Organizzare il NextParty: la fiducia che fa la differenza

Lo scorso ottobre si è tenuto il NextParty, il meeting annuale di Nextmedia, azienda che si occupa di distribuzione di sistemi di telecomunicazione in Italia. L’incontro è stato organizzato con il supporto del team di Inside Factory.

Come il corso di formazione Business Elevation Program ci insegna, abbiamo voluto raccogliere il riscontro del cliente. Un modo per conoscere come è stata percepita la nostra collaborazione, se e dove ci sono state criticità e come migliorarci. Insomma, volevamo sapere “Il cliente è contento? Siamo riusciti a supportarlo? Abbiamo fatto la differenza?”

Se vuoi conoscere le risposte, ecco di seguito l’intervista a Daniele Domeniconi, direttore commerciale di Nextmedia. Credetemi, sono le sue vere parole…

  • Che cos’è per voi il NextParty? Quanto è importante?

Per noi il NextParty è l’evento più importante che facciamo durante l’anno. Questo per due motivi: è un momento per creare gruppo, fidelizzare il cliente, dandogli la possibilità di stare con noi due giorni con un pacchetto completo di servizi, legati sia alla parte lavorativa che alla parte ludica. In più è anche un’occasione per presentare ufficialmente tutte le novità dei nostri fornitori e vendor. E’ un’opportunità importante per noi per presentarci ai potenziali nuovi clienti che non ci conoscono bene ed è difficile per loro comprendere chi siamo e cosa facciamo. Nel momento in cui vengono al NextParty e vedono la struttura organizzativa e le persone che ci lavorano, si fanno un’idea di noi diversa da quella che potrebbe essere percepita dall’esterno. Per noi è quindi una vetrina molto importante.

  • Anche quest’anno vi siete affidati a Inside Factory per la sua organizzazione, come mai?

Questo è il terzo anno che collaboriamo con Inside Factory e ci siamo sempre trovati bene in termini di professionalità, supporto, disponibilità, attenzione ai dettagli. Abbiamo affidato al tema una serie di servizi che a noi interessavano e che fossero gestiti in modo più attento, ci siamo affidati in particolare a Claudia e Desirée. Sapendo che c’erano loro e conoscendo già come lavorano, ero più tranquillo nel seguire altre attività.

Inoltre, devo dire che abbiamo ricevuto tantissimi complimenti da parte di nostri clienti, che sono stati contattati per ricevere l’invito all’evento. In tanti hanno apprezzato la cordialità e il modo di operare.

  • In quali attività era coinvolto il team di Inside Factory?

Il team di Inside Factory è stato coinvolto nell’ideazione del format e sui contenuti dell’evento. In particolare, il team di Inside ha gestito gli inviti e il recruitment diretto dei nostri partecipanti. Ha supervisionato le presentazioni dei relatori, le slide e i loro contenuti, affinché fossero corrette, omogenee e fluide. Ancora ha diretto perfettamente la regia della conferenza: presentazioni, pause, musiche ed interventi, audio.

Devo dire che ci ha supportato in tutte le attività che c’erano da fare in quei due giorni, rendendo disponibile in tutto e per tutto, anche laddove non competeva a loro.

  • Qual è il valore aggiunto che vi ha dato?

Sicuramente avere l’appoggio di persone di cui ci fidiamo è un aspetto fondamentale: sapere che un’attività è svolta da persone competenti significa non dovermi preoccupare di controllarla. Abbiamo potuto delegare in serenità delle attività che ci avrebbero portato via tempo e risorse, attività che invece Inside Factory sa gestire molto meglio.

Poi, sicuramente un aspetto che devo riconoscere è la disponibilità. Negli anni abbiamo sempre percepito la voglia di collaborare, al punto tale da sentirli parte dello staff NextMedia, anche se in realtà è un’azienda esterna. Ma in realtà è come se fossero con noi. Il valore aggiunto è questo: la professionalità, la disponibilità e il modo di operare, che ci rende tranquilli nelle attività che devono fare.

  • Raccontami un aneddoto in cui il team di Inside Factory ha fatto la differenza!

Non c’è un particolare episodio, ma è l’attenzione nelle attività a fare la differenza. Si percepisce la voglia di mettersi in gioco e di impegnarsi. Ad esempio, il voler essere con noi la sera prima dell’evento -quando avrebbero potuto andar via – voler condividere con noi quei momenti, sono quelle attenzioni che rendono esclusivo il rapporto.

L’ultima domanda della mia intervista era “Consigliereste Inside Factory?”, ovviamente siamo entrambi scoppiati a ridere di fronte ad una risposta così scontata.

Non so se a tutti capita di raccogliere riscontri del genere. Certamente ascoltare queste parole ci ha soddisfatto tanto, vedere riconosciuto il nostro impegno e la nostra professionalità ci ha riempito di gioia e di orgoglio.

A cura di Giovanna Annunziata

La lingua digitata

Anglicismi, neologismi, abbreviazioni, emoji… i social network e il mondo digitale si sono insinuati nella lingua italiana e nel nostro quotidiano. D’altronde, prima ancora dei social, sono entrati rapidamente nelle tasche di tutti gli smartphone, veri portali di accesso verso il mondo on line.

 Secondo la ricerca “Digital in Italia 2019” di Hootsuite, sono circa 35 milioni gli italiani attivi sui social network, ossia più della metà, e ci trascorrono in media un’ora e 51 minuti al giorno.

Non è mai troppo tardi

Occorre fare una doverosa precisazione, i nuovi media non sono gli unici ad aver fatto da connessione tra la lingua e gli italiani. Negli anni ’60 i mezzi di comunicazione di massa, soprattutto la Televisione, hanno permesso che gli italiani conoscessero la propria lingua. Ricordiamo il programma Non è mai troppo tardi, dove il maestro Alberto Manzi svolse una straordinaria opera di alfabetizzazione delle fasce della popolazione che per questioni anagrafiche non avevano avuto accesso alla scuola ed erano rimaste quasi completamente analfabete.

Sintesi e rapidità

Ora ritorniamo al mondo digitale e alla parola digitata. Qui le regole principali sono sintesi e rapidità. Pensiamo ai 140 caratteri di Twitter, ma prima ancora allo spazio limitato degli SMS, dove la comunicazione scritta diventa rapida, istantanea, immediata, non più appannaggio della forma. Così nello scritto spariscono le vocali e qualche coppia di consonanti.

Chi era adolescente negli anni 2000 ricorderà di aver abusato per primo di “xkè” al posto di perché, “cmq” al posto di comunque, e così “asp”o “risp” e poi lui, l’emblema del texting liceale per eccellenza il “TVB” che a fine di un messaggio occupava decisamente meno spazio di “ti voglio bene” (spesso accompagnato da un solo squillo di cellulare).

Data la rapidità e l’immediatezza, si tende a trascrivere esattamente ciò che viene detto, usi verbali tipici della comunicazione parlata diventano trascritti, con un’altissima probabilità di errori, nessuna attenzione alla punteggiatura e seria perplessità per chi non ha ancora interiorizzato questa forma.

Anglicisimi e neologismi

Dall’informatica inglese o USA arriva una serie di neologismi tipici del web: account, chattare, download, like, likare, link, linkare, post, tag, taggare, postare, twittare e tanti altri. Possiamo tradurli in italiano, ma con il rischio di non parlare più la stessa lingua.

Le emozioni

Se la lingua italiana scritta è dotata di punti di esclamazione, interrogazione o sospensione, il web è voluto andare oltre.
Il 19 settembre 1982 il professore di informatica Scott Elliot Fahlman, ufficializzò con un click lo “smiley”, ovvero: :-). In questo modo, una pratica emergente divenne elemento di un linguaggio collettivo, dando il via ad un nuovo simbolo che oggi compare in miliardi di email, status, post, tweet, SMS in tutto il mondo. Vere e proprie faccine per esprimere le proprie emozioni e il proprio stato d’animo: le famosissime emoticons di Messenger, poi diventate emoji fino ad arrivare alle GIF animate (che noi stessi poi imitiamo nella vita reale!).

Conoscere la lingua corretta

Come tutti i cambiamenti, anche questo mutamento linguistico – del tutto normale – può spaventare e essere identificato come sintomo della deriva della lingua italiana. Il rischio è di demonizzare il mondo dei social o addirittura tutto il web, precludendosi le infinite opportunità che essi offrono.

L’alfabetizzazione linguistica e l’alfabetizzazione digitale sono le risposte più semplici per affrontare il fenomeno. L’importante è conoscere le regole morfologiche, sintattiche e fonetiche della lingua italiana e imparare a distinguere i contesti in cui adoperare, invece, un tipo di linguaggio più simile al linguaggio colloquiale parlato.

Inside Factory: non solo copy

Con questo brevissimo excursus sulla lingua italiana, abbiamo voluto così spiegare l’approccio di Inside Factory alla comunicazione digitale, un servizio messo a disposizione per le aziende, realizzato con competenza da professionisti della materia. Oltre alla semplice redazione di testi, il nostro obiettivo è guidare il cliente nella ricerca dello stile comunicativo più adatto per la propria brand identity, che si tratti di un articolo, un post blog, un comunicato stampa o una newsletter, nella realizzazione di un piano per social network, o ancora nell’ideazione del layout grafico per un evento o lancio di prodotto.

A cura di Giovanna Annunziata, Press & Communication in Inside Factory. 

“La prova del Tour”: cosa ha significato organizzare i VoipDays di VoipVoice

Giusto un anno fa ci stavamo presentando ad una ad una, noi del team, raccontando l’entusiasmo nell’intraprendere la nuova avventura chiamata Inside Factory.

Nata come costola di VoipVoice, piano piano Inside Factory è cresciuta e ha cominciato a camminare sulle proprie gambe, occupandosi di comunicazione ed eventi. Ma Inside non è la solita agenzia, ha qualcosa in più. I suoi valori principali sono lo smart working, il lavoro per obiettivi e non in base all’orario di cartellino, gli eventi non convenzionali. La sua sfida? Raccontare emozioni, che si tratti di tecnologia, di una mostra zoofila o di un evento stellare (ogni citazione NON è puramente casuale). 

Ovviamente, se ad un certo punto la casa madre ha bisogno di un supporto per l’organizzazione di un tour di eventi in tutta Italia, vuoi che Inside, da figlio diligente, non sia in prima fila pronta a battersi per la madre patria?

La cerimonia dell’investitura

Così, orgogliosa della sua creatura, VoipVoice ha affidato al team di Inside l’organizzazione del suo roadshow, i VoipDays. Il Grand Tour del VoIP è composto da 9 tappe tra nord, centro e sud Italia, divise con uno schema 1 (isola) -4 (nord) – 2 (centro)- 2 (sud). Badate bene, sono meeting dove l’azienda incontra i partner ed installatori sparsi sul territorio nazionale.  Si tratta, quindi, di momenti fondamentali e rappresentativi per l’azienda. 

Non esageriamo se le aspettative erano: timing svizzero, cibo gourmet, location mozzafiato – possibilmente non convenzionali -, recruitment dei partecipanti amichevole-ma-professionale-ma-non-distaccato-mi-raccomando.
Il tutto raccontato in un successivo diario di bordo post evento singolo – attività che ha riguardato la sottoscritta – puntualmente redatto da Inside, su un percorso di ascolto, analisi e interpretazione delle descrizioni e sensazioni di chi c’era. 

Ok, no problem. 

L’organizzazione dislocata

Dopo un momento di vertigine, le donne di Inside Factory hanno accettato la sfida. 
– Ah sì, perché a parte il prezioso supporto grafico, il team è composto tutto da donne.- 

Organizzare e gestire il proprio lavoro da diversi punti d’Italia. Tutto il team di Inside Factory lavora e si confronta in modalità smart. Il coordinamento centrale è a Montelupo Fiorentino, qui troviamo Martina, Executive Director Inside Factory che coordina le attività come un direttore d’orchestra, affiancata da Serena, Executive Team Inside Factory e da Greta, all’area amministrazione.

La struttura operativa, invece, è situata tra Padova, Rimini e Napoli. “Credo che sia un lavoro perfettamente gestibile da remoto, non importa assolutamente dover essere in un ufficio o in un posto in particolare. Con il resto del team è fondamentale fare call di allineamento.” rassicura Desirée.

Ormai abituate alla gestione del carico in smart working, il flusso di lavoro è ben collaudato: “Personalmente ho sfruttato il lavoro agile organizzando delle fasce orarie per determinate attività: un esempio, l’analisi delle proposte di fornitori le ho evase al di fuori degli orari standard d’ufficio per una maggiore concentrazione e tranquillità di valutazione. Con le altre colleghe abbiamo trovato giorno dopo giorno la giusta tecnica di collaborazione, affinando i processi e identificando i migliori per noi!” descrive Claudia.

In particolare Claudia e Desirée hanno curato il recruitment  e tutta la customer care degli ospiti, le relazione con i fornitori (location, catering ecc), nonché tanti altri aspetti che un buon mago non può svelare! “Organizzazione eventi è soprattutto anticipazione dei problemi e flessibilità. Gestione degli imprevisti anche! Ad esempio, abbiamo dovuto cambiare sala poco prima del meeting di Bari per esigenze di numero.” ci spiega Desirèe.

Io, Giovanna, ho intervistato i partner vincitori del Premio “Nel segno di Leonardo, come il VoIP ti ha cambiato la vita”, ho ascoltato e scritto tanto, seguendo sia la realizzazione dei Comunicati Stampa che la produzione degli articoli del Blog di VoipVoice per ogni singola tappa. 

I complimenti 

Ad ognuna non è mancata la presenza sul campo, per testare direttamente il servizio offerto e incontrare i partecipanti di persona. L’obiettivo era creare degli incontri business e professionali, ma dal clima informale, dove alla cura del singolo dettaglio si alternasse anche un momento di relax e networking. Ci siamo riuscite. I partecipanti sono stati a loro agio, una giornata gradevole e, ovviamente, interessante dal punto di vista lavorativo. 

Desirée ci dice: “Ci sono arrivati anche i complimenti per l’organizzazione e questo, ovviamente, fa molto piacere.” E i complimenti dei partecipanti sono arrivati anche a me che ero a Castellammare, così come a Claudia: “La cosa bella di organizzare eventi è il rapporto umano che si crea con le persone (invitati, fornitori ecc) e il bello è che li puoi incontrare più volte in contesti diversi.” 

Il secondo mandato

Ma quindi? Cosa dice la casa madre??? Siamo state all’altezza delle aspettative?

Beh, direi! Non abbiamo finito il primo che stiamo già organizzando il secondo tour!

I riscontri sono arrivati dopo ogni incontro e sono stati tutti estremamente positivi. Al punto che i VoipDays continuano in autunno, ancora organizzati da Inside Factory. Un nuovo giro d’Italia con noi dietro le quinte.


A cura di Giovanna Annunziata, Press & Communication in Inside Factory.

EnGenius Network: Inside Factory dietro le quinte del primo Partner Summit Europeo

Giovedì 24 maggio il team di Inside Factory era a Milano per “Visualize your Network”, il primo Partner Summit Europeo di EnGenius. E’ stato il primo evento lancio di EnGenius Network, dove sono state presentate le nuove tecnologie che rivoluzioneranno il mondo delle connessioni wireless.

C’eravamo anche noi, ma dietro le quinte, così come lo siamo stati durante tutte le fasi dell’organizzazione, per accompagnare il team di EnGenius in questo meraviglioso progetto.

Stanchi ma molto soddisfatti, vogliamo raccontarvi di questo evento, a metà tra la conferenza e la convention, un momento per incontrare i partner dell’azienda, per festeggiare i venti anni di attività, per presentare le nuove tecnologie di EnGenius, ma soprattutto per riprendere i rapporti umani. Era la prima volta che si realizzava in Europa, con circa 150 partner internazionali. Una bella sfida per EnGenius e anche Inside!

EnGenius chiama,  Inside Factory risponde

Dopo aver partecipato a numerosi eventi organizzati da Inside Factory, e aver ascoltato feedback positivi da chi si è rivolto a questa giovane azienda per i propri eventi, ho deciso di appoggiarmi a loro per il supporto all’organizzazione del primo partner summit di EnGenius Networks. Sia io che i miei colleghi, i partner italiani che quelli europei, abbiamo apprezzato la professionalità con cui lo staff di Inside Factory ci ha supportato in questo evento. Posso tranquillamente considerarmi estremamente soddisfatto”. È questo il commento di Andrea Albertini, Italy Country Manager di EnGenius Networks Europe B.V a seguito del summit.

Prima della giornata fatidica ci sono tutta una serie di attività pre-evento, che vanno gestite con il dovuto anticipo, come il recruitmet dei partner ospiti, l’allestimento della location e la formazione delle hostess. “Li abbiamo guidati e consigliati nelle diverse fasi organizzative – ci racconta Claudia, Sales Manager di Inside Factoryabbiamo seguito le attività di invito e contatto diretto con i partner. È una fase delicata che prendiamo molto a cuore: in quel momento si rappresenta il cliente ed è importante avere un atteggiamento professionale ma anche amichevole e umano, senza eccedere. Dobbiamo spiegare ai partner quelle che sono le caratteristiche principali dell’evento e dargli tutte le informazioni utili affinché arrivare all’evento sia per lui il più semplice e chiaro possibile.

La consulenza che ti consiglia

Il supporto di Inside Factory è stato un arricchimento umano e professionale. Il team si è interfacciato con il personale interno di EnGenius e con l’agenzia di PR che ci segue, e tutti hanno apprezzato la loro presenza.” continua Andrea “Da un punto di vista operativo, ci hanno supportato in molteplici attività, dalla formazione delle hostess all’allestimento ma non solo: Inside Factory ci ha fatto notare dei dettagli che altrimenti avremmo trascurato e ce ne saremmo accorti troppo tardi! Come, ad esempio, la scelta della musica!

La bussola in sala

Il primo Partner Summit Europeo di EnGenius prevedeva una scaletta canonica, con presentazioni, interventi e case history, senza far mancare i momenti informali di networking, dal pranzo al party serale.  Quando si partecipa da spettatori a un evento del genere, spesso si dà per scontato il naturale susseguirsi dei momenti, come se fosse una cosa così ovvia da sembrare automatica. Chi organizza eventi sa che questa naturalezza è il risultato di un lungo lavoro organizzativo alle spalle. Il lavoro c’è ed è tanto. Il convegno deve essere piacevole per chi partecipa, altrimenti diventa un sequestro di persona! Dare vivacità ai momenti, raccontare storie, creare interesse: ecco come si coinvolge! Tutto questo si è verificato giovedì e ne siamo davvero contenti!

Lavorare insieme ad Inside Factory è stato molto prezioso, non solo in tutta l’organizzazione pre-evento, ma anche il giorno stesso della convention. Desirée (Event Manager di Inside Factory) ha avuto molta padronanza della situazione, si è interfacciata con le hostess, con i relatori e soprattutto con noi responsabili, guidandoci nella scaletta, dandoci i tempi e riuscendo a gestire magistralmente tutte le piccole criticità che si sono verificate. È stata un supporto fondamentale.

Le parole di Andrea non possono che renderci felici e orgogliosi del nostro lavoro, poiché noi lo portiamo avanti con professionalità e passione, ci mettiamo del nostro e ci impegniamo al 100%.

Grazie quindi ad Andrea e ad EnGenius Network per aver scelto di collaborare con Inside Factory, ad maiora!

A cura di Giovanna Annunziata, Press & Communication in Inside Factory.

Webinar, la formazione in tasca

Di ritorno – senza mai esserci mossi – da una sessione di webinar, ecco le riflessioni di Inside Factory sulla recente esperienza

Per il team di Inside Factory organizzare webinar è all’ordine del giorno. Riunioni on line (rigorosamente in smart working), aggiornamenti, corsi, presentazioni – nostre o per le aziende che lo richiedono, sono molto frequenti, tanto che conosciamo il format del webinar dalla A alla Z.

Oggi stesso si è conclusa la VoIP Academy E-Learning, una sessione di webinar gestita da Inside Factory per VoipVoice. Diretti dalla nostra Claudia, i webinar sono stati delle occasioni di formazione tecnica per gli addetti del settore ICT.

Partendo dalla nostra esperienza e dalle continue richieste di organizzare web meeting per aziende, ci siamo domandati: “Ma quali sono i vantaggi di questo tipo di formazione?”

La formazione online è la risposta alle difficoltà legate alla gestione del tempo. E’ una risposta alla necessità di rimanere aggiornato in un contesto che  – al giorno d’oggi – muta in un continuo e veloce progresso informativo.

Il format del webinar, in particolare, consente contemporaneamente formazione e interazione a distanza, e risulta quindi un modo facile per ottenere rapide risposte ai nostri dubbi e colmare informazioni mancanti. Si presta ai ritmi del lavoratore e del professionista che vogliono rapidamente apprendere quello che serve quando serve, secondo la filosofia “Just in time and just enough“.

Piattaforme professionali performanti

Il webinar è una trasmissione in diretta, realizzata via web, in cui uno più relatori illustrano ad altri utenti connessi, ossia i partecipanti, alcuni argomenti.

Le più moderne piattaforme professionali attualmente in uso permettono di accorciare le distanze fisiche tra i relatori e i partecipanti, instaurando un contatto diretto, senza soffrire per la mancanza dell’interazione “fisica”. Il relatore può mostrare o trasmettere in diretta slide, video e altri file. Chi assiste può partecipare attivamente alla discussione, con domande o interventi a voce. Il tutto garantendo la privacy dei presenti.

Testimonianze dal mondo business

Vincenzo Rana di Mitel

Tra le aziende della sessione gestita da Inside Factory abbiamo chiesto a  Vincenzo Rana di Mitel perché avesse optato proprio per questo format: “La formazione a distanza è un valido strumento, noi stessi all’interno della nostra organizzazione lo utilizziamo spesso per ricevere formazione sulle ultime novità dei prodotti o fare corsi di aggiornamento commerciale/tecnico. Per me vuol dire trasferire la conoscenza attraverso strumenti innovativi che permettono di far risparmiare tempo e costi, massimizzando il risultato.

Ecco un’altra testimonianza, da parte di Klaus Wallnöfer di innovaphone.

Klaus Wallnöfer, di innovaphone

Da anni innovaphone propone webinar con regolarità sulla propria piattaforma, ma partecipa con interesse anche a webinar organizzati dai propri partner quando si presenta l’occasione. In genere i webinar trattano argomenti sia commerciali che tecnici e i relatori sono diversi a seconda della tipologia. Siamo convinti che siano lo strumento ideale per tutti coloro che vogliono informarsi sulle novità oppure ottenere una rapida formazione su un argomento investendo solo il proprio tempo. Per noi sono interessanti perché, oltre a richiedere un impegno ridotto, riusciamo a raggiungere un pubblico che, per esempio, non parteciperebbe ad una fiera o ad un evento di un nostro distributore o partner.

Abbattimento dei costi per tutti

I vantaggi di una formazione via web sono lampanti. Il partecipante gode dell’immediatezza della formazione. Per un lavoratore risulta comodo ritagliarsi un’ora della propria giornata, senza alcun tempo di trasferta. Anche l’azienda che vuole aggiornare il suo dipendente è più incline al webinar, perché ottiene formazione ad un costo minimo. Inoltre, la fruizione è possibile ovunque da remoto: oggi anche l’uso del proprio pc è superato, bastano un semplice smartphone e una buona connessione.

Lead lead lead

“Riceviamo molte richieste di organizzazione e gestione di webinar da parte di aziende – ci racconta Claudia di Inside Factory, che ha condotto la recente sessione di webinar – Innanzitutto perché è un format molto versatile non solo per il partecipante, ma soprattutto per chi vuole organizzarlo. Il webinar riduce i tempi di organizzazione e azzera costi di location, trasferte, catering, ecc, tipici dei seminari dal vivo.”

Claudia Scarpari, di Inside Factory

“Poi – continua Claudia – colui che si iscrive e che partecipa al webinar vuole conoscere di più di quell’argomento o di quella soluzione, quindi è anche un modo per instaurare un primo contatto da cui potranno nascere collaborazioni future.”

Dopo questa riflessione sulla formazione digitale, abbiamo visto che il webinar è flessibile, immediato, economico, accessibile a tutti, una soluzione che risponde alle attuali esigenze di formazione continua ed un’opportunità per le aziende per entrare in contatto con il proprio target.

A cura di Giovanna Annunziata, Press & Communication in Inside Factory.

Se sei interessato ad organizzare un webinar per la tua azienda o solo sapere come possiamo aiutarti, contattaci: info@insidefactory.it

Conquistare clienti con la lead generation

Venerdì 15 marzo Alessandro Frangioni ci aspetta in casa Inside Factory, a Montelupo Fiorentino, Firenze, per parlare di Lead Generation con il Digital Marketing. 

Scopriremo come costruire delle campagne e strategie ed attirare l’attenzione di potenziali clienti. Il workshop si focalizzerà sui canali di digital advertising come Facebook Ads, Google Ads e l’e mail marketing.
Il corso è rivolto ad un massimo di 20 alunni ed è dedicato a professionisti ed aziende, ai responsabili marketing e social media manager.

Per partecipare, è possibile acquistare il biglietto qui

Mancano pochi giorni al corso e Alessandro ha chiarito per noi alcuni dubbi.

L’utente del web è sempre bersagliato da molti messaggi pubblicitari, come si fa ad attirare l’attenzione?
È vero, gli annunci e le inserzioni sono sempre più presenti durante le attività online e spesso oggi rischiamo di far apparire il nostro messaggio ma senza lasciare il “segno” e quindi rimanere impresso. Per questo la soluzione è essere differenti e puntare su messaggi più personali e meno generici. Le piattaforme di digital advertising sono sempre più complete e permettono di segmentare gruppi di persone molti ridotti, offrendo così il miglior annuncio che possa attirare la loro attenzione. Il segreto, se così possiamo chiamarlo, è questo: fare advertising più personale e meno generico. 

Facebook Ads e Google Ads possono davvero fare la differenza?
Sicuramente sono le piattaforme più performanti. Potremmo dire che l’una completa l’altra, o meglio l’una potenzia l’altra. Infatti analizzando i comportamenti che facciamo tutti i giorni online, le attività sono molte frammentate e coinvolgono interazioni multi-canale. Faccio un semplice esempio: quante volte notiamo un annuncio su Facebook e magari ci clicchiamo per poi ricercare su Google quello stesso prodotto qualche giorno dopo? L’uso intelligente di questi 2 canali permette davvero di entrare nel mercato e raggiungere potenziali clienti.

Quali sono i punti essenziali di una landing page.
Tanti e tutti specifici in base alla strategia e al risultato che ci aspettiamo. Potremmo dire che dobbiamo essere bravi a bilanciare: usabilità, design, funzionalità, copywriting, tracking. Sopratutto l’analisi dei dati sul comportamento delle persone sulla landing è fondamentale per correggere la landing e renderla migliore.

Cosa impareremo al tuo corso?
Sarà una bella full-immersion dove, toccando almeno 5/6 case-study in vari settori, scopriremo come impostare prima di tutto una strategia super-efficace anche con budget ridotti toccando Facebook Ads e Google Ads. Non mancheranno riferimenti anche all’email marketing e la Marketing Automation! Insomma un workshop molto pratico dove capiremo come creare la strategia migliore per lo sviluppo e la crescita del proprio business.

Se vuoi imparare a pianificare una strategia corretta di digital marketing non perdere il corso di Alessandro Frangioni. L’appuntamento è venerdì 15 Marzo a Montelupo Fiorentino!

Per partecipare acquista il biglietto qui.

Ti racconto una storia, il marketing con lo storytelling

Venerdì 8 marzo prende il via Storytelling, il marketing attraverso le storie, il primo corso di Digital Inside. L’appuntamento con Simone Terreni, imprenditore, formatore e storyteller, sarà proprio in casa Inside Factory, a Montelupo Fiorentino, Firenze.
Il corso è rivolto ad un massimo di 20 alunni ed è dedicato a professionisti ed aziende, in particolare ai responsabili marketing e social media manager.

Per partecipare, è possibile acquistare il biglietto qui.
In attesa dell’8 marzo, abbiamo incontrato il nostro docente e posto alcune domande.

Cos’è per te lo storytelling?

Sfila via i fatti quel che resta è storytelling!”. Questa è una definizione che danno gli esperti di Comunicazione. Se togli diciamo la parte materiale, i numeri, i dati concreti, tutto il resto è un’interpretazione della realtà. E la realtà, oltre ad essere interpretata, va raccontata. Da sempre l’uomo usa le storie come sistema per metabolizzare eventi, imparare, crescere, comunicare, evolversi. Lo Storytelling è qualcosa che fa parte dell’uomo. L’uomo ha bisogno delle storie, cerca storie, vuole storie. Più che Homo Sapiens Sapiens noi siamo Homo Fictus, la grande grande scimmia che racconta storie.

Oggi giorno non siamo già bombardati di storie?

Siamo completamente immersi nelle storie. Anzi le storie dominano la nostra vita. A volte ce ne rendiamo conto, a volte no. Ci sono le storie esplicite: libri, film, serie Tv, teatro, fumetti, che sono la modalità tradizionale di raccontare storie, molto semplici da riconoscere. Altre volte invece troviamo nella nostra vita le storie mascherate, cioè sembrano altro ma in verità sono storie. Una canzone, una partita di calcio, un servizio giornalistico alla tv, la pubblicità, un post sui social, un videogioco: sono tutte storie, con regole ben precise e che fanno una narrazione dei fatti. Ma sono storie anche le nostre chiacchiere tra amici, i nostri ricordi, i nostri pensieri e, perché no, i nostri sogni.

Perché dobbiamo coinvolgere le emozioni per parlare di un’azienda o di un prodotto?

Le storie hanno il grande potere di ricreare delle emozioni. Grazie alle emozioni noi prendiamo le nostre decisioni. Ci innamoriamo di una persona, mangiamo un certo piatto o decidiamo di andare in un luogo perché seguiamo le nostre emozioni.

Comprare è SEMPRE un fattore emotivo. Decido di acquistare quel vestito perché mi fa stare a mio agio con me stesso, decido di prendere quella determinata auto perché mi farà essere sicuro, compro quella certa casa perché so che là i miei figli cresceranno bene. Solo emozioni.

Quindi un’azienda oggi non solo deve fare uno storytelling per presentare e raccontare i propri servizi e i propri prodotti, ma deve raccontare se stessa agli occhi dei clienti per poter diventare un punto di riferimento. 

Cosa impareremo al tuo corso?

Innanzitutto vedremo perché informare e descrivere i propri prodotti e servizi non è più sufficiente, ma occorre coinvolgere ed emozionare i target di riferimento. Chi parteciperà al corso imparerà come deve essere costruita una storia, le principali caratteristiche di uno Storyteller e come lo Storytelling, se ben utilizzato, diventi una risorsa strategica per il Business aziendale.
Non mancheranno Laboratori, Case History di successo,  esercitazioni pratiche sull’utilizzo delle storie nel Marketing d’impresa. Saranno realizzati Role-Playing Games, Speech per raccontare e raccontarsi, Writing Lab basati sulla scrittura creativa e Listening Lab per individuare le strutture delle storie. Partiremo proprio dall’analisi della propria situazione aziendale, da lì ipotizzeremo un percorso e una strategia comunicativa basata sulle storie.

Sei pronto a raccontare la tua azienda? L’appuntamento con Simone Terreni è venerdì 8 Marzo a Montelupo Fiorentino! Per partecipare acquista il biglietto qui.

Inside Factory 2.0: il nostro know how al fianco delle imprese

Anno nuovo, vita nuova ed Inside Factory non è da meno. E così, dopo aver ragionato un po’, Inside Factory presenta i suoi servizi per imprese e professionisti!

Tutto è partito dai nostri partner, diverse aziende ci hanno scelto per accompagnarle in alcune attività e così abbiamo pensato. Perché non mettere a disposizione quello che sappiamo fare meglio?

Questo è il nostro business. Un’agenzia di comunicazione, marketing organizzazione di eventi business e formazione. Cosa abbiamo in più rispetto ad altre agenzie? Non ci limitiamo alla mera esecuzione del comunicato stampa o della segreteria – certo, sappiamo fare anche quello – ma, in più – realizziamo un
contenuto che va oltre, che è capace di emozionare, di raccontare una
storia
, di coinvolgere.
La principale caratteristica di Inside non è solo la capacità di comunicare ma di comunicare sempre emozioni. Cosa molto difficile se pensiamo alle aziende della tecnologia, IT e ICT, ma altrettanto impossibile se pensiamo al GDPR o alla fatturazione elettronica. Eppure, come dimostrano i nostri progetti, noi ce l’abbiamo fatta. Quanto può emozionare una direttiva UE
oppure quanto può emozionare un router? Inside Factory riesce laddove altri avrebbero la sindrome del foglio bianco.

Comunicare non è da tutti

Lavoriamo a stretto contatto con il settore IT e ci siamo resi conto che molte aziende non sono strutturate con un ufficio comunicazione interno, per mille ragioni: non è core business, non ne hanno le forze, non c’è una struttura adeguata, viene sottovalutata o, peggio ancora, viene delegata allo stagista inesperto o alla segretaria/centralinista/assistente, che tra le mille attività, arrangia quel che può. Da situazioni del genere escono e mail sformattate, siti internet statici, pagine social aggiornate al 2015… un pessimo biglietto da visita, che è meglio eliminare del tutto.

Insomma, la comunicazione viene data sempre per scontata, ma non è scontato che venga fatta bene.

Comunicazione per tutti

Inside Factory possiede il know how per fare un’ottima comunicazione. Inside può offrire alle aziende un ufficio esterno di comunicazione, marketing e organizzazione eventi. Capace di seguirne l’intero processo, dalla gestione delle newsletter all’organizzazione di grandi eventi.

Inside
Factory offre alle aziende un servizio su misura, adatto alle esigenze del cliente. Ecco cosa sappiamo fare bene.

Partiamo dalla comunicazione. La comunicazione è la chiave del business! Un’azienda che non comunica, non esiste! Ma attenzione, una comunicazione sbagliata può danneggiare la propria reputazione e la propria credibilità! Inside Factory offre un supporto per la comunicazione strategica e ufficio stampa,
ci occupiamo dei social network, delle DEM e newsletter. Nonché di articoli, interviste e publiredazionali.

Organizziamo eventi business. Che siano seminari, workshop, tour, convention, o qualunque altro incontro, possiamo seguire l’azienda dall’ideazione del  format e dei contenuti fino alla gestione dei fornitori o degli iscritti.

Organizziamo corsi di formazione per aziende. Sebbene gli esami universitari siano terminati da un pezzo, non manca mai la necessità di imparare. Inside Factory offre corsi ad hoc per le aziende, con un taglio pratico. Su questo aspetto abbiamo in serbo una grande sorpresa, per ora diciamo solo il nome… Digital Inside!

In concomitanza con il Capodanno cinese diamo il via ai nuovi servizi di Inside Factory, diciamo un Inside Factory 2.0.

Contattateci per saperne di più!

Stay tuned!

Il fattore umano di Inside Factory

Il secondo People Hub Connected dal punto di vista di una nuova leva

La prova del nove

Ho passato ventisette ore con degli straordinari e multiformi sconosciuti. Non è una cosa che faccio tutti i giorni e sinceramente non è una cosa che di solito faccio volentieri, data la mia (molto ben dissimulata) indole introversa.

Ma al team building di Inside Factory ti senti parte della famiglia dal primo momento e hai l’opportunità unica di unire lavoro, comunicazione, formazione a tutta una serie di esperienze umane, che in altri contesti richiederebbero tempi molto più dilatati. Credo che questo sia possibile perché Inside Factory è esattamente come si propone, vera, umana, emozionale e al contempo professionale, avanguardista e pratica.

People Hub Connected

L’esperienza “People Hub Connected” è cominciata nella sede operativa di Montelupo Fiorentino: visi nuovi, accenti diversi ed evidenti differenze caratteriali hanno creato da subito la sensazione di essere entrati a far parte di qualcosa di unico nel suo genere. Un collage di personalità e professionalità legate dalla voglia di lavorare con passione e umanità, mettersi in gioco e seguire l’istinto oltre che la tecnica.

E così, dopo un pomeriggio dedicato al racconto del percorso di Inside Factory e agli obiettivi di sviluppo per il futuro, la sera diventa il momento per lasciarsi andare, un vero e proprio brainstorming all’anglosassone, con fiumi di birra, giochi improvvisati, canzoni e battute goliardiche. Nonostante ciò, tra un brindisi e un altro – al ritmo di circa cinque al minuto – si parlava ancora di smart working, eventi di formazione e dinamiche legali dei processi di trasformazione aziendale. Con allegria, spensieratezza, perché quando nella vita fai qualcosa che ami, ritrovarsi a parlarne tutti insieme a cena, ipotizzando iperbolici scenari lavorativi, è il minimo che possa succederti.

Quelli che fino a poche ore prima erano perfetti sconosciuti, diventano volti improvvisamente familiari, che senza problemi si fanno avanti per quello che sono davvero: professionisti consapevoli e preparati e contemporaneamente giovani donne e uomini capaci di godere del momento.

La squadra

Simone Terreni  i disegna le linee guida per Inside Factory. Una sorta di “siamo qui ora, e questo è dove saremo nel futuro”. E la questione interessante è che mentre parla ti sembra già di vedere le grandi cose che accadranno, i progetti realizzati, gli incontri professionali, i meeting nazionali.

Claudia, Desiree, Giovanna e Greta, le quattro anime di Inside Factory, evidentemente fondamentali e perfettamente sincronizzate nel creare la magia che fa funzionare il tutto. Quattro background molto differenti, ognuna di loro ha percorso strade professionali e personali di un certo livello. Entrarci in contatto ti fa capire davvero come sia possibile padroneggiare un mestiere ibrido e difficile come il nostro e contemporaneamente mantenere umanità e autenticità.

Sergio e Luca, gli esterni, più interni degli interni però, perché a sentirli parlare e scherzare ti sembrava fossero sempre stati lì, prima della nuova sede ristrutturata. Un’ironia sottile e una più entrante, capacità e know-how lampanti, divertenti, freschi, sul pezzo.

E poi c’eravamo Luigi, Francesco e io, i nuovi arrivati, trattati come se fossimo già parte della famiglia, a nostro agio nell’esprimerci perché Inside Factory è questo e vuole questo: un incrocio di menti ed esperienze per ideare, creare e scoprire qualcosa di diverso da quello che già c’è.

Team BUILT. Al via i progetti

L’idea del team building è proprio questa: plasmare attimi di condivisione che permettano di sentirsi parte di qualcosa di più grande di te, un team, appunto, una squadra. Quella in cui ti riconosci, che rappresenta i tuoi valori o comunque la tua etica lavorativa.

La mattina dopo, incontrarsi alla stazione per cominciare la seconda giornata insieme, fa lo stesso effetto di quando rivedi dopo un po’ i soliti compagni di avventure per intraprenderne una nuova.

Tutti insieme per un brunch e poi caccia al tesoro “storica”, in giro per Firenze risolvendo enigmi legati ai misteri artistici della città.

E poi finire in un bar a bere thè e caffè e di nuovo tra battute e racconti, iniziare a progettare quello che verrà.

Sono davvero contenta di aver inaugurato così la mia collaborazione con Inside Factory, una realtà che oltre a occuparsi di marketing, ufficio stampa, workshop, training, organizzare convention e webinar per tutto ciò che concerne le ICT, crea storie ed emozioni e mette in tutto un bel po’ di “human factor”.

Inside Factory: eventi POP per le aziende!

Gli eventi per le aziende espressione del popolo e replicabili come l’arte popolare di Andy Warhol

In questi giorni è stata inaugurata a Roma, al Complesso del Vittoriano, un’esposizione interamente dedicata ad Andy Warhol, con oltre 170 opere. E noi di Inside Factory non potevamo non andare a vederla! Il legame di Inside Factory con l’artista che ha rivoluzionato i concetti di arte e di marketing è forte, a partire dal nome.

Inside Factory e “The Factory”

Forse alcuni di voi ancora non sanno che Inside Factory è stata così battezzata, in onore ad Andy Warhol. La parola Factory infatti, vuole proprio richiamare “The Factory” nata nel 1963 sulla East 47th street, a New York naturalmente. Un luogo fisico del tutto straordinario: le pareti dipinte d’argento e ricoperte di carta stagnola. La produzione di oltre cinquecento film non convenzionali, destrutturati. Ma soprattutto il via vai di poeti, celebrità e avanguardisti che facevano il loro pellegrinaggio alla mecca dell’arte contemporanea. The Factory era soprattutto la conflagrazione di figure diverse ma mosse da un desiderio comunque: fare qualcosa di innovativo e di bello. Il team è la forza, un team eterogeneo ma accomunato dalla sensibilità “artistica”. E la stessa cosa vale per noi di Inside Factory. Siamo professionisti diversi, collocati non solo geograficamente in posti lontani. Abbiamo competenze, esperienze e approcci del tutto differenti fra loro. Ma un’unica mission condivisa: creare eventi di qualità, che vadano incontro alle esigenze di chi ne beneficia e soprattutto che sappiano lasciare quel quid di emozione in più.

L’eredità di Warhol nel mondo degli eventi e nel lavoro di Inside Factory

Dietro l’arte “popolare” di Warhol, c’è una ricerca concettuale oltre che estetica importante. Innanzitutto ascolto del mercato, inteso proprio come le persone “normali”, il popolo ispirazione appunto di un’arte popolare. L’arte diviene quindi business in risposta alla domanda di mercato. La prospettiva è ribaltata, un nuovo modello di arte che risponde ai bisogni della società e in questo senso diviene infinitamente replicabile.

È di questo paradigma che si vuole fare erede Inside Factory.

Una visione non convenzionale del business, che parte proprio come Warhol, dal recepire le richieste e interpretare i bisogni della società e delle aziende. Inside Factory è innanzitutto un team di persone aperte all’ascolto che, attraverso la propria sensibilità, sono in grado di reinterpretare in emozioni, le richieste del mercato. Inside Factory un incubatore di idee in cui si creano format su misura per le aziende, ma con processi e metodi che siano replicabili in contesti e modalità differenti. La produzione “in serie” di modelli di successo esteticamente valevoli che, al contrario di quanto diceva Sukenick appunto sulla Marylin di Warhol, mantengono delle emozioni.

Questo vuole essere Inside Factory, la produzione di Eventi (Events), accessibili e replicabili (Marketing) ma senza trascurare la pancia e il sentimento delle persone (Emotions).

Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte. AW

Questo è quello che facciamo, giorno dopo giorno. La nostra arte, gli eventi POP.