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Disruptive Marketing: pensare fuori dagli schemi per un effetto WOW!

PAROLA D’ORDINE?! BREAK THE RULES

Ci sono strategie di marketing che rimarranno un evergreen e che funzioneranno sempre, ma negli ultimi anni si sta facendo strada un nuovo tipo di comunicazione, che tende ad osare e ribaltare gli schemi tradizionali. Molti brand infatti stanno ripensando il proprio modo di comunicazione con una chiave di lettura fuori dagli schemi, innovativa!

Questo nuovo modo di fare comunicazione nasce in risposta alla società odierna: i consumatori sono sempre attaccati al telefono, pieni di input e con una soglia dell’attenzione sempre più bassa. In questo caso vince chi smette di seguire le regole.

È da questa logica che nasce il DISTRUPTIVE MARKETING.

CHE COS’È IL DISRUPTIVE MARKETING?

Disruptive Marketing è un approccio, un modo di osare, è uscire dagli schemi e quindi dalla propria zona di comfort. È un modo per ripensare il proprio brand in chiave innovativa, moderna. L’azienda che vuole intraprendere questo tipo di comunicazione dovrà essere disposta a modificare il proprio prodotto o servizio e il messaggio che vuole far arrivare. Questo tipo di strategia è fatta per attirare l’attenzione del consumatore.

Il termine fu coniato da Clayton Christensen, professore di Harvard nel 1997, che si riferisce a “designare tutte quelle innovazioni capaci di rivoluzionare modelli di business preesistenti, stravolgendo il modo in cui i consumatori sono abituati a utilizzare determinati prodotti o servizi.

Gli aspetti che rendono il Disruptive Marketing una strategia solida sono:

  • Ingaggio: attraverso la logica dello storytelling per creare emozione e coinvolgimento;
  • Accessibilità: questo tipo di attività, per essere efficace, non ha necessità di budget altissimi, deve solo cambiare il modo in cui il prodotto o servizio viene proposto;
  • Curiosità: perché deve essere attraente e incuriosire il cosumatore.

COME SI CREA UNA CAMPAGNA DI DISRUPTIVE MARKETING?

Fino ad ora abbiamo detto che il Disruptive Marketing è una strategia libera, che ti permette di non seguire delle regole standard. Bisogna dire, però, che è necessario conoscere in modo approfondito il settore nel quale si vuole creare “confusione”. Inoltre, come per ogni strategia di marketing che si rispetti, bisogna conoscere i propri clienti, le loro aspettative. Quando sappiamo di cosa hanno bisogno, cosa si aspettano dalla nostra azienda, arriva il momento di creare qualcosa di “extra-ordinario”, creando una strategia potente che venga veicolata nei media più efficaci. Lo studio del target, insieme al modo di veicolare il messaggio che si vuole mandare, deve essere continuo, altrimenti si rischia di cadere nel “banale”.

Ovviamente i rischi che operazioni di questo genere possono generare sono diversi, tuttavia con attente analisi del mercato di riferimento, del contesto in cui si vorrebbe agire e di una valutazione attenta delle conseguenze, i rischi possono essere evitati.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA: ALCUNI ESEMPI DI CAMPAGNE DI DISRUPTIVE MARKETING

Che si voglia impostare come Call To Action, o Customer Experience, o seguendo altri stili, la cosa importante è che sia rivoluzionario. Ecco alcuni esempi di Disruptive Marketing:

IL CASO PATAGONIA:

In occasione del Black Friday del 2011 Patagonia invita i suoi consumer a non acquistare una nuova giacca. Come mai? Per sensibilizzare gli utenti a ridurre l’impatto ambientale riciclando un capo che non si indossa più, aggiustando una giacca che si è rotta. Con questa campagna il brand ha voluto confermare, nelle menti dei consumatori, la sua vision ecosostenibile.

IL CASO COCA COLA:

Nell’immaginario collettivo Coca Cola è sinonimo di allegria e altruismo. La campagna “The happiness cashier” prevedeva l’installazione di un distributore speciale che dava la possibilità alle persone di prelevare 100 €, a patto che questi fossero condivisi con altre persone meno fortunate. Qua non si parla del prodotto, ma di un’esperienza basata sul valore della condivisione.

Se vuoi approfondire l’argomento, o se vuoi supporto per realizzare una campagna di marketing disruptive scrivi a info@insidefactory.it!

SOCIAL ADVERTISING: QUALE SCEGLIERE ?

Trovare la giusta piattaforma per sponsorizzare il proprio prodotto/servizio può essere complesso.

Nel precedente articolo, abbiamo parlato dei vantaggi che il Social Advertising può portare in termini di visibilità. In questo nuovo approfondimento, invece andremo ad analizzare le piattaforme social più utilizzate dai brand per le attività di inbound marketing.

La scelta di un social network piuttosto che un altro è influenzata da tante variabili come il pubblico di riferimento, il mercato del brand e il Tone Of Voice aziendale.

Ma vediamo quali sono alcune delle tipologie di inserzione che i principali social permettono. 

CIRCUITO META: FACEBOOK E INSTAGRAM

Con3 Miliardi di iscritti e nata da poco meno di 20 anni, Facebook è la piattaforma con più utenti rispetto agli altri social. Gli annunci di Facebook sono sotto forma di post a pagamento. La piattaforma permette di pubblicare contenuti con i seguenti formati:

  1.  Immagine o carosello di immagini
  2. Video
  3. Stories

Facebook, come gli altri social, non è da meno nel targettizzare i potenziali destinatari dei messaggi in base alle informazioni che gli stessi utenti inseriscono sulla piattaforma. Gli annunci di Facebook essendo sponsorizzati hanno maggiori probabilità di suscitare reazioni, trovare nuovi utenti interessati e generare più traffico sui canali di comunicazione.  

Le inserzioni possono essere pubblicate in tutti gli spazi attivi all’interno delle applicazioni del circuito Meta (feed degli utenti, nelle storie o sulla piattaforma di Marketplace o Messanger).

Dellastessa famiglia del circuito Meta, Instagram offre la possibilità di fare pubblicità utilizzando diverse strategie molte diverse tra di loro e creative:

  1. INSERZIONI NEL FEED > Che sia una foto o un video, un Reel o un IGTV, la sponsorizzazione ti permetterà di far visualizzare il contenuto sponsorizzato sul feed degli utenti selezionati
  2. INSERZIONI IN ESPLORA > “Esplora” è una sezione presente sulla piattaforma dove gli utenti vanno per vedere account e contenuti che potrebbero interessarli perché sono personalizzati in base ai loro interessi
  3. INSERZIONI SHOP > Un ulteriore strumento di Instagram è quello dedicato all’acquisto di prodotti direttamente dall’app. Nello spazio Shopping di Instagram, infatti, è possibile inserire le foto o raccolta di foto dei prodotti e inserendo un TAG all’interno del contenuto multimediale gli utenti vengono catapultati direttamente alla pagina per effettuare l’acquisto.

LINKEDIN

Come ogni campagna di sponsorizzazione social, le inserzioni vengono fatte in modo tale da essere il più possibile mirate e targettizzate. Su LinkedIn la profilazione del pubblico è ancora più particolare perché è già una piattaforma che raccoglie un’audience specifico di professionisti.

Dal 2003 a oggi LinkedIn ha riunito quasi 900 milioni di utenti ed è uno spazio virtuale molto utilizzato nel mondo.

Le forme di sponsorizzazione Social ADV di LinkedIn sono tramite:

  1. CONTENUTI > che possono essere foto, video, documenti, eventi o raccolte di contenuti multimediali (formato carosello). Tramite questa tipologia di inserzioni è possibile perseguire si l’obiettivo marketing di BRAND AWARENESS
  2. ANNUNCI DI TESTO DINAMICI > che posso essere Annuncio di Testo (titolo, breve testo e immagine opzionale), Annuncio Spotlight (annuncio dinamico personalizzato per ciascun utente per indirizzarli al sito web o pagina di destinazione) e Annuncio Follower (sono messaggi personalizzati con la foto dell’azienda e del destinatario del messaggio con l’invito a seguire la pagina). Inserzioni di questo tipo possono essere utili per strategie di ENGAGEMENT (per aumentare follower e interazioni)
  3. ANNUNCI MODULO > sono inserzioni dove insieme a un’immagine, un testo o un video inserisci anche un modulo dove le persone volontariamente e autonomamente lasciano i propri contatti. Questa tipologia di inserzione è rivolta a strategie di LEAD GENERATION.

L’applicazione LinkedIn, nel momento in cui decidi di iniziare a progettare la tua strategia di Advertising, ti pone come prima domanda quale obiettivo vuoi raggiungere. Questo avviene perché è uno degli elementi determinanti delle campagne social ADV su LinkedIn.

TIKTOK

TIKTOK: Il Social dello svago e dell’intrattenimento, TikTok è una delle piattaforme più recente che ha avuto una forte popolarità soprattutto tra i più giovani. Le inserzioni Social Adv che la piattaforma dispone sono:

  1. HASHTAG CHALLANGE > Crei un contenuto specifico contenente un # con una parola o una frase a tuo piacere e l’obiettivo è raccogliere un numero alto di persone che riutilizzino quello stesso #
  2. PUBBLICITÀ VIDEO/FOTO > O tramite foto o un carosello di foto oppure ancora con un video di massimo 60 secondi, i contenuti verranno mostrati all’interno del feed che gli utenti scorrono
  3. BRAND TAKEOVER > Annuncio pubblicitario che gli utenti vedranno appena aprono l’applicazione. Di solito è un’immagine statica con la foto del prodotto o del brand

SCEGLI L’INSERZIONE GIUSTA PER TE E INIZIA SUBITO

Se sei interessati a realizzare un’attività di Social Advertising Inside Factory può aiutarti! Ti aiutiamo a decidere quale strategia adottare per delle inserzioni di successo che ti facciano ottenere risultati concreti e misurabili fin da subito!

Prima di iniziare consigliamo sempre di curare e rendere appetibile i propri account e pagine aziendali! Anche in questo ti possiamo aiutare consigliandoti in che modo e come farlo!

Scrivici a info@insidefactory.it e raccontaci la tua storia e cosa ti piacerebbe ottenere e noi penseremo a realizzare una strategia di Social Advertising giusta per le tue esigenze!

Marketing on line: l’importanza delle emozioni

1° Parte

Con il progetto Digital Inside abbiamo ascoltato i preziosi consigli di Fabio Bechini e Asia Galli di Promos Web 22. Durante il webinar ci hanno parlato di Emotional Marketing e di come le emozioni siano una spinta potentissima che conduce il consumatore all’interno di una storia memorabile, coinvolgente, totalizzante.

Con l’aiuto di Fabio e Asia, continuiamo il nostro viaggio nel marketing on line per approfondire questo tema:

Breve introduzione al Marketing Online

Da sempre, le aziende si sono affidate a media tradizionali come stampa e televisione, così da colpire un pubblico ampio, non specifico, veicolando un messaggio alla quasi totalità del mercato, pur sapendo che gran parte dei destinatari di quel messaggio non acquisteranno immediatamente perché non sentono l’esigenza di quel prodotto. Oggi questo non basta più: le aziende stanno scoprendo metodi innovativi e, soprattutto, economici, per raggiungere i potenziali cliente, utilizzando canali online sempre più all’avanguardia e con grande seguito.

Cos’è il Marketing Online?

Con questo termine ci si riferisce a qualsiasi forma di pubblicità o di marketing che si sviluppi sul web. Si tratta di un termine onnicomprensivo per definire pubblicità via e-mail, post sui social media, advertising sui motori di ricerca, sui social e non solo.

Perché è importante?

Quotidianamente vengono effettuate oltre 3,5 miliardi di ricerche su Google e, ogni giorno, sempre più clienti si rivolgono al web in cerca di risposte. Il marketing online permetterà a questi utenti, nonché potenziali clienti, di conoscere un’azienda, un prodotto, un brand.

Usando l’analisi dei dati e gli strumenti di affinamento dei risultati, è possibile infatti, rivolgersi ad un pubblico mirato, preciso e segmentato, che sente il bisogno di un prodotto o di un servizio dell’azienda in quell’esatto momento, evitando, come spesso avviene nel marketing tradizionale una dispersione di budget. Ciò si traduce in minor spreco di denaro e in un più alto tasso di ritorno sugli investimenti di marketing online.

Il Web Marketing, come emozionare può convertire

Esistono numerosissime strategie di marketing, ma oggi, quella che più si adatta alla società e al consumatore medio è l’Emotional Marketing, ovvero la strategia di marketing che fa leva sulle emozioni del potenziale cliente per abbattere la resistenza psicologica all’acquisto.

Bernd H. Schmitt, professore della Columbia University, che per la prima volta teorizzò questo tipo di approccio all’utente lo descrive come “un’esperienza memorabile che il cliente deve sperimentare, tale da superare le sue aspettative”. In altre parole, questo tipo di marketing deve anticipare i desideri inconsci e contemporaneamente soddisfarli regalando al cliente un’esperienza quasi unica.

“Desidero quindi compro”, questo è il meccanismo vincente.

La componente emotiva dell’esperienza di acquisto sostituisce la logica del “bisogno- acquisto-beneficio”, per lungo tempo motore fondante delle strategie di marketing aziendali.

Secondo Bernd Schmitt è possibile gestire le leve irrazionali dell’acquisto generando nel consumatore esperienze ma anche percorsi sensoriali più complessi. Ecco quindi che il cliente può assaggiare il prodotto, annusare profumi che lo riportano alla sua infanzia, vedere un video emozionante, interagire direttamente e fisicamente col prodotto.

L’obiettivo resta sempre uno: emozionare, coinvolgere, creare relazione. Per farlo le storie sono il veicolo migliore, soprattutto se raccontano di conquiste e di vittorie, di sacrifici e di obiettivi raggiunti, alternando personaggi famosi a gente comune. Per suscitare ancora più empatia e immedesimazione chiamiamo a supporto le esperienze:

1. SENSE experiences, esperienze che coinvolgono i sensi;
2. FEEL experiences, esperienze che coinvolgono le emozioni più intime e profonde delle persone, sulle storie quotidiane, sui racconti di ognuno di noi;
3. THINK experiences, esperienze che coinvolgono la mente in senso creativo e cognitivo;
4. ACT experiences, messaggi motivazionali che inducono le persone a migliorare la loro vita;
5. RELATE experiences, esperienze basate sulla relazione, sul senso di appartenenza e nell’indurre le persone a sentirsi parte di una community con cui condividere i medesimi interessi.

Oggi, il 95% degli acquisti è dettato dalle emozioni, mentre solo un 5% è dettato dalla razionalità e quindi dalla necessità.

Noi non compriamo un iPhone perché ne conosciamo le funzionalità e la potenza, compriamo un iPhone perché è affascinante, perché la pubblicità che vediamo lo decanta come molto più di un telefono, perché semplicemente è Apple e quindi ne vale la pena.

Il video che hai appena visto suscita un’emozione… Divertimento? Curiosità? Entusiasmo? Gioia?

Qualunque emozione sia, è un’emozione e questo vende. Moltissime persone in tutto il mondo dopo aver visto questo video avranno pensato: “ormai il vecchio telefono ha una fotocamera vecchia, obsoleta, con questo IPhone sai che foto ci faccio al mare in vacanza!”. Ed è così che tutti noi ci emozioniamo e veniamo travolti da un desiderio che fino a poco prima non c’era e si… lo compriamo questo iPhone perché ormai non possiamo più farne a meno.

Siamo solo all’inizio del viaggio nell’emotional marketing, continueremo nel prossimo articolo!

Articolo a cura di Giovanna Annunziata