Conquistare clienti con la lead generation

Venerdì 15 marzo Alessandro Frangioni ci aspetta in casa Inside Factory, a Montelupo Fiorentino, Firenze, per parlare di Lead Generation con il Digital Marketing. 

Scopriremo come costruire delle campagne e strategie ed attirare l’attenzione di potenziali clienti. Il workshop si focalizzerà sui canali di digital advertising come Facebook Ads, Google Ads e l’e mail marketing.
Il corso è rivolto ad un massimo di 20 alunni ed è dedicato a professionisti ed aziende, ai responsabili marketing e social media manager.

Per partecipare, è possibile acquistare il biglietto qui

Mancano pochi giorni al corso e Alessandro ha chiarito per noi alcuni dubbi.

L’utente del web è sempre bersagliato da molti messaggi pubblicitari, come si fa ad attirare l’attenzione?
È vero, gli annunci e le inserzioni sono sempre più presenti durante le attività online e spesso oggi rischiamo di far apparire il nostro messaggio ma senza lasciare il “segno” e quindi rimanere impresso. Per questo la soluzione è essere differenti e puntare su messaggi più personali e meno generici. Le piattaforme di digital advertising sono sempre più complete e permettono di segmentare gruppi di persone molti ridotti, offrendo così il miglior annuncio che possa attirare la loro attenzione. Il segreto, se così possiamo chiamarlo, è questo: fare advertising più personale e meno generico. 

Facebook Ads e Google Ads possono davvero fare la differenza?
Sicuramente sono le piattaforme più performanti. Potremmo dire che l’una completa l’altra, o meglio l’una potenzia l’altra. Infatti analizzando i comportamenti che facciamo tutti i giorni online, le attività sono molte frammentate e coinvolgono interazioni multi-canale. Faccio un semplice esempio: quante volte notiamo un annuncio su Facebook e magari ci clicchiamo per poi ricercare su Google quello stesso prodotto qualche giorno dopo? L’uso intelligente di questi 2 canali permette davvero di entrare nel mercato e raggiungere potenziali clienti.

Quali sono i punti essenziali di una landing page.
Tanti e tutti specifici in base alla strategia e al risultato che ci aspettiamo. Potremmo dire che dobbiamo essere bravi a bilanciare: usabilità, design, funzionalità, copywriting, tracking. Sopratutto l’analisi dei dati sul comportamento delle persone sulla landing è fondamentale per correggere la landing e renderla migliore.

Cosa impareremo al tuo corso?
Sarà una bella full-immersion dove, toccando almeno 5/6 case-study in vari settori, scopriremo come impostare prima di tutto una strategia super-efficace anche con budget ridotti toccando Facebook Ads e Google Ads. Non mancheranno riferimenti anche all’email marketing e la Marketing Automation! Insomma un workshop molto pratico dove capiremo come creare la strategia migliore per lo sviluppo e la crescita del proprio business.

Se vuoi imparare a pianificare una strategia corretta di digital marketing non perdere il corso di Alessandro Frangioni. L’appuntamento è venerdì 15 Marzo a Montelupo Fiorentino!

Per partecipare acquista il biglietto qui.

Ti racconto una storia, il marketing con lo storytelling

Venerdì 8 marzo prende il via Storytelling, il marketing attraverso le storie, il primo corso di Digital Inside. L’appuntamento con Simone Terreni, imprenditore, formatore e storyteller, sarà proprio in casa Inside Factory, a Montelupo Fiorentino, Firenze.
Il corso è rivolto ad un massimo di 20 alunni ed è dedicato a professionisti ed aziende, in particolare ai responsabili marketing e social media manager.

Per partecipare, è possibile acquistare il biglietto qui.
In attesa dell’8 marzo, abbiamo incontrato il nostro docente e posto alcune domande.

Cos’è per te lo storytelling?

Sfila via i fatti quel che resta è storytelling!”. Questa è una definizione che danno gli esperti di Comunicazione. Se togli diciamo la parte materiale, i numeri, i dati concreti, tutto il resto è un’interpretazione della realtà. E la realtà, oltre ad essere interpretata, va raccontata. Da sempre l’uomo usa le storie come sistema per metabolizzare eventi, imparare, crescere, comunicare, evolversi. Lo Storytelling è qualcosa che fa parte dell’uomo. L’uomo ha bisogno delle storie, cerca storie, vuole storie. Più che Homo Sapiens Sapiens noi siamo Homo Fictus, la grande grande scimmia che racconta storie.

Oggi giorno non siamo già bombardati di storie?

Siamo completamente immersi nelle storie. Anzi le storie dominano la nostra vita. A volte ce ne rendiamo conto, a volte no. Ci sono le storie esplicite: libri, film, serie Tv, teatro, fumetti, che sono la modalità tradizionale di raccontare storie, molto semplici da riconoscere. Altre volte invece troviamo nella nostra vita le storie mascherate, cioè sembrano altro ma in verità sono storie. Una canzone, una partita di calcio, un servizio giornalistico alla tv, la pubblicità, un post sui social, un videogioco: sono tutte storie, con regole ben precise e che fanno una narrazione dei fatti. Ma sono storie anche le nostre chiacchiere tra amici, i nostri ricordi, i nostri pensieri e, perché no, i nostri sogni.

Perché dobbiamo coinvolgere le emozioni per parlare di un’azienda o di un prodotto?

Le storie hanno il grande potere di ricreare delle emozioni. Grazie alle emozioni noi prendiamo le nostre decisioni. Ci innamoriamo di una persona, mangiamo un certo piatto o decidiamo di andare in un luogo perché seguiamo le nostre emozioni.

Comprare è SEMPRE un fattore emotivo. Decido di acquistare quel vestito perché mi fa stare a mio agio con me stesso, decido di prendere quella determinata auto perché mi farà essere sicuro, compro quella certa casa perché so che là i miei figli cresceranno bene. Solo emozioni.

Quindi un’azienda oggi non solo deve fare uno storytelling per presentare e raccontare i propri servizi e i propri prodotti, ma deve raccontare se stessa agli occhi dei clienti per poter diventare un punto di riferimento. 

Cosa impareremo al tuo corso?

Innanzitutto vedremo perché informare e descrivere i propri prodotti e servizi non è più sufficiente, ma occorre coinvolgere ed emozionare i target di riferimento. Chi parteciperà al corso imparerà come deve essere costruita una storia, le principali caratteristiche di uno Storyteller e come lo Storytelling, se ben utilizzato, diventi una risorsa strategica per il Business aziendale.
Non mancheranno Laboratori, Case History di successo,  esercitazioni pratiche sull’utilizzo delle storie nel Marketing d’impresa. Saranno realizzati Role-Playing Games, Speech per raccontare e raccontarsi, Writing Lab basati sulla scrittura creativa e Listening Lab per individuare le strutture delle storie. Partiremo proprio dall’analisi della propria situazione aziendale, da lì ipotizzeremo un percorso e una strategia comunicativa basata sulle storie.

Sei pronto a raccontare la tua azienda? L’appuntamento con Simone Terreni è venerdì 8 Marzo a Montelupo Fiorentino! Per partecipare acquista il biglietto qui.

Al via i corsi Digital Inside – Tutto il web a portata di business

Inside Factory è lieta di presentare Digital Inside!

Cinque giornate di formazione pratica, cinque formatori professionali, tre città, oltre trenta ore in aula fra teoria e laboratori, con classi per un massimo di venti persone.

Dall’8 Marzo prendono il via i workshop di Digital Inside, le giornate di formazione e pratica sul web marketing organizzate da Inside Factory! Sono cinque gli appuntamenti dal taglio pratico e formativo, dove interverranno relatori esperti. I workshop sono dedicati a professionisti ed aziende, in particolare ai responsabili marketing e social media manager.

Ogni giornata dura 8 ore, che includono anche una sessione di Laboratorio, per passare rapidamente dalla teoria alla pratica e vedere sul campo come si applicano le nozioni appena apprese. Ad ogni corso sarà consegnato l‘Attestato di Partecipazione e il materiale didattico presentato a lezione.

I relatori sono professionisti esperti, ben noti nel mondo del marketing e della formazione aziendale: Simone Terreni, Alessandro Frangioni, Alessandro Mazzù, Francesco Russo e Barbara Bonaventura. Ma vediamo da vicino chi sono e cosa ci diranno!

I Workshop di Marzo

Simone Terreni

Il calendario di marzo vede i primi due appuntamenti direttamente in casa Inside Factory, a Montelupo Fiorentino (FI). Venerdì 8 marzo, Simone Terreni ci parlerà di “Storytelling – Il Marketing attraverso le Storie“. “ <<Ti racconto una storia>> è da sempre una delle modalità di condivisione di valori ed esperienze reali. Oggi, grazie al Web 2.0 e alla Digital Trasformation, lo Storytelling gioca un ruolo di primo piano all’interno della strategia di comunicazione d’impresa.” – Simone Terreni.

Al workshop ci spiegherà come coinvolgere ed emozionare i target di riferimento, affinchè possano poi evolversi in clienti fidelizzati. Grazie al racconto di Case History di successo e ad esercitazioni pratiche, il corso si prefigge di descrivere come deve essere costruita una storia, le principali caratteristiche di uno Storyteller e come lo Storytelling, se ben utilizzato, diventi una risorsa strategica per il Business aziendale.

Frangioni formatore Facebook e Google ADV
Alessandro Frangioni

Una settimana dopo, sempre in casa Inside Factory, il 15 Marzo è la volta di Alessandro Frangioni, Digital Marketing e Advertising Specialist , che sale in cattedra per illustrarci gli Strumenti e le Strategie di Digital Marketing. Con Alessandro approfondiremo le strategie e tecniche per sfruttare il digital marketing nella lead-generation attraverso l’uso dei canali social, come Facebook Ads, Instagram Ads e Google Ads per raggiungere più contatti possibili.

Alessandro Mazzù

Il venerdì successivo faremo un salto a Bologna, a Bentivoglio per esattezza, dove incontreremo Alessandro Mazzù, Consulente di web marketing e formatore aziendale.
La lezione di Alessandro sarà incentrata sulla “Digital Strategy: strategie e strumenti a servizio delle aziende“. Vedremo come impostare una corretta digital strategy per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Le potenzialità offerte dal digitale, ma anche i rischi e gli errori da evitare, per una consapevolezza che porti un vantaggio certo per l’azienda.

I Workshop di Aprile

Francesco Russo

Nel mese di Aprile ci sposteremo con altri due appuntamenti in Veneto. Esattamente saremo a Marcon, in provincia di Venezia, il venerdì 5. Francesco Russo, Consulente Marketing, leadership e coaching, ci parlerà di LUI, il principale motore di ricerca: Google. Risponderemo alla domanda “Ne abbiamo proprio bisogno se si sceglie di avere un sito web?”. Durante il seminario si analizzeranno tre casi studio reali, che permettono di capire quale ruolo può assumere il sito web nel presentare un’azienda, un prodotto o un servizio, attraverso il posizionamento sui principali motori di ricerca.

Come esercizio, realizzeremo insieme una pagina HTML in cui si analizzeranno gli elementi fondamentali per il posizionamento web. Vedremo come curare l’ottimizzazione di una foto, di un video ed infine come si scrive un testo per il web e per un motore di ricerca.

Barbara Bonaventura

Infine, il venerdì 12 Aprile ci sposteremo a Musile di Piave, sempre in provincia di Venezia. Barbara Bonaventura, Direzione Marketing Esperti Inc., salirà in cattedra per parlare di brand. In “Let’s Brand: come rendersi unici e indimenticabili in un mercato ultra competitivo, comprenderemo le dinamiche per acquisire un posizionamento di valore agli occhi della clientela, proteggendosi dai competitor, grazie all’affermazione e alla realizzazione di un brand unico ed indimenticabile.

Solo 20 posti per workshop!

Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta tra argomenti e relatori se si vuole dedicare una o più giornate di full immersion alla propria formazione. A vantaggio di chi si iscrive subito, i biglietti sono in Early Bird. E non solo! Per chi vuole partecipare a due (o più) giornate, i prezzi sono ancora più vantaggiosi. Ma attenzione! Le classi hanno un limite massimo di 20 alunni.

Scegli il workshop che fa per te e riserva subito il tuo posto in Early Bird!


Inside Factory 2.0: il nostro know how al fianco delle imprese

Anno nuovo, vita nuova ed Inside Factory non è da meno. E così, dopo aver ragionato un po’, Inside Factory presenta i suoi servizi per imprese e professionisti!

Tutto è partito dai nostri partner, diverse aziende ci hanno scelto per accompagnarle in alcune attività e così abbiamo pensato. Perché non mettere a disposizione quello che sappiamo fare meglio?

Questo è il nostro business. Un’agenzia di comunicazione, marketing organizzazione di eventi business e formazione. Cosa abbiamo in più rispetto ad altre agenzie? Non ci limitiamo alla mera esecuzione del comunicato stampa o della segreteria – certo, sappiamo fare anche quello – ma, in più – realizziamo un
contenuto che va oltre, che è capace di emozionare, di raccontare una
storia
, di coinvolgere.
La principale caratteristica di Inside non è solo la capacità di comunicare ma di comunicare sempre emozioni. Cosa molto difficile se pensiamo alle aziende della tecnologia, IT e ICT, ma altrettanto impossibile se pensiamo al GDPR o alla fatturazione elettronica. Eppure, come dimostrano i nostri progetti, noi ce l’abbiamo fatta. Quanto può emozionare una direttiva UE
oppure quanto può emozionare un router? Inside Factory riesce laddove altri avrebbero la sindrome del foglio bianco.

Comunicare non è da tutti

Lavoriamo a stretto contatto con il settore IT e ci siamo resi conto che molte aziende non sono strutturate con un ufficio comunicazione interno, per mille ragioni: non è core business, non ne hanno le forze, non c’è una struttura adeguata, viene sottovalutata o, peggio ancora, viene delegata allo stagista inesperto o alla segretaria/centralinista/assistente, che tra le mille attività, arrangia quel che può. Da situazioni del genere escono e mail sformattate, siti internet statici, pagine social aggiornate al 2015… un pessimo biglietto da visita, che è meglio eliminare del tutto.

Insomma, la comunicazione viene data sempre per scontata, ma non è scontato che venga fatta bene.

Comunicazione per tutti

Inside Factory possiede il know how per fare un’ottima comunicazione. Inside può offrire alle aziende un ufficio esterno di comunicazione, marketing e organizzazione eventi. Capace di seguirne l’intero processo, dalla gestione delle newsletter all’organizzazione di grandi eventi.

Inside
Factory offre alle aziende un servizio su misura, adatto alle esigenze del cliente. Ecco cosa sappiamo fare bene.

Partiamo dalla comunicazione. La comunicazione è la chiave del business! Un’azienda che non comunica, non esiste! Ma attenzione, una comunicazione sbagliata può danneggiare la propria reputazione e la propria credibilità! Inside Factory offre un supporto per la comunicazione strategica e ufficio stampa,
ci occupiamo dei social network, delle DEM e newsletter. Nonché di articoli, interviste e publiredazionali.

Organizziamo eventi business. Che siano seminari, workshop, tour, convention, o qualunque altro incontro, possiamo seguire l’azienda dall’ideazione del  format e dei contenuti fino alla gestione dei fornitori o degli iscritti.

Organizziamo corsi di formazione per aziende. Sebbene gli esami universitari siano terminati da un pezzo, non manca mai la necessità di imparare. Inside Factory offre corsi ad hoc per le aziende, con un taglio pratico. Su questo aspetto abbiamo in serbo una grande sorpresa, per ora diciamo solo il nome… Digital Inside!

In concomitanza con il Capodanno cinese diamo il via ai nuovi servizi di Inside Factory, diciamo un Inside Factory 2.0.

Contattateci per saperne di più!

Stay tuned!

Il fattore umano di Inside Factory

Il secondo People Hub Connected dal punto di vista di una nuova leva

La prova del nove

Ho passato ventisette ore con degli straordinari e multiformi sconosciuti. Non è una cosa che faccio tutti i giorni e sinceramente non è una cosa che di solito faccio volentieri, data la mia (molto ben dissimulata) indole introversa.

Ma al team building di Inside Factory ti senti parte della famiglia dal primo momento e hai l’opportunità unica di unire lavoro, comunicazione, formazione a tutta una serie di esperienze umane, che in altri contesti richiederebbero tempi molto più dilatati. Credo che questo sia possibile perché Inside Factory è esattamente come si propone, vera, umana, emozionale e al contempo professionale, avanguardista e pratica.

People Hub Connected

L’esperienza “People Hub Connected” è cominciata nella sede operativa di Montelupo Fiorentino: visi nuovi, accenti diversi ed evidenti differenze caratteriali hanno creato da subito la sensazione di essere entrati a far parte di qualcosa di unico nel suo genere. Un collage di personalità e professionalità legate dalla voglia di lavorare con passione e umanità, mettersi in gioco e seguire l’istinto oltre che la tecnica.

E così, dopo un pomeriggio dedicato al racconto del percorso di Inside Factory e agli obiettivi di sviluppo per il futuro, la sera diventa il momento per lasciarsi andare, un vero e proprio brainstorming all’anglosassone, con fiumi di birra, giochi improvvisati, canzoni e battute goliardiche. Nonostante ciò, tra un brindisi e un altro – al ritmo di circa cinque al minuto – si parlava ancora di smart working, eventi di formazione e dinamiche legali dei processi di trasformazione aziendale. Con allegria, spensieratezza, perché quando nella vita fai qualcosa che ami, ritrovarsi a parlarne tutti insieme a cena, ipotizzando iperbolici scenari lavorativi, è il minimo che possa succederti.

Quelli che fino a poche ore prima erano perfetti sconosciuti, diventano volti improvvisamente familiari, che senza problemi si fanno avanti per quello che sono davvero: professionisti consapevoli e preparati e contemporaneamente giovani donne e uomini capaci di godere del momento.

La squadra

Simone Terreni e Samuel Lo Gioco, i capi, diversissimi tra di loro, per indole e modalità, accomunati dall’evidente amore per il progetto e dall’intensità con cui disegnano le linee guida per Inside Factory. Una sorta di “siamo qui ora, e questo è dove saremo nel futuro”. E la questione interessante è che mentre parlano ti sembra già di vedere le grandi cose che accadranno, i progetti realizzati, gli incontri professionali, i meeting nazionali.

Claudia, Desiree, Giovanna e Greta, le quattro anime di Inside Factory, evidentemente fondamentali e perfettamente sincronizzate nel creare la magia che fa funzionare il tutto. Quattro background molto differenti, ognuna di loro ha percorso strade professionali e personali di un certo livello. Entrarci in contatto ti fa capire davvero come sia possibile padroneggiare un mestiere ibrido e difficile come il nostro e contemporaneamente mantenere umanità e autenticità.

Sergio e Luca, gli esterni, più interni degli interni però, perché a sentirli parlare e scherzare ti sembrava fossero sempre stati lì, prima della nuova sede ristrutturata. Un’ironia sottile e una più entrante, capacità e know-how lampanti, divertenti, freschi, sul pezzo.

E poi c’eravamo Luigi, Francesco e io, i nuovi arrivati, trattati come se fossimo già parte della famiglia, a nostro agio nell’esprimerci perché Inside Factory è questo e vuole questo: un incrocio di menti ed esperienze per ideare, creare e scoprire qualcosa di diverso da quello che già c’è.

Team BUILT. Al via i progetti

L’idea del team building è proprio questa: plasmare attimi di condivisione che permettano di sentirsi parte di qualcosa di più grande di te, un team, appunto, una squadra. Quella in cui ti riconosci, che rappresenta i tuoi valori o comunque la tua etica lavorativa.

La mattina dopo, incontrarsi alla stazione per cominciare la seconda giornata insieme, fa lo stesso effetto di quando rivedi dopo un po’ i soliti compagni di avventure per intraprenderne una nuova.

Tutti insieme per un brunch e poi caccia al tesoro “storica”, in giro per Firenze risolvendo enigmi legati ai misteri artistici della città.

E poi finire in un bar a bere thè e caffè e di nuovo tra battute e racconti, iniziare a progettare quello che verrà.

Sono davvero contenta di aver inaugurato così la mia collaborazione con Inside Factory, una realtà che oltre a occuparsi di marketing, ufficio stampa, workshop, training, organizzare convention e webinar per tutto ciò che concerne le ICT, crea storie ed emozioni e mette in tutto un bel po’ di “human factor”.

Inside Factory: eventi POP per le aziende!

Gli eventi per le aziende espressione del popolo e replicabili come l’arte popolare di Andy Warhol

In questi giorni è stata inaugurata a Roma, al Complesso del Vittoriano, un’esposizione interamente dedicata ad Andy Warhol, con oltre 170 opere. E noi di Inside Factory non potevamo non andare a vederla! Il legame di Inside Factory con l’artista che ha rivoluzionato i concetti di arte e di marketing è forte, a partire dal nome.

Inside Factory e “The Factory”

Forse alcuni di voi ancora non sanno che Inside Factory è stata così battezzata, in onore ad Andy Warhol. La parola Factory infatti, vuole proprio richiamare “The Factory” nata nel 1963 sulla East 47th street, a New York naturalmente. Un luogo fisico del tutto straordinario: le pareti dipinte d’argento e ricoperte di carta stagnola. La produzione di oltre cinquecento film non convenzionali, destrutturati. Ma soprattutto il via vai di poeti, celebrità e avanguardisti che facevano il loro pellegrinaggio alla mecca dell’arte contemporanea. The Factory era soprattutto la conflagrazione di figure diverse ma mosse da un desiderio comunque: fare qualcosa di innovativo e di bello. Il team è la forza, un team eterogeneo ma accomunato dalla sensibilità “artistica”. E la stessa cosa vale per noi di Inside Factory. Siamo professionisti diversi, collocati non solo geograficamente in posti lontani. Abbiamo competenze, esperienze e approcci del tutto differenti fra loro. Ma un’unica mission condivisa: creare eventi di qualità, che vadano incontro alle esigenze di chi ne beneficia e soprattutto che sappiano lasciare quel quid di emozione in più.

L’eredità di Warhol nel mondo degli eventi e nel lavoro di Inside Factory

Dietro l’arte “popolare” di Warhol, c’è una ricerca concettuale oltre che estetica importante. Innanzitutto ascolto del mercato, inteso proprio come le persone “normali”, il popolo ispirazione appunto di un’arte popolare. L’arte diviene quindi business in risposta alla domanda di mercato. La prospettiva è ribaltata, un nuovo modello di arte che risponde ai bisogni della società e in questo senso diviene infinitamente replicabile.

È di questo paradigma che si vuole fare erede Inside Factory.

Una visione non convenzionale del business, che parte proprio come Warhol, dal recepire le richieste e interpretare i bisogni della società e delle aziende. Inside Factory è innanzitutto un team di persone aperte all’ascolto che, attraverso la propria sensibilità, sono in grado di reinterpretare in emozioni, le richieste del mercato. Inside Factory un incubatore di idee in cui si creano format su misura per le aziende, ma con processi e metodi che siano replicabili in contesti e modalità differenti. La produzione “in serie” di modelli di successo esteticamente valevoli che, al contrario di quanto diceva Sukenick appunto sulla Marylin di Warhol, mantengono delle emozioni.

Questo vuole essere Inside Factory, la produzione di Eventi (Events), accessibili e replicabili (Marketing) ma senza trascurare la pancia e il sentimento delle persone (Emotions).

Non pensare di fare arte, falla e basta. Lascia che siano gli altri a decidere se è buona o cattiva, se gli piace o gli faccia schifo. Intanto mentre gli altri sono lì a decidere tu fai ancora più arte. AW

Questo è quello che facciamo, giorno dopo giorno. La nostra arte, gli eventi POP.

People Hub Connected 2018: diario di bordo.

#PHC2018, Io c’ero.

 

Al People Hub Connected 2018, io c’ero, ed è un onore, e un onere, raccontarvelo. Un onore perché il meeting annuale di Inside Factory è stato un momento emozionante, di grande entusiasmo. Si respirava quel fermento che caratterizza le idee vincenti, i momenti di svolta. Un onere perché, insomma, se non fai sinestesie come fossi Montale, non è così facile trasmetterlo.

Un momento fortemente voluto dal board di Inside Factory e in particolare da Samuel Lo Gioco, poliedrico fondatore del brand insieme ai soci. L’obiettivo quello di dare a tutti i collaboratori la possibilità di conoscere l’azienda e chi contribuisce al suo successo. Una scelta vincente perché, il People Hub Connected 2018 è stato davvero un momento di connessione. Con il luogo anzitutto, con l’azienda, ma anche fra i collaboratori. E sui progetti che vengono portati avanti con passione e innovazione.

La location

Con il luogo perché la sede è parte integrante della vision del gruppo. L’edificio che ospita la sede delle aziende del gruppo è una struttura di recente costruzione… non ancora inaugurata – perdonate lo spoiler e non ditelo al capo! Un luogo in cui si respira innovazione e significanza, simbolicamente circondato da una rete che vuole rappresentare il Web, ma anche il network di connessioni così importanti nelle attività del gruppo. Un luogo moderno, sostenibile grazie all’impianto fotovoltaico che lo rende autosufficiente, bello a vedersi e a viversi, dove i professionisti possono incontrarsi e creare sinergie.

L’azienda

Connessione con l’azienda, raccontata fra il serio e il faceto da chi la guida. Un racconto a tratti toccante che è partito dall’estate del 2016, il momento della nascita, per poi narrare il forte sviluppo del 2017, grazie principalmente all’organizzazione di Eventi e la Formazione. Ma soprattutto arrivando ai progetti del 2018.

Vogliamo diventare una fra le più importanti Web Agency a livello nazionale, e intendiamo riuscirci anche grazie alle nuove prestigiose collaborazioni instaurate.

Questa l’ambizione di Samuel Lo Gioco che ha appunto colto l’occasione del meeting per presentare il network di professionisti che contribuiranno alla crescita di Inside Factory, fra cui web designer, marketer, grafici, esperti in comunicazione e tanto tanto altro. 27 persone, per lo più smart worker, a testimonianza dell’estrema flessibilità e modernità della realtà toscana. E infine gli eventi, che stanno portando in giro Inside Factory per iniziative di grande successo e in continua crescita.

I progetti

#SmartWorkingDay

Innanzitutto lo Smart Working Day sviluppato in collaborazione con Giovanni Pozza di Be Happy Remotely e Andrea Solimene di Seedble, con il supporto dell’avvocato Sergio Alberto Codella dello studio Boursier Niutta & Partners (foto). Un tour per parlare di lavoro agile e come e perché implementare un progetto di smart working. Ormai emerso come l’evento sul tema più importante a livello nazionale, lo Smart Working Day è in tour con le prossime tappe del 2018, a Torino il 10.05, Milano il 21.05 e a Firenze il 5.06, e con oltre mille iscritti alle cinque tappe realizzate nel 2017.

#Think4Web

Ma durante il People Hub Connected 2018 si è parlato anche di Think4Web, la tre giorni di formazione pratica su strategie di Web Marketing e campagne di advertising on-line, in tour per l’Italia per tutto il 2018. Sviluppata con il supporto di uno dei maggiori esperti in Italia sulla tematica, Alessandro Frangioni di Roads, Think4Web ha un focus importante sull’esperienza pratica, un approccio mancante nel mondo della formazione sul Web Marketing. Un format quindi destinato a portare grandi risultati, con due tappe a Venezia e Firenze già all’attivo, una terza in programma a Milano dal 7 al 9 maggio, e altre ancora in fase di organizzazione.

#GDPRDay

Last but not least, il GDPR Day, l’evento anch’esso itinerante, per formare e informare su una tematica delicata quale quella della protezione dei dati. La prima Conferenza italiana con focus esclusivo sulla GDPR (General Data Protection Regulation), partirà da Milano l’11 aprile e arriverà a Bari il 17 maggio, passando per Padova (18.04) e Roma (15.05). Organizzata da Inside Factory in collaborazione con Area Networking di Federico Lagni, il GDPR Day ha un approccio diverso, un focus formativo con contenuti di grande qualità, speaker esperti e sponsor importanti, per fare, davvero, chiarezza su cosa chiede l’UE in merito.

Grandi successi quindi, e grandi ambizioni per il People Hub Connected 2018. Un luogo, ma anche una vision che non potrà che portare grandi soddisfazioni a tutti coloro che ho visto essere lì, crederci e investirci. Un momento quindi destinato a ripetersi e, sono certa, la prossima volta saremo ben più che 27. Stay tuned!

People Hub Connected 2018

Ed eccoci qua, tutto lo staff di Inside Factory, i collaboratori e i supporter!

Aspettando lo Smart Working Day di Napoli: intervista a Sergio Alberto Codella

Non c’è due senza tre. Dopo Milano e Roma il nostro Tour dedicato allo Smart Working approda a Napoli. Il conto alla rovescia è cominciato: Inside Factory, Seedble e Be Happy Remotely saranno in Campania il prossimo 8 novembre – negli spazi di RE WORK– per un’altra giornata di formazione, confronto e condivisione sulle tematiche legate al lavoro agile.

Mentre fervono i preparativi, proseguono le nostre interviste ai protagonisti del Tour. Oggi è la volta dell’avvocato Sergio Alberto Codella, da sempre appassionato di tematiche giuslavoristiche. Sergio Alberto fa parte dello Studio Legale Boursier Niutta & Partners dove svolge attività sia di natura giudiziale sia consulenziale in favore di aziende e manager, affrontando questioni legate al mondo del lavoro e sindacale. Essendosi da subito interessato alle tematiche connesse allo Smart Working, visto anche come occasione di sviluppo e di rinnovamento di strategie HR, l’avvocato terrà uno speech che aiuterà i partecipanti a far chiarezza sul quadro normativo.

Il 2017 infatti verrà ricordato come l’anno della legge sullo Smart Working: ma quali sono tutele, diritti e garanzie?

In qualità di relatore Sergio Alberto sarà a disposizione durante lo Smart Working Day per sciogliere i dubbi e rispondere alle domande più comuni. Ma vediamo di conoscerlo meglio…

Avvocato con la passione per il digitale, unisci all’interesse per le tematiche giuslavoristiche quello per il mondo tecnologico.  Raccontaci brevemente qual è stato il percorso che ti ha portato a ricoprire il ruolo che ti appartiene oggi.

Mi dedico da sempre allo studio di tematiche giuslavoristiche e, contestualmente, sono affascinato dalle opportunità che il mondo del digitale può offrire in molti campi. Lo Smart Working è, per così dire, la coniugazione di questi due interessi in quanto unisce all’analisi giuridica del mondo del lavoro che sta cambiando l’utilizzo di strumenti informatici di ultima generazione. In quest’ambito, ho cercato di raccogliere le intuizioni e le necessità delle imprese e dei dipendenti per cercare di offrire modelli volti a soddisfare il più possibile le esigenze dei soggetti coinvolti.

Tu e lo Smart Working: come vi siete conosciuti?

Posso dire che è stato “lui” a cercarmi, nel senso che alcune aziende mi hanno chiesto di verificare la possibilità di definire un modo di lavorare più moderno e responsabile e sono state le stesse aziende a chiedermi di vagliare, sotto un profilo legale, la possibilità di implementare modelli di Smart Working. Devo dire che il lavoro agile mi ha, sin da principio, molto interessato anche perché sottintende un nuovo modo di svolgere le rispettive attività e che può premiare sia l’impresa sia il lavoratore.

Smart Working, un’occasione di sviluppo e di rinnovamento di strategie HR. Perché, a tuo avviso, questo nuovo modello riorganizzativo rappresenta un tassello fondamentale per il futuro professionale delle imprese o dei liberi professionisti?

Lo Smart Working è una valida risposta alle esigenze di flessibilizzazione del mondo del lavoro e delle stesse esigenze personali del dipendente. Di tutto ciò sembra essersi accorto lo stesso Legislatore tanto è vero che, nella Legge n. 81/2017, è stato espressamente puntualizzato che tale strumento è volto ad “agevolare” la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

“Nuove regole per lo Smart Working: un punto di svolta?” è il titolo del tuo intervento. Quali sono le tematiche toccate?

Effettivamente la Legge n. 81/2017 è un punto di svolta, perlomeno nel senso di offrire una disciplina “normativa” ad un fenomeno che era già presente in molte aziende, soprattutto quelle di medio-grandi dimensioni. Il testo di legge, infatti, affronta molte tematiche che sono state “storicamente” critiche per il lavoro agile. Penso, ad esempio, a quelle relative alle modalità di controllo dei lavoratori e alle modalità di pattuizione delle condizioni contrattuali sul lavoro agile.

Se di lavoro agile si parla, l’Italia è fanalino di coda dell’Europa. Ora che lo Smart Working è stato ufficialmente riconosciuto e regolamentato credi che sarà più facile “compiere il grande salto”? Il 2018 sarà l’anno della svolta?

Rispetto a qualche anno fa si respira certamente un’aria diversa. A conferma di ciò, sempre più spesso, modelli di lavoro agile in principio adottati in via “sperimentale” sono stati resi organici dalle aziende  che hanno ben inteso i vantaggi di una struttura organizzativa “smart” che comporta, nella massima parte dei casi, un miglioramento dei rendimenti e della produttività. Vi sono poi sempre più aziende che, fino ad ora, non si erano interessate al lavoro agile e che, oggi, stanno invece mostrando un interesse sempre maggiore a tale fenomeno. Nel 2018 mi aspetto, infatti, un significativo aumento delle esperienze di lavoro agile.

Luci ed ombre della normativa, quali sono – se ci sono –  le contraddizioni più evidenti?

La normativa è entrata in vigore da pochi mesi e, quindi, è ancora presto per fare bilanci. Vi sono molte luci, in quanto vi è il tentativo di offrire “certezza”  sul contenuto dei diritti, ma anche degli obblighi, dei lavoratori in regime di Smart Working. Il giudizio, quindi, non può che essere positivo, ovviamente sussistono ancora alcune “ombre” che riguardano, soprattutto, i profili applicativi della legge e quali siano le condizioni più opportune da inserire nell’accordo individuale che deve intercorrere tra lavoratore e datore di lavoro per potere implementare una modalità di lavoro agile.

In base anche all’esperienza vissuta durante lo Smart Working Day di Roma, quali sono le richieste di chiarimento più comuni da parte dei professionisti, i dubbi, le incertezze che hanno impedito fino ad ora un più significativo sviluppo del lavoro agile? 

Devo dire che le incertezze sono ancora molte e riguardano, ad esempio, il ruolo dell’autonomia collettiva oppure la possibilità di perdere il “controllo” dei lavoratori. In realtà, è emerso che anche molti dipendenti sono, in alcuni casi, piuttosto scettici sul lavoro agile perché temono di essere isolati.

Anche il tema della sicurezza sul lavoro sembra molto sentito, un argomento delicato…

E’ certamente uno dei temi più delicati, ma la Legge n. 81/2017 ha cercato di offrire alcuni chiarimenti ed è intervenuta sulla questione, anche se, sul punto, la giurisprudenza avrà certamente un ruolo centrale per chiarire quali siano gli effettivi perimetri di tutela.

Una sfida, un’opportunità, una rivoluzione culturale, il ribaltamento degli schemi. Cos’ è lo Smart Working per te?

Lo Smart working è un’occasione di riforma delle strutture organizzative aziendali e un’opportunità di miglioramento della qualità di vita per i lavoratori. Vi sono, come sempre accade, delle “paure”  legate soprattutto al timore del cambiamento, ma superare queste incertezze è una soluzione per promuovere lo sviluppo e l’innovazione nel mondo del lavoro.

Questa è solo una piccola anticipazione di tutti gli argomenti che verranno sviscerati durante lo Smart Working Day di Napoli. Ringraziamo l’avvocato per il tempo ed i contenuti che ci ha regalato e vi diamo appuntamento alla prossima tappa del Tour!

Per conoscere le altre date in Italia ed iscriversi: www.smartworkingday.it 

Vi aspettiamo!

 

A cura di  Ylenia Cecchetti

Aspettando lo Smart Working Day: intervista a Giovanni Battista Pozza

Lavoro e felicità, un binomio impossibile? Non per Giovanni Battista Pozza, imprenditore con la passione per il business digitale e l’innovazione. Ma soprattutto uno dei maggiori esperti al mondo di felicità al lavoro.

Perché sì, si può, anzi si deve essere felici, soddisfatti e appagati sul posto di lavoro. Non è un’utopia ma un obiettivo da perseguire, una ricerca che ha portato Giovanni a essere felice da remoto, ad arrivarci attraverso un percorso all’insegna dell’innovazione e del nomadismo digitale.

Giovanni Battista Pozza

Una vita divisa tra tecnologia, design e innovazione, la sua: sarà lui uno degli speaker protagonisti dello Smart Working Day di Roma. Domani, nel corso della giornata di approfondimento e di focus mirati per conoscere da vicino l’universo legato al lavoro agile, Giovanni racconterà come il remoto sia un vantaggio e non un limite. E come sia possibile riuscire a LAVORARE MEGLIO DOVUNQUE, ED ESSERE FELICI AL LAVORO.  

 

 

Lo smart working è il ribaltamento degli schemi, dello stile di vita personale ma anche lavorativo. Giovanni, tu hai completamente rotto con le convenzioni, ripensato il tuo modo di vivere e di lavorare. Quando si è cominciato a parlare di smart working ci hai visto un potenziale, hai deciso di sfruttare questa filosofia per creare un nuovo modello di business. Da dove sei partito?

Sono partito 3 anni fa, quando ho iniziato a lavorare sulla felicità al lavoro e sulla felicità in generale, su quella degli altri. Inevitabilmente ho lavorato sulla mia. Ho iniziato a cambiare prospettiva, sono cambiati i rapporti di lavoro, quelli interpersonali. Lavorare sulla felicità permette di toccare tanti aspetti della vita, le priorità diventano altre, al centro dell’attenzione ci sono il benessere, la qualità della vita, delle relazioni. E’ questo che mi ha fatto “scattare”. Le competenze guadagnate negli anni mi sono servite ad affrontare questo passaggio, come fossero tessere di uno stesso puzzle da completare.  Lavorare da remoto mi rende felice, mi ha cambiato l’esistenza, ne ho guadagnato in benessere!

Ami la semplicità nella vita e l’agilità nel lavoro: per questo ti troviamo sempre online ad aiutare team e aziende a lavorare meglio da remoto. E’ quello che fai con Be Happy Remotely, di cui sei Coach e founder.  Qual è il tuo ruolo? Come si struttura una tua giornata tipo?

Be Happy Remotely

Lavoro dove voglio, questo è il presupposto. Ci sono luoghi che preferisco, tipo stare in mezzo alla natura, all’aria aperta, stimola la creatività! Mi piace soprattutto quando devo lavorare sulle relazioni. Le mie apparizioni di persona sono rare, ho completamente eliminato l’offline portando tutto sull’online. La mia giornata tipo? Mi sveglio presto, faccio yoga o meditazione, porto fuori i cani, decido dove passerò la mia giornata lavorativa in base alle attività da svolgere: in casa, in ambienti di coworking, ho i miei posti del cuore. Generalmente lavoro fino alle 19 e il weekend il mio mobile è rigorosamente in modalità aereo. No alle mail nel fine settimana!

Tu e lo Smart Working: come vi siete conosciuti?

La spinta più grossa l’ho avuta quando sono entrato a far parte del team di Happy Melly: ci sono guru a livello mondiale di metodologie nuove di gestione aziendale, agilità e felicità al lavoro.  Certi modelli di apprendimento hanno cambiato la mia prospettiva sul lavoro: non si parla di smart working, si fa! In quel contesto ho toccato con mano la bellezza del lavoro smart e delle relazioni che si possono avere con persone che in realtà non si sono mai conosciute.

Happy at work!

Hai fondato un manifesto di 12 principi per l’innovazione di prodotti e servizi attraverso l’innovazione sulle persone. Ce ne vuoi dire al volo un paio?

Prima vi spiego perché l’ho fatto. Siamo tutti sempre molto concentrati sui processi o sugli aspetti tecnici del lavoro.  A fare la differenza invece sono i valori, la collaborazione, il rispetto, l’onestà, anche tra colleghi. L’innovazione sui prodotti e sui servizi la fanno le persone, passa attraverso le persone: se le metti in un ambiente agevole rendono molto di più, un pensiero, questo, confermato da molte ricerche. Un contesto di crescita e un ambiente di lavoro felice (uno smart office) aiuta certamente a mantenere alto il livello di benessere. Il digitale non per forza è sinonimo di “attività pesante che non ti fa staccare gli occhi dal pc”. Se metti in atto le strategie giuste non perdi tempo e non sei oberato dal lavoro.  Chiunque in azienda può applicare questo metodo, basta focalizzarsi sulle persone e darsi il tempo di riflettere senza stressare se stessi e gli altri. 

Smart Working Day Roma 2017: -1. L’evento è alle porte!  Dacci un buon motivo per partecipare…

E’ importante esserci perché l’ approccio allo smart working, come raramente succede, è a 360 gradi. Andremo sul pratico, sui fatti e non sulle parole. Cercheremo di tenere in considerazione la tecnologia, aspetto fondamentale se di lavoro agile si parla. Non mancheranno approfondimenti sulla cultura aziendale.

“Come essere un team collaborativo e produttivo da remoto” è il titolo del tuo intervento. Ci vuoi dare una piccolissima anticipazione?

Le persone possono collaborare ed essere produttive da remoto come se fossero in ufficio. Un ambiente di lavoro smart e flessibile rende la tua azienda più attraente. Parlerò di come adottare un modello di lavoro smart dove le persone sono performanti anche da remoto. I miei workshop insegneranno a lavorare meglio e a creare il giusto spirito di squadra.

L’Italia è fanalino di coda dell’Europa: ora che il lavoro agile è stato ufficialmente riconosciuto e regolamentato credi che sarà più facile “compiere il grande salto”? Il 2018 sarà l’anno della svolta?

A livello culturale c’è ancora molto da fare. Non basta la legge, che ha sicuramente aiutato: lo scatto deve essere culturale. Il prossimo potrebbe essere l’anno giusto, il problema è che se da una parte ci sono moltissime persone che vorrebbero lavorare da remoto, dall’altra ci sono altrettante aziende che questa tipologia di lavoro non la stanno offrendo. Ci sono imprenditori sfiduciati, delusi, convinti che la strada dello smart working non sia percorribile.  La volontà c’è soprattutto da parte delle nuove generazioni ma trova subito un muro. Che va abbattuto!

Cos’è lo Smart Working per te?

In una parola, opportunità. Di poter introdurre un nuovo modello di lavoro in grado di semplificare, di incentivare il worklife balance e contribuire ad un miglioramento generale della società.

E a proposito di felicità al lavoro, stai davvero facendo i bagagli per trasferirti in Costa Rica?

A breve mi trasferirò con la mia famiglia dall’altra parte del mondo. Per fare questo sto portando tutto il mio business online. Prima però, tappa obbligata all’Isola del Giglio!

Domani saremo a Roma, poi lo Smart Working Day Tour prosegue con altre 3 tappe in tutta Italia.

Scegli la tua città e iscriviti!

 

A cura di  Ylenia Cecchetti

Smart Working Day 2017: buona la prima

Cormano, 5 luglio. Siamo alle porte di Milano, il caldo si fa sentire: è il giorno dello Smart Working Day 2017. La sfida era riuscire ad intercettare un buon numero di persone interessate all’argomento, condividere con loro una giornata di formazione, farlo in modo non convenzionale (come nelle corde di Inside Factory) ed offrire strumenti pratici, concreti che andassero oltre i numeri e le parole. Esperimento riuscito! Ben 83 iscritti, circa 50 partecipanti ed una “edizione zero” che ha riscosso un notevole successo andando oltre le aspettative.  Si può dire: buona la prima!

 

Nello spazio di coworking di InCOWORK e Corefab nomadi digitali ed aspiranti tali,  freelance workers e manager aziendali si sono dati appuntamento per scoprire vantaggi ed opportunità del lavoro agile. Focus sul coworking, sul worklife balance e sulla collaboration grazie a workshop mirati e testimonianze dirette.

Dopo una prima introduzione curata da Samuel Lo Gioco, Managing Director di Inside Factory, su quelli che sono stati i “pointbreak”, i momenti di rottura, che nella storia hanno comportato una svolta e un’innovazione tecnologica, l’analisi si è poi concentrata sul lavoro agile a 360°.

 

Federico Bianchi, CEO di Smartworking Srl, ha analizzato come deve cambiare la struttura organizzativa aziendale affinchè lo Smart Working possa essere implementato in maniera efficace all’interno dell’azienda stessa, mentre Samuel Lo Gioco ha spiegato le skills comportamentali che uno Smart Worker deve avere per poter essere considerato tale e per portare benefici sia a se stesso che all’impresa: lavoro per obiettivi, gestione efficace del tempo, suddivisione dei compiti, collaboration.

 

Importanti Smart Workers sono stati protagonisti del Salotto Live, professionisti e aziende strutturate che hanno già fatto il grande salto ci hanno raccontato la loro rivoluzione professionale.

Rivoluzione, appunto. La parola chiave della nostra giornata. Lo smart working è un’opportunità, una rivoluzione culturale, il ribaltamento delle abitudini e degli schemi, dello stile di vita personale e ovviamente lavorativo.

Non cambierai mai la tua vita finché non cambierai qualcosa che fai tutti i giorni.”

(Mike Murdock)

 

Abbiamo ascoltato storie di chi ha completamente rotto con le convenzioni, ripensando il proprio modo di vivere e di lavorare, sposando in toto la filosofia dello smart working. Giovanni Battista Pozza, CEO di Be Happy Remotely, ha fatto del “mondo” il suo ufficio, eliminando l’offline e basando il proprio business esclusivamente sull’online.

Hanno parlato a cuore aperto imprenditori di successo; chi per sé stesso, come Pietro Cotrupi, fondatore del franchising inCOWORK, chi per la propria azienda, come Marco Scorti, HR Business Partner Manager di Siemens Italia, in comune hanno trovato il coraggio di rompere col modello organizzativo tradizionale.

E ne hanno guadagnato in benessere e produttività. Non a caso, Siemens Italia è attualmente considerata un “modello” per tutte le aziende che vogliono introdurre concretamente il lavoro agile.

Ma quanto ci fa paura cambiare?

La rivoluzione non è più il cambiamento, è la velocità del cambiamento”. Lo ha sostenuto Sergio Zavoli, giornalista, scrittore e politico italiano aprendo di fatto un dibattito nel dibattito: l’importanza delle tempistiche. Ogni passaggio se porta al cambiamento non può, non deve essere troppo lento. Ma, anzi. Rock!

Il momento di spingere sull’acceleratore è ora. Ora che il lavoro agile è stato regolamentato sul piano normativo ci si aspetta una diffusione capillare. Un cambio di direzione. Ma da dove cominciare?

 

Nell’era dell’Industria 4.0 e della Digital Trasformation è fondamentale applicare un nuovo modello di lavoro dinamico. Per questo è nata l’idea di realizzare lo Smart Working Day, un evento totalmente pratico e diretto dove contenuti concreti hanno giocato il ruolo dei protagonisti.

Dopo gli speeches dei Main Sponsor dell’evento – Estos, Jabra, AVM, Sennheiser, VoipVoice – che hanno contribuito con dei Case Study esemplificativi di come le loro soluzioni potessero essere di aiuto e di supporto per tutti coloro che vogliono diventare Smart Workers, c’è stato il momento di lavoro pratico con il laboratorio “Tools per il lavoro agile” curato da Federico Bianchi e da Giovanni Battista Pozza. A ciascuno dei presenti è stato poi rilasciato un attestato di partecipazione. 

 

Sorrisi, soddisfazione ed entusiasmo nel gruppo di partecipanti al momento dei saluti ci hanno fatto capire che sì: il cambiamento è possibile. Qualcosa si sta già muovendo e noi abbiamo fatto la nostra parte. Grazie a tutti i presenti allo Smart Working Day 2017!

Se non cambiasse mai nulla, non ci sarebbero le farfalle“.

QUI trovate l’album fotografico completo dell’evento.

Il prossimo appuntamento con lo SWD (Smart Working Day) sarà a Roma a settembre. Segnatelo in agenda!

Ylenia Cecchetti