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Nuovi appuntamenti con Consapevol.Mente

Il percorso di formazione di Inside Factory con “Consapevol.mente“ continua! Dopo aver riflettuto sul concetto di ascoltare, sul coraggio del cambiamento e sulla creatività che ti porta a trovare soluzioni innovative ai problemi quotidiani, sono in arrivo due nuove date su temi di crescita personale e professionale!

Ecco i prossimi appuntamenti gratuiti:

21 ottobre 2021 alle 14:30 – “Costruire l’equilibrio: autenticità e benessere sono in nostro potere”, un webinar che fornisce dei suggerimenti su come costruire un solido e stabile benessere interiore. Gli argomenti che si affronteranno spaziano dall’impostazione di un corretto work life balance alla gestione dello stress, dall’analisi delle proprie consapevolezze fino allo sviluppo di fiducia e autostima. Clicca QUI per iscriverti!

18 novembre 2021 alle ore 14:30 – “Gestire le complessità: come ordinare il nostro tempo”, un webinar che avrà come fulcro il tempo e la sua gestione, con l’obiettivo di riuscire a non farsi dominare dal tempo ma dominarlo noi stessi. Clicca QUI per iscriverti!

La partecipazione è gratuita previa iscrizione! Contattaci a info@insidefactory.it per maggiori informazioni!

L’amor che move il sole e l’altre stelle. Le donne e l’astronomia

Tornano gli appuntamenti dedicati alla scienza e all’astronomia in collaborazione con il GRAMGruppo Astrofili di Montelupo Fiorentino, con 3 serate, accessibili in streaming, tutte al femminile durante le quali si parlerà dello studio dei corpi celesti e dei fenomeni esterni all’atmosfera terrestre e a farlo saranno le donne astrofile dell’Osservatorio Beppe Forti, che da anni studiano gli eventi celesti.

L’iniziativa “L’AMOR CHE MOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE: LE DONNE E L’ASTRONOMIA” è un’occasione per interessarsi ai misteri dell’universo e nello specifico del cielo stellato con la particolarità della voce al femminile delle donne scienziate che per amore e passione non muovono il sole ma scoprono le stelle.

La prima serata si terrà martedì 27 luglio alle ore 21:30 con Simone Terreni, CEO & Founder di Inside Factory, che con il suo Webinar dal titolo “Ipazia e l’amore per la verità”, parlerà di una delle figure femminili più importanti per il contributo che ha dato allo sviluppo scientifico dell’astronomia. Il secondo appuntamento, invece, si terrà mercoledì 28 luglio, sempre alle ore 21:30, con la partecipazione del Gruppo di Donne Astrofile, Sonia Iannuzzi e Marcella Botti,  le quali terranno il webinar Donne tra le stelle: il passato e il presente dell’astronomia al femminile dedicato al rapporto tra la scienza e le donne, ripercorrendo le figure più importanti nella storia per le scoperte scientifiche fatte nel campo dell’astronomia e raccontando di come si è formato il Gruppo. Infine a conclusione del ciclo di incontri, Giovedì 29 luglio, alle ore 21:30, si terrà l’appuntamento con visita dell’Osservatorio Beppe Forti in compagnia di Maura Tombelli, presidentessa del Gruppo Astrofili Montelupo, al primo posto per numero di asteroidi scoperti in Italia (ben 197!) e al primo posto al mondo tra le astronome non professioniste. Maura Tombelli si racconta? No, Maura racconta le donne nell’astrofiliaè il titolo di questa serata dove la scienziata ci racconterà da dove è nata la sua passione per le stelle e la strada che ha percorso per ottenere gli avvincenti traguardi raggiunti.

Ti aspettiamo!

Per maggiori informazioni contattaci a info@insidefactory.it.

Il Cambiamento è Coraggio: il secondo webinar gratuito di Consapevol.Mente

Il percorso formativo gratuito Consapevol.Mente continua con “Il Cambiamento è Coraggio”, il secondo appuntamento a cura di Martina Giacomelli, Executive Director Inside Factory.

Consapevol.Mente è un percorso di formazione gratuito su temi di crescita personale, volto ad acquisire una maggiore consapevolezza riguardo alle corrette dinamiche comportamentali professionali che contribuiscono a migliorare il confronto gli uni con gli altri.

Martedì 20 luglio, dalle ore 14:30, affronteremo la tematica cambiamento per acquisirne un maggiore consapevolezza e comprendere quanto possa essere utile uscire dalla zona di comfort per affrontarlo e darsi, così, un’ opportunità concreta di crescita.

Per conoscere i dettagli di ciò che verrà affrontato e per partecipare, clicca qui.

Ti Aspettiamo!

Parlare in pubblico: il palcoscenico è online | Intervista a Gianvito Tracquilio

Le capacità oratorie si possono acquisire con il tempo attraverso l’allenamento e la formazione. L’abilità di saper parlare di fronte a una platea o davanti una telecamera sta diventando una skill necessaria e utile per una moltitudine di professioni diverse, accumulate dalla consapevolezza che per una comunicazione efficace non basta avere dei contenuti validi ma bisogna anche saperli comunicare nella maniera più appropriata possibile per attirare l’attenzione degli ascoltatori.

Per questo motivo, Inside Factory ha organizzato un programma di formazione modellabile a seconda delle nuove esigenze lavorative, per venire incontro ai professionisti che si sono trovati con il lavoro rinnovato ma senza le competenze giuste per svolgere tutte le nuove mansioni professionali che richiedono l’utilizzo della tecnologia. In questa occasione, stiamo parlando dell’abilità di tenere un discorso pubblico digitale in modalità online che riesca a coinvolgere emotivamente il pubblico anche a distanza e permetta al comunicatore di far arrivare il messaggio che vuole trasmettere alla sua platea virtuale.

In nostro aiuto, il 17 giugno sarà presente il docente Gianvito Tracquilio, trainer, speaker, entertainer e artigiano delle emozioni con un corso dedicato ai discorsi davanti un pubblico virtuale e alle possibili tecniche che si possono adottare per rendere un discorso davanti una telecamera ugualmente avvincente e coinvolgente.

Gianvito Tracquilio è esperto di comunicazione, anche se in maniera atipica. Infatti, nel 2012 convinto che una buona comunicazione inizia con un corretto ascolto delle emozioni crea il “Formacolo” (tra formazione e spettacolo) con il quale realizza 5 format sulla comunicazione, la motivazione, il cambiamento e la finanza comportamentale. Nel 2017 inizia ad erogare il suo personale “Corso per parlare in pubblico e non solo”, dove l’arte oratoria è unita con il valore aggiunto delle emozioni.

La comunicazione non è unidirezionale ma quasi sempre bidirezionale e per ottenere una comunicazione efficace non basta che il messaggio sia stato costruito in maniera corretta ma serve anche che il ricevente abbia una soglia di attenzione sufficiente a decodificare il messaggio ricevuto. Gianvito Tracquilio interviene in nostro soccorso, perché nel suo corso “Parlare in Pubblico: il palcoscenico è online” ci fornirà una serie di consigli per rendere i discorsi online capaci di attirare l’attenzione del pubblico che ascolta da casa.

Una vita passata sul palco, una vita da public speaker, da artista e formatore! Una vita passata davanti alle persone, al proprio pubblico. Una vita fatta di applausi, emozioni lanciate con lo sguardo, i gesti e il corpo e accompagnate dalle parole. Un’esperienza personale e professionale completamente trasformata da marzo 2020, quando il “palcoscenico” si è spostato online. Cosa è cambiato dal punto di vista teatrale?

Tutta la categoria di professionisti che lavora come Speaker, entertainer, formatori abituati al live sentono la mancanza del Palco.

Il live ha un’energia di coinvolgimento totalmente diversa. Non solo fisica, di presenza, di preparazione, di prove e tanto altro. Per fisicità si intende il il contatto visivo con il tuo pubblico, quel muoversi sulla scena, nello spazio che crea atmosfera e coinvolgimento, che ti permette di cogliere sfumature della relazione con il tuo pubblico che in gran parte si annullano davanti ad uno schermo.

Cosa vuol dire essere un public speaker attraverso l’online?

Essere un public speaker on line oggi signifca assumersi la responsabilità morale di mantenere alti gli standard che c’erano prima di Marzo 2020.

Come ogni formatore che si rispetti, e visto che sono nato come Artista Illusionista e Mentalista, esiste il cambio di premesse, il pensiero laterale, quello che se applicato nella maniera corretta ci obbliga in maniera positiva, a metterci in discussione per capire quali sono le opportunità che dobbiamo cogliere da questo periodo di transizione planetaria.

Questo è stato un anno a mio parere estremamente produttivo. In ottica di Gioco infinito (cosa possono fare gli altri) è iniziata una importantissima condivisione per trovare altre modalità di interazione, non tanto di per se efficaci, ma che agevolassero il raggiungimento dei nostri obiettivi principali: stupire, comunicare, educare, coinvolgere.

Cosa vuol dire essere un public speaker attraverso l’online?

Essere un public speaker on line oggi signifca assumersi la responsabilità morale di mantenere alti gli standard che c’erano prima di Marzo 2020.

Come ogni formatore che si rispetti, e visto che sono nato come Artista Illusionista e Mentalista, esiste il cambio di premesse, il pensiero laterale, quello che se applicato nella maniera corretta ci obbliga in maniera positiva, a metterci in discussione per capire quali sono le opportunità che dobbiamo cogliere da questo periodo di transizione planetaria.

Questo è stato un anno a mio parere estremamente produttivo. In ottica di Gioco infinito (cosa possono fare gli altri) è iniziata una importantissima condivisione per trovare altre modalità di interazione, non tanto di per se efficaci, ma che agevolassero il raggiungimento dei nostri obiettivi principali: stupire, comunicare, educare, coinvolgere.

Oltre alle competenze tecniche informatiche, alla predisposizione per una giusta inquadratura e posizione, quali altre capacità deve avere un buon oratore digitale?

 1) Mai sottovalutare l’interazione in video da quella live, lo statement mentale deve essere superiore agli standard ai quali eravamo abituati.

2) Mai sottovalutare il rispetto che è necessario avere in egual maniera per il tuo pubblico (abbigliamento, modalità di comunicazione, sorriso, coinvolgimento ec.)

3) Il rispetto dei tempi, il coinvolgimento dei partecipanti, il valore dei contenuti ma soprattutto, l’entusiasmo.

Nella prima parte del corso si parla di Public Speaking in senso generale. Che cos’è concretamente un atto di Public Speaking e in che modo è possibile emozionare il pubblico online? Si ha la stessa intensità che sarebbe stata possibile durante un evento live?

Un atto di public speaking per quanto mi riguarda è Emozione in vita perché quando comunichiamo, qualsiasi sia il nostro speech, il desiderio e l’obiettivo è quello di far vivere un’emozione.

Personalmente, sono un sentimentale e sento la mancanza dell’entrata in scena accompagnata da una musica coinvolgente, da un video motivante, da un voice over emozionante, da un gioco di luci che coinvolge il pubblico partecipante, sarei quindi disonesto nel dire che l’intensità è la stessa. Davanti ad una webcam è inverosimile pensare a questo tipo di interazione.

La soluzione? Dobbiamo cambiare registro, l’emozione deve passare indubbiamente e mi ripeto, dall’entusiasmo che l’oratore ci mette nel presentare i suoi contenuti. Entusiasmo che arriva dall’esperienza condivisa nel tempo, dal desiderio di permettere ai partecipanti di avere a disposizione una nuova idea da mettere in pratica.

Improvvisare è un’arte e un buon oratore deve sicuramente dimostrare di avere possesso del proprio palcoscenico anche durante un evento online.

Come è possibile gestire al meglio degli imprevisti, siano essi tecnici che non, senza farsi prendere dal panico o senza interrompere la narrazione dello speech?

Ho sempre timore di questo tipo di domande prima di un mio intervento, facciamo le corna che ne dice? Scherzi a parte, la prima regola, sull’intervento provare, provare a ancora provare. Si prova per l’evento dal vivo, davanti allo specchio, davanti alle slide, sul palco, con la regia audio e luci, e allo stesso modo si prova prima di un intervento on line.

Nell’online alcuni giorni prima si fanno prove tecniche con le regie del committente che mette a disposizione la piattaforma di accesso. Una copia delle proprie slide alla regia e un secondo device a disposizione nel caso dovesse accadere qualche cosa a quello principale (intanto mentre lo dico sto acquistando amuleti su Amazon). In un secondo device io tengo sempre a portata di mano il duplicato della presentazione e un altro duplicato è in mano alla regia committente, 3 copie sono meglio di 2. Provare l’audio, il video, la sequenza delle slide. Se poi ho un Black out improvviso in casa, non posso fare molto, se non con pazienza connettermi nuovamente.

L’errore umano poi è e rimane umano. Nessuno è perfetto. Si chiede semplicemente scusa con umiltà.

Nella seconda parte del corso, sarà fatto un focus sulla scrittura e in particolar modo alla scrittura di contenuti da inserire all’interno dei canali social. Anche in questo caso emozionare è fondamentale, ma soprattutto è importante attirare l’attenzione del pubblico. Ci può anticipare alcuni degli elementi essenziali che un post deve avere per catturare il lettore? Che relazione c’è poi tra un testo scritto ed uno speech vocale invece?

La pausa verbale fa riflettere, mantiene sospeso un concetto, che crea una transizione tra un concetto ed un altro, permette alla platea di elaborare quanto appena detto, anche la pausa all’interno di un testo ha questo fine, una pausa dettata da uno spazio bianco tra un concetto ed un altro. Blocchi di testo brevi, concetti chiari e immediati, parole semplici.

Come sul palco vale il concetto delle percentuali 15% 70% 15% apertura, contenuto e chiusura, anche in un testo in quel primo 15% agisce il cervello e in quel momento l’oratore che deve convincere il proprio pubblico, che si può fidare di te. Dopo che si è fidato di te, entrano in gioco le emozioni, quelle del nostro cervello limbico.

Cosa stiamo comunicando, quali concetti vogliamo condividere, come li vogliamo condividere?

Poi chiudiamo con un invito all’azione, che può avere diversi aspetti…agisco dal punto di vista fisico o di pensiero. In questa sequenza dobbiamo mantenere l’ordine sopra indicato, rettile, limbico neo corteccia, o come diceva Aristotele Ethos, Pathos Logos.

Fondamentale oggi sono le parole che utilizziamo. Prima di tutto parole giuste nel giusto ordine. Spesso esprimiamo concetti corretti, ma utilizziamo le parole nell’ordine sbagliato e quando lo facciamo, avendo le parole un peso, facciamo danni.

Nei tuoi corsi di formazione e nella tua carriera hai unito la comunicazione all’emozione. Perché hai scelto di definirti Artigiano delle Emozioni? Qual è secondo te il legame quasi imprescindibile tra comunicazione ed emozione?

Partiamo dal legame. Ho avuto l’onore di lavorare per 20 anni in Barbella Gagliardi e Saffiro, che forse alle nuove generazioni diranno poco. Sono 3 maestri eccelsi del Copywriting pubblicitario a livello mondiale. La loro agenzia oggi appartiene per intenderci al gruppo Pubblicis, che è il 3° Network della comunicazione nel mondo. In pubblicità la Call To Action passa dalle parole, poche, sintetiche, dirette, potenti che ti emozionano.

Una dei miei ultimi lavori in agenzia fu seguire la campagna FIAT DOBLÒ JAMAICA, dove prendemmo una storia vera, 4 jamaicani che arrivati in ritardo all’Iscrizione alle Olimpiadi, l’unico spazio sportivo rimasto disponibile era il BOB INVERNALE. Accettarono la sfida con la loro allegria, il loro stile di vita. Si sono allenati, sono arrivati ultimi ma è stata la squadra più amata di quella edizione Olimpica. Il Claim della Campagna era : Se puoi pensare, puoi farlo! Una campagna che ha emozionato perché è riuscita ad avvicinare il marchio Fiat a target inaspettati.

Le emozioni, quando calibrate in maniera corretta smuovono il mondo.

ARTIGIANO: L’artigiano non lavora a livello industriale. L’artigiano si sporca le mani, ti ascolta, si prende cura del tuo obiettivo e del tempo necessario per realizzarlo. Io questo processo lo porto avanti sia nella consulenza come Trainer formativo con il mio corso per parlare in pubblico che in qualità di life e Business Coach. L’artigiano non lavora sul semplice, immediato, facile e poco costoso. L’artigiano lavora sulle complessità in disordine, le mette in ordine e ti restituisce una consapevolezza e lo fa in uno spazio temporale che è estremamente necessario perché dia i risultati giusti. Poi tocca a te mettere in pratica quanto appreso se vuoi i tuoi risultati, il tuo reale interesse a comunicare bene per vivere meglio.

Un professionista che determinazione e competenze di argomenti ma è impreparato dal punto di vista di presenza scenica e come oratore, quanto ci mette a formarsi e diventare bravo e professionale anche nel parlare in pubblico? Soprattutto, è possibile?

Tutto è possibile, siamo andati su Marte….cosa è impossibile? È necessario un ingrediente scomposto in due parti, il tempo.

Le persone stonate, ha presente? Beh, nessuno di noi è stonato, vale solo l’esercizio che mettiamo in pratica.

1)           Rispettare il tempo per raggiungere i propri obiettivi, senza aver paura di sbagliare. Se elencassi i miei errori che ora ricordo con gioia, ci sarebbe da scrivere un libro.

 2)          La differenza tra fare una cosa e non farla si chiama semplicemente interesse. Se sei interessato e se rispetti il tempo per raggiungere il tuo obiettivo si realizza tutto, l’importante è dare vita alla propria unicità, ma qui entriamo nel concetto di Leadership e della gestione della propria Leadership.

3)           Per concludere con un detto: Guttaa Cavat Lapidem diceva “la goccia che scava nella roccia.”

Inside Schooling è un percorso formativo modellabile dal partecipante a seconda delle proprie esigenze di professionista, proponendo una formazione specifica su vari ambiti professionali dopo il grande impatto portato dall’avvento preponderante del digitale. Che ne pensi di questa idea e perché hai scelto di partecipare?

Perché tutto lo stff di Inside Factory, capitanato da un grande Simone Terreni che ho intervistato nei primi mesi di pandemia è la dimostrazione del cambio di paradigma che questa pandemia ha insegnato a tutti noi e che Simon Sinek definisce egregiamente in quel Gioco infinito che ho descritto prima: Cosa posso fare per gli altri.

Smettiamola di pensare al nostro orticello a fare solo fatturato e intascare soldi. Guadagnare dobbiamo farlo tutti, ma facciamolo con etica e responsabilità e soprattutto facciamolo aiutando chi è rimasto indietro a riprendere in mano la propria vita.

Io questo gioco infinito lo vedo quotidianamente nella squadra dei management Voip che postano contenuti di alto livello umano su Linkedin ogni giorno e da tutte le iniziative che hanno messo in piedi con grande coraggio da Marzo 2020 e ricordiamoci, il coraggio è azione che viene dal cuore. Preferisco far parte di una squadra che ci mette cuore nel suo agire, scelgo da che parte stare e a bordo di quale nave fare il mio viaggio.

Marie Curie diceva: “Fai della tua vita un sogno e di un sogno la realtà“.

Alcuni sogni impostati con Simone sono stati momentaneamente messi da parte, altri hanno preso vita, che fai, non li condividi?

A quali professionisti pensi possa essere rivolto il tuo corso e cosa ti piacerebbe lasciare ai partecipanti?

Mai fatto selezioni di destinatari, la buona comunicazione è destinata a tutti, come diceva il buon Dumas: “Tous pour un, un pour tous”.

Mi piacerebbe lasciare, un tassello in più di conoscenza da portare a casa e da utilizzare fin da subito per iniziare anche a giocare con le complessità di questa vita con una prospettiva diversa. In 4 ore non cambierò di sicuro la vita dei partecipanti, ma se ogni partecipante metterà in pratica i contenuti che porterò in questo primo e breve percorso, potrà affrontare alcuni ostacoli del quotidiano con quella consapevolezza utile a vivere in maniera sana, con sé stessi e con il prossimo

Comunicare in maniera efficace: intervista a Francesca Anzalone | 2° parte

In vista del secondo appuntamento del percorso di formazione di Inside Schooling, “Come comunicare in maniera efficace e prevenire crisi di digital reputation” che si terrà domani, 27 maggio, pubblichiamo la seconda parte dell’intervista a Francesca Anzalone, professionista nell’ambito della comunicazione digitale e futura docente del corso all’interno della scuola digitale di Inside Factory.

Nella prima parte dell’intervista, Francesca Anzalone ha fornito una definizione chiara dei concetti che tratterà all’interno del corso, tra cui Brand Reputation, diritto dell’oblio e crisi mediatica, adesso si entrerà più in profondità attraverso esempi pratici e azioni concrete, che costituisco il cuore della comunicazione digitale e che Francesca in prima persona affronta quotidianamente nel suo lavoro.

Quando si parla di Brand Reputation, non si può non parlare di identità aziendale. Infatti uno degli argomenti del corso è proprio “Semantica e Tassonomia identitaria”, puoi dirci in poche parole di che cosa si tratta?

Questo aspetto si concretizza con il manuale di semantica identitaria che è il frutto di una ricerca che parte dalla mia ricerca costante nella parola, d’altronde la mia laurea era ad indirizzo filologico-letterario e dunque in più di venti anni mi ha portata a coniugare la parola con il digitale: i miei due più grandi amori professionali. Costruire la semantica di un’azienda significa permettere una comunicazione fluida, partecipata, inclusiva sia verso l’interno che verso l’esterno. Ma soprattutto una scelta delle parole giuste: quelle che tutti riconoscono e attraverso le quali riusciamo a garantire coerenza. Ma come sempre la mia concretezza mi porta a verificare che ogni parola sia in linea con le azioni, con i valori dichiarati e dunque prevenzione di rischi di crisi mediatica. E non ultimo a identificare tutte le parole da evitare che ruotano attorno a questa sfera centrale di consapevolezza. Responsabilità nell’uso della parola. Questo aspetto è sicuramente molto impattante anche nella comunicazione tra persone e dunque nella costruzione di relazioni significative.

Parlando di crisi e di Brand Reputation, ci puoi fare degli esempi di una comunicazione sbagliata che poi ha portato a una crisi mediatica?

Sono migliaia gli esempi, se digitamo washing o backlash o shit storm all’interno di Google ci confrontiamo esattamente con quello che avviene in una crisi. Possono nascere da una dichiarazione infelice di una figura istituzionale, ma anche una parola che non trova corrispondenza nelle azioni concrete e nei dati, esempi numerosi sono nell’ambito della sostenibilità rispetto all’impatto ambientale. Ma anche su terminologia che viene inserita nei packaging di prodotto. Torniamo alla tasso-nomia e alla semantica. Un manuale corporate e un manuale brand garantiscono proprio questo: la validazione di termini utilizzati con responsabilità e consapevolezza o meno. E che implicano il coinvolgimento di professionalità verticali: dunque per costruire una comunicazione consapevole e responsabile su una tassonomia corretta ci sono verifiche costanti da parte di ciascun referente. Il mio ruolo è di coordinare tutto questo: essere stata contaminata da tante figure e avere compreso la necessità di unirle in uno stesso tavolo di lavoro per verifiche incrociate. Queste figure come il Diversity Manager, Sustainability Manager, Inclusion Manager, Crisis Manager e potrei elencare una serie di professionisti lunghissima ci permette anche di valutare e identificare i KPI relativi al prodotto, al servizio … e dunque analizzare le probabilità di rischio. Diciamo che nella mia attività si lavora di interconnessioni e relazioni significative tra parole, persone, prodotti, servizi, azioni …

Hai tenuto molti corsi di formazione, durante la tua carriera, questo ti ha permesso di vedere molte realtà che lavorano con la comunicazione digitale. Mi piacerebbe sapere il tuo parere sul famoso digital divide e quanto in Italia è presente la consapevolezza e la conoscenza delle potenzialità degli strumenti digitali?

Sono 23 anni che coniugo la mia carriera di docente accademica, formatrice con quella di servizi e prodotti per il mercato. Ho avuto l’immensa gioia di poter formare parecchie migliaia di persone e ho iniziato in aula proprio con corsi destinati all’alfabetizzazione informatica. Era il 1997 e tenevo corsi per over 65, donne inoccupate e bambini sull’alfabetizzazione informatica e Internet. Il problema reale era “come si gestisce il mouse” un oggetto che non faceva parte della nostra vita. Da lì ho focalizzato tutte le mie ricerche sull’usabilità (il mio primo libro era proprio dedicato alla comunicazione in rete e all’usabilità). Potrei dirti la mia vera scuola è nata lì: cultura digitale e impatto socia-le. Quindi mentre prima la divisione era dettata da oggettive difficoltà per le quali l’uomo doveva adattarsi alla macchina oggi lo smartphone è lo strumento che ci permette di superare questa difficoltà. Gli strumenti si stanno avvicinando all’uomo, ad esempio il linguaggio naturale che utilizziamo negli assistenti vocali che stiamo “umanizzando”. Quindi diminuisce la necessità di competenze nell’uso comune e quotidiano, dobbiamo lavorare moltissimo nell’educazione al digitale e a ciò che implica: opportunità e rischi. Dobbiamo lavorare molto su questo aspetto educazione digitale e educazione civica digitale sia nelle professioni che nella scuola che nella società. Il mio sogno: gene-rare occasioni di divulgazione del digitale, accessibili a chiunque, mostrando contestualmente opportunità e rischi.

Inside Schooling è un format di formazione modellabile a seconda delle proprie esigenze e ha lo scopo di proporre una formazione continua e di valore in base alle esigenze che i cambiamenti esterni impongono? Che ne pensi?

Penso che sia una bellissima idea e opportunità per chi ne beneficia. Avere professionisti ed esperti a disposizione per costruire un percorso efficace di crescita è oggi fondamentale. Il punto è che spesso le persone non sanno quale sia la loro esigenza e dove manchino in competenze. Accompagnarli è un ottimo supporto.

Quali competenze ti piacerebbe lasciare ai futuri partecipanti al corso del 27 maggio?

Come dico sempre il tempo è tiranno per cui la prima competenza, fondamentale che voglio lascia-re è quella di essere in grado di capire se il fornitore che stiamo utilizzando è un valore aggiunto, ovvero ci sta accompagnando in una crescita, oppure ci sta portando solo e soltanto nelle sue abitudini e dunque in ciò che è più comodo per il suo business. Dunque parliamo di consapevolezza in ciò che stiamo facendo e dunque maggiore responsabilità nelle scelte che operiamo a beneficio del nostro business. Ovviamente anche la capacità di allertarsi di fronte ad eventuali segnali che potrebbero condurre ad una crisi; a capire come promuoversi e valorizzarsi meglio e soprattutto a vedere la comunicazione come un insieme di parole consapevolmente connesse.

Comunicare in modo efficace per evitare crisi di Digital Reputation

Il secondo appuntamento del programma di formazione di Inside Schooling è tenuto dalla docente Francesca Anzalone, esperta di comunicazione e cultura digitale e Digital PR dal 1997. Francesca Anzalone rispecchia perfettamente la natura dinamica della comunicazione. Nella sua lunga carriera ha cercato di rimanere sempre a passo con i tempi, sviluppando anche competenze in regia e direzione artistica, sceneggiatura e narrazione per produzioni video, permettendole di raccontare le storie con il format dello storytelling.

Da oltre 20 anni è impegnata nel digitale e nell’evoluzione del web e mette a disposizione la propria conoscenza e professionalità al servizio di aziende, PA, gruppi industriali e istituti di ricerca per la formazione esterna di altre realtà.

Il corso di cui sarà docente all’interno del programma di Inside Schooling è “Come comunicare in maniera efficace e prevenire crisi di digital reputation” che si terrà giovedì 27 maggio, durante il quale si parlerà delle buone pratiche per una comunicazione coordinata e in linea con l’immagine del Brand che si vuole diffondere, come comunicare in momenti di crisi ed emergenza mediatica, come prevenirli e come fronteggiarli nel caso in cui si presentassero.

 Che cos’è la brand reputation? Come mai le aziende dovrebbero star molto attente alla propria?

La brand reputation oggi viene associata in maniera sempre più impattante alla web reputation, ovvero alla percezione positiva e alla riconoscibilità che la marca ha online, ma che deve costantemente essere supportata anche da una corporate reputation, ovvero dell’azienda stessa. Con il web l’opportunità di farsi conoscere è aumentata in maniera esponenziale e se vogliamo aggiungere, anche in maniera molto democratica. Dalla micro impresa alla multinazionale ognuno può crearsi uno spazio nel web con caratteristiche, identità, coerenza, affidabilità per raggiungere il proprio target, attraverso strategie digitali e comunicazione efficace. Dunque una possibilità da cogliere appieno e nel migliore dei modi: costruire l’immagine migliore che siamo in grado di mantenere attraverso parole, immagini e azioni concrete in una visione integrata. Costruire e, al contempo, mantenere, che per me significa un investimento del 50% su promozione, valorizzazione e 50% nella tutela. Esattamente nella stessa misura in cui il web ci offre opportunità e rischi.

Quanto è cambiata la brand reputation con una diffusione sempre più ampia dell’online?

La brand reputation si è trasformata in capitale reputazionale insieme alla reputazione aziendale dunque corporate reputation. La reputazione aziendale alla base del brand management è un bene inestimabile, che ha un impatto notevole sui profitti e sul market value dell’azienda stessa. Secondo una recente indagine di Weber Shandwick dal titolo “The State of Corporate Reputation in 2020: Everything Matters Now”, la corporate reputation impatta sul valore di mercato dell’azienda con un insieme di fattori, tutti di primaria importanza, che volendola quantificare dal report è pari al 63% del valore di mercato dell’azienda. Tutto questo ha un’implicazione ulteriore che, dal web passa all’offline e più precisamente al management: è sempre più necessario allineare strategie digitali e offline con vision e mission aziendali (nella maggior parte dei casi rivisitate con maggiore consapevolezza) in un’ottica di unicità, valore e affidabilità. Non solo è importante presentarsi al meglio, ma essere coerenti, costanti e soprattutto affidabili.

Che cosa vuol dire “difendersi da una possibile crisi di brand reputation” e come si fa a gestirla se invece accade?

Una crisi mediatica è un problema che impatta sulla credibilità dell’azienda e del brand, implica perdita di fiducia da parte del mercato, percezione di inaffidabile e dunque di aspettative disattese.  Significa impatto sull’asset economico. Significa un “effetto domino” che va ad abbattersi su tanti elementi dell’ecosistema aziendale. Significa che tutti gli sforzi che si sono fatti e gli investimenti per creare una Community vengono vanificati nel giro di pochi minuti se non si interviene tempestivamente, con lucidità e con coerenza e attraverso gli strumenti giusti.

Dunque se con un’attività volta alla valorizzazione del brand e del corporate contribuisco a generare attrazione dei talenti e coinvolgimento positivo dei dipendenti (motivo di orgoglio di essere parte di questo brand e corporate); con la crisi divento respingente per il mercato, e per la mia comunità se l’elemento scatenante coinvolge un valore in cui la percezione pubblica ha identificato il brand e il corporate. Tradisce quella fiducia che è stata riposta e supportata.

Gestire una crisi implica consapevolezza, capacità di scindere emozioni e razionalità, reagire tempestivamente, avere documenti, protocollo e policy da seguire e distribuire nell’immediato. Significa avere una squadra pronta ad agire in maniera consapevole e responsabile. E dunque, significa avere lavorato bene prima. Prevenire una crisi si può, ma mai al 100%, per questo è fondamentale avere le idee chiare e tutto sotto controllo per la reazione.

Durante il corso affronti il tema del diritto dell’oblio, che è un tema molto caldo, incominciato da meno di dieci anni fa, all’interno del dibattito pubblico italiano. In che modo il diritto all’oblio è collegato al concetto di Brand Reputation?

Questo tema è sicuramente centrale nella mia attività di comunicazione soprattutto nell’ambito del digitale, ma oggi sappiamo bene che si parla di comunicazione integrata e dunque va gestito in maniera consapevole e responsabile. Accanto a me, nelle attività di gestione di crisi mediatiche ho l’Avvocato Fabio Squassoni, il mio Partner in Crisis, con il quale analizziamo congiuntamente tutto i materiali, ci confrontiamo e valutiamo aspetti e implicazioni. Ci concentriamo immediatamente su come arginare, mitigare il problema, sul problema stesso e sulle azioni immediate. Sia in ambito di comunicazione che a livello legale per comprendere come fermare.

E’ una questione di semantica, di analisi minuziosa della parola, e soprattutto di scelta di quelle da utilizzare al meglio. Per questo la specializzazione di ognuno diventa il valore per il servizio.

La definizione la lascio all’Avvocato con le parole più precise: “Quello del diritto all’oblio inteso in senso ampio è un tema che nasce con la privacy, ma prende campo oggi nel nostro paese rispetto all’ambito più ristretto della comunicazione online proprio perché oggi le persone si sono accorte che “essere dimenticati” in un ecosistema digitale non è così semplice. Qui i concetti di ‘coercibile’ e di ‘garantito’ diventano liquidi e questo ci costringe a ripensare la cultura del diritto come qualcosa che scende dall’alto: quando manca un’autorità centrale che possa davvero intervenire per impedire una violazione, la realizzazione di un diritto dipende in modo determinante dal comportamento del suo stesso titolare. Il diritto all’oblio è il classico esempio: è da come abbiamo agito e da come agiremo nella diffusione di informazioni che ci riguardano che dipende se e in che misura questo diritto possa essere effettivamente attuato”. Taglierei la parte in cui cita l’avvocato, intendo il nome. Mettiamo un avvocato. Oppure abbiamo la liberatoria dell’avvocato a citarlo?

A proposito di diritto all’oblio: il web non dimentica e questo assioma spesso entra in contrasto con la frenesia di comunicare tanto e di fretta, rischiando di inciampare in errori dai quali non si può tornare indietro. Si dovrebbe comunicare meno o si dovrebbe comunicare con più consapevolezza?

Hai usato un termine perfetto “frenesia” nel comunicare che già ci trasmette un’implicazione di stress, di mancanza di razionalità e di pianificazione. Il punto centrale è questo: si deve avere una strategia, si deve pianificare, costruire, verificare sempre, altrimenti la fretta non è mai una buona consigliera, anzi. Per me comunicazione significa consapevolezza e responsabilità di ciò che comunichiamo che non è né immateriale né un racconto di fantasia.

Il web non dimentica nulla e anche qui lascio all’Avvocato il focus :“Niente di più vero. Le informazioni in rete valicano i confini degli stati e vengono condivise e ricondivise un’infinità di volte. Pensare di poter risolvere una crisi reputazionale online con un ordine di cancellazione, anche se emanato dall’autorità giudiziaria del tale stato o del tal altro, è velleitario: con le opportune azioni legali possiamo riuscire forse a bloccare una fonte, ma è quasi impossibile fermare l’informazione e la sua cassa di risonanza. La tutela di un diritto sulla rete non si realizza con le azioni giudiziarie se queste non sono concepite come strumenti nell’ambito di una strategia più complessa, costruita su interventi mirati di diffusione di informazioni. Essere consapevoli di come funziona l’universo in cui ci muoviamo, perché di un universo si tratta, è fondamentale per potervi interagire, ma vediamo ogni giorno che purtroppo questa consapevolezza manca.”

Purtroppo spesso alla base vi è una mancanza di cultura digitale e quindi si pensa, “tanto chi vuoi che legga questo?” dimenticando che il web è interconnessione tra persone, oggetti, dati, informazioni, contenuti e dunque un “tutto” collegato al quale ognuno di noi può accedere.

Sei un’esperta di comunicazione digitale, un settore in continuo cambiamento ed evoluzione. Quanto è importante la formazione e l’aggiornamento per chi lavora in questo ambito?

Credo che non esista una professione in cui la formazione e l’aggiornamento non siano necessari. Pensiamo alla crescita personale che ognuno di noi deve gestire quotidianamente per migliorarsi nelle relazioni ad esempio. Dunque per me è fondamentale un aggiornamento quotidiano. Pensiamo al contesto nel quale ci inseriamo un ambiente in costante evoluzione fatto di strumenti, algoritmi e contenuti. Pensiamo al settore in cui supportiamo il cliente, se non leggiamo una rassegna di settore ogni giorno come possiamo pensare di essere un bravo partner? Quello che consiglio sempre è ragionare in maniera integrata: osservare, ascoltare, leggere, confrontare, ogni giorno focalizzarsi su dati concreti su cui fare le nostre comparazioni. Altrimenti siamo sempre quel “troppo rumore per nulla!”.

Le tematiche che Francesca Anzalone affronta all’interno del suo corso, come si può ben intuire dalle risposte che la docente ci ha fornito, sono argomenti estremamente attuali, di cui solo da pochi anni se ne parla e si conducono studi e approfondimenti a riguardo.

Francesca Anzalone è una professionista nella divulgazione di contenuti digitali, e come lei stessa ha affermato all’interno dell’intervista, il suo scopo è di divulgare e diffondere il più possibile la cultura digitale tra le persone, perché solo così si può rendere il web un ambiente virtuoso per l’interconnessione tra persone e la diffusione di contenuti di valore.

La prossima settimana verrà pubblicata la seconda parte dell’intervista, nella quale si entrerà ancora più nello specifico sul concetto di Brand Reputation, sottolineando di quanto esso venga influenzato dall’antecedente processo di costruzione di una identità aziendale ben strutturata e coerente con le azioni concrete dell’azienda.

Ringraziamo Francesca Anzalone per l’intervista e vi consigliamo di non perdervi il secondo tempo!

Nasce Inside Schooling, la scuola digitale di Inside Factory

Inside Schooling: la scuola online di Inside Factory, cinque appuntamenti incentrati sulle nuove competenze digitali!

In linea con i cambiamenti che la tecnologia sta apportando nel mondo del lavoro, Inside Factory dà il via ad una serie di appuntamenti di formazione, focalizzati sulle nuove competenze digitali. Le lezioni si svolgeranno in modalità digitale e interattiva! Cinque relatori diversi per una formazione specifica sulle nuove abilità digitali che il mondo del lavoro richiede.

Inside Schooling è un progetto di scuola digitale che nasce dall’idea di aiutare micro imprese, liberi professionisti o lavoratori nel settore della comunicazione per affinare l’utilizzo dello strumento digitale!

L’online ha infatti ridefinito molte attività professionali, modificando gli incontri tra colleghi, lo svolgersi delle riunioni, la possibilità di mettersi in contatto con altri professionisti o la possibilità di diffondere il proprio brand sfruttando le potenzialità delle piattaforme social.

Proprio per questo, le lezioni di Inside Schooling sono tenute da docenti che metteranno a disposizione le proprie competenze e conoscenze per mostrare come il web e la tecnologia abbiano e stiano cambiando il lavoro, specialmente negli ultimi 12 mesi, su aspetti di comunicazione, commerciale, public speaking e leadership.

Gli appuntamenti hanno una durata di 4H ciascuno (dalle ore 16:00 alle ore 20:00) ogni giovedì dal 20 maggio fino al 17 giugno. Ogni corso di Inside Schooling è a pagamento al costo di € 149,00 + IVA, ma è possibile prenotarsi in Early Bird al costo di € 89,00 + IVA fino al 23 aprile!

Scopri tutti gli appuntamenti e i relatori!

Per conoscere i temi trattati e per confrontarsi sulle tematiche, ti invitiamo all’Open Day “La Consapevolezza del Cambiamento”, webinar gratuito di presentazione di Inside Schooling a cura di Martina Giacomelli, Executive Director Inside Factory, che si terrà il 23 aprile alle ore 18. È possibile iscriversi gratuitamente a questo link.

Per maggiori informazioni, contattaci a info@insidefactory.it!

Inside Factory presenta “Galateo della Scuola”

E se il galateo tornasse tra le mura scolastiche?! Una pratica educativa così antica incontra la caotica realtà scolastica attuale in un libro schietto e d’impatto scritto da Luca Rossi, un docente di lingua e letteratura francese in un liceo linguistico. Nel libro l’autore sprona a riflettere su come sarebbe utile ricostruire un galateo di comportamento nelle scuole italiane affinché si possano ricostruire le basi del rispetto reciproco formale e sostanziale tra scuola e famiglie.

È con grande piacere che ti invitiamo alla PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GALATEO DELLA SCUOLA” che si terrà mercoledì 30 marzo 2021 alle ore 21:30 con la partecipazione di:

Luca Rossi Autore

Andrea GhezziEditore de La Linea

Tommaso Bertelli Dirigente Scolastico

Sarà un momento di confronto su quanto la relazione tra scuola – famiglia – società sia mutata con il passare tempo, sui pro e i contro sulla scuola di oggi e su come poter riconquistare quel rispetto reciproco di cui, qualche volta, tendiamo a scordarci. L’evento è online e la partecipazione è totalmente gratuita!

CLICCA QUI PER ISCRIVERTI

Una volta iscritto, riceverai da noi una mail con il relativo link di collegamento all’evento! E, se dopo esserti iscritto non riesci a partecipare al live, nessun problema: ti invieremo le credenziali della registrazione!

Per maggiori informazioni scrivi a info@insidefactory.it!

LA FORMAZIONE DI INSIDE FACTORY A SERVIZIO DELLA CONTINUITÀ OPERATIVA TOSCANA

L’associazione Esculapio di Firenze opera nel settore del volontariato e del sociale e ha deciso di formare i suoi operatori telefonici attraverso il corso di formazione, ideato da Inside Factory sul “Comportamento Telefonico Professionale”.

Daniele Lucarelli, Coordinatore Regionale dell’associazione, ci ha concesso un’intervista per raccontare i motivi che l’hanno spinto a prendere questa decisione.

Il volontariato ha da sempre ricoperto un ruolo di prossimità e vicinanza ai cittadini, fornendo servizi sociali di cui altrimenti una gran parte di persone non riuscirebbe a usufruire. La pandemia ha messo a dura prova queste realtà, costringendole a un cambio di marcia nella gestione del lavoro e delle relazioni sociali. Tuttavia Esculapio, dal 2003, anno in cui è nata, si è occupata dell’organizzazione della logistica del trasporto sanitario, quindi ha sempre svolto un ruolo essenziale, ma che non richiedeva la presenza fisica delle persone. La scelta del nostro corso, “Il Comportamento Telefonico Professionale” è stata dettata dagli effetti della pandemia oppure è slegata da essa?

La scelta del vostro corso di formazione non è legata alla pandemia, ma all’avvio di un nuovo servizio, insieme all’azienda USL Toscana Centro, che opera all’interno della centrale operativa per la continuità assistenziale. Era un progetto che esisteva già prima della pandemia, infatti avevamo da tempo pensato di fare una scelta di questo genere, ma non trovavamo mai il corso giusto. Noi volevamo già offrire una formazione ai nostri operatori che insegnasse a mantenere un comportamento professionale, anche durante delle chiamate difficili, anche perché le persone che ci chiamano, la maggior parte delle volte sono in difficoltà e nonostante ciò l’operatore deve raccogliere tutta una serie di informazioni durante la chiamata. 

Il corso che ha scelto per formare gli operatori telefonici che lavorano nella sua associazione è “Il Comportamento Telefonico Professionale”, un corso della durata di otto ore. La nostra formazione cerca di offrire un connubio perfetto tra una comunicazione efficace, e quindi concisa e rapida, ma non per questo asettica. La scelta di formare i suoi operatori può apparire inusuale all’interno del terzo settore, un po’ restio a investire sul proprio personale, soprattutto con un’ottica imprenditoriale. Cosa pensa a riguardo?

A parere mio il terzo settore si forma molto sugli aspetti tecnici e non su quelli relazionali, ma è un pensiero che esula dalle mie competenze specifiche. Piuttosto, io ritengo da sempre un aspetto fondamentale istruire i nostri operatori non solo con informazioni tecniche ma anche ponendoli davanti a riflessioni e comportamenti che dovrebbero essere d’obbligo. Inoltre, ho sempre pensato che si dovesse investire sulla comunicazione telefonica, convito che possa essere in grado di fornire informazioni tecniche al pari con altri servizi che utilizzano modalità diverse.

 L’attività di formazione del personale che lavora all’interno Esculapio significa investire nell’immagine della stessa associazione. Condivide questo paradigma? E se si, nel caso specifico del corso di Inside Factory che vantaggi ha riscontrato?

Condivido, infatti già prima di incominciare il corso da voi ho cercato di garantire una formazione ai miei operatori tecnici, fornendo competenze trasversali e non solo prettamente tecniche. Gli operatori inizieranno a metà marzo quindi non le posso dire i vantaggi riscontrati, piuttosto posso dirle che ho notato che gli operatori più anziani hanno con l’esperienza acquisito un comportamento telefonico professionale. Il corso, quindi, è stato utile a istruire i nuovi operatori a non commettere gli stessi sbagli che chi opera già da tempo nel settore ha commesso e per raggiungere quel grado di professionalità necessario per affrontare una chiamata professionale.

Articolo a cura di Chiara Paolella, Comunicazione & Marekting Inside Factory

Al via la nuova Digital Edition del Business Elevation Program

A febbraio comincia il Business Elevation Program, la formazione professionale di Inside Factory dedicata ad aziende e professionisti di ogni settore data la trasversalità dei suoi temi e contenuti! Il Business Elevation Program è un percorso di formazione flessibile che il partecipante può modellare su misura per lui, partecipando a tutti gli appuntamenti oppure selezionando quelli di suo maggior interesse!

9 appuntamenti, 4H di lezione ciascuno, con temi che spaziano dalle Tecniche di Vendita al Public Speaking, dalla Comunicazione Efficace al Time Management. Ogni corso sarà realizzato in diretta streaming e registrato, con l’opportunità di rivederlo anche successivamente!

La partecipazione al Business Elevation Program è a pagamento ma fino al 21 febbraio hai l’opportunità di accedere all Early Bird! Clicca qui per scoprire tutti i temi trattati e le quote di iscrizione!

Il 19 febbraio inoltre realizzeremo un’anteprima di presentazione del Business Elevation Program con il corso “Le Nove Regole del Successo” a cura di Simone Terreni, CEO & Founder di Inside Factory e formatore di tutto il Business Elevation Program! Clicca qui per iscriverti, ti aspettiamo!