Le grandi aziende italiane hanno gli uffici occupati al 30%. Grandi multinazionali come Siemens hanno già iniziato a pensare come riconvertire i propri uffici, mentre altre hanno già dato istruzioni ai propri dipendenti di lavorare “da dove vogliono” per tutto il 2021. In Italia lo smart working nelle grandi aziende è già salito a 3 giorni la settimana come sta già avvenendo in Hera o Chiesi Farmaceutici, solo per fare alcuni nomi.”

  • La risorsa umana sarà al centro di questo cambiamento?

“Per forza di cose. Ci sarà uno stravolgimento totale delle economie e dei territori, dei consumi e degli investimenti. Milano deve iniziare a ripensarsi totalmente dopo anni di marketing orientato a posizionarsi come “la città del business”, investendo totalmente su flussi giornalieri provenienti da tutte le regioni e su un indotto (fieristico, eventi, spazi di lavoro che significa poi hotel, ristoranti e barettini) garantito.
Il Centro Italia stabilizzerà fortemente la propria identità produttiva e se il Sud saprà cogliere questa opportunità potrà aspirare ad un vero e proprio Rinascimento. Non dimentichiamo che i veri poli tecnologici sono al Sud così come al Sud si trova il “tesoro umano” che è alla base dell’immigrazione verso Nord.
Con tre giorni di smart working alla settimana le Persone hanno capito che non solo si possono abbattere i costi, ma è possibile condurre uno stile di vita più sostenibile. Gli stipendi possono acquisire finalmente un valore che non rasenti la mera sopravvivenza.”

  • Quali sono i principali asset su cui un’azienda dovrà puntare?

“Permettere ai propri collaboratori di lavorare da ogni luogo sarà un vero e proprio asset che ricoprirà 3 aree fondamentali: Employer branding (quindi attrazione), Responsabilità sociale d’Impresa e Equilibrio fra vita professionale e personale. Saper organizzare il lavoro da remoto, creare processi finalizzati alla riuscita della gestione dei progetti a distanza, investire su una formazione mirata a una leadership “a distanza” e su piattaforme evolute per la collaborazione sono i primi passi da effettuare. Poi bisognerà ripensare le organizzazioni per garantire alle Persone una socialità che non sarà più giornaliera ma che non può essere negata. Questo significa avere un dipartimento Risorse Umane evoluto in cui credere e a cui affidare non solo occasioni di scambio, conoscenza e confronto fra colleghi, ma anche un piano di presenza in azienda che sappia coniugare costi ed efficienza.”

  • Cosa, al contrario, un’azienda dovrebbe proprio evitare?

“Di parlare di “grotte“, considerare lo smart working come mero “cazzeggio“, puntare i piedi contro l’inevitabile evoluzione della cultura del lavoro. Abbiamo tenuto compresse in una bottiglia sottovuoto quelle che erano le logiche di una società non più destinata agli alveari nei grattacieli e a una concezione fintamente evoluta delle relazioni. Ma questo ce lo stavano già insegnando le nuove generazioni. Tuttavia, l’emergenza sanitaria ci ha fatto capire che quegli spazi non sono più adeguati né professionalmente, né privatamente. La bottiglia si è stappata con violenza e adesso è impossibile frenare l’effervescenza di un’evoluzione fin troppo in ritardo.

Le aziende si liberino di tutti quei manager che non riescono ad adeguarsi a questa evoluzione, perché “cambiamento” non è più una bella parola da incorniciare nei corridoi o utile per riempire le solite slide trite e ritrite.

Cambiamento è un verbo in movimento.”

Un argomento molto interessante, che merita una particolare attenzione. L’appuntamento è venerdì 2 ottobre alle ore 14.30. La partecipazione al webinar è gratuita, previa iscrizione al link.

Articolo a cura di Giovanna Annunziata.

DIGITAL INSIDE: al via la nuova edizione della formazione sul digitale targata Inside Factory

Continua il viaggio nel digitale, asset strategico per ogni business

Cosa accomuna lo smart working, la tv in streaming, le app e i social network? È tutto on line: lavoro, viaggi, tempo libero, non esiste momento della nostra giornata in cui non siamo connessi. Il digitale è un asset strategico trasversale in ogni settore lavorativo, capace di potenziare al massimo ciascun business se utilizzato correttamente.

Per questo Inside Factory annuncia la nuova edizione di Digital Inside, la formazione web che approfondisce i diversi aspetti del digitale e quanto l’on line possa essere fondamentale per le aziende o i liberi professionisti. Per conoscere e approfondire i punti di connessione con il mondo digitale, anche questa volta saremo guidati da diversi esperti del settore HR, responsabili di Uffici Stampa e PR, Social Media Marketer, esperti di Growth Hacking e di Cloud e ICT.

“La precedente edizione di Digital Inside ha rappresentato un momento di riflessione durante il periodo di lockdown, una situazione eccezionale che ha fatto del digitale e dell’online la principale fonte di formazione, informazione, intrattenimento, crescita e soprattutto il principale strumento di mantenimento della produttività e operatività per le aziende e i professionisti. Tutti si sono accorti che il digitale era essenziale e questa consapevolezza ce la continueremo a portare con noi” – afferma Martina Giacomelli, Executive Director di Inside Factory.  “Con la ripartenza, il leit motiv di Digital Inside non cambia ma anzi assume ancora valore: permeando sempre di più tutti gli ambiti professionali, al digitale bisogna rapportarsi in maniera consapevole. Per questo, spinti anche dalla partecipazione e dai commenti positivi della scorsa edizione, ne abbiamo progettato subito una nuova, dove andremo a esaminare ambiti fino a poco tempo fa considerati di nicchia.”

Ogni incontro di Digital Inside è quindi un’occasione per trarre uno spunto di riflessione, un’opportunità per avvicinarsi a nuove strategie o competenze utili alle proprie attività. La partecipazione ad ogni webinar è gratuita, previa iscrizione.

Ecco il calendario della nuova edizione:

Quali sono le migliori strategie, i metodi e gli esercizi per trasmettere valore, affidabilità e professionalità aziendale? Durante il webinar scopriremo cosa sono i giri di concetto, la creatività strategica e l’importanza valoriale per aiutare il tuo business.
Speaker: Deda Fiorini, Storyteller e Imprenditrice
Per iscriversi gratuitamente: CLICCA QUI

25 Settembre – LE MIGLIORI STRATEGIE DI SOCIAL MEDIA MARKETING DA CUI TRARRE ISPIRAZIONE  

I social media sono in continua evoluzione e l’aggiornamento costante è fondamentale. Durante il workshop vedremo alcuni dei casi più interessanti da cui trarre ispirazione.
Speaker: Luca La Mesa, Social Media Manager e Formatore
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2 Ottobre – DA RISORSE UMANE A UMANE RISORSE

L’emergenza Covid è stata da un lato la conferma definitiva di un modello HR non più consistente ed attuale, dall’altro, l’opportunità per ripensarsi attraverso un grande esperimento sociale involontario che permetterà, alle aziende che davvero hanno a cuore le proprie persone, di ripensare le organizzazioni, gli strumenti e i processi.
Speaker: Osvaldo Danzi, Giornalista, Recruiter, Presidente di FiordiRisorse
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9 Ottobre – GROWTH HACKING MINDSET: SPERIMENTARE PER EVOLVERE IL BUSINESS

La sperimentazione è fondamentale per tutti i business. Non solo per crescere, ma prima di tutto per evolversi e trasformarsi. In questo webinar vedremo gli elementi fondamentali di chi ha un mindset orientato alla sperimentazione e come svilupparne uno.
Speaker: Raffaele Gaito, Growth Coach & Founder GrowthProgram.it
Per iscriversi gratuitamente: CLICCA QUI

14 Ottobre LE TECNOLOGIE CLOUD COME ABILITATORI DI INNOVAZIONE

Nella nostra vita quotidiana utilizziamo normalmente le tecnologie cloud e lo facciamo per lo più in modo inconsapevole. Questo webinar illustra le varie modalità con cui possiamo relazionarci oggi nel business con le infrastrutture cloud e come potremo farlo ancora più agevolmente nel prossimo futuro e con quali vantaggi.
Speaker: Massimo Canducci, Chief Innovation Officer del Gruppo Engineering – Faculty Global di Singularity University
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16 Ottobre – COME PROMUOVERE E ACCELERARE IL BUSINESS ATTRAVERSO LE DIGITAL PR E L’UFFICIO STAMPA

Con le Digital PR e l’ufficio stampa si può costruire le relazioni corrette, i contenuti più efficaci e per mantenere la governance della comunicazione. Al webinar impareremo come comunicare servizi e prodotti, come costruire le News Release, le relazioni strategiche e il posizionamento dei contenuti nelle pagine di testate e Media attraverso un metodo di lavoro scientifico ed efficace.
Speaker: Francesca Anzalone, esperta di comunicazione digitale e docente.
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23 Ottobre – IL PROFILO LINKEDIN TRA PERSONAL BRANDING E SOCIAL SELLING

Ormai lontani dall’idea limitativa di LinkedIn come luogo virtuale in cui inserire il proprio CV, oggi è la miglior piattaforma social per il personal branding dei professionisti, dove realizzare incontri professionali e pubblicare contenuti che avvalorino le proprie competenze. Al webinar impareremo ad utilizzare al massimo le potenzialità della piattaforma attraverso il personal branding e il social selling.
Speaker: Maria Letizia Russo, Consulente e trainer Linkedin
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Con articoli, interviste e webinar gratuiti, Digital Inside offre tante occasioni di approfondimento. Consulta il calendario per partecipare ai Webinar o iscriviti alla nostra newsletter per ricevere informazioni.

Articolo a cura di Giovanna Annunziata.

Digital Inside, innova il tuo business

Da Inside Factory, un nuovo progetto dedicato al digitale, asset strategico capace di implementare il proprio business. 

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo ha attivato in molte realtà aziendali nuovi processi con maggiore ricorso al digitale, asset trasversale che si è rivelato strategico e vitale. In poche settimane, molte imprese, prima restie, si sono rese conto che lo smart working è attuabile e che i processi possono essere strutturati in maniera diversa da quella canonica.  
Tutto questo grazie al digitale. 

Ora, agli esordi della Fase 2, non possiamo che immaginare cosa ci aspetterà domani. Avremo imparato qualcosa di nuovo o ritorneremo alla vita lavorativa di prima? Quali saranno gli scenari possibili alla ripresa. Quali saranno le nuove tendenze? Sarà cambiato il modo di lavorare?  

Per rispondere a questi interrogativi, Inside Factory dà il via al progetto Digital Inside, con il quale effettueremo un viaggio all’interno delle aziende, scandagliando ogni reparto attraverso la lente del digitale. Per farlo, abbiamo chiamato a rapporto diversi esperti di settore per raccontare la loro visione del futuro aziendale.  

“Stiamo vivendo una situazione fino a pochi mesi fa inimmaginabile, che ha avuto e continuerà ad avere una forte ricaduta sull’organizzazione della società, delle aziende e della vita del singolo individuo. Questi due mesi di lockdown ci hanno costretti a ripensare il nostro presente e il nostro futuro. Digital Inside vuole fornire degli spunti di riflessione per dare vita al cambiamento e stimolare risposte ai nuovi bisogni emergenti. Leit motiv di Digital Inside, come si capisce anche dal titolo, il digitale e di come questo influisca in tutti gli aspetti dell’attività professionale con il fine di costruire una nuova quotidianità .” – Martina Giacomelli, Executive Director di Inside Factory.”

Digital Inside offre per tutto il mese di maggio, diversi webinar gratuiti, che spazieranno su più tematiche: dal marketing all’IT security, dalla sostenibilità all’area legale. La partecipazione è gratuita previa registrazione. Digital Inside è anche un blog, dove è possibile leggere le diverse interviste ai relatori sui temi affrontati. Per essere aggiornato su tutti gli appuntamenti e i nuovi articoli, basta lasciare la propria e mail ed iscriversi alla newsletter

Segui i webinar e il blog di Digital Inside: 

I nuovi assetti del mercato post lockdown: come e da dove ripartire

Cosa ci lascerà la più grande sperimentazione collettiva di lavoro remoto? Quale saranno i nuovi assetti del mercato post lockdown? Cosa fare subito, gli errori da evitare, le opportunità da cogliere e le lezioni da imparare nel mezzo della più surreale delle situazioni. 
Dal contenuto al contenitore qualche spunto pratico, qualche caso di successo e qualche, brutto, scivolone per provare a comunicare e collaborare meglio con clienti e colleghi. 

Speaker: Marco Maria Lorusso, Tech Blogger, Giornalista, Owner @sergentelorusso.it.
Quando: 8 Maggio, 14.30-15.30
Per iscriversi gratuitamente: CLICCA QUI

Gli aspetti legali della digitalizzazione: rischi e soprattutto opportunità 

Nel processo di informatizzazione e digitalizzazione aziendale che ha rivoluzionato il modo di lavorare e operare nel mercato globale, si rischia spesso di sottovalutare i rischi – ma anche le opportunità – legali alla base di ogni operazione di innovazione tecnologica. Al webinar conosceremo quali sono alcuni fattori da non perdere di vista. In particolare: la presenza online di un’azienda. La tua azienda risponde a tutti i requisiti legali? La valorizzazione e tutela della proprietà industriale. Sai perché è sempre più importante proteggere i valori intangibili dell’azienda come i marchi, i brevetti, il design? Qual è il rapporto tra canali off-line, on-line e multichannel.

Speaker: Gianluca Carobene, Legal IT Consultant. 
Quando: 12 Maggio, 14.30-15.30
Per iscriversi gratuitamente: CLICCA QUI 

Ordine e sicurezza informatica: ricostruiamo la fiducia dei clienti nella società delle informazioni

Come applicare le normative per migliorare la redditività aziendale e garantire la business continuity. L’importanza di impostare i processi per permettere alle nostre aziende di essere pronte ad affrontare e gestire eventi anche avversi, al fine di consentire la continuità del business aziendale. Dalla consapevolezza al coinvolgimento della direzione in pratica e non in teoria. Vedremo come controllare la sicurezza dei processi. Nonchè alcuni esempi di sicurezza a 360°: la sicurezza delle persone, dei trattamenti e dei sistemi informativi.

Speaker: Pamela Polistina, Ceo di Oplà, esperta di sicurezza aziendale.
Quando: 21 Maggio, 14.30-15.30
Per iscriversi gratuitamente: CLICCA QUI 

Sostenibilità 4.0: come creare un business sostenibile 

La sostenibilità è una leva strategica che permette alle aziende di creare valore nel lungo periodo, e che ha innumerevoli sinergie con il mondo del digitale e dell’innovazione. Attraverso i principali trend di settore e le buone pratiche internazionali scopriremo come rendere il proprio business più sostenibile per le nostre imprese e per gli stakeholder. 

Speaker: Martina Rogato, Consulente e docente Sostenibilità e CSR 
Quando: 26 Maggio, 14.30-15.30
Per iscriversi gratuitamente: CLICCA QUI 

Web Marketing, Emozionare per Convertire

Le emozioni sono una spinta potentissima perché conducono il lettore all’interno di una storia memorabile, coinvolgente, totalizzante. La Conversione è un’azione misurabile dall’utente, come una telefonata, l’acquisto di un prodotto, il download di un file, l’iscrizione ad una newsletter. Poiché è l’utente a dover compiere questa azione, è determinante comprendere il suo comportamento al fine di migliorare la sua esperienza di navigazione e generare più contatti o vendite senza investire più soldi. Al webinar vedremo da vicino l’Emotional Marketing, strategia che fa leva sulle emozioni per abbattere le resistenze psicologiche del cliente. 

Speaker: Fabio Bechini, COO di Promosweb22.  
Quando: 29 Maggio, 14.30-15.30
Per iscriversi gratuitamente: CLICCA QUI

Ad ogni incontro, dopo aver conosciuto il punto di vista di ogni speaker, porteremo a casa uno spunto in più per elaborare e comprendere le novità che ci aspettano nel futuro prossimo. 

Scopri Digital Inside: segui il calendario, iscriviti ai webinar e alla newsletter. 

Articolo a cura di Giovanna Annunziata

Giorgio: creatività e concentrazione

Continua la nostra rubrica dedicata al team di Inside Factory, un modo per conoscere più da vicino tutte le persone, spesso nascoste dietro le quinte. Oggi presentiamo Giorgio Galimberti, ultimo talento in ordine di arrivo in casa Inside, ma ormai ben ambientato. Altra caratteristica per cui è facilissimo riconoscerlo, è l’unico uomo all’interno di un team all’80% al femminile.

Di cosa ti occupi in Inside Factory?

“Sono Graphic Designer per Inside Factory. Mi occupo della realizzazione di tutta la parte grafica: dalle immagini ai video, passando per i contenuti multimediali. Creazione di packaging e brandizzazione dei prodotti. Per quanto riguarda gli eventi curo la parte grafica relativa all’organizzazione: dai materiali, ai flyer e alle locandine, sia per la stampa che per i social network e i canali di comunicazione digitali.”

Quali sono le qualità principali che occorrono nel tuo lavoro? 

“Sicuramente la creatività è un requisito fondamentale. Serve essere sempre pronti alla realizzazione di una grafica, cercando di renderla il più gradevole possibile per il pubblico al quale la si vuole proporre e più funzionale per poter trasmettere il messaggio desiderato dal cliente che la commissiona. Anche la concentrazione è fondamentale, perché per realizzare un’immagine o un video di qualità bisogna dedicare molto tempo a quello specifico lavoro. Le soft skill sono importanti: le caratteristiche relazionali aiutano molto in un ambiente lavorativo, mantengono il clima sereno tra colleghi e permettono una maggiore collaborazione, requisiti fondamentali per sviluppare un progetto di successo in team.”

Parlavi di creatività, raccontami un po’…

“Ci vuole tanta creatività, così come ci vuole anche molta passione e molto impegno. Le idee non arrivano sempre al momento desiderato, ma sono frutto di ragionamenti su come risolvere un determinato problema. Si possono avere molti spunti da cui partire, ma non sempre questi porteranno a qualcosa di concreto: cercare armonia tra i vari elementi e le varie idee è fondamentale, durante la realizzazione di qualsiasi materiale grafico o multimediale.”

Com’è lavorare con un team a distanza?

“Ci sono delle differenze tra il lavoro a contatto in ufficio e quello a distanza. Con i mezzi tecnologici odierni si può comunicare a distanza in modo molto semplice e questo permette di lavorare con efficienza. Il rapporto personale certamente si sviluppa in tempi più lunghi, visto il contatto minore tra due colleghi, ma questo non preclude assolutamente la riuscita di un buon lavoro. Se tutti i membri del team riescono a dare il loro apporto con dedizione e cura nel proprio lavoro, raggiungere un obiettivo o portare a termine progetti molto importanti è possibile anche con la distanza.”

Quanto sei cresciuto lavorativamente con Inside Factory?

“Moltissimo. Mi ha permesso di migliorare ancora di più le mie abilità nel settore grafico, comunicativo e personale. Dai progetti per grandi realtà al lavoro in team, sono state tante le esperienze che hanno ampliato il mio bagaglio culturale e professionale. Dopo un anno di lavoro in azienda sono molto soddisfatto degli obiettivi raggiunti, sia a livello personale che di squadra, e spero di poter crescere ancora.”

Dimmi un’esperienza particolarmente divertente o significativa che ti è capitata.

“Tra le esperienze più divertenti ci sono state sicuramente le organizzazione dei tre Top Partner Meeting per VoipVoice. Un lavoro di squadra molto impegnativo, che ha richiesto il massimo sforzo da parte di ogni membro del team Inside Factory. Un lavoro imponente, che al termine ha dato molta soddisfazione per i risultati positivi raggiunti e per i feedback riscontrati. “

Salutiamo Giorgio, immerso tra le sue presentazioni e immagini… noi ci diamo appuntamento il mese prossimo con un altro componente della ciurma!

A cura di Giovanna Annunziata

Claudia: smart working e competenza umana

Tra gli effetti del corona virus vediamo la maggiore espansione dello smart working nelle aziende. Anche il Governo è intervenuto per rendere più immediato il ricorso al lavoro agile.

Con un team collocato in 4 regioni diverse, Inside Factory è dalla sua nascita l’esempio reale di smart working. Essendo contemporaneamente casi di studio e ambassador del lavoro agile, vogliamo presentare il nostro team. Partiamo – per puro caso! – dal Nord, qui conosciamo Claudia, che lavora da Padova. 

Chi sei e che fai? 

“Io sono Claudia Scarpari, Sales Manager per Inside Factory, inoltre organizzo corsi di formazione, eventi e gestisco i rapporti con clienti per quanto riguarda le attività di comunicazione, marketing ed eventi.”

Dimmi a BRUCIAPELO 3 qualità necessarie per il tuo lavoro!

“Innanzitutto ci vuole una grande capacità di organizzazione, perché le tempistiche e le scadenze sono molteplici, le attività e i corsi sono tanti, con dead line che spesso si sovrappongono. 

Oltre all’organizzazione è necessaria tanta pazienza, lavoro anche con fornitori esterni, che a loro volta hanno procedure e modi di lavorare diversi, con tempistiche diverse, e non sempre coincidono con le nostre scadenze. 

Infine, ci vuole una gran dote di customer care per relazionarsi con i clienti. C’è chi vuole essere guidato perchè magari sa che gli serve qualcosa, ma non ha capito cosa; chi invece al contrario ha un obiettivo in testa e vuole che tu lo segua a razzo. Oppure chi vuole delegare una parte di attività importanti e cerca un team che gli ispiri fiducia.”

Quindi sono importanti soft skills?

“Assolutamente sì! Più che l’aspetto tecnico relativo all’utilizzo di strumenti utili per processare eventi e corsi di formazione, di sicuro quest’ultima parte di “competenza umana”, che è innata in noi di Inside Factory, è fondamentale: l’empatia, la gentilezza, il problem solving sono doti necessarie per questo tipo di lavoro. Molti clienti hanno apprezzato e riconosciuto questo quid in più!”

Dal punto di vista tecnologico cosa serve?

“Lavoriamo molto a distanza, usiamo la tecnologia con piattaforme che ci permettono di fare conference call e webinar, sono strumenti user friendly, alla portata di tutti, basta avere la dote del “saper apprendere” e tenersi aggiornato sulle novità.”

Dimmi un aspetto significativo dello smart working.

“Per i corsi di formazione collaboro con i relatori e gli esperti della materia che di volta in volta andiamo a trattare. La parte divertente è realizzare brain storming non solo a distanza, ma anche anche in differita. Non essendo fisicamente nello stesso ufficio nello stesso momento, creiamo degli spazi virtuali di condivisione, ossia degli strumenti per poter scambiare spunti e osservazioni in cloud. Poi, ci diamo del tempo in modo che ognuno possa aggiungere il proprio contributo per la parte che gli compete e anche per metabolizzare le informazioni in funzione degli spunti ricevuti. 

Sono approcci e processi diversi da quelli canonici della riunione standard, ma funzionano e non se ne sente la mancanza.”

Dopo aver conosciuto Claudia, l’appuntamento con il prossimo membro del team di Inside Factory è per il mese di marzo. Vi presenterò un altro smart worker, nativo digitale e… io non aggiungo altro, tu continua a seguirci sul nostro blog!

A cura di Giovanna Annunziata

Business Elevation Program: la formazione a distanza sul posto di lavoro

Lavorare e tornare sui banchi di scuola per lo stesso progetto. Parliamo del Business Elevation Program, un corso di formazione professionale, che ha visto noi di Inside Factory nel doppio ruolo di organizzatori e di partecipanti.

Il corso di formazione

Il Business Elevation Program – o BEP per noi del team – si è concluso ieri con l’ultimo modulo. E’ stato il primo programma di crescita personale fatto internamente da un’azienda, VoipVoice, rivolto anche a professionisti esterni. La didattica ha previsto lezioni su temi di principale interesse per ogni azienda, nonché trasversale per qualsiasi business. 

Il percorso è durato 3 mesi, con 22 sessioni, 88 ore formative, 11 moduli. Ogni modulo è stato ripetuto due volte, con possibilità di collegamento da remoto, in modo da dare a tutti l’opportunità di organizzarsi in concomitanza con gli impegni lavorativi. 

Sui banchi di scuola sono ritornate ben 24 aziende, per un totale di 48 partecipanti, che, a loro volta, hanno seguito più corsi. A questi, ovviamente va aggiunto il team di VoipVoice e di Inside Factory, sempre presente.

Il Formatore

“Un team è composto da singoli individui, ognuno con il proprio bagaglio di competenze, che ovviamente non sono omologate, dati i ruoli e le esperienze diverse. Esistono però delle zone grigie, dei confini impalpabili, dove le contaminazioni di competenze possono avere degli effetti positivi, anche inaspettati. Ho voluto che i team della mie realtà lavorative fossero tutti formati su queste materie, poiché indispensabili per il lavoro di oggi.” Ha raccontato Simone Terreni, formatore di tutti i moduli.

Simone non è solo volto di VoipVoice, ma anche formatore per Confindustria Firenze, Confcommercio Catania e ASEV (Agenzia per lo Sviluppo dell’Empolese Valdelsa). Ha collaborato, come docente, con Confartigianato Alessandria e Padova Promex. Ha realizzato corsi di formazione aziendale e interaziendale su, tra gli altri, Digital Transformation, Tecniche di Vendita, Social Strategy, Time Management, Customer Care, Comunicazione Efficace.

Simone Terreni

Organizzatori e fruitori diretti

Inside Factory ha curato l’organizzazione degli 11 moduli. Come da prassi, abbiamo seguito l’intero progetto: la programmazione dell’agenda, le diverse fasi della comunicazione, il recruitment dei partecipanti, l’invio del materiale formativo e degli attestati, nonchè gli aspetti tecnici per l’edizione web, come piattaforma webinar, telecamera e microfono. Insomma, abbiamo seguito l’organizzazione canonica di un progetto di formazione. 

Sembrerebbe finita qui, ma non è stata così. Noi del team siamo stati tra i primi fruitori del BEP.
Un po’ come lavorare al cinema e godersi lo spettacolo, abbiamo voluto seguire noi stessi i moduli. 

Il perchè è presto detto: le tematiche ci riguardavano da vicino. Anzi sicuramente riguardano da vicino qualunque lavoratore, dipendente o professionista,  di ogni settore economico. Parliamo di soft skills.

Le soft skills

Secondo AlmaLaurea, le soft skills  sono “caratteristiche personali importanti in qualsiasi contesto lavorativo perché influenzano il modo in cui facciamo fronte di volta in volta alle richieste dell’ambiente lavorativo”.

Durante il corso, abbiamo affrontato tematiche come il marketing, la leadership, la comunicazione aziendale, le tecniche di vendita on line e dal vivo, la customer care, il time management. Abbiamo imparato qual è il comportamento telefonico professionale, come parlare in pubblico e come usare LinkendIn per il proprio business. Una serie di competenze che tutti devono avere, ma spesso nessuno dedica attenzione per apprenderle.

Non si smette mai di imparare

Il percorso formativo ha approfondito diverse competenze che spesso si danno per scontato, o peggio ancora, non si ha la consapevolezza degli errori che si commettono. 

I ritmi frenetici del lavoro non sempre ci permettono di dedicarci alla formazione, sebbene se ne senta l’esigenza. Sappiamo che dobbiamo parlare in pubblico al quel convegno, che abbiamo ansia nel farlo, ma difficilmente ci “prepariamo” con un corso specifico.

Mettersi in gioco

Ritornare tra i banchi di scuola in età adulta non è una cosa scontata. Innanzitutto ci vuole una bella dose di umiltà. Bisogna ammettere “di non sapere”, solo così siamo predisposti a mettere in discussione le convinzioni che avevamo per assorbire le nuove nozioni. E’ stato un mettersi in gioco di continuo, in cui rivedevamo nelle nostre menti gli approcci usati in precedenza e gli errori da correggere.

Il corso, inoltre, era composto anche da numerosi laboratori o esercizi individuali da eseguire una volta terminata la lezione. Ed eccoci in aula o davanti ad uno specchio, a ripetere il nostro speach, provando e riprovando la gestualità per catturare l’attenzione di una platea immaginaria…

La formazione a distanza

Grazie agli strumenti di Unified Communication & Collaboration, che aziende come VoipVoice diffondono, tutti i moduli erano fruibili dal web, stando al proprio pc, in qualunque parte del mondo. Non è stato necessario alcuno spostamento. Questa è stata una condizione essenziale per poter partecipare al corso per chi, come noi di Inside Factory, lavora in smart working.

E’ stato bello poter lavorare e imparare contemporaneamente, dedicare tempo e concentrazione a noi stessi. Consigliamo a tutti un percorso del genere, poiché è stato un arricchimento e uno spunto di riflessione, per comprendere quali sono i propri punti di forza e di debolezza, su cui è sempre possibile migliorare.