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INSIDE SCHOOLING | La scuola digitale di Inside Factory

A causa della situazione attuale il mondo del lavoro sta vivendo un profondo processo di cambiamento. Tutto si è spostato e adattato, in modo molto rapido al mondo digitale. La domanda sorge spontanea: siamo sicuri di avere gli strumenti adeguati? Siamo pronti a questo cambiamento? In tutto ciò la Formazione diventa indispensabile per fronteggiare e gestire questa situazione, migliorando le proprie competenze specifiche ed essere così più competitivi nel proprio settore/lavoro

Per rispondere a questa rivoluzione, è nato Inside Schooling, il nuovo progetto di formazione di Inside Factory, dedicato a Micro Imprese, Liberi Professionisti, Manager, CEO, Content Creator, Community Manager, Responsabili di Uffici Stampa, ed esperti di Comunicazione e Marketing.

Di cosa si tratta? Inside Schooling è un progetto di Scuola Digitale, con un’offerta formativa modellabile sulle esigenze e preferenze della persona interessata. 5 appuntamenti della durata di 4 ore ciascuno, durante i quali vogliamo che il partecipante venga coinvolto con momenti di domande e confronto diretto con il docente.

NON SOLO TEORIA, MA ANCHE PRATICA!

Lo start?! I corsi partiranno a metà maggio, per 5 giovedì consecutivi!

Vi ho introdotto il progetto, vi ho parlato del perché è nato, mi sembra doveroso presentarvi la nostra rosa di docenti e le tematiche che saranno affrontate da ciascuno di loro.

LEADERSHIP & EMPOWERMENT: FOCALIZZARE ED AGIRE IN MANIERA EFFICACE

A cura di Mauro Bergamasco, Campione sportivo, Trainer & Coach

In un contesto come quello che stiamo vivendo, in un’evoluzione tutta digitale del lavoro, come si può essere dei buoni leader? Come si può trasmettere la corretta motivazione, la spinta al raggiungimento degli obiettivi, “a distanza”? Con Mauro Bergamasco attraverso video ispirazionali, aneddoti conivolgenti e momenti di confronto, andremo ad offrire alcune tecniche e darvi degli consigli pratici su come esercitare la propria influenza di Leader, anche da dietro un pc.

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COMUNICARE IN MANIERA EFFICACE E PREVENIRE CRISI DI DIGITAL REPUTATION

A cura di Francesca Anzalone, Digital PR Manager, Community Manager

Ogni azienda, Pubblica Amministrazione, ente, professionista, sa quanto è importante mantenere una buona digital reputation per mantenere vivo il legame con clienti e collaboratori. La reputazione è un bene da tutelare, promuovere e valorizzare. Il Web si sa, non dimentica nulla e ognuno di noi lo interroga alla ricerca di informazioni, recensioni, giudizi, forum. È il luogo in cui ci costruiamo un’opinione per qualsiasi cosa. Con Francesca Anzalone andremo a vedere come si comunica in maniera efficace nel Web, come si valorizza e tutela la propria reputation.

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IL PROFILO LINKEDIN: STRUMENTO DI SOCIAL SELLING E LEAD GENERATION PER SALES E PROFESSIONISTI

A cura di Maria Letizia Russo, Consulente e Trainer LinkedIn

LinkedIn è il Social Network più utilizzato in ambito business. Con il passare degli anni ha visto una crescita esponenziale, diventando il luogo, virtuale, dove i professionisti si collegano fra loro per finalità di Business. Con Maria Letizia Russo, partendo dalla definizione degli obiettivi, fino all’analisi dell’algoritmo di LinkedIn, andremo ad approfondire le strategie di comunicazione più efficaci e le modalità da impostare per ottenere dei benefici concreti dall’utilizzo di questo importante Social Network.

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LE NEUROSCIENZE APPLICATE ALLA VENDITA

A cura di Luciano Ruggeri, Coach & Personal Voice Trainer

Come è cambiata la vendita attraverso il digitale? Il Venditore come può avere la stessa efficacia nel proporre il proprio prodotto o servizio stando dietro un pc? Insieme a Luciano Ruggeri andremo a capire come modificare il proprio comportamento abituale rendendo la l’azione più incisiva, consapevole ed efficace per il raggiungimento degli obiettivi tipici di una vendita creativa.

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PARLARE IN PUBBLICO: IL PALCOSCENICO È ONLINE

A cura di Gianvito Tracquilio, Trainer, Speaker & Entertainer

Da Marzo 2020 il mondo del lavoro, degli eventi, è cambiato radicalmente – come è cambiato il palcoscenico, che nel prossimo futuro sarà sempre più online. Insieme a Gianvito Tracquilio andremo ad analizzare nello specifico quali sono gli aspetti che hanno subito le maggiori mutazioni e quali sono le tecniche per mantenere viva l’attenzione e il seguito del proprio pubblico anche da dietro un pc.

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Riassumendo, perché partecipare? Innanzi tutto perché si tratta di una formazione pratica, perché si ha la presenza di docenti esperti, capaci di interpretare la digitalizzazione in ottica di miglioramento delle attività, ed infine per i contenuti.

Inside Schooling non è solo live, ma anche video, podcast, interviste per potervi dare una formazione continua!

La partecipazione ai corsi di Inside Schooling è a pagamento, ed il costo per singolo corso è di 149 € + iva.

IMPORTANTE: se ti iscrivi entro il 23 aprile puoi accedere allo sconto EARLY BIRD, pagando ogni singolo corso 89 € + iva.

Per avere maggiori informazioni circa i costi dei singoli corsi, visita il nostro sito, oppure scrivi a info@insidefactory.it!

Articolo a cura di Serena Masoni, Executive Team di Inside Factory

La risorsa umana al centro del cambiamento

L’emergenza Covid è stata da un lato la conferma definitiva di un modello HR non più consistente ed attuale, dall’altro, l’opportunità per ripensarsi attraverso un grande esperimento sociale involontario che permetterà, alle aziende che davvero hanno a cuore le proprie persone, di ripensare le organizzazioni, gli strumenti e i processi.
Quali saranno gli scenari futuri?
Per capirne di più venerdì 2 ottobre incontreremo on line un esperto di Risorse Umane, nonché Giornalista, Speaker, Recruiter e Presidente di FiordiRisorse. Partecipare al webinar è gratuito, basta iscriversi al link.

  • Ciao Osvaldo, ci fai una tua breve presentazione?

“Mi chiamo Osvaldo Danzi, il mio lavoro vero è selezionare personale per le aziende. Dodici anni fa ho fondato FiordiRisorse, un gruppo Linkedin che è diventato la fonte di ispirazione e il miglior strumento per la condivisione di temi legati alla cultura del lavoro. FiordiRisorse oggi è una vera e propria Community che conta oltre 7000 partecipanti, un team di 67 Persone che si dedicano alla realizzazione di progetti (pur avendo anche loro un lavoro vero nei settori e nei ruoli più disparati). Da qui sono nati il MUSTer (un Master manageriale che ha come particolarità il fatto che si svolga interamente in aziende sempre diverse), SenzaFiltro (una testata online e offline regolarmente registrata), Nobilita (il Festival della Cultura del Lavoro che si tiene ogni anno a Bologna).

Vivo in lockdown da 20 anni sulle colline aretine e questo non mi ha mai impedito di avere relazioni professionali con piccole, grandi e grandissime aziende, ma sicuramente ne godono in qualità della vita e delle relazioni sociali oltre a me, i miei due cani e la mia compagna. Ho scritto un libro, Community Manager e mi piace parlare di chitarre e di Umane Risorse.”

  • Il lockdown ha avvicinato tante aziende allo “smart working”, come è stato percepito questo cambiamento?

“Decisamente male. Lo smart working è stato per anni un argomento di comunicazione per fare bella presenza ai convegni di settore, ma totalmente inutile ai fini della cultura del lavoro. Le aziende “più visionarie” offrivano al massimo 4 giorni al mese di smart working ai propri dipendenti che erano prevalentemente una buona scusa per allungare i weekend. Nessuna formazione specifica sui “capi”, nessun processo chiaro e condiviso e soprattutto scarsissimo supporto tecnologico.
Il lockdown ha rivelato tutte queste carenze: aziende anche molto importanti sfornite di attrezzature da fornire ai propri collaboratori per il lavoro in remoto, capi stressati incapaci di gestire i collaboratori a distanza, ma soprattutto una perdita sostanziale di “piccoli poteri di scuderia”. Lo smart working da sempre è stato quello strumento gestito dagli HR con la connivenza dei sindacati per il mantenimento dello status quo.

Il lockdown ha accelerato e disinnescato qualsiasi blocco decisionale, rivelando – per chi ha voluto vederla – l’incapacità di chi doveva innovare e non lo ha mai fatto.”

  • Secondo te, come cambieranno in futuro le organizzazioni aziendali?

“Lo stiamo già vedendo. Il cambiamento sarà repentino e guidato in primis dalle multinazionali. A cascata tutti si adegueranno, perché come sappiamo bene, gli esempi arrivano sempre dall’alto. Le grandi aziende italiane hanno gli uffici occupati al 30%. Grandi multinazionali come Siemens hanno già iniziato a pensare come riconvertire i propri uffici, mentre altre hanno già dato istruzioni ai propri dipendenti di lavorare “da dove vogliono” per tutto il 2021. In Italia lo smart working nelle grandi aziende è già salito a 3 giorni la settimana come sta già avvenendo in Hera o Chiesi Farmaceutici, solo per fare alcuni nomi.”

  • La risorsa umana sarà al centro di questo cambiamento?

“Per forza di cose. Ci sarà uno stravolgimento totale delle economie e dei territori, dei consumi e degli investimenti. Milano deve iniziare a ripensarsi totalmente dopo anni di marketing orientato a posizionarsi come “la città del business”, investendo totalmente su flussi giornalieri provenienti da tutte le regioni e su un indotto (fieristico, eventi, spazi di lavoro che significa poi hotel, ristoranti e barettini) garantito.
Il Centro Italia stabilizzerà fortemente la propria identità produttiva e se il Sud saprà cogliere questa opportunità potrà aspirare ad un vero e proprio Rinascimento. Non dimentichiamo che i veri poli tecnologici sono al Sud così come al Sud si trova il “tesoro umano” che è alla base dell’immigrazione verso Nord.
Con tre giorni di smart working alla settimana le Persone hanno capito che non solo si possono abbattere i costi, ma è possibile condurre uno stile di vita più sostenibile. Gli stipendi possono acquisire finalmente un valore che non rasenti la mera sopravvivenza.”

  • Quali sono i principali asset su cui un’azienda dovrà puntare?

“Permettere ai propri collaboratori di lavorare da ogni luogo sarà un vero e proprio asset che ricoprirà 3 aree fondamentali: Employer branding (quindi attrazione), Responsabilità sociale d’Impresa e Equilibrio fra vita professionale e personale. Saper organizzare il lavoro da remoto, creare processi finalizzati alla riuscita della gestione dei progetti a distanza, investire su una formazione mirata a una leadership “a distanza” e su piattaforme evolute per la collaborazione sono i primi passi da effettuare. Poi bisognerà ripensare le organizzazioni per garantire alle Persone una socialità che non sarà più giornaliera ma che non può essere negata. Questo significa avere un dipartimento Risorse Umane evoluto in cui credere e a cui affidare non solo occasioni di scambio, conoscenza e confronto fra colleghi, ma anche un piano di presenza in azienda che sappia coniugare costi ed efficienza.”

  • Cosa, al contrario, un’azienda dovrebbe proprio evitare?

“Di parlare di “grotte“, considerare lo smart working come mero “cazzeggio“, puntare i piedi contro l’inevitabile evoluzione della cultura del lavoro. Abbiamo tenuto compresse in una bottiglia sottovuoto quelle che erano le logiche di una società non più destinata agli alveari nei grattacieli e a una concezione fintamente evoluta delle relazioni. Ma questo ce lo stavano già insegnando le nuove generazioni. Tuttavia, l’emergenza sanitaria ci ha fatto capire che quegli spazi non sono più adeguati né professionalmente, né privatamente. La bottiglia si è stappata con violenza e adesso è impossibile frenare l’effervescenza di un’evoluzione fin troppo in ritardo.

Le aziende si liberino di tutti quei manager che non riescono ad adeguarsi a questa evoluzione, perché “cambiamento” non è più una bella parola da incorniciare nei corridoi o utile per riempire le solite slide trite e ritrite.

Cambiamento è un verbo in movimento.”

Un argomento molto interessante, che merita una particolare attenzione. L’appuntamento è venerdì 2 ottobre alle ore 14.30. La partecipazione al webinar è gratuita, previa iscrizione al link.

Articolo a cura di Giovanna Annunziata.