La lingua digitata

Anglicismi, neologismi, abbreviazioni, emoji… i social network e il mondo digitale si sono insinuati nella lingua italiana e nel nostro quotidiano. D’altronde, prima ancora dei social, sono entrati rapidamente nelle tasche di tutti gli smartphone, veri portali di accesso verso il mondo on line.

 Secondo la ricerca “Digital in Italia 2019” di Hootsuite, sono circa 35 milioni gli italiani attivi sui social network, ossia più della metà, e ci trascorrono in media un’ora e 51 minuti al giorno.

Non è mai troppo tardi

Occorre fare una doverosa precisazione, i nuovi media non sono gli unici ad aver fatto da connessione tra la lingua e gli italiani. Negli anni ’60 i mezzi di comunicazione di massa, soprattutto la Televisione, hanno permesso che gli italiani conoscessero la propria lingua. Ricordiamo il programma Non è mai troppo tardi, dove il maestro Alberto Manzi svolse una straordinaria opera di alfabetizzazione delle fasce della popolazione che per questioni anagrafiche non avevano avuto accesso alla scuola ed erano rimaste quasi completamente analfabete.

Sintesi e rapidità

Ora ritorniamo al mondo digitale e alla parola digitata. Qui le regole principali sono sintesi e rapidità. Pensiamo ai 140 caratteri di Twitter, ma prima ancora allo spazio limitato degli SMS, dove la comunicazione scritta diventa rapida, istantanea, immediata, non più appannaggio della forma. Così nello scritto spariscono le vocali e qualche coppia di consonanti.

Chi era adolescente negli anni 2000 ricorderà di aver abusato per primo di “xkè” al posto di perché, “cmq” al posto di comunque, e così “asp”o “risp” e poi lui, l’emblema del texting liceale per eccellenza il “TVB” che a fine di un messaggio occupava decisamente meno spazio di “ti voglio bene” (spesso accompagnato da un solo squillo di cellulare).

Data la rapidità e l’immediatezza, si tende a trascrivere esattamente ciò che viene detto, usi verbali tipici della comunicazione parlata diventano trascritti, con un’altissima probabilità di errori, nessuna attenzione alla punteggiatura e seria perplessità per chi non ha ancora interiorizzato questa forma.

Anglicisimi e neologismi

Dall’informatica inglese o USA arriva una serie di neologismi tipici del web: account, chattare, download, like, likare, link, linkare, post, tag, taggare, postare, twittare e tanti altri. Possiamo tradurli in italiano, ma con il rischio di non parlare più la stessa lingua.

Le emozioni

Se la lingua italiana scritta è dotata di punti di esclamazione, interrogazione o sospensione, il web è voluto andare oltre.
Il 19 settembre 1982 il professore di informatica Scott Elliot Fahlman, ufficializzò con un click lo “smiley”, ovvero: :-). In questo modo, una pratica emergente divenne elemento di un linguaggio collettivo, dando il via ad un nuovo simbolo che oggi compare in miliardi di email, status, post, tweet, SMS in tutto il mondo. Vere e proprie faccine per esprimere le proprie emozioni e il proprio stato d’animo: le famosissime emoticons di Messenger, poi diventate emoji fino ad arrivare alle GIF animate (che noi stessi poi imitiamo nella vita reale!).

Conoscere la lingua corretta

Come tutti i cambiamenti, anche questo mutamento linguistico – del tutto normale – può spaventare e essere identificato come sintomo della deriva della lingua italiana. Il rischio è di demonizzare il mondo dei social o addirittura tutto il web, precludendosi le infinite opportunità che essi offrono.

L’alfabetizzazione linguistica e l’alfabetizzazione digitale sono le risposte più semplici per affrontare il fenomeno. L’importante è conoscere le regole morfologiche, sintattiche e fonetiche della lingua italiana e imparare a distinguere i contesti in cui adoperare, invece, un tipo di linguaggio più simile al linguaggio colloquiale parlato.

Inside Factory: non solo copy

Con questo brevissimo excursus sulla lingua italiana, abbiamo voluto così spiegare l’approccio di Inside Factory alla comunicazione digitale, un servizio messo a disposizione per le aziende, realizzato con competenza da professionisti della materia. Oltre alla semplice redazione di testi, il nostro obiettivo è guidare il cliente nella ricerca dello stile comunicativo più adatto per la propria brand identity, che si tratti di un articolo, un post blog, un comunicato stampa o una newsletter, nella realizzazione di un piano per social network, o ancora nell’ideazione del layout grafico per un evento o lancio di prodotto.

A cura di Giovanna Annunziata, Press & Communication in Inside Factory. 

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